24 Mag 2007 | Sociale
Principali progetti di sviluppo in corso
Rep. Dem. Congo: progetto socio-sanitario, prevenzione e cura per malati da SIDA (Kinshasa); Camerun: attività sanitarie, formative e culturali nella Divisione di Lebialem; Brasile: formazione e microimprenditoria a Benevides (Parà); Argentina: centro di riabilitazione per ragazzi diversamente abili (Rosario); Uruguay: animazione sociale e formazione professionale (Montevideo); Palestina: educazione alla pace e sostegno economico alle famiglie (Betlemme); Libano: ricostruzione tessuto economico e sociale nel sud dopo la guerra del 2006; Vietnam: prevenzione abbandono minorile, aiuto familiare (Kontum e Binh Duong); Sud Est Asia: aiuti di emergenza e ricostruzione post maremoto 2004; Sudan : formazione scolastica dell’infanzia per vittime guerra civile.
Microrealizzazioni attive
Formazione professionale e scolastica (Algeria, Brasile, Burundi, Kenya, Pakistan); Infrastrutture ed igiene (Costa d’Avorio, Pakistan, Tanzania); Infanzia e famiglie (Brasile, Bolivia, India, Vietnam); Sviluppo economico e sociale (Argentina, Camerun, Colombia, Kenya, Madagascar, Paraguay, Sud Africa, Uruguay).
Progetti di Educazione allo Sviluppo (Eas)
“ABC… della solidarietà per educare alla pace e allo sviluppo nella nuova Europa unita”; “Acqua per tutti! Anno internazionale dell’acqua dolce”, campagna acqua 2003; “Acqua: bene comune, diritto di tutti” progetto consortile CIPSI – CEVI 2004-2005.
Principali corsi di formazione per il personale della scuola
L’Altro nella relazione educativa (Benevento, marzo 2003); Corsi di integrazione Interculturale (Treviso, 2004 – 2006); Educazione ai valori per una cittadinanza responsabile (Roma, febbraio 2004); Dalla frammentazione all’unità. Lo sguardo dell’educatore. Lo sguardo dell’educazione (Roma, aprile 2004); Didattica e metodologia interculturale (Treviso, novembre 2004); Villaggio globale o supermarket globale? Piste di riflessione su economia e globalizzazione (Grottaferrata, novembre 2004); La scuola dei saperi e dei valori, per una cittadinanza attiva e responsabile (Piacenza, dicembre 2004); Acqua, bene comune dell’umanità: educare alla cittadinanza attiva (Cagliari, gennaio 2005); L’incontro, icona della prosocialità (Caserta, gennaio 2005); Relazionalità nel Diritto: quale spazio per la fraternità? (Roma, novembre 2005); Cittadinanza attiva: comunicazione e convivenza civile (Caserta, marzo 2006); … E per scuola una città: convegno internazionale di pedagogia (Roma, aprile 2006); Educazione alla cittadinanza attiva e responsabile (Perugia, marzo 2006).
Attività d’informazione
Rivista – AMU Notizie (trimestrale) Video – “Magnificat, una terra di speranza” – “ Uomo accanto a Uomo” DVD – Progetti AMU di riabilitazione nel Sud Est Asiatico (altro…)
9 Mag 2007 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
P. Hans Stapel vive un’infanzia difficile. La sua famiglia durante la guerra perde tutto. Cogli anni, vive una intensa ricerca di fede. Trova risposta nella spiritualità dei Focolari, sino ad arrivare a lasciare tutto per entrare nell’Ordine francescano. Ancor prima di essere ordinato sacerdote, viene inviato in Brasile e in seguito gli viene affidata una parrocchia a Guarantinguetà. E’ proprio qui che inizia la nuova divina avventura. “Una notte – racconta – qualcuno bussa alla porta. E’ una ragazza in attesa di un bimbo. Chiede da mangiare e un posto per dormire. Ma come può un prete accogliere nella sua casa, di notte, una ragazza giovane e bella? San Francesco, al mio posto, che cosa farebbe?” Fa entrare la ragazza che si rifocilla e dorme sino a tarda mattinata. Qualche tempo dopo torna per ringraziarlo. “Mi confida che se non le avessi aperto la porta quella notte, il suo bambino non sarebbe mai nato”. E’ la testimonianza di questo stile di vita che tocca il cuore dei parrocchiani. Da quell’episodio nasce una casa per ragazze madri, sostenuta dalla comunità parrocchiale. Un giovane parrocchiano, Nelson Giovannelli, che faceva parte del Movimento Gen (Generazione Nuova del Movimento dei Focolari), è particolarmente colpito dall’insegnamento di P. Hans. Tutti i giorni, dopo il lavoro, Nelson va a Messa. Sulla strada per tornare a casa, incontra un gruppo di giovani che si drogano. Ispirato dalle parole di San Paolo “Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli”, Nelson prende il coraggio di avvicinarsi a quei giovani. E’ per mezzo