11 Mag 2012 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
La 15º edizione della Settimana Mondo Unito (SMU) dal titolo “We are ready to bridge” (siamo pronti per costruire ponti) è iniziata il 1° maggio a Loppiano con un collegamento mondiale. In breve, il web è stato invaso da foto, video, notizie, proposte e messaggi da vivere durante i giorni della SMU. La manifestazione si realizza annualmente dal 1996 e lascia sempre il suo timbro nella vita di tanti giovani, coinvolti in azioni di fraternità e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, non solo a livello comunitario, ma prima di tutto personale. Gli echi si sono protratti dalla Siria al Kenya, dal Messico a Singapore, dall’Argentina all’Italia, dalla cittadella di Loppiano a Budapest, la città dei ponti. Questa SMU è stata una tappa fondamentale per il Genfest, che si svolgerà a Budapest dal 31 agosto al 2 settembre 2012, proprio con il titolo “Let’s bridge”(costruiamo ponti). Il momento centrale della SMU è stato il suo primo giorno con una diretta mondiale attraverso il sito ufficiale e anche attraverso i contenuti che man mano venivano diffusi su twitter, facebook, youtube e blog. Ogni giorno migliaia di Giovani per un Mondo Unito (GMU) hanno postato nella rete proposte, che vanno dall’ecologia alla spiritualità. L’anno del Genfest finirà con la 16º SMU in 1° maggio 2013. Facciamo, ora, un giro attorno al mondo per conoscere la risposta creativa di quanti, di diverse culture, hanno aderito all’invito di prendere parte a questa manifestazione. Ecco alcuni flash:
PANAMA – Nella comunità di Pacora, il 29 aprile, 500 i giovani nella giornata di apertura della SMU. Meditazioni di Chiara Lubich, Madre Teresa di Calcutta e Gandhi. È stata presentata anche la vita di Chiara “Luce” Badano. Mons.Yovko Pishtiyski (segretario della Nunziatura Apostolica in Panamá) ha celebrato la S.Messa. BRASILE – I GMU di Manaus hanno preparato una minestra, per portarla nelle prime ore del mattino in centro città per offrirla ai poveri. Così, hanno parlato con tanti di loro, accogliendone le difficoltà. CONGO – A Kinshasa i GMU hanno visitato un centro per disabili, ed è in programma una giornata per i giovani dal titolo “Costruire ponti di fraternità“. TERRA SANTA E ITALIA – I GMU della Terra Santa e dell’Italia si sono impegnati nel Progetto – “Ways of peace” (Vie della pace). Ha partecipato anche un gruppo di giovani della Terra Santa in visita nelle Marche e in Emilia Romagna per costruire ponti tra religioni e culture diverse. ITALIA – A Torino si è svolto “Enjoy the Fluo” Volleyball, un torneo di pallavolo notturno, con una particolarità: si è giocato illuminati solo da alcune lampade che rendono fluorescenti magliette, linee di campo, palla e rete, precedentemente trattati con delle speciali vernici. 7 le squadre iscritte con circa 90 partecipanti, senza contare tutti coloro che sono venuti solo a vedere o a tifare. Sant’Anastasìa (NA) – Insieme all’Associazione “Lucincittà” i GMU hanno organizzato l’evento “Something Bright“, un musical per raccontare la vita di Chiara “Luce” Badano. La serata a cui hanno partecipato circa 500 persone, è stata patrocinata dal Comune. Poggio Mirteto (RI) – I GMU insieme al “Bloccoverde Greenaction” hanno portato avanti interessanti iniziative per il miglioramento e la salvaguardia del verde pubblico.
SVIZZERA – A Montet si è svolta la 3° edizione della “Journée Uni”a cui hanno partecipato 120 giovani della Svizzera francese, con workshop che toccavano argomenti come la risposta cristiana al dolore; che senso dare alla vita; un sguardo sociale e come aiutare un amico in difficoltà. Da questa SMU, che ha messo in luce iniziative già esistenti e ne ha prodotte di nuove, è emerso un progetto che vuole “contare” le azioni di fraternità che si compiono nel mondo. Lo abbiamo chiamato ‘United World Project’. “Vorremmo puntare a creare un osservatorio permanente, che misuri a 360 gradi lo sviluppo delle pratiche di fraternità”, dice Letizia, che fa parte dell’équipe degli organizzatori del Genfest. L’appuntamento che i “Giovani per un mondo unito” hanno avuto con le Nazioni Unite a New York, il 30 aprile, ha incoraggiato ad andare avanti per far sì che questo progetto sia riconosciuto come mattone fondamentale per la pace e lo sviluppo dei popoli.
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The Genfest 2012 project has been funded with support from the European Commission.
This communication reflects the views only of the author, and the Commission cannot be held responsible for any use which may be made of the information contained therein.
