17 Giu 2011 | Cultura
In un periodo in cui fine vita, testamento biologico, diritto alla morte sono parole ricorrenti nell’agenda dei politici di varie nazioni, “Vivere” la morte è stato proprio l’argomento del seminario promosso dall’Associazione Medicina Dialogo Comunione (MDC), che si è svolto lo scorso 14 giugno a Palazzo San Macuto, a Roma. Fin dal titolo, il seminario si proponeva di sottolineare che anche quando la malattia è inguaribile, la persona malata è sempre curabile, perchè la vita è tale fino all’ultimo istante. Oltre un centinaio gli specialisti in ambito medico e bioetico intervenuti all’appuntamento. Il dibattito, sul tema dell’assistenza nelle fasi terminali della vita, moderato dalla dr.ssa Francesca Giordano, (Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma), è stato aperto dal prof. Roberto Bernabei, direttore del Dipartimento di Scienze Geriatriche del Policlinico Universitario A.Gemelli e membro del Consiglio Superiore di Sanità. «La morte fa parte della vita e la società oggi si deve riappropriare del significato profondo del morire. Anche i medici sono “programmati” per guarire, non per accompagnare il paziente alla morte, che viene spesso vissuta come una sconfitta, se non come un fallimento professionale».

La dr.ssa Flavia Caretta
«Eppure durante il fine vita siamo interpellati proprio nell’aspetto più profondo e cruciale dell’arte medica» – ha fatto seguito la dr.ssa Flavia Caretta, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Presidente di Medicina Dialogo Comunione – «si è al di là del sapere scientifico e tecnologico. Infatti, la medicina si attua fin dalle sue origini nell’ambito della relazione e della comunicazione». E poi, l’Ospedale, ancora oggi il luogo dove si muore più frequentemente. Il dr. Alberto Marsilio, medico di medicina generale di Strà (Venezia) ha ricordato che «se ciò è comprensibile per la malattia acuta, è invece doveroso chiedersi se è un luogo adatto per un paziente affetto da una malattia inguaribile». Il medico di famiglia conosce il paziente e la sua famiglia, ma c’è necessità di un supporto della rete territoriale. Una sfida ulteriore di umanità e di qualità di ascolto reciproco si presenta quando il malato non è in grado di prendere decisioni per sé, e il medico – come ha spiegato la dr.ssa Mariagrazia Arneodo, dell’Opera don Guanella di Roma – si trova a confrontarsi con un suo rappresentante legale, tutore o amministratore di sostegno. E di fronte alle paure del paziente per una morte sempre più “tecnologica”? Il prof. Luciano Sandrin, Preside dell’Istituto Internazionale di Teologia Pastorale Sanitaria “Camillianum”, psicologo, ha messo in luce la speranza, come variabile importante nell’esperienza del malato e nel percorso della cura, che va diversamente declinata e continuamente rinegoziata. È importante che i medici siano preparati a questo, ma di fatto nel corso del curriculum di studi in medicina, c’è scarsa considerazione del fine vita. Lo hanno sottolineato due giovani specializzande – la dr.ssa Maria Chiara Tuccio dell’Università di Pisa e la dr.ssa Maria Friso dell’Università di Roma, Tor Vergata – chiedendo maggiori opportunità di dialogo e di confronto su questo argomento. Dopo aver fatto il punto della situazione sul testamento biologico, il prof. Massimo Petrini, docente di Bioetica e consultore del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha tracciato alcune linee conclusive, sottolineando il rischio che le direttive anticipate di trattamento riducano la relazione medico-paziente ad un rapporto di tipo legalistico. Si richiede quindi una maggiore attenzione e cura al processo del morire nell’ambito dell’assistenza. Per questo serve formazione a tutti i livelli, cominciando dalle scuole di medicina alla formazione post-laurea. Le risposte ai nuovi dilemmi etici difficilmente possono essere preordinate e regolamentate, ma dovrebbero maturare in ogni singola situazione, in una relazione terapeutica autentica.