di un semplice gesto – chiede che uno di loro gli insegni a fare braccialetti di artigianato – che Nelson viene introdotto nel gruppo, e messo alla prova nelle sue intenzioni. Un giorno un ragazzo gli chiede in prestito la bicicletta, che usava per andare a lavoro. Volevano venderla per avere in cambio un po’ di droga? Nelson decide di correre il rischio. Con sua grande sorpresa i giovani gli restituiscono la bicicletta perfino riparata e pulita. Ma questo era solo l’inizio. Durante una Messa, Nelson chiede a Dio qualcosa di più: che almeno uno di quei ragazzi cambi vita. Qualche tempo dopo, uno di quei giovani gli chiede aiuto per poter uscire dal mondo della droga. Nelson non ha nessuna esperienza nel recupero dei tossicodipendenti; può proporre come aiuto ciò che lui stesso sta vivendo: il Vangelo. Il giorno dopo si incontrano a Messa. Scelgono una parola di Dio da mettere in pratica. La sera dopo si comunicano com’è andata. Antonio a poco a poco è un’altra persona. Torna ad aver fiducia in se stesso, a ritrovare il gusto delle cose semplici, al punto da attirare altri amici della strada, che desiderano conoscere l’esperienza di Nelson e Antonio. Si cominciano ad intuire gli effetti anche terapeutici di un’esperienza di Vangelo vissuta nell’apertura all’altro. Qualche tempo dopo vanno ad abitare insieme, in un fattoria abbandonata ricevuta in dono. Mettono tutto in comune: lavoro, tempo, idee. Nasce così la prima “Fazenda da Esperança”, una comunità di giovani che desiderano uscire dal tunnel. “Noi non avevamo medici né medicine, non era facile procurarseli” – ricorda p. Hans, sempre presente con il suo accompagnamento spirituale. “Nello stesso tempo, dovendo andare incontro a chi non poteva attendere, ci siamo messi all’opera con l’unico mezzo a nostra disposizione: la spiritualità di comunione. Abbiamo cercato in primo luogo di risvegliare nei giovani il dinamismo dell’amore cristiano”. E a quest’avventura partecipano non solo i tossico-dipendenti, ma altri giovani della parrocchia, che sentono la spinta a mettersi a disposizione dei “piccoli”. La gioia derivante da questa esperienza funziona come “terapia” ed è il seme da cui fioriranno le prime consacrazioni a Dio in questo servizio alla Chiesa. Il primo è naturalmente Nelson: si era sempre lasciato guidare dallo Spirito Santo, e adesso sentiva di non poter abbandonare l’opera nata con lui per seguire progetti personali. L’idea di consacrarsi a Dio si fa strada dentro di lui. In una lettera a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, Nelson comunica questo suo desiderio. Chiara lo incoraggia in questo cammino, per continuare a vivere per Dio, in mezzo ai giovani emarginati. Dopo qualche anno, anche alcune ragazze – un’assistente sociale di 30 anni, e una giovane di 21 che decide di lasciare famiglia e fidanzato per dedicarsi ai “piccoli” – iniziano una comunità di recupero femminile. Nel 1992 anche Padre Hans può dedicarsi a tempo pieno alla Fazenda. I vescovi riconoscono sempre più in questa opera la mano di Dio, tanto da definirla “un santuario moderno di evangelizzazione”. Il card. Aloisio Lorscheider dirà: “Qui il Vangelo ha trovato casa, e con esso la speranza”. In continuo aumento il numero di giovani e famiglie che – attraverso il contatto con queste comunità – ritornano alla vita non solo liberi dalla droga, ma con fede rinnovata e viva. (altro…)
25 Apr 2007 | Famiglie, Sociale
Una “rete di protezione” per le adozioni internazionali – Non ci si può nascondere le molteplici difficoltà sottese all’adozione internazionale. Al trauma dell’abbandono, l’istituzionalizzazione aggiunge quasi sempre altri problemi, altre sofferenze. L’adozione internazionale è un volo d’amore senza confini, ma con molti lati d’ombra. Da qui la necessità di prepararsi seriamente. E soprattutto di farlo con altri, in rete, e possibilmente con una “rete di protezione”. Famiglie e Istituzioni in rete possono agire a sostegno di quei genitori che, mossi dalla generosità, si librano nell’ignoto per dare affetto, casa, certezze, a chi non li ha mai avuti. E’ questo l’obiettivo del Convegno promosso da Afn Azione Famiglie Nuove, ente autorizzato per l’adozione internazionale. Attese oltre 500 persone, famiglie adottive o aspiranti tali, provenienti dalle varie regioni italiane. Interverranno: esperti AFN, il sottosegretario Letizia De Torre del Ministero della Pubblica Istruzione e due componenti