Movimento dei Focolari

Consegnato dalla Regione Liguria il premio per la pace, la solidarietà e lo sviluppo dei popoli

Dic 12, 2001

Comunicato Stampa Nel corso di una seduta straordinaria del Consiglio regionale questa mattina, alla presenza di un folto pubblico è stato conferito a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, il Premio per la pace, la solidarietà e lo sviluppo dei popoli. In base alla Legge regionale 28 del 1998 sulla cooperazione allo sviluppo, alla […]

Comunicato Stampa

Nel corso di una seduta straordinaria del Consiglio regionale questa mattina, alla presenza di un folto pubblico è stato conferito a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, il Premio per la pace, la solidarietà e lo sviluppo dei popoli. In base alla Legge regionale 28 del 1998 sulla cooperazione allo sviluppo, alla solidarietà internazionale e alla pace, le sono stati donati una medaglia e un assegno di 20 milioni per finanziare le numerose opere benefiche del movimento.

Il premio venne istituito sulla base di una mozione proposta fra gli altri da Massimiliano Costa (capogruppo Ppi-Udeur Insieme) e Nicola Abbundo (Forza Italia) e approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Chiara Lubich nel suo intervento, ha annunciato che il contributo finanziario ricevuto verrà destinato a un complesso scolastico in Pakistan frequentato da 118 allievi e all’annesso Centro per il dialogo cristiano-musulmano: “Sarà un ulteriore segno – ha detto – che la convivenza fra religioni diverse è possibile e rappresenterà una testimonianza di pace”.

“Vogliamo consegnarglieli – ha detto il Presidente del Consiglio Vincenzo Gianni Plinio aprendo la seduta – in segno di riconoscenza per la sua incessante e meritoria opera per la pace ed al servizio dell’umanità”. Plinio ha ricordato i 12 dottorati honoris causa e le altrettante cittadinanze onorarie, i sei premi internazionali che la Lubich ha ricevuto e in particolare quello prestigioso dell’Unesco del 1996.
“A parlare della Lubich – ha aggiunto Plinio – sono i fatti: in poco più di 50 anni ha dato vita ad un ampio movimento impegnato nel rinnovamento spirituale e sociale della comunità e nella diffusione del Vangelo come fonte di valori capaci di ricostruire l’uomo e ricomporre la famiglia umana. In 182 paesi la Lubich è riuscita a coinvolgere non solo cattolici ma persone di oltre 350 diverse Chiese e fedi religiose insieme a moltissime persone animate da diverse convinzioni. Con la forza dell’amore verso gli altri è riuscita a sanare violenze, odi e pregiudizi ridando a tanti disperati un po’ di fiducia e dignità”.

Ma Plinio ha voluto ringraziare la Lubich anche per quanto lei e i suoi collaboratori hanno fatto e continuano a fare per i più deboli e i più poveri fra i liguri ed i genovesi: “E’ infatti degno di massimo rispetto anche e soprattutto da parte della pubblica amministrazione chi, superando le logiche del profitto, ha saputo, come il consorzio Tassano, creare cooperative sociali in grado di condividere parte dei loro utili con i poveri e attente all’inserimento lavorativo di soggetti in fascia debole che oggi risultano fuori dal processo produttivo”.
Dopo il presidente Plinio ha preso la parola il Presidente della Giunta Sandro Biasotti che nel rivolgersi a Chiara Lubich si è detto emozionato come quando ha incontrato il Papa”. Biasotti si è poi detto onorato di poter incontrare una persona del suo valore morale: “Lei – ha aggiunto – è riuscita ad adattare il suo ruolo all’evoluzione dei tempi ed è riuscita ad essere attuale per ben 50 anni”.

Chiara Lubich, dopo aver ringraziato il Consiglio regionale per l’ambito riconoscimento, ha ripercorso a grandi linee le tappe del suo movimento nato nel 1943 a Trento in piena guerra. Ed è proprio in quel momento terribile che si sviluppò la volontà di far crescere la fratellanza e l’amore fra i popoli. Chiara Lubich ha ricordato i primi contatti, nel 1969, con il capoluogo ligure, i suoi imprenditori e i suoi lavoratori. Grazie anche al contributo di questi ultimi, l’azione incessante dei focolarini si sviluppò fra i Bangwa, un popolo che abitava un posto sperduto nella foresta del Camerun ed era in via di estinzione, decimato da una mortalità infantile che raggiungeva il 90 per cento. Vennero inviati medici, creato un piccolo dispensario, diffusa una cultura igienico sanitaria di base. “I risultati – ha ricordato la Lubich – non si fecero attendere: la mortalità infantile diminuì rapidamente.
Ma quello è stato solo il primo passo: oggi il villaggio un tempo sperduto nella foresta è diventato sede di sotto-prefettura”.
Altra operazione che ha visto l’intervento dei genovesi è il progetto “Genova per il Nord Est del Brasile”: grazie a 150 opere donate da pittori e scultori e al patrocinio della Regione Liguria, è stata creata a Recife una moderna falegnameria che dà lavoro in una zona poverissima. Negli anni ‘80 inoltre è nata un’azienda dedicata alla cooperazione allo sviluppo grazie alla quale sono stati dotati di acqua potabile 25 villaggi del Benin.
Domani Chiara Lubich riceverà la cittadinanza onoraria della città di Genova.

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