Movimento dei Focolari

L’America Latina ricorda Chiara

 

Argentina: donna della pace

Buenos Aires – La “Women’s  Peace network”, rete di donne per la pace nel mondo, e la “Ruef”, rete di Università per lo studio della  Fraternità, renderanno omaggio a Chiara Lubich il 29 marzo presso l’Auditorium della Camera dei Deputati.  Questo evento si svolge nel mese internazionale della donna,  in occasione   del terzo anniversario della sua morte. Chiara Lubich è una delle 1000 donne per la pace che questa organizzazione ha proposto per il Premio Nobel  della Pace nel 2005. L’omaggio consisterà nella presentazione di una Tavola Rotonda,  a cui parteciperanno rappresentanti di spicco della vita politica e sociale della Repubblica Argentina. Hanno confermato la loro presenza: Cristina Perceval María, sotto-segretario  Nazionale  dei Diritti Umani; Stolbizer Margarita, deputata della Nazione e Shalom Hector, direttore della Fondazione Anna Frank in Argentina. Ciascuno dei relatori tratteggerà  alcuni aspetti della vita e del carisma di Chiara Lubich e della sua opera dal suo impegno per i diritti umani a quello in politica e nel mondo dell’educazione. L’evento ha ottenuto il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati  della Repubblica Argentina. Rosario, Resistencia, Santa Fe, Posadas, Corrientes hanno voluto ricordare Chiara con una serie di inziative culturali e celebrazioni eucaristiche che si sono svolte nelle cattedrali presiedute dalle autorità religiose locali. Il comune di Resistencia ha voluto rendere omaggio a Chiara con una targa posta in una piazza della città con la scritta: “Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, donna del dialogo interreligioso e interculturale”. Il 29 marzo si terrà sempre a Resistencia una Conferenza patrocinata dalla città, su “Chiara: donna del  Dialogo”. Il 31 marzo si svolgerà invece a Rosario, presso l’Università, una Conferenza su “La Fraternità, principo dimenticato”, dove prenderanno la parola due docenti e alla quale sono invitati i politici e sindaci della zona.

Cuba: donna di frontiera

Anche l’isola di Cuba ha ricordato Chiara. A La Habana, il 14 marzo, si è celebrata una Messa solenne, presieduta dal cardinale Jaime Ortega y Alamino. Una messa è stata celebrata anche nella Chiesa di San Francesco di Assisi, recentemente restaurata, dopo la quale si è tenuto una concerto della “Camerata Vocale Sine Nomine”.

Venezuela: donna d’arte

“Guardo l’umanità attraverso gli occhi di Dio”. Questo il titolo della seconda “Biennale di Arte” dedicata a Chiara Lubich organizzata dalla Università Cattolica “Cecilio Acosta” (UNICA) a Maracaibo. La manifestazione si è svolta sabato 12 marzo ed ha proposto alla riflessione e all’ispirazione degli artisti, il testo scritto da Chiara Lubich nel 1949: “La Resurrezione di Roma”.  La Biennale è un concorso aperto a tutte le discipline ed espressioni artistiche: dalla pittura, scultura, disegno, alla incisione su xilografia e linoleum. L’evento si è concluso con assegnazioni di premi, borse di studio e menzioni particolari. (altro…)

50° dei Focolari in Nord America

50° dei Focolari in Nord America

Viaggio Canada e Stati Uniti marzo-aprile 2011 I semi della spiritualità dell’unità del Movimento dei focolari sono stati gettati in Nord America ancora negli anni ’50, ma è solo nel 1961 che nasce il Focolare, quando tre giovani coraggiosi  arrivano in un quartiere di immigrati a New York con il solo obiettivo di mettere in pratica il Vangelo. Da allora questo stile di vita si è diffuso attraverso il silenzioso sforzo delle centinaia di altre persone che li hanno incontrati e hanno fatto proprio lo scopo del Focolare: contribuire alla realizzazione della preghiera di Gesù “Padre, che tutti siano uno” (Gv, 17, 21). “Sono stata profondamente colpita da questo Paese, ho avuto una bella impressione”– ebbe a scrivere Chiara Lubich nel 1964 durante il suo primo viaggio a New York –“Questo Paese mi sembra particolarmente adatto allo spirito del Focolare. Non c’è aria di superiorità etnica, ma un chiaro senso di internazionalità. Vi è la semplicità. Alla Messa ho pregato per il Movimento in questo continente e spero che Dio ascolti la mia preghiera perché sto pregando per la diffusione del Suo regno… . Saranno sette in tutto le visite di Chiara Lubich negli Stati Uniti. A dare uno speciale significato a questo 50° anniversario la presidente dei Focolari, Maria Voce, e il co-presidente Giancarlo Faletti visitano il Nord America in un viaggio che durerà un mese, nel corso del quale incontreranno le comunità e gli amici dei Focolari in diverse città di 3 nazioni.

  • 19-20 marzo a Toronto: Weekend di dialogo e celebrazione con i membri dei Focolari in tutto il Canada, e messa solenne celebrata dal Vescovo, William McGrattan, nel 3° anniversario dalla partenza di Chiara Lubich
  • 21-24 marzo a Montreal: Incontro con i vescovi canadesi. Serata del 23 con la comunità di Montreal.
  • 2 Aprile – Poughkeepsie, NY: Incontro con la comunità dei Focolari
  • 3 Aprile – New York: Solenne messa di ringraziamento celebrata dall’arcivescovo Timothy Dolan (St. Patrick’s Cathedral)
  • 5 Aprile – New York: Evento culturale alla Fordham University
  • 7 Aprile – Washington, D.C.: E pluribus unum, programma per una comunità multietnica e multi religiosa che arriva insieme ad essere un solo popolo al servizio dell’unità (Caldwell Hall, The Catholic University of America)
  • 9 Aprile – Chicago, Chicago Youth Event: Presentazione della vita di Chiara Luce Badano
  • 10 Aprile –  Chicago: Meeting interreligioso
  • 11 Aprile – Chicago: Spiritualità e teologia trinitaria – presentazione alla DePaul University
  • 16 Aprile – Santo Domingo: Celebrazione con le comunità dei Focolari della Repubblica Domenicana e di Porto Rico.

