24 Ago 2011 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Senza categoria
“Conocí gente que quiere un Mundo Unido… vení a conocerla vos también”. Con este título se convocaron 180 adolescentes y jóvenes de toda la República Argentina y algunos representantes de Latinoamérica, Europa y Jerusalén. La jornada se desarrolló en el marco de la XV Jornada de la Paz. Esta propuesta nace como un fruto de la misma, siendo organizada en conjunto por Chicos por un mundo unido del Movimiento de los focolares y el Centro Ana Frank de Argentina. El Centro Ana Frank desarrolla actividades de sensibilización, manteniendo vivo el testimonio de Ana Frank, contribuyendo a la construcción de una sociedad más libre y pluralista, donde se garantice la igualdad y el respeto por los derechos humanos, y en el que la discriminación y la intolerancia no sean aceptadas. Esta organización eligió la Mariápolis Lía
para plantar un retoño, del árbol de castaño de la casa original de Ana Frank en Holanda, como reconocimiento a la ciudadela por ser un espacio de encuentro y de formación en una nueva cultura del diálogo. Alegría, confianza, respeto, libertad, sueños de un mundo unido; estas son algunas de las palabras que pueden describir lo vivido. Los chicos decían “No siempre puedo hablar con la libertad y la confianza que pude hacerlo acá”. “Me gustó mucho, porque aunque teníamos opiniones distintas, todos nos respetamos“. “Me sentí escuchada, a veces los adultos no saben escuchar, es muy bueno aprender a dialogar”.
Los adolescentes y jóvenes de ambas instituciones participaron activamente en la construcción de esta jornada: una experiencia real, una maqueta de la riqueza de la multiculturalidad de la Argentina. Con juegos, talleres, paneles de intercambio; se fueron trabajando tres ejes: la integración en la diversidad (cultural, social, política y religiosa), el respeto por el otro (y todo lo que implique) y el abordaje de problemáticas juveniles que hacen a todo tipo de violencia, discriminación y/o exclusión. Estos ejes se trabajaron en actividades como un Juicio a Facebook, una muestra sobre la vida de Ana Frank y diálogos sobre temas relevantes para los chicos de hoy. Todos volvieron a sus casas convencidos de que es posible construir otro tipo de sociedad, basada en valores sustentados en la fraternidad y en la solidaridad.
11 Ago 2011 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“E ‘un onore per noi – dicono i promotori del Simposio – che l’Argentina ed in particolare la cittadella Lia Brunet (250 km da Buenos Aires), punto di incontro annuale per ebrei e cristiani, siano state scelte per organizzare il simposio”. Quest’anno il simposio sarà preceduto da una serie di attività che inizieranno con la “Giornata per la Pace” che si terrà il 21 agosto, sempre nella cittadella del Movimento dei Focolari. Queste giornate si realizzano dal 1997 con crescente partecipazione da parte dei membri delle comunità ebraiche e cristiane dell’Argentina e dell’Uruguay. Ogni anno si presenta un tema che viene sviluppato da ebrei e cristiani, con spazi di riflessione, testimonianze, dialogo e ricreazione. Queste giornate sono un’espressione dei legami stabiliti dal Movimento dei Focolari con i membri della comunità ebraica in Argentina.
La seconda attività, rivolta ai ragazzi, si svolgerà parallelamente alla “Giornata per la Pace” con il titolo “Ho conosciuto persone che vogliono un mondo unito … viene a conoscerle anche tu.” La proposta è organizzata dai movimenti Ragazzi e Giovani per un Mondo Unito, del Movimento dei Focolari, e dal Centro Anna Frank dell’Argentina. Adolescenti e giovani di entrambe le istituzioni negli ultimi mesi sono stati attivamente coinvolti nella costruzione di questa giornata. Sarà un programma molto dinamico, caratterizzato da laboratori, giochi, dibattiti, momenti di interscambio e mostre. Obiettivo: Promuovere l’integrazione nel rispetto culturale, sociale, politico e religioso dell’altro, con tutto ciò che questo implica, ed affrontare varie problematiche giovanili, come violenza, discriminazione ed esclusione. Questa attività si rivolge ad adolescenti e giovani provenienti dall’Argentina e da altri paesi, tra cui Cile, Uruguay, Messico, Stati Uniti, Italia e da Gerusalemme. Questa serie di eventi culminerà nel IV Simposio Internazionale del Dialogo Ebraico-Cristiano, dal 22 al 25 agosto,patrocinato dal Ministero per il Culto dell’Argentina. Sono previsti interventi di studiosi ebrei e cristiani di tutto il mondo che approfondiranno l’argomento scelto per questa edizione: “Identità e Dialogo: un’esperienza che continua”. La chiusura è prevista nel Ministero degli Esteri argentino. (altro…)
13 Lug 2011 | Centro internazionale, Dialogo Interreligioso, Spiritualità
Verso il nuovo incontro tra le religioni ad Assisi. Appuntamento con le sorprese dello Spirito.

