Movimento dei Focolari

Il cardinale Stanislaw Rylko dai focolarini

Gen 11, 2011

Saluto ai 1200 partecipanti a uno dei quattro ritiri annuali dei focolarini: proteggere, vivere e donare il carisma dell’unità. Visita alla sede centrale e alla casa dove ha vissuto Chiara Lubich

“Io sono qui non solo per  ragioni d’ufficio, ma  spinto dai bisogni del cuore. Per dire a tutti voi un sentito grazie a nome della Chiesa per quello che siete: una grande speranza della Chiesa  di oggi e di domani”. Con queste affettuose parole il cardinale Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, si è rivolto ai 1200 focolarini e focolarine partecipanti al quarto e ultimo ritiro spirituale annuale, provenienti dai paesi europei e con una rappresentanza degli altri continenti. Ha sottolineato che “il carisma che lo Spirito Santo ha donato a Chiara per la Chiesa, è un tesoro da proteggere, ma soprattutto da vivere”, che è appunto il miglior modo, secondo l’alto prelato, di proteggerlo, ribadendo “viverlo fino in fondo, con passione entusiasmo e gratitudine.” Ricordando, poi, la lettera apostolica “Novo Millennio Ineunte”, nella quale Giovanni Paolo II propone a tutti la “spiritualità di comunione”, ha aggiunto: “Quando si parla di comunione si tocca il nervo stesso del carisma dell’unità”. Ha invitato, quindi, i presenti a “rivivere in questi giorni il dono della comunione, che è la vostra forza”, evidenziando il compito particolare che spetta oggi al movimento: offrire questo dono gratuitamente ricevuto in un mondo che si presenta frammentato e diviso dall’odio. Di qui l’importanza di coltivare “una profonda comunione con la Chiesa universale, e in particolare con la persona del successore di Pietro, il Papa”. Ha ricordato le parole pronunciate da Benedetto XVI, nel 2006, ai movimenti: “…vi chiedo di essere ancora di più collaboratori del ministero apostolico universale del Papa, aprendo le porte a Cristo.” Consapevole che “voi prendete queste parole come il programma della vostra vita, con uno slancio missionario che punta ai confini della terra”, il card. Rylko ha concluso sottolineando che la comunione con la Chiesa universale è un fatto concreto. Significa “farsi partecipi delle grandi sfide che la Chiesa affronta nel momento attuale”, con particolare menzione all’intolleranza e alla persecuzione dei cristiani in vari paesi nel mondo. Dopo il pranzo, avvenuto in un sereno clima di famiglia, il cardinale – che festeggiava 15 anni della sua ordinazione episcopale – ha desiderato recarsi nella cappella del Centro del Movimento dove riposa Chiara e conoscere la casa dove lei ha vissuto per oltre 40 anni, oltre il Centro “Chiara Lubich che raccoglie l’eredità della fondatrice. Momenti solenni e carichi di vivi ricordi.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Accogliere la sapienza

Accogliere la sapienza

Se prestiamo attenzione al mondo che ci circonda, ci rendiamo conto che spesso a prevalere è il rumore delle opinioni. Tutti desiderano dire la propria e si moltiplicano gli spazi di dibattito nei quali sembra che tutti sappiano tutto. Non sempre però, vi troviamo...

Un premio per Run4Unity

Un premio per Run4Unity

La staffetta che i Ragazzi per l’unità organizzano ogni anno in tutto il mondo nella prima domenica di maggio, durante la “Settimana Mondo Unito”, ha vinto il premio #BeActive EU Sport Awards.

Da Caracas (Venezuela): la solidarietà si fa tangibile 

Da Caracas (Venezuela): la solidarietà si fa tangibile 

Sono passati alcuni giorni dai terremoti in Venezuela che hanno provocato il crollo di 770 edifici. Al momento le cifre ufficiali parlano di oltre 1400 vittime, migliaia i feriti e i dispersi si pensa arrivino a 50.000. Da molti Paesi sono arrivati soccorritori che stanno facendo una vera corsa contro il tempo per trovare sopravvissuti sotto le macerie. Pubblichiamo le notizie ricevute dai focolari a Caracas che si sono attivati per andare incontro alle molteplici necessità e la rete di solidarietà si è messa in azione.