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30 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Rivedi la diretta Foto su Flickr In un tempo attraversato da crisi globalizzate di ogni genere che fanno tremare economie, stili di vita e certezze acquisite riguardo il presente e il futuro, i Giovani per un Mondo Unito dei Focolari (GMU) chiamano a raccolta quanti desiderano essere protagonisti di un vero cambiamento e costruire ponti di fraternità nelle nostre società. E si danno un anno di lavoro, scandito da tappe il cui momento centrale sarà il Genfest di Budapest, dal 31 agosto al 2 settembre 2012. La manifestazione mondiale raccoglierà giovani da oltre 150 Paesi, mossi tutti dalla stessa idea, che è anche esperienza di vita e azione sociale: la fraternità universale. Nella sua 42° edizione, il Meeting di Loppiano, sarà una tappa fondamentale. “Quest’anno il 1° maggio vuole essere orientato al Genfest” – dichiara Jacopo Casprini, della segreteria Giovani per un Mondo Unito e della commissione di lavoro a Loppiano – “e infatti il momento centrale della giornata sarà proprio il collegamento mondiale durante il quale verrà aperto ufficialmente l’anno del Genfest”. Durante il Meeting si aprirà inoltre la Settimana Mondo Unito, appuntamento annuale dei GMU. Il collegamento live streaming mondiale delle 12.00 (GMT +1) permetterà a migliaia di giovani, dalla Siria al Giappone a Nairobi e Sidney, di scambiarsi testimonianze e progetti con i 2000 coetanei presenti a Loppiano, in vista dell’appuntamento a Budapest. Atteso il collegamento con i giovani della Siria e l’annuncio del Progetto United World: rete mondiale di giovani per dar vita a un Osservatorio permanente che “misuri”, a 360 gradi, lo sviluppo di pratiche di fraternità, chiedendo alle Istituzioni internazionali un impegno preciso al riguardo. “Cosa direi ai giovani che verranno a Loppiano e che seguiranno l’evento attraverso le reti sociali del Genfest? – continua Jacopo – “Che la preparazione vede coinvolti tutti i giovani presenti nella cittadella e nei dintorni, il clima che si respira è un clima di gioia, serenità e voglia di rendere questa giornata un momento di vera testimonianza. A tutti i giovani direi solo una cosa: vale davvero la pena vivere per un mondo unito!”. E spiega ancora Rafael, giovane brasiliano, tra gli organizzatori del Genfest: “Nel mondo c’è bisogno di una testimonianza di pace, unità, fraternità universale: non possiamo tirarci indietro. Il titolo del Genfest è “Let’s bridge” e rappresenta appieno il nostro impegno nel costruire ponti fra uomini, fra culture, fra popoli, nelle realtà più diverse”. Il programma del 1° maggio proseguirà nel pomeriggio con workshop tematici condotti da esperti e professionisti: scelte di vita, famiglia oggi, città e convivenza multiculturale, impegno politico e cittadinanza, i temi trattati. Da evidenziare due workshop artistici di musica e danza con il Gruppo internazionale Gen Rosso. Per saperne di più e seguire la diretta in streaming mondiale (attivo dalle ore 11.00 GMT+1): www.genfest.org (cliccando su ‘LIVE’ nella barra del menu principale) www.loppiano.it live.focolare.org
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The Genfest 2012 project has been funded with support from the European Commission.
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20 Apr 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Sabato 24 marzo a Melbourne, presso un centro del Movimento dei Focolari, si è tenuto un concerto promosso in collaborazione con la Kadhampa Buddhist Society. Vi hanno preso parte un centinaio di persone, con un incasso di $840.00 destinato al progetto AMU (Azione per un mondo unito) sul confine fra Thailandia e Birmania: un programma scolastico e alimentare per i figli dei rifugiati birmani. Una famiglia di sudanesi presenti al concerto, giunti in Australia loro stessi come rifugiati, hanno espresso la loro gioia nel partecipare alla raccolta fondi e poter così aiutare altri rifugiati. Il concerto si è svolto in concomitanza con il “Giorno dell’Armonia” (Harmony Day), un’iniziativa del governo australiano per celebrare la ricchezza delle diverse culture presenti in Australia e condividere ciò che gli australiani hanno in comune. Insieme al gruppo della Kadhampa Buddhist Society, erano presenti amici di diverse comunità musulmane ed ebraiche. I giovani del Movimento dei focolari hanno contribuito al concerto invitando i loro amici ad esibirsi e, nel corso della serata, hanno servito stuzzichini a tutti, facendo sentire ciascuno a casa. Hanno raffigurato il tema del Mondo Unito con uno sfondo in cui la terra è circondata da persone che si tengono per mano.
