Movimento dei Focolari

Cittadella “Marilen” – Oceania

Gen 10, 2011

Breve storia Fino al 1982, ogni continente fuorché l’Australia aveva la sua cittadella, il suo “centro d’unità”. Allora in quell’anno ci siamo dati alla ricerca per trovare il posto migliore per una cittadella per l’Oceania. Abbiamo limitato la ricerca ad una distanza non più di un ora e mezzo da Melbourne, e tutti, anche i […]

Breve storia Fino al 1982, ogni continente fuorché l’Australia aveva la sua cittadella, il suo “centro d’unità”. Allora in quell’anno ci siamo dati alla ricerca per trovare il posto migliore per una cittadella per l’Oceania. Abbiamo limitato la ricerca ad una distanza non più di un ora e mezzo da Melbourne, e tutti, anche i nostri amici, cercavano dappertutto un terreno che fosse: bello, poco costoso, vicino alla città e l’aeroporto, facilmente raggiungibile da quelli che vengono dagli altri stati, e dove il comune permetteva lo sviluppo… un posto dove l’anima australiana, nuova zelandese (e delle persone delle isole) possa cantare. Abbiamo guardato tantissimi posti ma nessuna proprietà aveva tutti questi requisiti. Poi nel marzo 1986, una delle pionieri del Focolare, Marilen Holzhauser, è andata in Paradiso. Durante una messa celebrata per lei in focolare, abbiamo chiesto a Marilen di aiutarci a trovare il posto giusto. Quello che è successo era del tutto inaspettato. Un notiziario del 1986 descrive la storia: ‘Un weekend nel marzo 1986, si svolgeva una scuola di Umanità Nuova, insieme a Margaret Linard e Giuseppe Arsì, in un posto chiamato Healesville. C’era tantissima unità fra tutti. Dopo la messa, siamo andati a salutare Padre Gerald Loughnan, il parroco di Healesville, un vecchio amico. Lui aveva un pezzo di terreno di 40 ettari a Greendale, un paesino in campagna, la quale lui una volta aveva pensato di suddividere e vendere un pezzo. Sentivamo che Marilen dal cielo ci aveva ascoltato e che ci indicava la strada. Margaret si ricorda vivamente di come si sono svolte le cose: “Dicevo a padre Loughnan, ‘Ce l’hai ancora quel terreno? Non è che vuoi vendercela?’ Lui ha risposto: ‘Sì, ce l’ho ancora il terreno ma voglio tenerlo per andarci a vivere quando vado in pensione.’ Però il giorno dopo, appena finita la messa, padre Loughnan, ci è corso dietro. Aveva ancora addosso i suoi paramenti che volavano nel vento. Ci ha detto: ‘C’ho ripensato a quello che mi avete chiesto riguarda alla mia terra. V’interessa comprarlo ancora?’ Padre Loughnan ha deciso di tenere per se un lotto di 6 ettari e di vendere a noi il resto. Quale somma voleva per il terreno? Esattamente quello che avevamo in banca attraverso la generosità quelli che condividevano questo stesso sogno! Tutti i nostri che erano coinvolti nel progetto di ricerca durante gli anni precedenti sono stati consultati e invitati a vedere il terreno. Anche quelli che avevano delle riserve per il fatto che non c’era né elettricità, né acqua di città, né telefono, sono stati conquistati a prima vista. L’incanto della Cittadella Marilen cominciava a tessere il suo disegno.

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