Movimento dei Focolari

Chiara Lubich. Attualità: leggere il proprio tempo

Mar 13, 2013

50 anni di storia attraverso i suoi articoli scritti per Città Nuova. Una lettura profetica di fatti e grandi testimoni del nostro tempo. Nel 5° anniversario di Chiara, esce un nuovo volume.

Per Chiara Lubich (1920-2008) l’attualità era via privilegiata per leggere i «segni dei tempi», apertura sull’eternità, attenzione ad ogni singolo uomo, piccolo o grande protagonista della Storia. Ne sono testimonianza anche le numerose interviste e articoli scritti sulla rivista «Città Nuova» dal 1956, anno della sua fondazione e dei suoi primi articoli, sino al 2005, data del suo ultimo contributo. Tra questi ne sono stati scelti una trentina, dai quali emerge con evidenza come l’iniziale intuizione non abbia mai abbandonato Chiara: seguire l’attualità vuol dire scoprire nella Storia la mano di Dio. Un testo che ci consegna un metodo di interpretazione dei fatti e delle notizie per dare, come lei, il proprio contributo alla società. Leggiamo nella prefazione, a firma del curatore, Michele Zanzucchi, direttore di Città Nuova: «Chiara Lubich nutriva una tale attenzione e un tale rispetto della verità che non tollerava nulla che offuscasse o travisasse la realtà. Leggeva così i ‘segni dei tempi’ – espressione da lei amatissima –, dando spazio al suo spirito profetico, per trovare insegnamenti per il presente. Non a caso nei suoi testi usava spesso le parole ‘oggi’, ‘presente’, ‘attualità’ […] luogo sommo della manifestazione di Dio nella Storia. Si leggano, ad esempio, gli articoli scritti dopo l’attacco delle Torri Gemelle per capire quanto il suo sguardo fosse profetico e controcorrente. Ma non faceva economia del passato, degli insegnamenti della storia. Si coglieva in lei la profondità dell’intera vicenda umana quando parlava di attualità: il patrimonio storico di pensiero e di avvenimenti gioiosi o tragici dell’umanità era per lei essenziale per capire bene il novum che vi si manifestava, e di conseguenza anche la novità portata dal carisma a lei affidato dallo Spirito. Il suo sguardo, inoltre, non dimenticava mai l’amore per l’uomo […] Non scriveva tanto per commentare l’attualità, ma per costruire il convivere sociale. Per edificare, come lei diceva, “un mondo più unito”».

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