Movimento dei Focolari
«Non abbiate paura di preferire le vie ‘alternative’ indicate dall’amore vero»

«Non abbiate paura di preferire le vie ‘alternative’ indicate dall’amore vero»

«Le parole del Papa sono state fortissime, in particolare quando ha ricordato che dobbiamo andare controcorrente sempre, che non dobbiamo ascoltare quello che la società ci dice, gli attacchi alla Chiesa. Il Papa conta su di noi, anche se sa quanto è difficile vivere da cristiani». L’impressione a caldo di Novella, una ‘Giovane per un Mondo Unito’, dei Castelli Romani. Ben esprime l’impatto che le parole del Papa hanno avuto sui giovani: Un ideale grande… «Gesù ha una predilezione per i giovani; ne rispetta la libertà, ma non si stanca mai di proporre loro mete più alte per la vita: la novità del Vangelo e la bellezza di una condotta santa». … da raggiungere senza arrendersi: «Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere. Non abbiate paura di preferire le vie “alternative” indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune. Non abbiate paura di apparire diversi e di venir criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo». L’incontro con il Papa era stato preparato da varie iniziative promosse, nei due giorni precedenti, da giovani di vari movimenti e parrocchie, ospitati nelle diverse diocesi della regione. I Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari si erano riuniti nella Diocesi di Fermo, ospitati con grande generosità dalle famiglie. Hanno potuto far dono delle loro esperienze più profonde, in un incontro nel pomeriggio del 30 a cui hanno partecipato molti giovani delle parrocchie circostanti con  i loro amici. Al centro dell’incontro: la scelta di Dio nelle situazioni concrete di ogni giorno, la purezza nei rapporti con la fidanzata; il coraggio di uscire da un locale immorale, a rischio di essere deriso da tutti, come ha raccontato Yves del Camerun. E ancora le risposte del Vangelo vissuto, al dolore, alle malattie, alle delusioni: l’esito è libertà interiore, gioia. Un linguaggio forte che ha toccato e messo in crisi vari coetanei: testimoniava la radicalità del Vangelo, una radicalità che ha incidenza anche sul territorio, come testimoniato dai giovani della Calabria e della Sicilia. Un augurio divenuto realtà – Nel messaggio inviato ai Giovani per un mondo unito, Chiara Lubich riproponeva ai giovani la radicalità della scelta di Dio come ideale e concludeva con l’augurio, pienamente condiviso, di andare dal Papa con una decisione in cuore: «Io sono con te nel portare Cristo al mondo, perché L’ho fatto entrare nella mia vita e so cosa significa».

Cosa accade quando scegliamo Dio come Ideale?

«Carissimi giovani! amore, amando, meglio che possiamo, Gesù in tutti quelli che incontriamo? Diventiamo le persone più felici del mondo! Persone realizzate, gioiose, simpatiche, ottimiste, libere! Vorrei dirvi qualcosa che nasce dalla mia lunga esperienza, diventata esperienza di milioni di persone in tutto il mondo. Sapete cosa accade quando scegliamo Dio come Ideale? Quando Gesù Crocefisso e Abbandonato diventa il nostro più grande, intimo amico? Quando rispondiamo all’amore di Dio col nostro Tutti vogliono essere liberi! Penso sia difficile trovare qualcuno che dica: non mi va di essere libero. Ma è molto difficile esserlo, perché il mondo ti bombarda continuamente con mille false ricette di libertà. Ad esempio: i soldi! “Sono i soldi che comandano nel mondo, più ne hai – così ti dicono – più sei libero!” Ma Gesù ti dice di guardarti attorno e di usare i soldi che hai per condividere, per dare. Questo ti farà libero. Le piante prendono dalla terra solo quello di cui hanno bisogno per vivere, per essere se stesse. Così dobbiamo fare anche noi: essere liberi dal  consumismo frenetico e creare una cultura del dare. E ancora: il gruppo! Che paura di essere diversi, di non essere accettati! “Desidero essere amato da tutti, essere qualcuno”. Penso che tutti conosciate la frase: ma che male c’è? Lo fanno tutti, lo dicono tutti, lo pensano tutti! Ma Gesù ti dice di non cercare di essere amato, anzi di amare per primo! Prendi tu l’iniziativa. Non aspettare che gli altri ti vengano incontro. Cerca tu chi ha bisogno di te. Non dividere il mondo in gente simpatica e non: ama tutti. Ma capite che libertà? Carissimi giovani, coraggio! Il mondo è di chi più lo ama. Dio non si fa vincere in generosità. Certo, una vita per Lui e con Lui comporta impegno, costa sforzo, ma in cambio non è mai noiosa, non è mai grigia. Ha mille colori, è attraente e infinitamente interessante. Io vi auguro che andiate sabato dal Papa con questa decisione in cuore: io sono con Te nel portare Cristo al mondo, perché L’ho fatto entrare nella mia vita e so cosa significa». 30 agosto 2007

