Movimento dei Focolari

EdC: recupero crediti in quattro mosse

Ago 29, 2013

Un imprenditore EdC, alle prese come tanti con le difficoltà di farsi pagare i lavori eseguiti, individua “modalità operative” che salvano le relazioni e portano a fare interessanti scoperte.

«La mia azienda, la Tecnodoor sas, progetta e realizza serramenti automatici e manuali per usi industriali e civili a Isera (TN). Già dal 1994 aderisce all’Economia di Comunione, improntando l’attività ad un nuovo modo di fare impresa: rapporti rinnovati, massima collaborazione a tutti i livelli, sia all’interno con le maestranze e tra i soci, che all’esterno con la clientela. La crisi dell’attuale fase economica ci ha toccati proprio nell’aspetto che rappresenta la vita e la salute di un’azienda: i crediti. Dopo un’attenta valutazione delle inadempienze, decidiamo di prendere delle contromisure per riportarci nei bilanci, cercando strategie nuove per il recupero dei crediti. Ma come? Negli anni si è lavorato onestamente, ma soprattutto abbiamo costruito rapporti di fiducia con la clientela: come fare ora per non guastarli pur dovendo chiedere di saldare i debiti? Una notte proprio non riuscivo a dormire e rimuginavo tanti pensieri. La domanda di fondo era questa: come deve comportarsi un imprenditore che desidera essere coerente al “Progetto EdC” per recuperare i suoi legittimi crediti? Penso a quali sono i punti fondamentali da tenere fermi per non uscire dai “paracarri” e lucidamente via via mi si chiariscono alcune modalità operative: a) gestire “il recupero del credito” non come una cosa mia, ma come un incarico ricevuto; b) non rompere le relazioni, ma piuttosto cercare di rinforzarle; c) ascoltare tutte le sofferenze che anche l’altra azienda o l’altro cliente sta vivendo; d) esporre oggettivamente la “sofferenza” della nostra azienda e le conseguenze. Dopo quella notte insonne, ho voluto sperimentare sul campo il frutto delle mie riflessioni. Con animo il più possibile “distaccato” dal non facile compito e con la convinzione che ogni prossimo – sia che fosse un creditore, oppure un dipendente o un fornitore – era un “fratello”, mi sono messo ad ascoltare fino in fondo ognuno per telefono oppure incontrandolo di persona. Il risultato? Abbiamo cominciato a ricevere i pagamenti per intero o in modo dilazionato. Tuttavia la cosa più importante è che non si è rotto o incrinato nessun rapporto, ma anzi con tutti i clienti si è rafforzata la fiducia e la stima». (Pietro Comper) Fonte: Inserto EdC allegato a Città Nuova n.13/14 – 2013

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