15 Feb 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Lotta alla povertà ed Economia di Comunione. Un binomio che nella giornata del 3 Febbraio, presso le Nazioni Unite, è stato presentato sotto varie angolature. Un evento atteso, per il quale è stata riservata una sala riunioni, spaziosa e provvista di due schermi per le proiezioni video. Presenza internazionale dei relatori, come si addice a una sede ONU: Burundi, Brasile, Filippine e alcuni stati degli USA (Boston, Indianapolis e New York City). Una cinquantina i presenti, tra cui rappresentanti di ONG e delegati ONU di vari Paesi dell’Africa, Europa, Caraibi e Nord America. L’evento è stato organizzato da New Humanity (Ong del Movimento dei Focolari, riconosciuta con lo Status Consultivo Generale presso il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU (l’ECOSOC), e dalla Missione dell’Osservatore permanente della Santa Sede presso l’ONU. Nella sua introduzione, il Nunzio apostolico Mons. Chullikatt, traendo spunto dall’enciclica Caritas in Veritate, ha sottolineato l’importanza che ha oggi la promozione integrale dell’uomo.
L’Economia di Comunione (EdC) può offrire elementi innovativi nel contesto dell’attuale crisi economica, come ha evidenziato nel suo intervento John Mundell, presidente della Mundell & Associates e membro della Commissione EdC/USA. Insieme a Elizabeth Garlow, di Boston, hanno illustrato lo stile che caratterizza la gestione di un’impresa EdC, presentando alcune testimonianze di aziende che vi aderiscono in diverse parti del mondo. Emergeva, in particolare, la rete di relazioni virtuose che si generano fra le varie aziende. Futuro e radici: sono proprio alcuni dei giovani presenti – Cláudia Herrero Martins Menegassi e John Paul Dominic Flores Yumul, provenienti rispettivamente da Brasile e Filippine – a focalizzare il contesto in cui l’EdC è nata: Brasile, 1991, da un’ispirazione di Chiara Lubich. Hanno sottolineato la necessità di sviluppare la “cultura del dare” in contrapposizione a quella del “possedere” e del ruolo attivo di chi è nel bisogno, tipico del progetto. Questo punto è stato l’argomento principale della 50ª sessione della Commissione per lo Sviluppo Sociale, con focus sullo sradicamento della povertà, di cui la presentazione dell’EdC costituiva un evento parallelo. Alexis Nsabimana, giovane burundese, ha offerto l’esperienza che si porta avanti in tante parti dell’Africa dove l’Economia di Comunione, incontrandosi con i forti valori comunitari propri di questo continente, trova un terreno fertile.
Significativa la lettura del “Messaggio dei Giovani da San Paolo al mondo”, presentato in occasione dei 20 anni dell’EdC in Brasile (maggio 2011). Il messaggio, insieme all’esperienza dell’Economia di comunione su come “Sradicare la povertà attraverso la fraternità”, e ad alcune proposte sulla tassazione delle transazioni finanziarie, si trova nel documento preparatorio, disponibile sul sito delle Nazioni Unite in varie lingue. Hugh Timothy Duggan, consulente della rappresentanza degli Stati Uniti all’Onu, ha chiesto l’adesione dell’EdC al programma delle Nazioni Unite “Global compact” (con i suoi 8.700 aderenti da 130 nazioni, è la più grande iniziativa a carattere volontario circa la responsabilità sociale delle imprese). In conclusione, il dialogo con i partecipanti ha sottolineato l’accoglienza positiva da parte di chi è intervenuto. Fonte: EdC online (altro…)
4 Gen 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
“Salta un pasto e dona i soldi per il Corno d’Africa” così i Giovani per un Mondo Unito del Costa Rica già da quattro mesi hanno lanciato nel loro paese la campagna Skip a Meal, per raccogliere i fondi per questa regione dell’Africa, dove oltre 12 milioni di persone vivono in una situazione drammatica a causa di una siccità eccezionale.
