Movimento dei Focolari

Nessuno solo

Nov 15, 2022

Ascolto e condivisione. “Nessuno solo" è un percorso di accompagnamento e testimonianza che da qualche tempo coinvolge genitori con figli LGBT in varie nazioni del mondo.

Ascolto e condivisione. “Nessuno solo” è un percorso di accompagnamento e testimonianza che da qualche tempo coinvolge genitori con figli LGBT in varie nazioni del mondo. “Non lasciare nessuno solo” è l’invito che Chiara Lubich rivolge, nel testo “Una città non basta”, a chi vuole trasformare le città nelle quali viviamo, mettendo in pratica l’amore del Vangelo. Un invito che porta, giorno dopo giorno, ad impegnarsi per rendere i luoghi nei quali abitiamo, spazi di fraternità dove ciascuno si senta amato e accolto. È pensando a questo invito che il Movimento Famiglie Nuove dei Focolari ha chiamato “Nessuno solo” i percorsi/laboratorio di accompagnamento, condivisione di vita e di testimonianze che da qualche tempo porta avanti con coppie di varie nazioni (Italia, Portogallo, Germania, Belgio e Brasile) con figli LGBT. Gli incontri si sono svolti dapprima in presenza con alcuni collegati on line, poi, a causa della pandemia, interamente on line. Nonostante le grandi distanze geografiche e le notevoli differenze culturali, gli incontri sono stati fonte di condivisione e di grande arricchimento reciproco. Pian piano si è diventati un’unica famiglia nella quale le domande, le sofferenze, le ferite e le conquiste di ognuno sono diventate di tutti. Ciò ha fatto nascere il desiderio di incontrarsi dal vivo e così, dal 14 al 16 ottobre 2022, si è svolto nel Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Italia) un laboratorio in presenza con la partecipazione di 60 persone. Oltre alle coppie di genitori che da tempo seguono il percorso e ad alcuni responsabili di varie realtà dei Focolari, il programma è stato arricchito dalla presenza di alcuni giovani con orientamento omosessuale, che sono stati membri attivi del Movimento dei Focolari. Ascoltare quindi le testimonianze dei genitori, ma anche quelle dei figli è stato molto toccante, ha permesso di conoscersi di più e illuminare con la luce del Vangelo tutte queste esperienze. Si è cercato di comprendersi, anche attraverso il contributo di esperti, senza pregiudizi. Padre Amedeo Ferrari, francescano, teologo e moralista, padre Pino Piva, gesuita, teologo  molto coinvolto nella pastorale di vari gruppi di persone LGBT,  Katrien Verhegge, psicoterapeuta belga, impegnata su questi temi a livello governativo nella sua nazione e Roberto Almada, anche lui psicoterapeuta, hanno accompagnato il gruppo con molta sapienza ed equilibrio, aiutando i partecipanti  a comprendere il cammino che sta facendo la Chiesa cattolica, a non aver paura e ad aprirsi con coraggio alle sorprese sempre inaspettate dello Spirito, a dilatare la  capacità di ascoltare, accogliere, accompagnare ed integrare. Padre Pino Piva, ha invitato tutti a continuare ad aiutare ed accompagnare “le famiglie – genitori e altri familiari – a vivere l’accoglienza umana e cristiana prima di tutto: un figlio si accoglie sempre! E in questo la famiglia aiuta la Chiesa ad essere Famiglia che accoglie ed integra i suoi figli senza condizioni”. I giorni di incontro hanno generato in tutti i presenti un forte desiderio di diventare veri compagni di viaggio per ogni prossimo che incrocia il nostro cammino. Certamente non si sono trovate tutte le risposte ai diversi interrogativi. Ci sono tante domande ancora aperte, tra di esse anche capire come assicurare un percorso di accompagnamento, per approfondire e vivere il carisma dell’unità. Padre Amedeo Ferrari, ha invitato tutti ad “avere presente che ogni persona possiede un’inviolabile dignità. Perciò anche le persone che sperimentano la tendenza omosessuale devono essere accolte con rispetto e pari dignità come ogni altra persona, evitando nei loro confronti ogni tipo di pregiudizio o discriminazione”.

Raimondo e Maria Scotto

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