Movimento dei Focolari

Cittadella Arco-Íris

Ago 17, 2012

La cittadella portoghese dei Focolari si presenta armoniosa e a misura d’uomo. Cuore pulsante del Movimento in Portogallo attira ogni anno migliaia di visitatori, soprattutto giovani.

L’arrivo alla cittadella portoghese della presidente dei Focolari, accompagnata dal copresidente, il 15 Agosto, coincide con la festa dell’Assunzione di Maria. La liturgia parla dell’esultanza del bimbo nel grembo di Elisabetta. Un segno che fa dire alla presidente: “Sarà il viaggio dell’esultanza!”. L’accoglienza all’aeroporto e poi alla cittadella sembra confermarlo. C’è un folto gruppo ad accoglierli, con una coreografia degna della “creatività dell’amore”: un portico ricoperto di fiori sgargianti, due campinos (contadini a cavallo con colorati costumi tradizionali), la musica, le famiglie, i bambini… Il 16 agosto è dedicato alla visita della cittadella Arco-Íris (Arcobaleno), che compie 15 anni di vita. Infatti, nel ‘96 venne acquistato il terreno ad Abrigada, località situata a circa 50 km da Lisbona, con il contributo di tutte le comunità lusitane. Si parte dal camposanto per visitare le “vere pietre vive” della cittadella. Sono ormai 8, quasi ad indicare che la Spiritualità dell’unità in Portogallo ha messo profonde radici. Ci si sofferma davanti al volto raggiante di Eduardo Guedes, focolarino e primo gen portoghese. Maria Voce – come aveva fatto pochi giorni prima che Eduardo ci lasciasse – gli affida i giovani ed in particolare, l’imminente Genfest. Si continua nella sede dell’Editrice e giornale Cidade Nova: 12 persone impegnate, più collaboratori esterni; 3.000 abbonamenti al giornale; una buona produzioni di libri. “Gli uffici sono belli, sobri, essenziali”, commenta la presidente, sottolineando l’importanza dell’unità tra tutti che dà vita e diffonde un messaggio valido e credibile. Arriva il turno dei gen: un’esplosione di gioia tra la trentina dei presenti riuniti per l’occasione. Maria Voce e Giancarlo Faletti incontrano nelle due casette, punti di riferimento per tutti, dove alcuni abitano per un certo periodo, i e le gen portoghesi. Studiano o lavorano a Lisbona, o nelle vicinanze. Monica fa la fisioterapista in un ambulatorio che funziona nella cittadella: “Per me è un grande dono essere qui. La presenza di Gesù fra noi, nella casetta, con gli abitanti della cittadella, nel lavoro… mi spinge a vivere l’ideale dell’unità, anche quando mi rapporto con altre persone”. Tiago, 24 anni, prossimo alla laurea in medicina: “Il mio impegno è quello di cercare di vivere sempre nella volontà di Dio. Così sento che ‘insieme, siamo Gesù’ che costruisce la cittadella e la vita di ognuno di noi”. Maria Voce li sprona a donare la vita del Vangelo vissuto a tutti, “che esploda” dappertutto. Da ricordare che ogni 1° maggio, circa un migliaio di giovani si dà appuntamento nella cittadella. Prossima tappa, le famiglie! Sono cinque, di cui due nella cittadella e  altre nei dintorni. “Siamo qui da 10 anni, abbiamo visto nascere la cittadella” – dicono José e Conceição Maia, prima famiglia a trasferirvisi con i loro sei figli. “Siamo qui da tre anni – raccontano Tonì e Idalina Nogueira,  con cinque figli –. Siamo felici! Facciamo un’esperienza nuova, sia come famiglia che come comunità. Ogni giorno alcuni di noi partiamo insieme per Lisbona, chi per lavoro chi per studio, e torniamo insieme, concludendo la giornata con la Messa nella cittadella”. Maria Voce sottolinea l’importanza delle famiglie, non solo per la cittadella, ma anche per la Chiesa e l’umanità e afferma: “Ciò che conta è la novità, mai scontata, della vita evangelica; perciò, ricominciare sempre, ogni giorno, senza preoccuparsi”. E Giancarlo Faletti: “Sono bellissime le case, ma ancor più importante è il cammino che avete fatto come famiglia, superando le varie difficoltà”. Nel pomeriggio il Polo “Giosi Guella”, inaugurato nel 2010, con tre aziende di Economia di Comunione in funzione e una decina sparse nel Paese e ad esso collegate. Quindi, la visita all’armonioso Centro Mariapoli, che possiede una sala per 200 persone, 60 posti letto e accoglie una media di 5.000 ospiti l’anno. Si prospettano prossimi sviluppi, espressione della crescita del Movimento in Portogallo: la visita al terreno dove sorgerà la casa delle “volontarie di Dio”, con la posa della medaglietta della Madonna, in un clima di gioia e commozione; e i progetti (realizzati da due giovani architette) di una serie di casette. L’intensa giornata si conclude con la Messa, animata dai canti interpretati nello stile del Fado, anima del popolo portoghese, come dirà Maria Voce nel saluto finale: “Abbiamo vissuto il primo giorno in Portogallo con una gioia sempre crescente”; e riferendosi alle canzoni evidenzia il valore dell’interpretazione. Ricordando poi, che Chiara Lubich invitava a interpretare in terra la parte di Gesù, si augura che emerga da questo popolo il “Gesù portoghese”, dono per tutti gli altri popoli. Aggiunge Giancarlo Faletti: “Una giornata piena di Dio… Abbiamo motivi per esultare!”. E la presidente ancora: “Ora viviamo la gioia. Ora la Madonna canta ancora il Magnificat”. Dall’inviato Gustavo Clariá Servizio fotografico © M. Conceicao / M. Freitas


Video presentazione della Cittadella Arco-Íris

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