27 Mag 2010 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Dal 10 al 13 Giugno prossimi il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo farà da cornice al seminario internazionale promosso da Net-One, la “rete” di comunicatori a cui si riferiscono vari operatori dei media, e grazie alla quale è possibile condividere approfondimenti culturali ed esperienze professionali con un unico obiettivo: riportare al centro del proprio lavoro la persona, intesa come primo mezzo di comunicazione, nella prospettiva della fraternità universale e di un mondo più unito. “Prove di dialogo”, questo è il titolo dell’evento, è concepito più come un seminario che un classico convegno; infatti gli spunti dei relatori, professionisti nei vari generi della comunicazione, saranno solo un inizio per far sì che tutti i partecipanti, da tutto il mondo, possano dare contributi significativi e ridare peso alla realtà, proprio attraverso i media. “Lo scopo della comunicazione è il cambiamento determinato dall’amore insito nella comunicazione stessa” afferma il filosofo Guy Lafon, e l’esperienza di questi primi anni di attività di Net-One mostra proprio questo: è necessario sempre più valorizzare la comunicazione interpersonale, cercando di capire chi c’è dietro a un mezzo, per poter poi gestire e promuovere una buona comunicazione mediata, in un universo sempre più complesso fatto di carta stampata, tv, internet e i social network. Durante il seminario si cercherà allora di riscoprire il senso e la straordinaria potenzialità dell’essere comunicatori, attraverso le relazioni con “l’altro” e confrontandosi sulle tematiche che interessano il mondo dei media, sia attraverso momenti in plenaria, sia con workshop di lavoro pratico nei gruppi. Chiuderà i lavori Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari. Collegandosi al sito di Net-One è possibile trovare tutte le informazioni sul programma e i contatti per inviare la propria adesione. (altro…)
28 Mar 2010 | Chiara Lubich, Cultura, Focolari nel Mondo
«Tradizione, Carisma e Profezia, nel Movimento Internazionale dei Focolari», così suona il titolo in italiano della tesi di laurea discussa di recente dal professore Bernhard Callebaut alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino a Roma (Angelicum). Un lavoro certamente prezioso, se si considera che “un approccio scientifico alla storia dei Focolari non esiste: si trovano unicamente dei materiali dispersi”, prendendo le parole dello stesso autore. E’ questa sua costatazione è stata evidenziata dal noto teologo italiano mons. Piero Coda, nella presentazione della tesi dottorale di Callebaut: “La presente ricerca, per la prima volta, costruisce e istruisce un tale dossier in forma scientificamente apprezzabile e insieme ipotizza il significato che ne interpreta la parabola dal 1943 al 1969 (dello sviluppo del Movimento dei Focolari)… ritengo che la Tesi dottorale di Bernhard Callebaut resterà come un punto prezioso e ineludibile di confronto nella costruzione, nell’istruzione e nell’interpretazione (non solo sociologica) del dossier Focolari nel contesto della storia della Chiesa e della società del nostro tempo”. Nato a Bruges (Belgio), nel 1953, il Callebaut ha realizzato gli studi di diritto, filosofia e sociologia presso l’Università Cattolica di Lovanio (KULeuven). Attualmente insegna in qualità di professore invitato presso “L’Angelicum” di Roma e all’Istituto Universitario Sophia, nei pressi di Firenze. Ha pubblicato vari saggi e articoli scientifici, tra i quali si contano alcuni sui pensieri di J. Ellul e di J. Monnet, oltre che sui nuovi movimenti ecclesiali e l’Europa. Proponiamo questo testo a quelli interessati ad approfondire “il fenomeno Focolari”, da uno sguardoscientifico-sociologico, nel contesto storico e culturale in cui il movimento si è sviluppato. Per accedere al testo completo, rimandiamo al volume nella sua versione originaria pubblicato dall’editrice franceseNouvelle Cité sotto il titolo «Tradition, charisme et prophétie dans le Mouvement international des Focolari. Analyse sociologique». (CALLEBAUT (Bernhard), Paris, Nouvelle Cité, 2010, LXXXIII + 537 p.) (altro…)
25 Feb 2006 | Cultura