I giovani hanno organizzato due eventi culturali a cui hanno partecipato musicisti e personaggi famosi del loro paese. Entrambi gli eventi sono stati una combinazione di musica, poesia, esperienze personali e creazioni audiovisive che ha permesso ai partecipanti di avvicinarsi alla realtà dell’anima africana. Skip a Meal ha avuto come ispirazione principale il desiderio di collaborare per costruire un mondo più unito, soprattutto si è voluto amare concretamente l’altro con l’invio di un aiuto monetario ricavato dalla vendita dei biglietti degli eventi artistici. “E’ stata un’esperienza davvero insolita: l’entusiasmo, l’impegno, l’amore per questo volto di Gesù crocifisso e abbandonato e la certezza della Sua presenza tra di noi sono stati gli ingredienti essenziali della preparazione, durante la quale ci siamo resi conto di una magnifica realtà: non eravamo solo noi che aiutavamo l’Africa, ma anche l’Africa ci aiutava”. La collaborazione di varie aziende ed organizzazioni che hanno donato cibo, messo a disposizione infrastrutture e spazi sui mass media, ci ha permesso di diffondere l’iniziativa e di coinvolgere giovani e adulti che si identificano con questa causa. Tutto questo è diventato un’occasione per trasmettere l’idea del mondo unito.
Abbiamo anche iniziato a costruire un rapporto diretto con i Giovani per un Mondo Unito del Kenya, che ci scrivono: “Molte grazie per Skip a Meal, siamo entusiasti di sapere che il Costa Rica è unito a noi per affrontare queste sfide difficili, che significano anche un dolore per l’umanità”.
Skip a meal non è una attività di beneficenza, ma un’esperienza di arricchimento reciproco, di condivisione e l’opportunità di entrare nella cultura africana. Ci rendiamo conto che condividendo le nostre competenze con “l’Altro” possiamo trascendere lo spazio e superare le differenze, la separazione geografica, etnica o culturale. Skip a Meal ci rende consapevoli del fatto che due culture completamente diverse possono essere unite, capirsi e aiutarsi: “Io sono perché noi siamo” (filosofia Ubuntu). Siamo tutti parte di questa rete mondiale di unità che si sta tessendo. Sta a noi continuare a lavorare per costruire una nuova umanità. Giovani per un Mondo Unito Costa Rica Links: Twitter: skipamealcr Facebook: http://www.facebook.com/skipamealCR Correo electronic: skipamealcr@gmail.com Videos Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=lJ2_22DADNM http://www.youtube.com/watch?v=q5ucQQqxLJ0 http://www.youtube.com/watch?v=VGm3S4Hp6_c (altro…)
6 Dic 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Prof. Callan, cosa è Claritas?
«Claritas è una rivista online in lingua inglese che cerca di elaborare una cultura dell’unità in modo accademico e approfondito. Gli articoli sono rivisti dai pari (peer review) per assicurare la qualità, ma soprattutto, come avviene per Nuova Umanità in lingua italiana, vogliono esplorare tutta la realtà alla luce di quell’unità capace di generare un mondo nuovo. Non è soltanto al servizio di un’area culturale specifica del mondo, ma offre la possibilità, a tutti coloro che usano la lingua inglese, di esprimersi in quella lingua. Per favorire la partecipazione di tutti, e in particolare di coloro che hanno meno possibilità economiche, è gratuita, anche se, per coprire le spese, chiediamo – a chi può farlo – di abbonarsi come farebbe con ogni altra rivista di studio.» Possiamo spiegare il funzionamento e l’utilità della modalità del peer-review? «In pratica, una volta che un articolo è accettato dal direttore come possibile per essere pubblicato, è mandato, per avere un parere, ad altre persone competenti nell’argomento di cui si tratta. Queste persone, abitualmente, sono membri della redazione. Questa valutazione può anche risultare un vero servizio all’autore, in quanto un articolo può essere valutato in maniera positiva, ma avere necessità di qualche modifica per renderlo pubblicabile, gli appositi miglioramenti gli saranno quindi suggeriti. La redazione è composta principalmente da persone provenienti da istituzioni accademiche di tutto il mondo.» Claritas è una rivista transdisciplinare, come mai questo approccio? «Perché è un aspetto dell’unità che rispetta, anzi sottolinea, le diversità delle discipline, ma riconosce che ognuna può arricchire l’altra. Ogni disciplina ha la sua giusta autonomia, ma nessuna è a sé stante. Claritas si rivolge a tutti quelli che vogliono partecipare al dibattito che si svolge intorno al progetto dell’unità e il suo obiettivo è di contribuire, in modo intellettualmente valido, a promuovere e diffondere la cultura che nasce dal carisma dell’unità.» Quale è il suo legame con il Movimento dei focolari? «La cultura dell’unità che Claritas cerca di esprimere nasce dal carisma custodito dal Movimento dei focolari. Claritas dunque è un’espressione culturale del Movimento, ma non si deve necessariamente far parte di esso per scrivere sulle sue pagine o per trovarne qualcosa di utile o magari di illuminante.»