Simposio interreligioso in Thailandia – 2010
Innanzitutto vorrei esprimere la mia, la nostra gioia e gratitudine a Papa Benedetto XVI per aver indetto il nuovo grande incontro nella città di san Francesco. È la gioia che nasce davanti a un’ispirazione che imprimerà di certo una nuova accelerazione e profondità nel vivere le proprie convinzioni religiose a servizio della pace. Urgente proprio oggi, quando, per assurdo, si diffonde la paura della religione, per sua natura fonte vitale di pace, imputandole la causa prima di molti conflitti, tensioni, fobie, intolleranze e persecuzioni a sfondo religioso che pullulano nel mondo. In questo tempo di grandi rivolgimenti, «le mura entro cui vivevano le varie civiltà con le loro culture si stanno sgretolando», come osserva il filosofo Giuseppe Zanghì. Ma nello stesso tempo «una città-mondo senza mura si profila di fatto all’orizzonte, carica di speranza». È la visione prospettata da Chiara Lubich a Londra nel 2004, davanti a una folta platea dove erano presenti rappresentanti di numerose religioni. In risposta all’interrogativo di quale futuro attende la società multiculturale, multietnica e multireligiosa del nostro tempo, di fronte ai rischi di scontro di civiltà. (…) Già negli anni Settanta, Chiara (…), parlando ai giovani a un congresso internazionale, aveva chiesto di «non chiudere gli occhi di fronte a questo travaglio dell’umanità ma di entrare coscientemente nella gestazione del mondo nuovo». «Siete qui — aveva aggiunto — per formarvi con una “mentalità mondo”, per divenire “uomo-mondo”». 
Chiara Lubich con un gruppo di monaci buddisti
(…) In questi venticinque anni la via aperta dal beato Giovanni Paolo II, in attuazione dell’insegnamento conciliare, ha fatto senza dubbio un grande cammino grazie all’azione dello Spirito Santo che intreccia mirabilmente parole d’insegnamento e gesti profetici dei Papi con la vita di molti testimoni, antichi e nuovi carismi, ordini monastici e nuovi movimenti ecclesiali, da Lui suscitati nella Chiesa cattolica e in altre Chiese e comunità ecclesiali. È Lui che guida la storia nello snodarsi di questo grande disegno di unità, nonostante le molte ombre che gravano sul nostro pianeta. Ne siamo testimoni. Anche per il nostro Movimento, quasi a sorpresa, si è aperta la pagina inesplorata del dialogo interreligioso. Chiara Lubich ha colto un segno dello Spirito Santo nell’interesse manifestato per la sua esperienza spirituale da parte di rappresentanti di diverse religioni presenti alla Guildhall di Londra nel 1979, quando le è stato conferito il premio Templeton per il progresso della religione. Da quel momento innumerevoli sviluppi sono avvenuti in più di 30 anni. (…) Quando Chiara nel 1972 aveva invitato i giovani a entrare da protagonisti nella gestazione del mondo nuovo, aveva consegnato loro quella che definiva «una potentissima arma d’amore», «il modello capace di ricomporre l’unità del mondo»: Gesù crocefisso che giunge a gridare l’abbandono del Padre. «A voi riviverlo per dare un avvio indispensabile e decisivo alla svolta che l’umanità sta affrontando».
