27 Lug 2017 | Cultura
Economía de Comunión, empresas y capitalismo El siglo XXI vive un cambio de ritmo. La invención de Internet, la mundialización de los mercados y de las finanzas, el surgimiento de las redes sociales han impuesto una mutación en las relaciones, hasta en el seno de la economía y del capitalismo. Las concepciones innovadoras deben tener en cuenta las nuevas expectativas en materia de relaciones humanas. El que desee evolucionar tiene que respirar, escuchar, hablar con todo su ser, como las plantas. El que quiera sobrevivir hoy está llamado a desplegar todas sus funciones –incluyendo la función empresarial– renunciando a ejercer un control sobre todas las cosas, activando y responsabilizando a todas las células del cuerpo en una dinámica de comunión y de unidad. Este libro habla, entonces, de economía, de donación, de comunión, de la subsidiaridad en la gestión, de espíritu en el capitalismo…, expresiones poco familiares en el lenguaje económico de hoy. El mensaje es, con razón, portador de novedad, porque allí se descubre la potencia de lo frágil, de lo vulnerable y se contempla la acción de esta economía humana y silenciosa, ya profundamente en acción en el seno de nuestras sociedades. Una fuente de inspiración para teóricos y actores de la vida económica y política. Grupo Editorial Ciudad Nueva – Buenos Aires
27 Lug 2017 | Cultura, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
È stato nell’aprile del 2013. Passeggiavamo quando io e mia moglie Lucia abbiamo notato per terra una monetina di 5 centesimi; ma ci siamo vergognati di chinarci per raccoglierla. Percorso un altro tratto di strada, un signore con estrema delicatezza avvicinandosi ai passanti mostrava una monetina di 5 centesimi come a voler far intendere che si accontentava di quell’importo. Non sappiamo dirla bene: ci siamo sentiti arrossire. Qualche giorno dopo, ripensando a quell’episodio, abbiamo sentito affiorare una scintilla ispiratrice: lanciare nel nostro piccolo una iniziativa: “Operazione 1-2-5- nella libertà”, così l’abbiamo voluta chiamare. Consiste nel considerare liberamente come superfluo 1. 2. o 5 centesimi che riceviamo come resto in occasione delle nostre spese giornaliere da investire in gesti di fraternità a sostegno di situazioni di povertà a noi vicine e in nazioni povere. Una prima piccola conferma che l’Operazione era frutto di una insopprimibile esigenza di amare, è arrivata quando – timidamente – abbiamo portato le prime 150 monetine da un centesimo, 36 da 2 centesimi e 64 da 5 al titolare di un supermercato il quale, incuriosito, ci ha chiesto la provenienza; spiegata la quale, ci siamo sentiti dire che anche lui voleva fare qualcosa per le necessità dei poveri. Da quel giorno il signor Antonio ha cominciato a donare sempre qualcosa di più di quante monetine gli portiamo. Incoraggiati da questo suo gesto, oltre che in famiglia, nel condominio, abbiamo cominciato a parlarne a più amici, così l’iniziativa ha finito con il coinvolgere diverse famiglie di Andria e ne ha varcato i confini: Lecce, Bari, Brindisi, Santa Maria a Vico, Napoli, Roma, Spinazzola, Trani, Corato, Barletta Bolzano, Varese, Trento! Ma l’amore concreto, quello di raccogliere le monetine, si è dimostrato anche “bello”. Così, la consegna dei centesimi spinge la fantasia di tanti a consegnarli in incarti che l’amore ispira: centesimi raccolti in un sacchettino di tulle bianco; bustine eleganti e a fiori…”. Abbiamo notizia che questa iniziativa comincia a realizzarsi in qualche scuola e tra colleghi di lavoro. A quattro anni circa dalla nascita dell’Operazione, i centesimi raccolti sono pari a 5.225 euro, tutti già donati. Pochi centesimi che umanamente possono essere ritenuti insignificanti, li “sentiamo sacri” perché ci sollecitano ad amare, ci ricordano i vari passaggi del Vangelo: l’obolo della vedova; i cinque pani e i due pesci; le briciole che la donna cananea elemosinava da Gesù. A noi sembra di cogliere che un passettino alla volta, questa dell’1-2-5-, al di là di ogni cifra, possa contribuire alla crescita di una comunione tra persone, di talenti, di capacità … E a proposito di comunione, ci ha colpito profondamente – in coincidenza dell’avvio dell’Operazione – ritrovare