Da dove nasce l’idea di questa rivista? «La sua linea editoriale è basata su quella che si trova anche in Nuova Umanità, ma Claritas si rivolgerà all’area di lingua inglese. In concreto in precedenza c’erano due conversazioni parallele, una all’interno di Nuova Umanità, che riconosceva l’importanza di pubblicare online articoli anche in lingua inglese e l’altra negli USA, dove si sentiva la necessità di un’espressione linguistica adatta alla comunità scientifica di molti nel mondo e che, fortunatamente, aveva già trovato dei mezzi concreti per realizzarla. Certamente la sua natura rigorosa la distinguerà, anche se vuol essere il più possibile aperta a tutti.» Il 12 marzo 2012 uscirà il primo numero, possiamo avere qualche anticipazione? «Pubblicheremo un testo di Chiara Lubich del 1961 dove lei racconta la sua esperienza di “Paradiso”. È un testo forte e pieno di conseguenze o implicazioni culturali. Ci sarà almeno un articolo per contestualizzarlo e uno che esaminerà il pensiero antropologico implicito nell’esperienza di Chiara. Inoltre, ci saranno due articoli sulla politica: uno che tratterà sui limiti del potere politico e l’altro che guarderà ai rapporti internazionali. Ci saranno poi articoli che prenderanno in considerazione il dialogo interreligioso, in particolare con gli ebrei e con i buddhisti. Infine, mostrando qualcosa dell’ampiezza di ciò che interessa la rivista, ci saranno recensioni di libri di vario tipo – compresi quelli che vanno oltre l’ambito culturale di lingua inglese, come un testo che affronta la “fratellanza” dal punto vista Sud Americano.» Alla rivista Claritas i nostri migliori auguri! (altro…)
19 Nov 2011 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Espressione dell’amore di Dio, i carismi si pongono nell’oggi della storia quasi a risposta dei bisogni emergenti e non di rado capita di trovarli al centro di importanti passaggi che riguardano l’umanità. Partiamo dal Mediterraneo, così attuale per quanto sta avvenendo nella società specie tra i giovani. A breve distanza dal Sinodo dei Vescovi del Medio Oriente, la Chiesa locale si interroga e imbastisce linee per incarnare quanto ne è scaturito. In particolare tra le 44 proposizioni stilate nel documento finale del Sinodo, una riguarda la collaborazione dei Movimenti con la Chiesa locale. Nel viaggio in Terra Santa dello scorso febbraio, la presidente dei Focolari Maria Voce aveva incontrato i responsabili dei Movimenti , e il dialogo fra loro è continuato anche nei mesi successivi con i rappresentanti dei Focolari a Gerusalemme. Anche in Egitto si è dato avvio ad un dialogo più vivo tra le realtà carismatiche e la Chiesa istituzionale. Un approccio iniziale in questo senso c’è stato anche in Libano, dove l’Assemblea dei patriarchi e dei vescovi cattolici di quel paese (APECL), si è soffermata a riflettere proprio sulla collaborazione dei Movimenti con la Chiesa locale. America Latina: la Conferenza di Aparecida ha tracciato linee importanti per il continente latinoamericano, da attuare adesso con le caratteristiche dei vari Paesi. In Messico il 27 Agosto 2011 la capitale accoglie nell’auditorio del Centro Universitario più di 350 presidenti e dirigenti di 34 realtà carismatiche del Paese azteco; l’evento è stato realizzato con il contributo di sei importanti istituzioni di ispirazione cattolica. Vasta e positiva l’eco sulla stampa che vi legge la volontà di partecipazione alla vita del Paese, mossi da nuova certezza: essere insieme per costruire. “La Famiglia”, vista da tre prospettive: “Formazione”, “Azione Sociale” e “Comunicazione” è l’argomento centrale. Lo scambio di idee e proposte nate nel forum sono state raccolte, elaborate, e parte di esse siglano il manifesto finale “Juntos por México”. Anche in Europa si muove qualcosa. La comunione tra i Movimenti cattolici nel 1998 ha suscitato l’interesse anche dei Movimenti delle varie Chiese cristiane e delle Nuove Comunità, che hanno voluto incontrare, già nel 2000, Chiara Lubich e stabilire con lei un’amicizia sempre più stretta. Tra gli iniziatori di questa “amicizia carismatica”, ricordiamo Helmut Nicklas (responsabile dell’YMCA di Monaco, associazione ecumenica di giovani cristiani). Ciò che li ha uniti è la volontà di fare qualcosa affinché l’Europa possa ritrovare la forza delle sue origini attraverso il contributo dei propri carismi, e la vita permeata dal Vangelo, che, come una grande rete unita, possa darne testimonianza. Un progetto che il 12 maggio 2012 si esprimerà nella manifestazione internazionale “Insieme per l’Europa”, a Bruxelles, con eventi locali in contemporanea in tutta Europa. Parola chiave di questa amicizia è «Pentecoste 1998» a ricordo del loro primo incontro mondiale con Giovanni Paolo II. La promessa di Chiara Lubich di contribuire a realizzare il desiderio del Papa che ci sia una comunione sempre più profonda tra i Movimenti e le nuove Comunità, è il testimone passato a coloro che ne condividono la spiritualità dell’unità. (altro…)
20 Ott 2011 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Due storie, quella del Focolare e quella degli Stati Uniti. A Trento in un rifugio antiaereo nel 1944, Chiara Lubich e altre giovani donne riscoprono come meta della loro vita quel passaggio del Vangelo: “Che tutti siano uno” (Gv. 17,21). 150 anni prima, i fondatori degli Stati Uniti scrivono sulla bandiera “E pluribus unum”, da molti, uno. Le due frasi indicano una tensione fondamentale: tener conto delle diversità, aspirando all’unità.