Domenica 26 febbraio si è svolta a Loppiano – cittadella internazionale del Movimento dei Focolari, situata nei pressi di Firenze – la cerimonia del conferimento del Premio Renata Borlone 2006. Alla sua prima edizione, il riconoscimento è andato allo scienziato Prof. Ugo Amaldi, del CERN di Ginevra, “per aver custodito e coltivato in sé, durante la sua ricca carriera scientifica nel campo della fisica delle particelle, la tensione al trascendente che caratterizza ogni autentico sapere; per aver curato sempre con grande impegno la formazione scientifica e morale delle giovani generazioni e per aver utilizzato le sue preziose conoscenze nell’ambito della fisica medica a beneficio della salute di molti uomini e donne”. La manifestazione è stata aperta dalla tavola rotonda “Scienza e fede in dialogo”, percorsi della cultura dell’unità, con l’intervento, oltre che del prof. Amaldi, del prof. Thomas Norris della Commissione Teologica Internazionale e del prof. Sergio Rondinara dell’Università Pontificia Salesiana. Il Premio è stato creato dall’Associazione culturale Renata Borlone nel febbraio 2005, quindicesimo anniversario della morte di Renata Borlone, grande appassionata della scienza, che vedeva come possibile strumento per contribuire alla realizzazione dell’unità della famiglia umana. L’istituzione del Premio, che ha coinciso con il 2005, ”Anno mondiale della fisica”- proclamato tale dall’UNESCO e dall’ONU – è stata patrocinata dai Comuni di Incisa Valdarno e Civitavecchia. Renata Borlone, tra le prime compagne di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, dopo aver portato il carisma dell’unità in varie città italiane ed estere, per più di vent’anni è stata responsabile della cittadella di Loppiano, sostenendone lo sviluppo e la formazione delle nuove generazioni del Movimento. La cittadella di Loppiano, che conta oggi circa 900 abitanti provenienti dai cinque continenti, per la sua caratteristica di internazionalità è un luogo privilegiato per il dialogo fra popoli e culture. Per gli alti valori umani e spirituali che Renata ha testimoniato con la sua vita, è in corso nella Diocesi di Fiesole il suo processo di canonizzazione. Ugo Amaldi, laureatosi in fisica, è stato chiamato al CERN nel 1973 come Dirigente di Ricerca. Ha lavorato nel campo delle particelle subatomiche, delle forze fondamentali e, in particolare, del problema della loro unificazione. Ha fondato nel 1980, dirigendola fino al 1993, la Collaborazione DELPHI, costituita da circa cinquecento fisici, che ha costruito il rivelatore omonimo per la raccolta di dati presso il collisore LEP del CERN, dal 1989 al 2000. Nel 1991 ha lanciato il Progetto Adroterapia, seguito nel 1992 dalla creazione della Fondazione TERA per diffondere in Italia e all’estero questa innovativa tecnica di radioterapia detta “adroterapia”. A Pavia è attualmente in costruzione il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, per il trattamento dei tumori radio-resistenti. I primi pazienti verranno trattati a partire dal 2008. Per saperne di più: tel. 055/8335169 – e-mail: ass.renataborlone@loppiano.it Addetto stampa: Stefania Tanesini – 338/5658244 – 055/8334404 – sif@loppiano.it (altro…)
24 Feb 2005 | Cultura
Editoriale
UNA SFIDA PER L’UOMO – La nostra è un’epoca particolarmente difficile, segnata da innegabili conquiste e da altrettanto innegabili smarrimenti. Da qui, grandi possibilità di maturazione per l’uomo, e insieme grandi possibilità di involuzione. In questo panorama complesso la dimensione etica della vita umana è in crisi. Etica che prima d’essere un insieme anche sacro di norme, è la rivelazione delle radici dell’uomo e il pulsare vitale in esse per sempre più ampie attuazioni. E tutto ciò a causa dello smarrimento dell’autentica dimensione spirituale: smarrimento per il quale il passaggio dal già vissuto al non-ancora vissuto, è oggi tentato da una soluzione radicale: il non-ancora vissuto come negazione del già vissuto. Siamo, perciò, davanti a un’etica della trasformazione continua, di fronte a un’etica dell’immobilità, della pura conservazione. Solo nell’etica dell’amore le due prospettive possono trovare il loro punto di equilibrio.