il gruppo adozione-scuola dello stesso Ministero: Anna Genni Miliotti e Vincenza Iossa. Fra gli ospiti internazionali, la dott.ssa Dr.ssa Sahda Fayad del MIMDES, autorità centrale per le adozioni in Perù e quattro direttori di istituti per l’infanzia del Vietnam. La sfida che vuol lanciare Azione Famiglie Nuove è che tutti gli istituti del mondo siano al più presto svuotati mediante l’adozione. I bambini costretti in istituto di qualsiasi latitudine devono sentirsi cercati, voluti, accolti. Devono sentirsi figli. Il Convegno vuol mettere in luce il profondo significato dell’adozione internazionale: non è la soluzione, come comunemente si pensa, alla mancata genitorialità biologica, ma una formidabile risposta d’amore ai tanti, troppi bambini che sul pianeta popolano gli istituti per l’infanzia. Afn, azione per Famiglie Nuove onlus, è sorto nell’ambito del Movimento Famiglie Nuove, diramazione del Movimento dei Focolari. Nato nel ‘67, conta oggi circa 300mila aderenti nel mondo. Fra i suoi obiettivi lo sviluppo di una cultura familiare innovativa secondo quattro linee guida: educazione, formazione, socialità, solidarietà. In merito a quest’ultima, Famiglie Nuove ha attivi 102 interventi per l’infanzia svantaggiata in 52 Paesi attraverso i quali offre concrete opportunità di sviluppo a 18.630 minori e le loro famiglie. Col tramite di AFN, nel 2006 sono stati adottati da famiglie italiane 96 bambini stranieri. Dal 2005 è in corso nelle Filippine un progetto habitat che prevede la costruzione di 170 casette per famiglie senza tetto. Per saperne di più: Anna Friso, vicepresidente AFN: cell. 335.1046306 – www.famiglienuove.org
18 Apr 2007 | Sociale
Il progetto prevede il recupero di computer dismessi da enti pubblici o privati, per distribuirli a scuole, biblioteche o altre istituzioni che non potrebbero permetterseli. Per realizzarlo, il Ministero dello sviluppo economico, e la Fondazione Banco del Brasile hanno eletto come partner il Centro Afago, per la serietà del lavoro svolto a favore dei meno abbienti.
Obiettivo: il superamento del divario tecnologico – Il presidente Luiz Inacio Lula, all’inaugurazione del centro, ha evidenziato come l’accesso alla conoscenza permetta di ridurre le differenze sociali: “Costa meno costruire scuole, che prigioni”, ha affermato, impegnandosi entro la fine del 2010 a dotare tutte le scuole pubbliche di una connessione a internet con la banda larga. Presenti all’inaugurazione, oltre al Presidente Lula e la sua signora, anche il Ministro dello sviluppo economico, Paulo Bernardo, il Governatore del Banco del Brasile, Jacques Penna, il Presidente del Distretto Federale di Brasilia, deputati federali e distrettuali, oltre a giornalisti delle più importanti testate brasiliane e reti Tv nazionali. Durante la visita al centro Afago, il Presidente Lula si è intrattenuto con vari giovani volontari del Centro, alcuni dei quali aiutati da piccoli con il “sostegno a distanza”, attuato dal Centro Afago in collaborazione con Famiglie Nuove. “Parlando con R. pochi minuti – ha detto Lula – ho capito che sarà sempre un uomo con un’anima grande, disposto ad aiutare gli altri perché lo ha imparato fin da piccolo, grazie all’inserimento in una comunità”. Cos’è il Centro Afago – Negli anni ’90, di fronte alla grave situazione dei bambini di strada, e in concomitanza con il lancio da parte del Movimento Famiglie Nuove, del progetto delle “Adozioni a distanza”, conosciuto anche come “sostegno a distanza”, si è costituita l’associazione Afago-Df, che oggi aiuta 220 bambini e adolescenti dai 4 ai 14 anni, che frequentano il Centro, dove possono usufruire di una mensa, svolgere attività pedagogiche, informatiche e sportive. (altro…)
22 Mar 2007 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Un progetto di solidarietà – Nell’ambito della campagna umanitaria “Il cuore si scioglie”, lanciata dalla Unicoop, catena di supermercati italiani, è partito il progetto “Noi con gli altri”. Obiettivo: sensibilizzare gli studenti delle scuole superiori toscane al tema della condivisione, coinvolgendoli in prima persona in esperienze di solidarietà in zone disagiate. Tra le varie aree di intervento è stato scelto anche il Camerun (Africa), dove a Fontem il Movimento dei Focolari è presente da oltre 40 anni. In collaborazione con i Focolari della Toscana e di Fontem, sono stati avviati anche alcuni interventi a favore della tribù dei Mundani.