«Non abbiate paura di preferire le vie ‘alternative’ indicate dall’amore vero»

Loreto si avvicina: «Io sono e amo»

Mancano ormai pochi giorni alla festa ‘in piazza’ (Agorà!) dei giovani italiani – migliaia, senza dimenticare gli 800 delegati di altri Paesi – fra loro e con Benedetto XVI a Loreto. Sul sito www.loreto07.it tutti i dettagli della manifestazione dell’1 e 2 settembre. Nei giorni precedenti però nelle regioni vicine già cominciano le manovre: 32 diocesi delle Marche, dell’Umbria, dell’Emilia Romagna e dell’Abruzzo infatti accolgono in gemellaggio i giovani dei movimenti e delle altre diocesi italiane. Un fiorire di iniziative in cui ciascuno ha espresso la propria creatività. “Questi momenti – dichiara M. Bruna Romito della Segreteria centrale dei Giovani per un Mondo unito – sono una preparazione all’incontro con Benedetto XVI, e per realizzare la fraternità nelle comunità che ci accolgono, in comunione con le diocesi e con gli altri movimenti. Abbiamo scelto dei temi impegnativi, ma sono quelli che ci si presentano come sfide quotidiane”. Ecco uno zoom sul contributo dei Giovani per un Mondo Unito, in collaborazione con la Diocesi di Fermo e il comune di Civitanova Marche. 30 agosto “Io sono e amo –  Grande festa, ma anche momento di riflessione e scambio di esperienze. Da Sicilia e Calabria – dove i Giovani per un Mondo Unito con il percorso di “Signs of Hope” in questi tre anni hanno portato avanti delle azioni a sostegno della cultura della legalità – , al centro storico di Genova; dall’esperienza di un giovane africano che vive in Italia, a quella di una coppia di fidanzati, fino alla domanda cruciale: cosa fare quando il dolore bussa alla nostra porta? E’ lì che Gesù, nel momento culmine della sua sofferenza, si presenta come risposta ai dolori personali e dell’umanità. Teatro Rossini di Civitanova Marche – ore 17 (download .pdf ) Concerto degli Skortza – A conclusione del pomeriggio, la rock-band milanese che mette in musica il lato positivo dei fatti di ogni giorno, offrirà il suo repertorio. Il gruppo degli Skortza nasce tra Milano, Varese, Novara e Pavia nel 1998. Da allora calca i palcoscenici più diversi: teatri, piazze, scuole, comunità e prigioni. Ha incontrato sinora  più di 20.000 persone. Oltre alla musica li unisce un ideale: l’unità, che nasce quando ciascuno fa dell’arte di amare il proprio stile di vita. Ed è un’avventura sempre nuova, basta spaccare la “skortza” che dice di no!!http://www.korazym.org/news1.asp?Id=24034 30 – 31 agosto: workshop“Scoprire la vocazione della città”: una proposta per vivere la propria vocazione di cittadini attivi, che conoscono la propria città, sono attenti ai suoi problemi, sognano il suo futuro e sono costruttori del progetto più ‘alto’. Civitanova Marche, oratorio di Santa Maria Apparente, ore 10“Stili di vita per la fraternità universale”: il divario fra il nord e il sud del mondo; l’impronta ecologica nel nostro stile di consumo; sobrietà, fraternità e uso dei beni. Pensare insieme come trovare sempre nuove soluzioni a queste problematiche è l’obiettivo del workshop, che prevede molti momenti di dialogo. Civitanova Marche, oratorio S. Marone, ore 10“Orienteering”: gioco nel centro storico di Montecosaro, antico borgo medievale marchigiano. Montecosaro Alto, al Cassero, ore 10

«Non abbiate paura di preferire le vie ‘alternative’ indicate dall’amore vero»

«Osare l’amore vero»