in un vecchio quaderno di appunti risalente al 1991, un pensiero del nostro amico focolarino e sociologo Professor Tommaso Sorgi che – parlando dell’Economia di Comunione – così si esprimeva: “Il concetto di comunione è qualcosa di più profondo del concetto di solidarietà. La rende viva, la illumina, la mette in movimento e la rende anche possibile, perché se non c’è questa comunione di anime, anche la comunione delle economie non si farà mai”. In conclusione, sentiamo una gioia speciale: oggi “l’Operazione 1-2-5- nella libertà”– fatta propria dal Centro Igino Giordani di Andria – sempre di più ha come movente soltanto l’amore. Quell’amore che, come un piccolo raggio di luce passando attraverso un prisma si rifrange nei colori dell’Iride, così l’Operazione 1-2-5- lo fa nei colori della Fraternità e della Comunione. Gennaro e Lucia Piccolo Centro Igino Giordani (altro…)
9 Mar 2017 | Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Città del Vaticano, 4 Febbraio 2017. A stemperare l’emozione dei 1200 attori dell’Economia di Comunione (EdC) in attesa di incontrarsi con papa Francesco nell’Aula Paolo VI, alcune testimonianze di imprenditori fra cui quella di Clem Fritschi, che esordisce così: «La mia non è la storia di un imprenditore di successo ma una storia d’amore. Dopo aver completato gli studi in Svizzera, per praticare l’inglese vado a fare il magazziniere a Londra. Qui conosco Margherita, ci innamoriamo, e siccome lei è di Torino, decido di cercare lavoro in Italia. Dopo due anni ci sposiamo e nascono due bambini. Ad un tratto l’azienda dove lavoro intende chiudere l’attività. Allora, con alcuni colleghi mettiamo insieme le liquidazioni per continuarla». È così che nasce Ridix, una società che dal 1969 importa e rappresenta sul mercato italiano tecnologia e prodotti di avanguardia nel settore della meccanica di precisione.
«Nel 1974 con la famiglia partecipiamo ad un convegno dei Focolari a Bergamo. Non è un momento felice: da poco abbiamo perso il nostro primo bambino di 10 anni a causa di un incidente. L’impatto con la spiritualità dell’unità è per noi come un toccasana, tanto da dirci con Margherita, pur fra le lacrime, di aver incontrato Dio-Amore. Torniamo a casa con una sola parola: AMARE. Amare tutti, amare anche sul lavoro. Uno dei giovani conosciuti a Bergamo mi chiede se nella ditta da me fondata può esserci un posto per lui. Così entra Ugo, poi Paolo, poi Michele: tutti e tre diventeranno soci. Il nostro motto come azienda è: “Cercate dapprima il Regno di Dio e la sua giustizia e il resto vi sarà dato in sovrappiù”. Insieme vogliamo che il nostro rapporto sia profondamente sincero: ci è permesso sbagliare e anche litigare, ma per sperimentare la presenza di Dio dobbiamo affrettarci a ricomporre subito l’unità fra noi. Il successo è sorprendente: oggi siamo 9 soci e 70 collaboratori, molti altamente qualificati su vendita, stipulazione contratti, messa in funzione dei prodotti, manutenzione, gestione. Con un fatturato annuo superiore a 30 milioni di Euro. Amarci tra di noi e cercare di amare tutti, anche i nemici: è questo il successo della Ridix che provo a descrivere a titoli.
Inclusione di persone affette da dipendenza o in difficoltà relazionale e altre provenienti dall’immigrazione da paesi poveri.
- Posti di lavoro stabili a giovani.
- Superamento di momenti di crisi con la riduzione del 20% dello stipendio di tutti, soci compresi, per non perdere posti di lavoro. Il senso di appartenenza che si ingenera con questa prassi, sempre si rivela un fattore di successo.
- In seguito all’assorbimento di un cliente da parte di una multinazionale, c’è una perdita del 20% del fatturato annuo. Per un fatto imprevisto, in una settimana il fatturato viene recuperato senza perdere posti di lavoro.
- In situazioni che sembravano irrisolvibili arriva l’ispirazione giusta per semplificare e superare la criticità.
- Possibilità di sostenere e realizzare nuove iniziative imprenditoriali.
- Una parte degli utili viene devoluta ai poveri. Grazie a tale condivisione, alla periferia di Tangeri (Marocco) 2 insegnanti musulmane hanno aperto una scuola materna in un garage, per consentire a circa 40 bambini di arrivare preparati alla scuola primaria.