Nella luce dell’ideale dell’unità
CONFERIMENTO DELLA LAUREA HONORIS CAUSA IN TEOLOGIA DELLA VITA CONSACRATA – di Chiara Lubich – Riportiamo il testo dell’intervento preparato per il 25 ottobre 2004 in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa in teologia della vita consacrata al Claretianum di Roma. L’”APOSTOLATO” NELLA VITA DELLA CHIESA – di Pasquale Foresi – La parola «apostolato» ha ormai acquisito nel linguaggio usuale il senso piuttosto generico di «diffusione del regno di Dio» con la parola, con le opere o con la preghiera. Pertanto l’Autore partendo dalle fonti della Rivelazione cerca di cogliere il significato che il Nuovo Testamento ha dato a tale vocabolo che vi si trova esplicitamente solo pochissime volte e sempre in relazione alla parola «apostolo» – essendo l’apostolato il contenuto della sua azione. Dopo aver sottolineato come dai testi del Nuovo Testamento emergano due concezioni del termine greco apóstolos, una più giuridica in Luca e una più carismatica in Paolo, si analizzano alcuni brani significativi che presentano i primi seguaci di Gesù, la chiamata degli apostoli, la scelta dei Dodici e la loro prima missione. Infine viene trattata la questione di poteri loro conferiti nei confronti della comunità per concludere con l’unico brano esplicito del NT circa l’apostolato dei fedeli. LA TERZA NAVIGAZIONE. PREGHIERA DI UN FILOSOFO – di Giuseppe M. Zanghì – «La sapienza è una delle cose più belle, ed Eros è l’amore per il bello. Perciò è necessario che egli sia filosofo e, in quanto filosofo, che sia intermedio fra il sapiente e l’ignorante». Così Platone nel Simposio. E questo filosofare è forza di braccia, è “fatica”, quella «fatica del concetto» di cui parlerà Hegel molti secoli dopo. E’ la «seconda navigazione» che si fa non più affidandosi allo scorrere delle acque ma alla forza dei remi. Affascinato, fin dalla giovinezza, da questa seconda navigazione, l’Autore racconta – con un linguaggio intimo, vivido e che si fa spesso preghiera –, tutto il percorso che da lì si è snodato fino ad approdare alla scoperta e all’esperienza di «un amore altro da Eros, che seppi chiamarsi Agápe». Un amore che apre a quella che egli chiama «terza navigazione», affidata, questa, non più alla forza del remo e alla fatica del concetto ma al soffiare dello Spirito.
Saggi e ricerche
SULLA LOGICA TRINITARIA DELLA VERITÀ CRISTIANA – di Piero Coda – Ciò che interpella oggi la verità cristiana è la sua capacità di farsi percepire come umanamente rilevante e persino decisiva: come quella via che dà ragione del destino dell’uomo e del mondo alla luce di Gesù Cristo. Ciò invita a una riproposizione creativa della “logica” intrinseca alla verità cristiana, tenendo conto dei guadagni dell’epoca classica e anche di quelli dell’epoca moderna, ma riproponendoli e, per così dire, sviscerandoli e riordinandoli più profondamente secondo il disegno originale della «logica trinitaria» esibita dalla rivelazione. EUROPA. I SUOI FONDAMENTI SPIRITUALI IERI, OGGI E DOMANI – di Joseph Card. Ratzinger – Riportiamo per gentile concessione dell’Autore e del Presidente del Senato della Repubblica Italiana, Sen. Marcello Pera, l’intervento tenuto presso la Biblioteca del Senato, il 13 maggio 2004. In esso l’Autore partendo dalla domanda su cosa sia propriamente l’Europa, sottolinea come essa solo in maniera del tutto secondaria sia un concetto geografico: l’Europa non è un continente nettamente afferrabile in termini geografici, ma è una realtà culturale e storica. LA SOCIOLOGIA RELAZIONALE: UNA PROSPETTIVA SULLA DISTINZIONE UMANO / NON UMANO NELLE SCIENZE SOCIALI – di Pierpaolo Donati – L’Autore espone, in grande sintesi, il senso dell’approccio relazionale nelle scienze sociali, nella versione del realismo critico da lui proposto. Tale approccio parte dalla constatazione che la società contemporanea è caratterizzata da un progressivo distanziamento fra l’umano e il sociale e che, di conseguenza, il sociale non è più percepito come il luogo dove abiti l’umano. L’umano si trova altrove rispetto a ciò che costituisce il tessuto sociale degli incontri che stanno fra i soggetti agenti: sta negli stati interiori degli individui oppure in rappresentazioni o fantasie collettive. Di fronte a tale esito storico, l’Autore sostiene che occorre elaborare un nuovo paradigma teorico che connetta fra loro l’umano e il sociale, da un lato assumendo la loro crescente differenziazione, e dall’altro cercando una teoria sociale e applicazioni pratiche che portino ad un livello più elevato la loro reciproca integrazione. Nella parte critica il saggio sottolinea le profonde ambiguità che hanno caratterizzato il pensiero del Novecento e la necessità di superare, i riduzionismi, le contraddizioni e i dilemmi che abbiamo ereditato dalle scienze sociali moderne.. Nella parte ricostruttiva viene delineato un quadro concettuale volto a definire ciò che vi è di umano nel sociale in chiave relazionale, nell’orizzonte della società in via di globalizzazione.
