Movimento dei Focolari

Palermo: stragi di mafia, 20 anni dopo. Ragazzi in prima linea.

Mag 23, 2012

2.000 studenti a Palermo da tutta Italia con le ‘navi della legalità’. Tra le iniziative svolte, anche quella dei Ragazzi per l’Unità, che hanno diffuso nei luoghi significativi un messaggio che presenta la “Regola d'oro” come fondamento della cultura della legalità.

23 maggio 1992: il giudice italiano Giovanni Falcone muore in un attentato mafioso insieme alla moglie e agli uomini della scorta. 57 giorni dopo, il 19 luglio, un altro giudice, Paolo Borsellino, che come lui indagava sulle connessioni tra mafia e politica, muore in un secondo attentato. Quelle tristi vicende segnano un risveglio civile, a partire dalle nuove generazioni, che oggi vive una nuova fase. In occasione del 20° anniversario della strage, arrivano a Palermo con le navi della legalità 2000 studenti. Varie sono le iniziative che coinvolgono la città, fra queste quella dei Ragazzi per l’Unità, gli adolescenti dei Focolari, che hanno diffuso nelle piazze e all’Albero Falcone (l’albero cresciuto di fronte alla casa del giudice, e diventato ormai un simbolo), durante la commemorazione solenne, un loro messaggio dove si presenta la “Regola d’oro”  come fondamento della cultura della legalità. «La nostra parola d’ordine è la Regola d’Oro, presente in tutti i libri sacri delle più grandi Religioni del mondo e alla base del Diritto Naturale», si legge nel manifesto.

  • Nel Vangelo essa dice: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12)
  • Nell’Antico Testamento: “Ciò che per te è odioso non farlo al tuo compagno. Questa è l’intera Legge” (31° Sabbat, Talmud Babilonese)
  • Nel Corano: “Nessuno di voi è un credente finché non ama suo fratello come ama se stesso” (Profeta Muhammed, 13° dei 40 Hadiths Nawawi)
  • Nel Libro sacro dei Buddisti:  “Non ferire gli altri in maniera che tu non debba ritrovarti ferito” (The Buddha, Uadanavarga 5, 18).

«Vivere la Regola d’Oro nelle nostre città significa anche vivere la legalità», continua l’appello dei Ragazzi per l’Unità. L’impegno quindi  a non accettare raccomandazioni, a reagire agli atti di bullismo,  a cercare di essere partecipi alla vita della propria città, rifiutando ogni atteggiamento ‘mafioso’ e la corruzione. La loro aspirazione è ad una legalità «che abbia sempre a mente il più piccolo e l’ultimo delle nostre comunità», «che abbia a mente il sangue dei martiri che è stato versato in questi anni nelle nostre terre», nel desiderio che questo messaggio possa arrivare ai Ragazzi per l’Unità di tutta Italia e a più ragazzi e persone possibili per essere insieme «la risposta e il frutto di questo sangue dei martiri per costruire un futuro migliore per il nostro paese e per il mondo». A conclusione di questo percorso sulla pace e la legalità i Ragazzi per l’Unità invitano, il prossimo 2 giugno, tutti i ragazzi di Palermo e di varie città della Sicilia ad un appuntamento in un luogo simbolico: il quartiere Brancaccio. Lì dove il sacerdote ucciso dalla mafia, Padre Pino Puglisi, ha dato la vita per la sua gente, nella difficile missione rieducativa. Alla scuola media “Puglisi” verrà donato il materiale scolastico raccolto in quel giorno.

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