Movimento dei Focolari

Studi dedicati all’Economia di Comunione

Finita l’Università, volevo iniziare un Dottorato di Ricerca in Scienze Sociali. Sin da piccola, infatti, cercavo una risposta alla sofferenza e all’ingiustizia sociale. Mi sono ricordata che Chiara, proprio nel 1991, aveva consegnato ai giovani il compito di studiare l’Economia di Comunione. Ho deciso di prendere sul serio la proposta di Chiara. Si trattava veramente di una sfida, perché il mondo accademico è sempre molto diffidente verso ciò che non conosce e sentivo che mi sarei trovata di fronte questo ostacolo. Non mi sbagliavo: il mio professore non credeva per niente al mio progetto di studio. Lavoravo con lui da 7 anni, lo stimavo molto come docente e come studioso. Ha reagito fortemente e mi ha detto: “Cosa ti hanno fatto questi, ti hanno svuotato la testa? Ti sei dimenticata di tutto quello che hai imparato e studiato finora?”. È stato un duro colpo: davo molto peso alla sua valutazione e mi accorgevo che non sarebbe stata un’impresa facile portare avanti questa idea: stavo rischiando molto, perché si sarebbero potute chiudere tante porte nell’ambiente accademico. Ancora oggi, come avevo temuto, la mia carriera risente di questa scelta. Eppure, allora come oggi, continuo a notare che l’adesione a questo progetto alimenta con luce sempre nuova la mia professione e mi sostiene. Ho concluso il dottorato e assisto, come tanti, ai progressi del progetto di Economia di Comunione. Ora vedo concretamente la possibilità di contribuire alla formazione culturale delle persone, a vari livelli, per portare una visione del mondo che ha come punto di partenza e d’arrivo l’unità. La mia esperienza non è isolata: sono numerose le tesi di laurea e di dottorato dedicate all’Economia di Comunione. Addirittura in alcune università del mondo si insegna questa materia accanto ai nuovi modelli di economia sociale e civile per le numerose novità culturali che introduce. Tra queste: la reciprocità come metodo di sviluppo fraterno; la comunione, non la filantropia; il profitto come mezzo per un mondo più giusto e più umano, non come scopo dell’attività d’impresa, e la fraternità come proposta di gestione aziendale. L’economia torna a essere amica dell’uomo e della società, il mercato si umanizza, la ricchezza condivisa diventa una strada di felicità e di fioritura umana. (K. L. – Brasile)

«Testimoni della Chiesa italiana»

«Testimoni della Chiesa italiana»

Dalla presentazione del Segretario Generale della Cei, S.E. Giuseppe Betori Una celebre frase di sant’Agostino, ripresa dalla Lumen gentium (n. 8), dice: «La Chiesa prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio». Tra le consolazioni, cui faceva riferimento sant’Agostino, vi sono – nell’antichità come ai nostri giorni – i testimoni. Su questo vuole riflettere il quarto convegno ecclesiale nazionale di Verona (16-20 ottobre) che ha per titolo Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo. http://www.convegnoverona.it All’inizio del nuovo millennio, la Chiesa vuole guardare soprattutto al futuro, ma essa lo può fare solo sulla scia del proprio Maestro e delle numerose donne e uomini che gli hanno reso testimonianza in tempi lontani e vicini. Il volume che qui viene presentato, propone un itinerario attraverso le regioni italiane. Emerge così il mosaico di una Chiesa ricca, variegata, bella, ma anche radicalmente presente in ogni angolo della nazione. 97 i modelli di testimonianza evangelica raccolti nel volume, tra cui 6 testimoni del Movimento dei Focolari: Igino Giordani, padre di 4 figli, uomo di cultura di rilievo del Novecento italiano, deputato, scrittore, giornalista, pioniere dell’ecumenismo. Ha contribuito, tra l’altro, all’incarnazione nel sociale della spiritualità dell’unità e agli sviluppi ecumenici del Movimento. Maria Elena Holzhauser e Enzo Maria Fondi, tra i primi compagni di Chiara Lubich. I giovani: Chiara Luce Badano; , servi di Dio. (altro…)

