Movimento dei Focolari

Con i giovani a Praga

Mag 23, 2011

In viaggio insieme: da diverse parti della Repubblica Ceca, 150 giovani alla ricerca di qualcosa di grande. Una giornata in cui tanti hanno scoperto una via nuova e percorribile, verso scelte libere da condizionamenti.

“Nel 2007 mi è stata diagnosticata la leucemia. All’inizio ho reagito bene, ma ad un certo punto ho avuto paura di morire ed è stato importante il sostegno che altri giovani del Movimento, i gen, mi facevano arrivare in tutti modi: sms, e-mail, visite.Quando ero al terzo ciclo di chemio, in ospedale con me c’era una ragazza mia coetanea appena diventata mamma, stava peggio di me, non era sposata, né battezzata. Ciò nonostante abbiamo parlato molto di Dio, della fede, del matrimonio. Sebbene avesse avuto il trapianto non è riuscita a superare la malattia, ma poco prima che le sue condizioni si aggravassero aveva espresso il desiderio di sposarsi, così quando stava per morire ho proposto alla sua famiglia di battezzarla. E’ venuto in ospedale un sacerdote, l’ha battezzata col nome di Margherita Maria; pochi giorni dopo si è spenta: era il giorno di santa Margherita Maria Alacoque”. Comincia con la forte testimonianza di Agnieska  e continua con esperienze nel quotidiano il programma di una giornata che vede protagonisti i giovani radunati al Centro Mariapoli. “Sulla via, in viaggio insieme” il titolo di un appuntamento che, come dicono gli organizzatori, voleva dare a quanti sarebbero venuti l’occasione di conoscere più dal di dentro “l’eccezionalità dell’Ideale in cui crediamo”. “A dire il vero all’inizio ero abbastanza scettico – confessa Lukas –, pensavo che al massimo sarebbero venuti una cinquantina di giovani, ma non è andata così. Evidentemente l’ideale dell’unità ha qualcosa da dire”. In effetti la sala contiene a stento i 150 giovani arrivati da diverse parti della Cechia. La maggior parte di loro sono al primo contatto col Movimento dei focolari e non mancano di esprimere la gioia per aver scoperto qualcosa di grande. “Dei Focolari ho saputo da un’amica e non sapevo cosa aspettarmi – dice Kristina di 17 anni –, ma mi ha sorpreso tanto perché dalle persone che parlano qui si sente un grande amore. Posso dire che avverto fortemente la presenza di Dio. Mi ha commosso tanto perché il mio papà è non credente e mi dispiace molto che lui non conosca questo movimento”. Maria Voce e Giancarlo Faletti raccontano la loro “via”, il modo in cui hanno incontrato l’ideale dell’unità fino a decidere di seguire Dio sulla strada del focolare e subito dopo fioccano le domande, varie, e le risposte, profonde. Una per tutte. A una giovane che chiedeva dove trovare il coraggio per scelte radicali, libere da condizionamenti, Maria Voce suggerisce: L’età dei giovani è l’età delle scelte importanti: se non le fate adesso non sarete capaci di farle più avanti. Sì, ci vuole coraggio, ma il coraggio è in te e lo trovi nel rapporto con Dio. Se scegli per amore puoi stare tranquilla. Non rimandare in eterno e non permettere agli altri di scegliere per te”. L’invito è ad “amare al massimo”, come ha fatto Gesù sulla croce, a ricominciare sempre, a non avere “inutili rimpianti”. L’uditorio è attento, partecipe, raccolto. I 150 giovani non andrebbero più via. Elisabetta, 27 anni, confida: “Io sono molto critica e allo stesso tempo sto cercando di capire come e dove vivere bene la vita cristiana, sto cercando la mia strada e quindi volentieri ho accettato di conoscere cosa è il Movimento dei focolari. Quello che è stato detto è stato un grande arricchimento per me e mi ha incoraggiato nel decidermi di appartenere a qualcosa. Parto avendo capito che in qualsiasi cosa io faccio nella mia vita è importante Dio e non devo tenerlo solo per me”. Non solo per Elisabetta, ma per tanti dei presenti sembra davvero che si sia aperta una nuova via. Dall’inviata Aurora Nicosia [nggallery id=43]

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