Movimento dei Focolari

Fontem: echi di un giubileo

Dic 27, 2016

Quattro giorni di eventi culturali e di momenti di festa concludono l’anno di ringraziamento per il 50esimo dell’arrivo dei Focolari tra i Bangwa del Camerun.

fontem12Memoria, ringraziamento, responsabilità. Tre le parole chiave del susseguirsi a Fontem (Camerun) di eventi celebrativi per i 50 anni dall’arrivo di alcuni focolarini medici nella foresta camerunese per dare inizio ad un’opera in stretta sintonia con i Bangwa, gli abitanti del posto. Nell’indirizzo di saluto delle autorità civili e tradizionali e del copresidente dei Focolari Jesús Morán, viene ricordata l’importanza, secondo la propria competenza, di questo inizio, grazie al quale la regione ha visto negli anni un impensato, notevole sviluppo sotto ogni punto di vista. Viene anche riaffermata la validità del metodo con cui i focolarini si sono messi in dialogo con la popolazione di religione tradizionale. Questo tipico approccio dei Focolari, ha dato vita, qui e nel mondo, a tante esperienze positive di dialogo interreligioso, come ha ricordato nel suo intervento Rita Mussallem del Centro per il dialogo interreligioso dei Focolari. Cuore di questa prima giornata è l’intervento di mons. Nkea Andrew, vescovo di Mamfe, il quale, attraverso la sua personale esperienza di Bangwa, conferma la preziosità di questo dialogo e la sua piena conformità al Vangelo. Un giovane sacerdote austriaco, presente all’evento, commenta: «Colpisce l’armonia con cui i valori della cultura africana e i valori cristiani si compongono». Nel secondo giorno, dedicato alle testimonianze, un medico ed un infermiere tra i primi arrivati, sottolineano come la stretta collaborazione con le persone del posto sia di luce nel dare agli ammalati una cura che tenga conto delle esigenze del corpo e dello spirito. Come nascano nuove amicizie durature e risultati di guarigioni. Toccanti anche le testimonianze di accompagnamento nella fase finale della vita. Quindi, le testimonianze di alcuni ex-studenti del Collegio: un commissario di Polizia, un giovane sacerdote,  un’infermiera. Dalle loro storie emerge come accanto al sapere scientifico di eccellenza, sia stata loro data la possibilità di scoprire quei valori umani e spirituali che ora li rendono persone felici e apprezzate nella società e nella Chiesa. Come segno profetico di una nuova economia, si presentano i primi passi, in Camerun, dell’Economia di Comunione: progetto che a breve verrà lanciato in una conferenza internazionale. Il 3° giorno è dedicato al ringraziamento. Alcuni interventi significativi ricordano quanti, fra i primi, hanno dato la vita per Fontem, come l’ing. Piero Pasolini, il dr. Lucio dal Soglio, ecc.  i quali, poiché consideravano l’altro uguale a sé, hanno improntato la loro opera alla reciprocità e non all’assistenzialismo. Seguono le danze tradizionali dei 5 territori (Fondoms) che compongono la Divisione di Lebialem e che danno colore e vita alla festa. A tutti i presenti, più di 2500 persone, viene poi servito il pranzo, frutto dell’amore di tante mamme che instancabilmente hanno lavorato nei giorni e nella notte precedente. Alla sera, un gioioso e commovente musical che, con canti e prose presentati da bambini e studenti, racconta la storia di Fontem. fontem 122 Nel  4° giorno si celebra la presenza a Fontem del Collegio “Our lady seat of wisdom”. Ai numerosi ex-studenti convenuti dall’estero che formano un’associazione sparsa in tanti Paesi nel mondo, il vescovo di Mamfe lancia l’esortazione di prendere coscienza dei doni che hanno ricevuto e che ora li rendono capaci di farsi ambasciatori di unità dovunque sono. Charles Tasong, tra i primi Bangwa a conoscere i Focolari, dice: «Durante il “Cry-die” (commemorazione di Lucio dal Soglio, d. Lino D’Armi e Doris Ronacher, recentemente scomparsi, che hanno dedicato tutte le loro energie a Fontem) ho visto che non c’erano più il Movimento dei Focolari e i Bangwa; non più bianchi da una parte, neri dall’altra; ma una sola famiglia. Lo stesso durante la Messa in Menji: non la parrocchia e il Movimento, ma una sola famiglia. Voglio raccogliere la sfida di portare avanti  con la mia vita la forte realtà di unità vissuta in questi giorni qui a Fontem».  Biagio Sparapano  

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