È Lui, il Signore crocifisso e risorto, la chiave che apre il dialogo anche nelle situazioni più difficili. (…) Inaspettata è stata la richiesta a Chiara di parlarne di fronte a grandi assemblee di buddisti a Tokyo, di monaci e monache buddiste in Thailandia, di musulmani ad Harlem, alle popolazioni animiste in Camerun. Oggi il dialogo tra le religioni non può limitarsi ai leader, a studiosi e specialisti. Deve diventare un dialogo di popolo, un dialogo della vita, che si rivela sempre più indispensabile per la pacifica convivenza nelle nostre città e Paesi (…). È la testimonianza quotidiana che apre le strade: (…) dovunque conosciamo cristiani e musulmani che testimoniano che si può passare dalla paura dell’altro alla scoperta dell’altro, e si può incidere sulla fraterna convivenza nelle città. (…) Seguiamo e preghiamo fin d’ora per il grande appuntamento ad Assisi nel prossimo ottobre. In attesa delle nuove sorprese che ci riserverà lo Spirito Santo. Maria Voce, Presidente del Movimento dei focolari Leggi l’articolo completo
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14 Apr 2011 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Dall’1 al 3 aprile, presso la cittadella Pace di Tagaytay, nelle Filippine, si è svolto un corso organizzato dalla “School for Oriental Religions” (SOR), che ha raccolto 250 partecipanti da diverse nazioni dell’Asia. Erano presenti, infatti, dal Pakistan e dall’India, ma anche da Thailandia, Myanmar e Vietnam e, poi, da Hong Kong e Taiwan, fino alla Corea e al Giappone. La maggioranza dei presenti proveniva, tuttavia, da varie isole delle Filippine, in particolare da Manila e Cebu e dai rispettivi dintorni. Fondati nel 1982 da Chiara Lubich, durante il suo primo viaggio in Asia, che aprì il dialogo con i buddhisti mahayana della Rissho Kosei kai, i corsi della SOR dal 2009 si tengono con cadenza biennale e mirano a formare cristiani di vari Paesi dell’Asia ad una mentalità di dialogo con seguaci delle grandi tradizioni religiose di quel continente. Sia nel 2009 che quest’anno si sono rivelati momenti, oltre che formativi, anche di incontro e di scambio di esperienze.
Si tratta di una vera agorà, dove emergono le sfide e le problematiche dei vari contesti – per esempio del Pakistan –, ma anche esperienze profetiche come quella del dialogo con il buddhismo monastico della tradizione theravada della Thailandia. Non si può non menzionare, soprattutto nelle settimane successive al terremoto e alla crisi nucleare del Giappone, come anni di dialogo abbiano permesso al Movimento dei focolari e a quello della Rissho Kosei kai di vivere questi terribili momenti in un clima di profonda amicizia e di supporto reciproco. Promettente anche il dialogo a livello accademico e sociale che si è costruito in India con indù di diverse organizzazioni gandhiane e con istituzioni accademiche. In Asia, le comuni caratteristiche spirituali emergono accanto alle differenze e alle tradizioni specifiche di ogni Paese e area culturale. Si evidenziano anche diverse modalità di rapporto fra cristiani e seguaci di induismo, islam, buddhismo e di culture come il confucianesimo e il taoismo. I Focolari vivono in prima linea le sfide che la Chiesa cattolica avverte in questi mondi.
Nelle presentazioni dei lavori della scuola è emerso chiaramente come dialogo ed evangelizzazione siano aspetti diversi della stessa missione della Chiesa, che prima di tutto deve essere di testimonianza, sia personale che, soprattutto, comunitaria, per garantire una presenza costruttiva e credibile dell’annuncio di Gesù Cristo. D’altra parte, le culture asiatiche colgono spesso aspetti non ancora approfonditi e valorizzati dal cristianesimo occidentale. La “School for Oriental Religions” si è concentrata quest’anno sull’amore nelle diverse tradizioni. Da sottolineare la presenza dell’arcivescovo di Bangkok, mons. Francis Xavier Kriegesak, decano della Scuola, e gli apporti del monaco, prof. Phramaha Sanga Chaiwong, abate di un importante tempio nei dintorni di Chiang Mai nel nord della Thailandia, e del professore filippino Julkipli Wadi, musulmano, ordinario di Islamistica alla University of the Philippines. Tre giorni di dialogo e di confronto che, sui tempi lunghi, ma anche già nel presente, non potranno che produrre – come è stato detto – “adeguati antidoti ai fondamentalismi e alle intemperanze”. di Roberto Catalano Fonte: Città Nuova (altro…)