E’ possibile amare? – Una sfida, una proposta. Quella con cui Benedetto XVI si è rivolto quest’anno ai giovani di tutto il mondo, nel suo messaggio per la 22° Giornata Mondiale della Gioventù. Su questa scia una porzione di mondo, la più giovane, “futuro e speranza dell’umanità” nelle parole del Papa, si è incamminata in un itinerario alla ‘scoperta’ dell’amore vero. E se l’appuntamento mondiale, per trovare insieme la risposta, è a Sydney nel 2008, per arrivarci preparati i giovani italiani – ma con rappresentanze internazionali da 53 Paesi, compresa la delegazione australiana – si ritrovano con il Papa a Loreto, il 1° e il 2 settembre prossimi. Agorà dei giovani italiani – Festa sì, ma anche ricerca. Di un senso profondo, di una radice al nostro vivere, al nostro agire. Se il nostro cuore è felice solo nell’amore, i due giorni lauretani, vissuti ‘in profondità’, vorrebbero svelare il ‘segreto’, la ‘misura’, la ‘qualità’ di quest’amore, sul modello di Gesù sulla croce. Un amore che arriva fino a dare la vita: «Come Io vi ho amato». E’ questo infatti il tema dell’incontro, per il quale è prevista una partecipazione di 300.000 persone. Un gemellaggioLoreto 2007 è qualcosa in più della Veglia sulla spianata di Montorso. E’ anche 3 giorni di preparazione in 32 diocesi ospitanti delle Marche, dell’Umbria, dell’Emilia Romagna e dell’Abruzzo, dove giovani di altre diocesi e di movimenti ecclesiali,  si ‘gemelleranno’, animando alcune giornate di condivisione e di riflessione, portando alle comunità cristiane e alle realtà civili la voce del mondo giovanile. Obiettivo: conoscersi, incontrarsi, scambiarsi esperienze, condividere gli aspetti fondamentali della vita. I Giovani per un Mondo Unito, dei Focolari, saranno ospitati, dal 29 al 31 Agosto, nella Diocesi di Fermo, nelle Marche. Per info: sgmu@focolare.org. Una testimonianza viva di solidarietà – I giovani dell’Agorà per i giovani del Sud del mondo: il 29 giugno è stata lanciata la campagna di raccolta fondi per realizzare una chiesa nella città di Wolkite ed una sala polivalente per un centro giovanile nella città di Emdeber, in Etiopia. L’importo complessivo del progetto è calcolato in 500mila euro: le donazioni di singoli e gruppi potranno essere effettuate anche via sms, nei giorni dell’incontro nazionale di Loreto. Potranno contribuire al progetto non solo i presenti nella spianata di Montorso, ma anche coloro che assisteranno da casa agli eventi dell’1-2 settembre.

«Non abbiate paura di preferire le vie ‘alternative’ indicate dall’amore vero»

Gibì e Doppiaw: per mantenere lo stupore della scoperta della natura e dell’altro