L’«altro» Paraguay

Il Paraguay ha una ricca storia, con grandi potenzialità. Un paese segnato da forti differenze tra campagna e città,  tra sviluppo e povertà. La mia storia personale – racconta Cesar Romero – ha attraversato vari momenti. All’inizio la “passione” per l’umanità: il primo lavoro a 14 anni, poi i corridoi dell’Università e l’incontro con i giovani del Movimento dei Focolari. Poi le marce contro la lunga dittatura e i primi passi nella politica di partito. In seguito, la seconda tappa, quella della “delusione”: i tradimenti, le incoerenze, la mia stessa incapacità nell’attività politica. La sensazione di non poter fare niente per cambiare davvero le cose. La terza tappa, fondamentale, è stata quella della “scelta”: la scelta di amare sempre, che mi spingeva verso una politica attiva, intesa come mezzo di trasformazione della società. Nel 2000, dopo un lungo travaglio, insieme ad un gruppo di amici già impegnati nell’ambito dello sviluppo sostenibile, abbiamo costituito un’organizzazione. E’ nata così la “Fundación Yvy Porã” (Terra Bella) che, in sei anni di vita, ha promosso lo sviluppo di decine di progetti in tutto il Paraguay, sostenendo comunità di piccoli impresari, contadini, artigiani e indigeni, in centri urbani e rurali. Io però non ero ancora soddisfatto. Desideravo poter fare qualcosa di più. Così, insieme ad altri politici, mi sono impegnato nella preparazione dell’Incontro latino-americano dei sindaci che si è tenuto a Rosario in Argentina, il 2 e 3 giugno 2005, promosso dal Movimento Politico per l’unità. Ci sembrava l’occasione giusta per presentare alla società paraguaiana la fraternità come dottrina politica. Abbiamo scorso l’elenco dei sindaci per invitarli a questa manifestazione. Dalle risposte, dalle adesioni e dagli echi ottenuti, ci siamo detti: “E’ un Paraguay nuovo, un Paese risuscitato, che lavora in silenzio e noi vogliamo portarlo alla luce!”. Come un fatto che confermava questa scoperta, in quei giorni è apparso e si mantiene fino ad oggi, una pagina nuova in un giornale di grande diffusione che si intitola: “L’altro Paraguay”. All’incontro hanno partecipato, provenienti anche da altri Paesi dell’America del Sud, oltre 1000 politici, di cui 119 sindaci, 168 assessori e membri di consigli comunali, parlamentari, funzionari locali e nazionali. Contagiati dallo spirito di questo incontro, i 16 sindaci del Paraguay che avevano partecipato hanno proposto ad altri sindaci un progetto di collaborazione tra i vari Comuni. In occasione della “Giornata dell’amicizia in Paraguay”, il 30 luglio 2005, hanno stabilito un Protocollo d’intesa e di gemellaggio fraterno per sostenere e promuovere uno scambio di politiche di sviluppo locale. Questo accordo, senza precedenti in Paraguay, è stato firmato da 22 Comuni. In seguito, abbiamo dato vita ad appuntamenti periodici di approfondimento della dottrina della fraternità tra politici e stiamo costruendo la scuola paraguaiana di formazione civica e politica per giovani. (C. R. – Paraguay) (altro…)

Intervista all’economista Luigino Bruni

In che misura l’ambito dell’Economia si inserisce nella preparazione al Convegno di Verona ed in che modo può contribuire ad indicare nuove linee per il mondo laico, in un panorama socio-politico tanto variegato? «Al Convegno di Verona sono previsti dei momenti di approfondimento tematico: sono dei momenti che prenderanno in esame aspetti di carattere economico come il lavoro, l’impresa, i consumi e le scelte economiche quotidiane. In tali ambiti avremo modo di riflettere assieme su queste tematiche, perché l’economia è uno dei primi luoghi in cui si concretizza la vita cristiana. Il cristiano non è per natura  un “consumista” o colui che distrugge la natura, che consuma cose che non sono necessarie per la vita sua e dei propri familiari; è una persona che non mette i propri soldi in banche che finanziano il mercato delle armi, è una persona che quando consuma pensa a se stessa inserita nel mondo intero, dove ci sono tanti fratelli che non hanno da mangiare… Quindi le tematiche economiche sono trasversali alla vita di ogni cristiano, non è possibile prescinderne. Come lei diceva, io mi occupo di Economia di Comunione, un progetto particolare nato all’interno del Movimento dei Focolari, però guardato da tanti e in dialogo con tanti altri e, più in generale, dialogo, scrivo, lavoro con tante persone dell’economia sociale, cristiani ma anche persone di buona volontà di altre visioni o altri umanesimi. Il cristianesimo dei primi tempi della comunità di Gerusalemme – che gli Atti ci raccontano in modo meraviglioso – in cui nessuno era bisognoso, è un’immagine, un’icona, un dover essere, una profezia per tutti coloro che vivono per un’economia finalmente umana, finalmente giusta, siano essi cristiani o non.  Però il cristianesimo, in ciò, ha una sorta di primato perché da 2000 anni ci parla di comunione di beni, ci parla di “Beati i poveri”, ci parla dei “ricchi” che non entrano nel Regno, quindi in quanto cristiani abbiamo una lunga storia e un grande patrimonio da donare a tutti coloro che cercano un’economia di giustizia. Anche la Chiesa italiana ha una suo patrimonio, in quanto nessun Paese come l’Italia ha visto nascere  dalla Chiesa esperienze economiche come i monti di pietà del 1400, che hanno fatto nascere le prime banche moderne; o le abbazie benedettine che, non solo in Italia,  hanno lanciato le prime forme di innovazione economica. Ma poi su su fino alle banche rurali, alle casse di risparmio, la cooperazione negli ospedali, nelle opere di assistenza o a scuola. C’è tutta una produzione in Italia di un’economia civile che nasce dalla Chiesa. Quindi non è possibile – dal momento che oggi che vi è una grande domanda da parte della gente – rimanere assenti nel dibattito attuale sul tema economico: pensiamo al movimento No-Global,  alle OO.NN.GG., o a tutto ciò che vive oggi nel mondo e che chiede un’economia più giusta. E’ troppo grande il peso storico e culturale che abbiamo, per non dire la nostra. Quindi è giusto che  la Chiesa italiana nell’ottobre 2006 a Verona dia uno spazio adeguato e significativo al tema economico». L’intervista integrale, a cura di Raffaele Aversano, è stata pubblicata su “Nuovo Dialogo” ottobre 2006  – Settimanale della Diocesi di Taranto (altro…)

