Movimento dei Focolari

Diplomazia

Giu 13, 2011

Il testamento di Gesù attuato fra i popoli: da uno scritto di Chiara sui rapporti fra le Nazioni.

Quando uno piange, dobbiamo piangere con lui. E se ride, godere con lui. E così è divisa la croce e portata da molte spalle, e moltiplicata la gioia e partecipata da molti cuori. Farsi uno col prossimo è una via, la via maestra per farsi uno con Dio. (…) Fino a stabilire fra i due quegli elementi essenziali perché il Signore possa dire di noi: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Fino cioè a garantirci, per quanto sta in noi, la presenza di Gesù e camminare nella vita, sempre, come piccola chiesa in cammino, chiesa anche quando si sta a casa, a scuola, all’officina, al parlamento. Camminare nella vita come i discepoli di Emmaus con quel Terzo fra noi che dà divino valore a tutto il nostro agire. Allora non siamo noi che agiamo nella vita, miseri e limitati, soli e sofferenti. Cammina con noi l’Onnipotente. E chi resta unito a Lui porta gran frutto. Da una cellula più cellule, da un tessuto più tessuti. Farsi uno col prossimo in quel completo oblio di sé che possiede – senza avvedersene e senza curarsene – colui che ricorda l’altro, il prossimo. Questa è la diplomazia della carità, che ha della diplomazia ordinaria molte espressioni e manifestazioni, per cui dice non tutto quello che potrebbe dire, perché al fratello non piacerebbe e non sarebbe gradito a Dio; sa attendere, sa parlare, arrivare allo scopo. Divina diplomazia del Verbo che si fa carne per divinizzarci. Ha essa però un timbro essenziale e caratteristico che la differenzia da quella di cui parla il mondo, per il quale dir diplomatico spesso è sinonimo di reticente o addirittura falso. La diplomazia divina ha questo di grande e di suo, forse di solo suo: che è mossa dal bene dell’altro ed è priva quindi d’ogni ombra d’egoismo. Questa regola di vita dovrebbe informare ogni diplomazia e con Dio lo si può fare perché Egli non è solo padrone dei singoli, ma re delle nazioni e d’ogni società. Se ogni diplomatico nelle proprie funzioni sarà spinto nel suo agire dalla carità verso l’altro Stato come verso la propria patria, sarà illuminato a tal punto dall’aiuto di Dio da concorrere ad attuare rapporti tra gli Stati come debbono essere quelli fra gli uomini. Dio ci aiuti e noi disponiamoci affinché dal Cielo possa il Signore vedere questo spettacolo nuovo: il suo testamento attuato fra i popoli. A noi può sembrare un sogno, per Dio è la norma, la sola che garantisce la pace nel mondo, il potenziamento dei singoli nell’unità di quell’umanità che ormai conosce Gesù». Tratto da: Scritti spirituali/1 – L’attrattiva del tempo moderno Meditazioni (1959), p. 91 Città Nuova Editrice

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Paradiso ’49: la dimensione mistica di Chiara Lubich

Paradiso ’49: la dimensione mistica di Chiara Lubich

Si è svolta ieri, 22 maggio 2026, presso la Sala Paolo VI della Pontificia Università Lateranense di Roma, la presentazione del volume “Paradiso ‘49” di Chiara Lubich, Fondatrice del Movimento dei Focolari. Le parole di Padre Fabio Ciardi ci introducono nell’esperienza e nella lettura di questi scritti mistici.

Radicata tra due sponde: in dialogo tra fede e identità

Radicata tra due sponde: in dialogo tra fede e identità

In occasione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani in alcuni Paesi dell’emisfero Sud, che si celebra in prossimità della festa di Pentecoste, condividiamo la testimonianza di una giovane ortodossa nella Trento cattolica.