 IL VOLUME – «Sono ormai più di vent’anni che i due personaggi di Walter Kostner ci fanno compagnia con quelle loro storie così “semplici” nelle quali a tutti viene facile immedesimarsi. Ma cos’hanno di speciale Gibì e Doppiaw da essere sempre attuali? Hanno che, parlandoci della vita di tutti i giorni, in un continuo richiamo alla natura per ritrovare se stessi, pongono l’altro al centro dei propri pensieri, senza giudicare; si esprimono con poche chiare parole dando valore al silenzio; osservano per capire, prima d’agire; hanno tempi lenti e calmi, com’è dei bambini e dei saggi avere. La loro ricchezza educativa è tale da aver dato vita ad un progetto per famiglie, scuole e comunità, ideato nel 2000 e intitolato “I tesori di Gibì e Doppiaw”, come il piccolo e improtante libro che lo presenta(a cura di Michele De Beni, ed. Città Nuova 2006). L’autore, attraverso il disegno, rilancia temi e offre modi nuovi per riscoprire e vivere insieme la bellezza originaria dell’umanità e dell’universo intero, dando forma con le sue vignette agli ideali a cui si ispira. La sua è una visione del mondo che interpreta l’ostacolo e l’errore come via alla conoscenza di sé e alla comprensione dell’altro; e il dolore come porta aperta verso quell’ “oltre” in cui l’esistenza scopre i suoi più profondi significati». (dalla prefazione di Lia De Pra Cavalleri).   Questo libro si presenta come un album di grande formato in cui le storie sono raccolte per temi. Centocinquanta strisce scelte tra le circa trecento ad oggi realizzate. L’AUTORE Walter Kostner (Ortisei, 1947) vive e lavora a Roma dal ’78, dove è tra i responsabili del movimento “Ragazzi per l’Unità” del Movimento dei Focolari. Oltre che disegnare, scrive racconti e si occupa di fotografia. COME NASCE L’IDEA – «Verso la metà degli anni ’70 – scrive l’autore –  ho vissuto un periodo di tempo a Salisburgo, dove lavoravo come scultore del legno e mi occupavo della formazione di ragazzi. Con loro salivamo le montagne, facevamo teatro, ci impegnavamo per le persone emarginate…ma ciò che dava senso ad ogni cosa, era viverle alla luce dell’amore evangelico, dove anche gli ostacoli potevano diventare una pedana di lancio per andare avanti. Ritornato in Italia sono rimasto in contatto con alcuni di loro e tra questi con Gibì – lo chiamavo così per le iniziali del suo nome. Dopo un anno mi scrive una lettera dalla quale comprendo che sta attraversando un momento di crisi. Avrei voglia di dargli delle risposte, di indicargli una direzione. Ma come farlo senza correre il rischio che sembrino consigli paternalistici di una persona adulta e preoccupata? Sento che le parole potrebbero non essere accettate. Così abbozzo per la prima volta la figura di un clown con la bombetta, Gibì, e quella del suo interlocutore col papillon a quadri, Doppiaw, iniziale del mio nome. Disegno piccole storie che riprendono le situazioni che lui vive, nel tentativo di aiutarlo a uscire dal guscio in cui si sta rinchiudendo. Nascono così le prime strisce: esperienze di vita, fatti positivi e cantonate, sogni, disillusioni, scoperte».

“La nostra amica prediletta”

Siamo due sorelle di 11 anni ed abitiamo in provincia di Roma. Con tutti i gen 3 e le gen 3 del mondo quest’anno siamo impegnati a colorare con l’amore i nostri paesi e città, specialmente dove ci sono persone sole, tristi o ragazzi senza amici. Vi raccontiamo l’esperienza che stiamo facendo. Da qualche mese abbiamo cominciato ad andare a trovare una bambina poco più piccola di noi. Ha una grave malformazione e non può camminare, non muove un braccio e non parla. Fa solo qualche versetto e pronuncia poche parole. Noi andiamo a casa sua e giochiamo con lei. All’inizio non sapevamo neanche come fare, non capivamo se era contenta e se riusciva a capire quello che le dicevamo. Poi ci siamo conosciute meglio ed abbiamo scoperto i giochi che le piacciono. Per esempio, le piace fingere di telefonare o fingere di bere il the con le tazze di plastica. Allora ci mettiamo vicino a lei, giochiamo come le piace e l’aiutiamo a ripetere i nostri nomi o alcune parole semplici. Un giorno abbiamo scoperto che le piace la musica ed allora ogni volta mettiamo su una delle cassette con le nostre canzoni e balliamo per lei. Anzi, facciamo ballare anche lei, prendiamo la carrozzina a la facciamo girare veloce. In quei momenti lei è davvero felice e ci fa dei sorrisi grandissimi. Le abbiamo anche portato dei regalini, come un braccialetto o dei biscotti fatti proprio da noi. Una volta quando siamo state a trovarla, l’abbiamo portata fuori a passeggiare ed a farle vedere i fiori. Lei si divertiva tantissimo ad annusarli. Quando è stato il momento di tornare a casa si è messa a piangere, perché ormai si è molto affezionata a noi! E’ diventata la nostra amica prediletta perché è quella più sola e che più soffre. La sua mamma un giorno ci ha detto che la figlia sente tanto il nostro amore e che ha fatto più progressi da quando andiamo noi a casa sua, di tutti quelli che fa con la fisioterapia. Questa cosa ci ha dato tantissima gioia. Quando abbiamo compiuto gli anni, abbiamo deciso di fare la nostra festa di compleanno non a casa nostra, ma in un’altra casa senza gradini per poter invitare anche lei. Poi il regalo lo abbiamo fatto noi a lei in un bel pacchetto, perché eravamo felici di poter far festa con lei presente! Non possiamo descrivere la sua gioia. Anche alcune nostre amiche, e compagne di scuola che non la conoscevano sono rimaste colpite da come ci capivamo, eravamo unite tra noi e dal vedere la sua gioia. Così non solo coloriamo la vita della nostra amica,  ma anche la nostra vita si colora di amore.