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50° dei Focolari in Nord America

Christopher, con un sorriso ti trasformava la vita

“La vita di Christopher mi fa ricordare quella di Chiara Luce”. Così si esprime Francisco del Panama, che ha partecipato in Italia alla cerimonia di beatificazione della giovane italiana. E aggiunge: “Entrambi erano giovani, semplici e con una vita normale, ma cercavano Dio in tutte le cose. Due giovani che donavano Dio a tutti coloro che incontravano e che, con un sorriso, ti trasformavano la vita”.  Christopher Amaya era nato in Costa Rica. Aveva solo un anno quando, nel 1994, la sua famiglia si è trasferita in Panama, nazione che diventerà per loro una seconda patria. I genitori si sono separati quando era ancora piccolo e, nonostante la situazione lo facesse soffrire, è diventato un punto di riferimento per entrambi. Dopo aver conosciuto la spiritualità dei Focolari, e compreso come dietro ogni dolore c’è una presenza di Gesù nel massimo della sua sofferenza, quando in Croce grida l’abbandono, Christopher capisce che questa situazione dolorosa in famiglia è il “suo” particolare volto di Gesù Abbandonato.   Il Progetto Dare, all’interno della sua scuola, è stato per lui il modo di conoscere il Focolare e Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento. Diventato ben presto un leader di questa attività che promuove la cultura del dare e i valori della pace e solidarietà, comincia a inserirsi con i gen3. Stabilisce un rapporto personale con Chiara, considerandola madre e amica, una persona di cui fidarsi per capire la verità. Un giorno, mentre viveva un momento difficile in famiglia, ha confidato: “Mia madre Chiara mi ha insegnato a perdonare ed amare veramente”. Spesso parlava della sua vita e delle sue scelte con gli altri gen, perché sentiva che con loro poteva sperimentare la presenza di Gesù, secondo la sua promessa “Dove due o più sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt. 18,20). Fra questi discorsi profondi, anche quello in cui confidava che Dio lo chiamava a seguire Gesù lasciando tutto, anche se ancora non sapeva come. Christopher partecipava attivamente nella sua parrocchia e negli ultimi mesi si era dato da fare per unire le varie realtà giovanili. Tanti ragazzi lo ricordano come uno che gettava ponti tra i vari gruppi parrocchiali, in modo da costruire l’unità tra tutti. Quest’anno era stato scelto per partecipare nella guardia d’onore, un privilegio che le scuole concedono solo ai migliori alunni: durante le feste patrie si indossa la fascia tricolore scortando la bandiera del Panama. Christopher è stato ucciso prima di poter partecipare alle sfilate, ma i compagni hanno voluto che fosse ugualmente presente, portando uno striscione con la sua foto e uno slogan contro la violenza. «Posso testimoniare il suo sì a Dio – racconta Sharlin, una sua amica – e assicurarvi che fino all’ultimo ha amato; perché, chi di noi, con una ferita nel petto, avrebbe detto alla mamma “stai tranquilla, non ti spaventare”?» Tanti i messaggi arrivati ai suoi funerali da diverse parti del mondo. La mamma commentava: “Sono felice, perché mi rendo conto di quanto mio figlio sia stato buono e che quanto lui ha seminato continuerà in tutti coloro che lo hanno conosciuto e che seguiranno il suo esempio di vita”. (altro…)

Testimonianza dei giovani da New York

Una risposta testimoniata proprio dai giovani più colpiti, quelli di New York: da loro innanzitutto un grazie, perché attraverso e-mails e fax hanno sentito condiviso con i coetanei di tutto il mondo “il grande dolore di questo tragico momento per il nostro Paese”. Toccante la loro esperienza: “Mentre guardavamo il World Trade Centre cadere in fiamme e cenere, abbiamo subito pensato agli inizi del Movimento a quelle parole della nostra storia: “Erano i tempi di guerra e tutto crollava. Solo Dio e il Suo amore rimangono”. Questo e’ apparso chiaro non solo a noi Giovani per un Mondo Unito, ma anche a tanta altra gente nel nostro Paese che si sono unite in questo momento di dolore. Infatti, subito dopo abbiamo visto come l’amore è più forte dell’odio, l’amore sta già vincendo perché le barriere dell’indifferenza crollano e ci si aiuta l’un l’altro concretamente sostenendosi a vicenda. Molti gli atti concreti per le squadre di soccorso, i sopravvissuti, le famiglie in lutto. Gli aiuti e le offerte di volontariato hanno superato la domanda. Che cosa possiamo fare noi di concreto, ci siamo chiesti, che non sia già stato dato? Abbiamo capito che abbiamo un dono unico, immenso da offrire in questo momento di shock e smarrimento: quella comprensione di questo grande dolore illuminata dal mistero di Gesù che sulla croce giunge a gridare l’abbandono del Padre. Siamo certi più che mai dell’amore di Dio e che questa sofferenza porterà frutti.” Una certezza che si imprime in tanti: “Tutto crolla… Oggi ho sentito in modo più forte che anche se tutto crolla… l’amore di Dio resta” (Francesca 17 a. Scicli). Da Los Angeles: “Ci impegniamo ad amare tutti, specialmente quelli che soffrono per questa tragedia. Vediamo, nonostante tutto, segni di quel mondo nuovo per cui vogliamo vivere”. (altro…)