Il segreto di questo successo? La comunione. Che significa trasparenza, sincerità, verità anche quando è faticoso comunicarla, tempo dedicato a costruire relazioni positive. La nostra “terra promessa” verso cui camminare è un’azienda in cui tutti siano felici. Felici i dipendenti, perché l’azienda è sana e il clima è collaborativo. Felici i clienti, per il giusto rapporto qualità/prezzo di prodotti e servizi acquisiti. Felici i fornitori, per la lunga e proficua collaborazione. A fine giornata si può essere affaticati (questo accade spesso), ma si è soddisfatti e contenti per aver fatto bene il nostro lavoro. (altro…)
20 Feb 2017 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Tra i 1200 imprenditori e studiosi di economia, ricevuti da papa Francesco il 4 febbraio scorso, a 25 anni dall’inizio del progetto di un’Economia di Comunione (EdC), c’è anche Rita Najjingo, giovane imprenditrice ugandese. Il suo è un Paese col 73% di giovani tra i 18 e i 30 anni, dei quali il 47% disoccupati. «Molti di essi cercano di avviare piccole attività produttive – ci informa Rita –, ma per mancanza di capitali e le scarse capacità di gestione, le loro imprese falliscono sul nascere». L’idea dell’EdC, sbarcata in questi anni anche nel continente africano, è apparsa subito come una possibile soluzione. Nel 2015 alcuni imprenditori e studiosi ugandesi partecipano ad un congresso a Nairobi (Kenya) per conoscere questo progetto economico che privilegia innanzitutto la persona. Rientrati in Uganda ne parlano con le locali comunità e nascono le prime iniziative: ad Ibanda, nella parte occidentale del Paese, con una forma di micro-credito si inizia sostenendo il rientro a scuola di un giovane ex detenuto; a Lira, nel nord, con la stessa modalità si riesce a costruire una casetta per una donna anziana; poi, si avvia una coltivazione di aglio e così via. «A Kampala – racconta Rita – abbiamo pensato di coinvolgere i dipendenti di un Centro Salute vicino ai Focolari, i quali, dispongono di una sicura fonte di guadagno. L’idea di poter concedere, con i loro risparmi messi in comune, dei prestiti a chi intende iniziare un’attività ma non dispone di sufficiente capitale, li ha entusiasmati. Un esperto ha tenuto loro un corso di una settimana ed è poi nata un’associazione di risparmi e prestiti.
In genere l’importo che si dà a titolo di prestito non è mai superiore al triplo del capitale di cui i richiedenti dispongono. Il rimborso inizia dopo quattro settimane, lasciando una piccola percentuale per l’incremento del capitale sociale. Entro tre mesi il debito viene totalmente rimborsato. Nel concedere un prestito il gruppo promotore si informa sul tipo di business che i richiedenti intendono avviare, dando loro opportuni suggerimenti ed accompagnandoli nei primi passi. Nel tempo si è anche costituita una piattaforma di esperti in management in grado di offrire consulenze su gestione aziendale, marketing e sostenibilità. Uno di loro ha chiesto il prestito per fare borse artigianali, un altro giovane per comprare una motocicletta per poi noleggiarla e fare lui stesso dei trasporti. In seguito, con un secondo prestito e con la vendita della vecchia moto, ne ha comperata una più efficiente. Ora si occupa di compra-vendita di moto usate, impiegando altri due giovani. Un membro della comunità ha investito il prestito nell’acquisto di piante di sesamo che rivende per vari usi alimentari. Anch’egli ha potuto assumere dei giovani che lo aiutano nelle consegne e nel prelievo della merce, facilitando così anche i produttori. Con questa iniziativa dei prestiti – continua Rita – anch’io sono riuscita a creare una società regolarmente registrata che si occupa di cancelleria e forniture per ufficio. Dopo aver estinto il primo prestito, ne ho acceso un altro per ampliare l’attività con il servizio di trasferimento di denaro online. Attualmente ho quattro centri di assistenza che danno lavoro a 4 giovani donne, di cui 3 sono madri single». Una moto, una casetta, dell’aglio, del sesamo, piccoli segni nei quali Papa Francesco, nel suo discorso agli attori EdC, vede però il seme del cambiamento: «… i cambiamenti nell’ordine dello spirito e quindi della vita non sono legati ai grandi numeri. Il piccolo gregge, la lampada, una moneta, un agnello, una perla, il sale, il lievito: sono queste le immagini del Regno che incontriamo nei Vangeli. Non occorre essere in molti per cambiare la nostra storia, la nostra vita». (4 febbraio 2017, Aula Paolo VI). (altro…)
16 Feb 2017 | Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
https://vimeo.com/203484338 (altro…)