In viaggio – Dal 14 al 24 febbraio, un gruppo di 20 persone coinvolte nel progetto si è recato a Fontem. Fra loro: Claudio Vanni, dirigente Unicoop, Massimo Toschi, assessore alla Regione Toscana, Piero Taiti, direttore sanitario dell’ospedale di Prato, e 7 studenti dell’Istituto Tecnico “Dagomari” di Prato, vicino Firenze, accompagnati da una insegnante. Strutture in continuo sviluppo – Ha suscitato grande interesse la visita al nuovo reparto per le malattie infettive dell’ospedale di Fontem, e al nuovo campo di pallavolo del College. Ma la meta dei giovani visitatori italiani era il villaggio di Besalì, nella regione dei Mundani, tribù di 8.000 persone. Avventuroso il viaggio per raggiungerlo: 58 km di pista in piena foresta, parecchi corsi d’acqua da attraversare su ponti di fortuna o a guado, dato che si era ancora nella stagione secca. Ma alla fine la fatica ed il disagio sono stati cancellati dalla calda accoglienza del Fon, il capo tribù, dei dignitari e di tutta la popolazione del villaggio in festa.
Perché proprio Besalì? Per rispondere ad una richiesta di aiuto per i tanti ragazzi che non hanno la possibilità di andare a scuola. La Unicoop ha accettato la proposta di inserire tra i suoi progetti umanitari anche la scuola di Besalì. I dirigenti di Unicoop si erano già mostrati in passato molto interessati all’esperienza di Fontem, offrendo volentieri la loro collaborazione per completare l’installazione del sistema elettrico nel nuovo reparto per le malattie infettive. Ora è stata avviata la costruzione della scuola elementare a Besalì, dove il Fon ed alcuni dignitari del villaggio hanno offerto il terreno. I lavori, portati avanti in mezzo a tante difficoltà logistiche, sono ormai nella fase conclusiva. (altro…)
3 Gen 2007 | Sociale
Il Sudan non è solo Darfur. Attorno alla capitale Khartoum, sfollati che giungono a più riprese dal Sud, a causa della lunghissima guerra civile, vivono in bidonville, con l’inevitabile seguito di povertà e di fame. Qui non esistono infrastrutture: né acqua, né ospedali, né scuole, né elettricità e i bisogni, in campo alimentare, sanitario, educativo sono immensi. La Chiesa è loro vicina, ma è necessario il sostegno di tutti perché possa proseguire nelle sue attività. Per questo il Movimento ha accolto la proposta di sostenere il progetto “Salvare il salvabile”, di cui hanno scritto i responsabili locali dei Focolari. «Nel maggio 2006, durante un viaggio in Sudan abbiamo costatato di persona la situazione molto difficile in cui vive gran parte della popolazione. Siamo stati toccati dall’amore e dalla testimonianza eroica di persone che si impegnano con perseveranza al servizio della popolazione più bisognosa. Tante le persone incontrate nelle bidonville, dove si vive in modo precario in capanne di paglia o di terra. Ci hanno colpito la dignità profonda, l’accoglienza ricevuta, la vitalità e la loro fede. C’è stato chi, alla domanda “Come stai?”, con un grande sorriso ha risposto: “Benissimo, non siamo mai soli: Dio è con noi…”. I momenti più belli sono stati nel partecipare alle loro Messe con le danze e gli splendidi canti al ritmo dei tamburi».
Col progetto “Salvare il salvabile”, finora sono state realizzate scuole, aule – alcune sono solo tettoie – per i circa 52.000 bambini che abitano le baraccopoli. Il progetto mira ad assicurare la scolarità fino alle superiori ed un pasto al giorno agli studenti, sottonutriti. Una buona istruzione per questi giovani, educati con valori e testimonianze positive, consente una vita dignitosa ed evita loro di cadere nella spirale della violenza. Come contribuire – E’ necessario provvedere alla costruzione di aule dove mancano; alla riparazione dei servizi igienici; alla sostituzione di infrastrutture che stanno crollando; acquisto di materiale didattico; stipendi per 950 insegnanti; formazione del personale docente. Del progetto è direttamente responsabile la Diocesi di Karthoum, a cui andranno i fondi raccolti anche attraverso l’Azione Mondo Unito (AMU). (Confronta Amu Notizie n. 4/2006 .pdf) Per informazioni: amu@azionemondounito.org www.azionemondounito.org (altro…)