I presenti hanno seguito con attenzione una presentazione in power point che ha illustrato il progetto di raccolta fondi ed ha messo in evidenza la collaborazione fra Focolare e Kadampha nel corso dell’ultimo anno. Al termine del concerto, una delle ospiti musulmane ha detto di apprezzare molto l’aria di famiglia che ha caratterizzato la serata, mentre una coppia di religione ebraica, colpita dall’accoglienza ricevuta al loro arrivo, è stata felicemente sorpresa nel vedere tanti giovani mettere a disposizione i loro talenti per una buona causa. La loro bella conversazione con un giovane palestinese che si era esibito durante il concerto, riassume meglio di ogni cosa lo spirito di unità costruito durante la serata. (altro…)
5 Apr 2012 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
«Ho 21 anni e frequento il 3° anno di medicina. Hoconosciuto i Focolari grazie ai Giovani per un Mondo Unito che erano nella mia classe al liceo. Non appena ho sentito il bisogno di approfondire la mia spiritualità e i miei ideali ho chiesto consiglio ad un mio amico gen. Mi piaceva il Movimento e avevo un forte desiderio di amare concretamente, ma avevo paura di non potermi avvicinare all’Ideale dell’unità, poiché ero lontano dalla religione. Non amo essere chiamato ateo, poiché oggigiorno l’ateismo viene letto come posizione in feroce contrapposizione alla Chiesa e alle religioni. Io, invece, cerco di mettere il rispetto davanti ad ogni persona e cosa: per questo preferisco essere chiamato “non credente”. Vivere ogni attimo amando è ciò che mi fa sentire un vero gen, brillare più che posso, affinché qualcuno sia colpito dalla mia luce. Vivere in mezzo a tanta gente che è sempre pronta ad amare mi ha fatto capire che non bisogna essere degli eroi per salvare vite. Se si ama nell’attimo presente dovunque, le persone cambiano. Un piccolo gesto di gentilezza può far venire il sorriso e può innescare una serie di eventi positivi a catena – crea una porzione di mondo unito. Un giorno, mentre ero in gita in montagna, un signore decise di unirsi alla nostra comitiva poiché soffriva di vertigini e aveva paura di scendere con la seggiovia, nonostante i suoi scarponi si fossero rotti. Decisi di fare cambio di scarpe, proseguendo io con un piede scalzo e uno con uno scarpone rotto… Se un’azione è spinta dall’amore disinteressato e vissuta con quotidianità, a noi forse non cambierà la giornata, ma a molti altri sì. La mia scelta di vivere da gen, da giovane che segue questo Ideale non è poi così semplice: ogni giorno vivo cercando di fare la cosa giusta. Spesso mi trovo in difficoltà nel rendere mie idee e concetti con fondamento religioso che non condivido pienamente o non riesco a capire, oppure semplicemente mi è difficile amare concretamente nell’attimo presente. A tutte le persone che hanno dubbi di fede o pensano che essere non credenti voglia dire essere bollati per la vita, vorrei dire che non è poi così. Soprattutto qui, in quest’ambiente, mi sono sempre sentito accolto come in una famiglia, al massimo… si rischia di parlare sopra un palco come ora sto facendo io. A. O. – Italia (Testimonianza raccontata in occasione dell’evento “Chiara Lubich e le nuove generazioni” – Castelgandolfo, 11 marzo 2012) (altro…)
28 Mar 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
«Ciao a tutti, vogliamo dirvi quanto sentiamo che quest’anno sia speciale per i giovani del nostro Paese. Stiamo vivendo dei momenti belli in preparazione del nostro tanto atteso Genfest. A settembre scorso ci siamo proposti di fare un percorso verso l’unità che coinvolgesse sempre di più tutti noi, i nostri amici e tutti della grande famiglia dei Focolari. Ed è quello che stiamo sperimentando.
Per raccogliere i fondi necessari per il viaggio – abbastanza costoso – e per avere delle occasioni da vivere insieme e costruire già dei “ponti locali” (in riferimento al titolo del Genfest: Let’s bridge – ndr), abbiamo preparato un calendario con tante attività, alcune già realizzate, altre in preparazione.
- “Unight”: serata in un pub di Beirut con un centinaio di giovani, a conclusione della quale si è presentato l’evento Genfest.
- “Unight your talents show“: uno spettacolo ricco di talenti: canti, danze, pezzi musicali, teatro, storie e tanta creatività, a partire dalla scenografia. Eravamo in 550 il 3 Marzo scorso, per 2 ore di spettacolo nella grande sala di una università.
- Fundraising: abbiamo dato vita ad un servizio di taxi: ci mettiamo a disposizione con le nostre auto per accompagnamenti in aeroporto o per qualsiasi altro spostamento. Siamo disponibili per il babysitting quando i genitori debbono assentarsi. Prepariamo dolci e bevande per le pause, durante i convegni al “Centro Mariapoli”. Realizziamo e vendiamo bijou e cartoline per anniversari speciali. Tutte occasioni non solo per raccogliere fondi per il viaggio a Budapest, ma per conoscerci meglio e anche qui per ‘creare ponti’.
- “Unite in Depth“: dal 23 al 25 Marzo, 3 giorni per prepararci al Genfest e approfondire e rinforzare la nostra fede. 80 i giovani iscritti, tra cui 20 dalla Siria».
In tutto questo, non mancano le difficoltà. I giovani del Libano stanno vivendo un periodo di sospensione per il fallimento della compagnia aerea presso la quale hanno comprato i biglietti per andare a Budapest. Insieme a loro crediamo che, con l’impegno di tutti e con l’aiuto di Dio, si troverà il modo per superare anche questo ostacolo.
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