Spazio letterario
HELENO OLIVEIRA, POETA MIGRANTE, UOMO DI DIALOGO – di Giovanni Avogadri e Giovanni Casoli – Dieci anni fa, la nostra rivista pubblicò alcune poesie di Heleno Oliveira, focolarino brasiliano, poeta e professore universitario. Dopo la sua morte, alcune delle voci più alte del mondo culturale luso–brasiliano, Sophia de Mello Breyner Andresen, Luciana Stegagno Picchio, Armindo Trevisan, hanno presentato in Portogallo, Italia e Brasile raccolte e sillogi di colui che fino ad allora era stato uno sconosciuto. Nel maggio del 2004 la raccolta antologica di Repubblica sulla poesia luso–brasiliana ha consacrato la voce di Heleno nel “canone” di quella letteratura. Presentiamo adesso, con un contributo a due voci, una scelta di poemi dalle raccolte finora pubblicate, più alcuni inediti. RIVISITAZIONI. L’ORRORE PER LA GUERRA – di Oreste Paliotti – Quale messaggio ci tramanda un capolavoro dell’arte musiva come la celebre Battaglia di Alessandro? E’ quanto si chiede l’Autore in questo breve testo.
Per il dialogo
Nel 40° ANNIVERSARIO DELL’ISTITUZIONE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO – di Teresa Osorio Gonçalves – A quaranta anni dalla sua istituzione il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha organizzato, dal 14 al 19 maggio 2004, un’assemblea plenaria che si è conclusa, con una sessione pubblica all’Università Urbaniana. In tale assemblea si è ribadito che il fondamento teologico di tale dialogo, come è espresso nella dichiarazione conciliare Nostra Aetate,è Dio stesso, in cui tutti i popoli trovano origine e meta. La Chiesa nulla rigetta di quanto è vero e santo nelle varie religioni.
Libri
UNA NUOVA PROPOSTA DI TEOLOGIA DELLE RELIGIONI NE ‘IL LOGOS E IL NULLA’ DI PIERO CODA – di Juvénal Ilunga Muya e Adriano Fabris – Nel corso degli ultimi decenni, numerose sono state le pubblicazioni dedicate alla teologia delle religioni e al dialogo interreligioso, ma rari gli studi che abbiano tentato di fondare teologicamente, sulla base di una solida spiritualità e riflessione speculativa, l’identità cristiana come relazione all’altro e quindi l’impegno non opzionale ma originario dei cristiani al dialogo. Il recente libro di Piero Coda, Il Logos e il nulla. Trinità religioni mistica (Città Nuova Editrice, 2003, che già nel 2004 ha visto una nuova edizione), tra le tante cose che offre, viene a colmare questa mancanza. Di esso si rilevano, nelle presenti recensioni, alcuni aspetti di fondo: il carattere relazionale del cristianesimo, la centralità della rivelazione trinitaria nell’evento pasquale di Cristo, la missione stessa della Chiesa come relazione agapica, nell’intento di sottolineare l’originalità e la provocazione a pensare che suscita la proposta innovatrice di una teologia cristologica delle religioni fondata sul Cristo crocifisso, abbandonato e risorto. E, in ultimo, la possibilità, all’interno di tale impostazione, di un dialogo fecondo con altre prospettive disciplinari. NUOVA UMANITÀ XXVII – Gennaio – febbraio – 2005/1, n.157 SOMMARIO (altro…)