Un percorso itinerante

Come tappe di avvicinamento all’appuntamento veronese, il Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei ha programmato cinque iniziative articolate sul territorio nazionale, in approfondimento dei diversi ambiti di riflessione che verranno proposti al convegno di ottobre. Fra queste, un convegno dedicato a “Il lavoro e la festa”, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana svoltosi a Rimini dal 22 al 25 giugno scorsi. Un vero e proprio “villaggio” aperto tutto il giorno, in grado di accogliere tutti: residenti, turisti e lavoratori, con stands, aree di gioco, di sport, luoghi di incontro.    Lavoro e festa: due termini che sembrano antitetici. Ma non è così. Di fronte alle profonde trasformazioni in atto nella società post-industriale, al convegno emerge l’idea che la festa rigenera l’uomo e dà senso al lavoro. Del lavoro vengono approfondite problematiche di grande attualità: “La famiglia tra tempi di lavoro e di festa”; “I giovani tra lavoro precario, desiderio di consumo e progettualità; i “Nuovi lavori e nuova imprenditorialità”, con la presentazione di numerose esperienze. Molte le associazioni e i movimenti che hanno offerto il loro contributo: da Rinnovamento nello Spirito a Comunione e Liberazione, dall’Associazione Papa Giovanni XXIII, all’Azione Cattolica, agli scout. Il Movimento dei Focolari, nella sessione di sabato 24, dedicata a “Nuovi lavori e nuova imprenditorialità”, ha presentato l’esperienza dell’Economia di Comunione, con il prof. Luigino Bruni e Alberto Frassineti, del polo imprenditoriale “Lionello Bonfanti” – nei pressi della cittadella internazionale di Loppiano (Firenze). A Rimini, tanti anche i momenti culturali e di festa: sul tema del lavoro si sono alternate recitazioni (con Nando Gazzolo e Claudia Koll), musica (Orchestra Mediterranea e Tosca), comicità (Gigi Cotichella), il musical del Gen Verde “Prime Pagine” e il 1° gala del cortometraggio promosso dalle Acli.   (altro…)

Si inaugura il Polo Lionello Bonfanti

Domenica 22 ottobre 2006 -ore 15,30

“Porte aperte al Polo Lionello”

Dedicato a tutti coloro che vorranno visitarci e, in modo particolare, agli abitanti di Incisa, del Burchio e del territorio circostante   Lunedì 23 ottobre 2006

Incontro con le istituzioni regionali ed il mondo economico del territorio per promuovere conoscenze e sinergie

(ad invito)   Mercoledì e giovedì 25/26 ottobre 2006

Seminari multidisciplinari di formazione per amministrazione pubblica e imprese private

(gratuiti, su prenotazione) Per dettaglio corsi: www.pololionello-formazione.it   Venerdì 27 ottobre 2006 – ore 10 Salone San Benedetto – Cittadella Internazionale di Loppiano – Incisa in Val d’Arno

Convegno: “Segni di fraternità in economia”

Il convegno intende approfondire l’Economia di Comunione e il suo progetto nei vari ambiti. Relatori: Dott.ssa Vera Araujo sociologa Centro Studi Movimento dei Focolari Prof.ssa Adriana Cosseddu docente di diritto penale commerciale, Università di Sassari Prof. Luigino Bruni docente di Economia Politica, Università Milano Bicocca ore 15 Tavola rotonda di approfondimento e conoscenza con esponenti di diverse realtà del mondo economico, cooperativo, sociale italiano ore 21 Intrattenimento musicale   Sabato 28 ottobre 2006 – ore 15.30

Momento inaugurale al Polo Lionello, località Burchio

(su invito) e al Salone San Benedetto di Loppiano in collegamento audio/video (accesso libero)  Saluto dei rappresentanti della Cittadella di Loppiano e del Consiglio di Amministrazione dell’E. di C. spa  Videopresentazione delle aziende insediate al Polo  Intervento del Prof. Stefano Zamagni ordinario di Economia Politica, Università di Bologna  Saluto delle istituzioni nazionali e regionali Messaggio della fondatrice del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich  Scopertura della targa inaugurale (altro…)