L’introduzione al volume “Focolare: living a Spirituality of Unity in the United States”, Thomas Masters, Amy Uelmen – New City Press (NY 2011), ci presenta da subito sei quadri di giovani che mettono la spiritualità in pratica. Come Rebecca, dell’Ohio, che dalla spiritualità dell’unità si è sentita aiutata a compiere la sua scelta di prestare servizio volontario per gli aiuti in Sierra Leone. O Nick, cresciuto a Baltimora, nel Maryland, che ha completato un master in affari internazionali, confrontando la sua scelta di dialogo e relazione con gli altri in un ambiente fortemente competitivo come quello della specializzazione universitaria. Elisabeth è un vero campione nel suo sport, il nuoto. È grazie a una giornata sportiva organizzata nella sua città dell’Indiana, che ha incontrato il Focolare: “Quando questi ragazzi che conoscevano il Focolare sono venuti nella mia scuola, mi ha colpito il tipo di interazione che c’era fra loro. Il mix di culture – per me che sono cresciuta nell’Indiana rurale – ha avuto un forte impatto. Ho sentito che tutto il mondo era nel mio giardino”. “Non era facile spiegare ai miei amici chi erano queste persone, per la maggior parte di origine europea, dove andavamo e cosa facevamo” – racconta Keith, cresciuta in un quartiere nero di New York. “Ma con loro era speciale, mi sentivo attirata. Facevo le stesse cose che a casa con i miei amici: sport, giochi, ma c’era un’atmosfera diversa, cercavamo di volerci bene”. La cittadella dei Focolari presso Hyde Park, New York – Mariapolis Luminosa – offre dei programmi estivi di formazione per teenagers. Naomi, una sedicenne di Chicago, racconta: “Prima di partire per la Luminosa ero la tipica teenager: scuola, amici, shopping, divertimento. Mi risultava difficile pensare agli altri. Bene, tutto questo è cambiato. Tornata a casa, ho cominciato a dare via le mie cose, rifaccio il letto ogni mattina, cerco di preparare almeno un pasto al giorno, ascolto il mio fratellino di 8 anni, a scuola cerco di essere socievole con tutti, non faccio più shopping nei negozi dove una maglietta costa 100 dollari. Cerco di fare tutto per Dio, di farlo felice. Mia mamma si chiede ancora cosa mi sia successo”. Infine David, di New York, che ha conosciuto il Focolare durante la GMG del 2002 a Toronto. Per lui ha significato smettere di assolutizzare le pratiche ‘devozionali’, e cercare di mettere al primo posto l’amore di Dio e del prossimo. “Riscoprendo così la mia fede, ho sentito la chiamata dello Spirito Santo a diventare sacerdote, e sono adesso in seminario”. Le sei esperienze riportate suggeriscono che la spiritualità dei Focolari possa essere compresa meglio attraverso l’esempio di coloro che cercano di metterla in pratica. A partire dalla vita di Chiara Lubich e di quelli che per primi si sono uniti alla sua strada, seguito dall’esempio di americani giovani, adulti, famiglie, questo libro racconta un’esperienza condivisa di vite trasformate – in modo unico, come è unica ogni persona, e al tempo stesso simile – dalla luce dell’Amore di Dio. (altro…)