Movimento dei Focolari

Chiara Lubich alla manifestazione interreligiosa per la pace

Mag 30, 2002

Carissimi ragazzi per l’unità e voi tutti ragazzi e ragazze presenti, eccovi qui, nella città di Roma, piena di sole, colma di storia, centro della Chiesa cattolica, convenuti da novantadue nazioni del mondo, rappresentanti di tante culture e di molte fedi: ebrei, musulmani, buddisti, indù, sikhs, zoroastriani, di religioni tradizionali africane e cristiani di 14 […]

Carissimi ragazzi per l’unità e voi tutti ragazzi e ragazze presenti,


eccovi qui, nella città di Roma, piena di sole, colma di storia, centro della Chiesa cattolica, convenuti da novantadue nazioni del mondo, rappresentanti di tante culture e di molte fedi: ebrei, musulmani, buddisti, indù, sikhs, zoroastriani, di religioni tradizionali africane e cristiani di 14 Chiese.
Eccovi all’ombra del Colosseo, dove tanti cristiani dei primi secoli hanno pagato col martirio la loro fede in Gesù.
Eccovi qui a celebrare e a manifestare a favore di un grandissimo ideale: la pace.

La pace.
Ma è di così grande attualità la pace?
Certamente sì, e forse più che mai. E non solo per le decine di guerre in corso qua e là sul nostro pianeta, ma anche perché oggi la pace è minacciata in modo diverso, più subdolo.

Vedete: anche se sono passati più mesi ormai, è certamente ancor vivo nei vostri giovani cuori quel terribile 11 settembre col crollo delle due torri gemelle a New York. Ed è vivo in modo particolare in questi giorni in cui sembrano profilarsi nuove analoghe minacce di terrorismo. Ebbene, di fronte a tale situazione, si fa sempre più strada il pensiero di spiriti eletti e illuminati che tutto ciò non sia frutto solamente dell’odio fra singoli o popoli, ma sia anche effetto dell’oscura forza del Male con la M maiuscola.

La situazione, dunque, è seria. Perché, se le cose sono così, non è sufficiente opporsi a tanto pericolo con sole forze umane. Occorre impegnare le forze del bene con la B maiuscola.
E voi tutti conoscete cos’è questo Bene: è anzitutto Dio e tutto ciò che ha radice in lui: il mondo dello spirito, dei grandi valori, dell’amore vero, della preghiera.
E qui è il perché di Assisi, il 24 gennaio scorso, quando Giovanni Paolo II ha invitato per la seconda volta i rappresentanti delle più grandi religioni del mondo nella città di san Francesco per invocare dal Cielo la pace.

La pace però è oggi un bene così prezioso che tutti noi, adulti e giovani, persone responsabili e semplici cittadini, dobbiamo impegnarci a salvaguardarla. E anche voi ragazzi e ragazze.

Naturalmente, per sapere come comportarci, occorre conoscere bene le cause più profonde dell’attuale drammatica situazione.
Anche a voi è noto come nel mondo non regni la giustizia, come vi siano Paesi ricchi e Paesi poveri, mentre il piano di Dio sull’umanità sarebbe quello d’essere tutti fratelli, in una sola grande famiglia con un solo Padre.
E’ questo squilibrio uno dei fattori, forse più determinante, che genera risentimento, ostilità, vendetta, terrorismo.
E allora come creare maggiore uguaglianza, come suscitare una certa comunione di beni?

E’ ovvio che i beni non si muovono se non si muovono i cuori. Occorre, quindi, diffondere l’amore, quell’amore reciproco che genera la fratellanza. Occorre invadere il mondo con l’amore! Cominciando da noi stessi.
Così voi, ragazzi.

Ma, qualcuno dei presenti mi potrebbe chiedere: "E’ compatibile l’amore, l’amarsi con lo stile di vita che le nostre culture ci hanno tramandato?"
Sì, è possibile: andate a cercare nei vostri Libri sacri e troverete – è quasi dovunque – la cosiddetta "Regola d’oro". Il cristianesimo la conosce così: "Fa’ agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" (cf Lc 6,31). E così dice Israele: "Non fare a nessuno ciò che non piace a te" (Tb, 4,15).
L’Islam: "Nessuno di voi è vero credente se non desidera per il fratello ciò che desidera per se stesso" (Hadith 13, Al Bukhari). E l’induismo: "Non fare agli altri ciò che sarebbe causa di dolore se fosse fatto a te" (Mahabharata 5:1517). Tutte frasi che significano: rispetta e ama il tuo prossimo.
E se tu, ragazzo musulmano, ami, e tu, cristiano, ami, e tu, indù, ami, arriverete certamente ad amarvi a vicenda. E così fra tutti. Ed ecco realizzato un brano di fraternità universale.
Poi occorre amare gli altri prossimi, e voi in particolare, i ragazzi che incontrerete nella vita: perché se ogni simile ama il proprio simile, i ragazzi si lasciano meglio convincere e trascinare a grandi ideali dai ragazzi.

Amare dunque: è uno dei grandi segreti del momento.
Amare con un amore speciale. Non certo con quello rivolto unicamente ai propri familiari o agli amici, ma l’amore verso tutti, simpatici o antipatici, poveri o ricchi, piccoli o grandi, della tua patria o di un’altra, amici o nemici… Verso tutti.
E amare per primi, prendendo l’iniziativa, senza aspettare d’esser amati.
E amare non solo a parole, ma concretamente, a fatti.
E amarsi a vicenda.
Carissimi ragazzi e ragazze, se così farete, se così faremo tutti, la fratellanza universale s’allargherà, la solidarietà fiorirà, i beni saranno meglio distribuiti, e potrà risplendere sul mondo l’arcobaleno della pace: su quel mondo che, fra pochi anni, sarà nelle vostre mani.

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