12 Apr 2011 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
La Sinagoga Kehilath Anshe Maarav (KAM) di Chicago, costruita nel 1847, ha offerto l’ambiente ideale per l’incontro fra duecento fedeli di diverse religioni, a conclusione delle celebrazioni per il 50° dei Focolari in Nord America. Situata a Hyde Park, sulla 50th Avenue, è stata la prima sinagoga del Mid-West. La sua architettura sembra ispirata da valori di dialogo. L’avvenimento ha raccolto luterani, armeni, presbiteriani, cattolici, ma soprattutto ebrei, musulmani, indù, buddhisti, sikhs e zoroastriani. Una trentina dei presenti si sono alternati sul palco per condividere momenti di comunione spirituale, vissuti nel corso degli ultimi trent’anni nello spirito della fratellanza seminato da Chiara Lubich e dal suo incontro con rappresentanti delle diverse fedi in varie parti del mondo: momenti di profezia che negli anni si sono via via realizzati. Si sono rivissuti con commozione gli incontri fra Chiara Lubich e l’Imam W.D. Mohammed, presso la Moschea Malcolm Shabazz di Harlem nel 1997 e ad Washington D.C. nel 2000, e si è ricordato il patto di amore reciproco, stretto fra i due leaders, ed attuale ancora oggi. Ma anche la rappresentante del Movimento buddhista della Rissho Kosei kai ha ricordato l’incontro del fondatore Nikkyo Niwano con Chiara. Toccanti le testimonianza dei ‘fratelli e sorelle maggiori’: Emily Soloff, direttrice associata per le Relazioni Interreligiose dell’ American Jewish Committee, una delle presentatrici della giornata, ha confessato che momenti di dialogo con membri dei Focolari le ricordano la celebrazione dello shabatt ebraico per la solennità e lo spirito di famiglia che portano. Le ha fatto eco Sister Laila Mohammad, figlia dell’Imam W.D. Mohammad, che ha confessato come l’esperienza di incontro cristiano-musulmano a Roma abbia avuto l’intensità spirituale ed abbia portato i frutti spirituali di un pellegrinaggio alla Mecca.
Il Prof. Donald Mitchell, con l’Imam Mikal Saahir e l’Imam Kareem Irfan, ha proposto l’esperienza di dialogo vissuto fra accademici e leaders religiosi nel corso di un viaggio di studio in Asia. Fondamentali per il successo della missione momenti di condivisione nelle Filippine ed in Thailandia, dove lo spirito della fratellanza universale sperimentato nel centri dei Focolari ha dato speranza e coraggio nel dialogo come soluzione di conflitti con minoranze islamiche nel sud dei due Paesi asiatici. Non sono mancati interventi di giovani che lavorano a progetti di collaborazione sociale per aiutare persone nel bisogno. Al termine del programma, Maria Voce, presidente dei Focolari, ha salutato i presenti insieme al co-Presidente Giancarlo Faletti, rispondendo alle domande proposte da una cristiana, da un musulmano e da una ebrea. È venuto in evidenza come il dialogo in cui sono impegnati i Focolari, parta dal sogno di Chiara Lubich di contribuire all’unità della famiglia umana e come non sia mai solo una parte del Movimento a dialogare, ma tutti, insieme: giovani ed adulti, anziani e bambini. Particolarmente efficace l’intervento di Giancarlo Faletti che ha sottolineato come, da un lato, l’evento odierno sia stato come sfogliare l’album di famiglia, che ha permesso di ritornare a momenti che hanno fatto la storia comune. Dall’altro, ha incoraggiato a non cedere alla nostalgia, ma a crescere nell’amore fra tutti. Infine Maria Voce, ha proposto un’immagine efficace: «Spesso le religioni sono state come sfere che si sfioravano. Ci sono voluti alcuni che hanno avuto il coraggio di bucare queste sfere in modo che le ricchezze dell’una potessero essere condivise dall’altro. Questo il ruolo profetico di Chiara Lubich, Nikkyo Niwano, Dadaji del Movimento Swadhyay, l’imam W.D.Mohammad ed altri. Grazie a loro abbiamo potuto scoprire ricchezze che non conoscevamo. È passata la paura. Ora dobbiamo continuare su questa strada». L’invito finale è accolto con una standing ovation: «Portiamo alle nostre comunità le ricchezze che abbiamo scoperto. Voi aiutate il Focolare ed insieme aiutiamo l’umanità». Roberto Catalano [nggallery id=31]
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