Movimento dei Focolari

Luce oltre l’oscurità

«Carissimi giovani che siete venuti a Loppiano per il 1° Maggio, a ciascuno un saluto con tutto il cuore! Sono con voi più che mai in questa giornata. Voi giovani rappresentate il futuro: il mondo che sarà è nelle vostre mani e questo vi dà spesso antenne che sanno cogliere onde particolari, che sanno trasmettere progetti alti, come il sogno di un mondo nuovo, più unito. Una conferma ne è anche il titolo dell’incontro di oggi: “Raggi di luce oltre l’oscurità”. Sì, immersi come tutti nel travaglio del nostro tempo, nei vostri cuori e nelle vostre menti c’è la certezza di un’alba splendente che dia senso alla vostra ricerca. Solo Gesù ha detto: “Io sono la Via, la Verità e la Vita” e chi lo incontra e lo segue, trova la Luce. Anche Lorenzo, giovane martire dei primi tempi del cristianesimo, guardando a Gesù, ha trovato il coraggio di dire, davanti ai suoi persecutori: “La mia notte non ha oscurità, ma tutte le cose risplendono nella luce”. Si sente dire spesso che oggi l’umanità vive una delle notti più buie della sua storia, che c’è bisogno di luce, di una luce che buchi le tenebre. La mia esperienza, l’esperienza di tanti del Movimento dei Focolari dimostra che Gesù non ci ha lasciato soli, nemmeno nella notte più nera. E’ stata una scoperta che ha cambiato radicalmente la nostra vita. Quando sulla croce Gesù è arrivato a gridare “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, ha preso su di sé ogni oscurità, i dolori degli uomini di ogni tempo. Mistero infinito, misura senza misura del suo amore per noi. E da quel momento, ogni dolore ha avuto un solo nome: Gesù Abbandonato. Lui ci si presentava sotto mille volti: non è simile a Lui abbandonato l’angosciato, il solo, il separato, il disorientato? Non è immagine di Gesù Abbandonato ogni divisione, la fame di Dio, l’emarginazione, ogni violenza? E non vi pare stupendo poter condividere con Lui questi dolori in noi e in ogni persona che ci passa accanto? Se è così, allora possiamo scegliere Gesù Abbandonato come “compagno di viaggio” della nostra vita, accoglierlo nel cuore come la perla più preziosa. Carissimi giovani, guardando a Gesù Abbandonato troverete la possibilità di non tremare di fronte a qualsiasi situazione.  Anzi sarete “raggi di luce” lì dove vivete, per guidare questa nostra umanità verso la fraternità universale». Chiara

«Raggi di luce oltre l’oscurità», Incontro internazionale del 1° maggio a Loppiano

«Raggi di luce oltre l’oscurità», Incontro internazionale del 1° maggio a Loppiano

    Attraversare la “notte dell’umanità” con la luce di un ideale capace di risposte per l’oggi.       E’ questo il progetto dei giovani per il meeting del 1° maggio a Loppiano, edizione 2007. Provocazione che non poteva arrivare che dai giovani: “Vogliamo farci portatori d’iniziative di dialogo, di condivisione e di giustizia sociale che incidano sull’opinione pubblica; vogliamo lavorare per far risperare la nostra gente, lanciare percorsi di azione e trasformazione sociale e culturale” – così i ragazzi di Locri, anch’essi fra i partecipanti al meeting. Focus – Con l’incrocio di popoli, culture, generazioni e stili di vita, l’umanità sta vivendo un passaggio cruciale, in cui termini come lotta e scontro sembrano essere la diretta conseguenza del clima sociale che tutti respiriamo, una sorta di notte culturale e collettiva. Un tempo, però, che può segnare una svolta, un nuovo inizio: dalla “notte” delle divisioni e delle guerre alla “luce” della pace e della fraternità. Oltre un migliaio di giovani saranno presenti già dal 30 aprile per vivere insieme lo start-up del 1° maggio. Per questo, oltre a varie attività per gruppi, è prevista una tavola rotonda pubblica, dal tema “Spazi di fraternità universale nelle città di oggi. Molte sfide, un progetto”, in programma al Nuovo Auditorium di Loppiano, il 30 aprile, ore 18,00, con l’on. Letizia De Torre, sottosegretario alla Pubblica Istruzione, Massimo Grillo, di Marsala (TP), già deputato alla Camera, fondatore del movimento Liberi!, l’assessore alla cooperazione internazionale della Regione Toscana, Massimo Toschi, e Lucia Crepaz, del Centro Internazionale del Movimento politico per l’unità. 4 aree di “Dialogo & Sperimentazione” nella cittadella – Nella mattinata del 1° maggio, 4 aree di dialogo sulle domande più attuali e urgenti dei giovani: realizzarsi nella libertà; futuro e famiglia; protagonisti nella società; sport for unity. All’interno di ciascuna area: approfondimenti, testimonianze, gruppi di dialogo, immagini, giochi e contributi diversi, alla scoperta dei “percorsi di luce” che danno senso alle mille domande che ci interrogano ogni giorno. Anche con l’aiuto di esperti sarà possibile entrare in profondità nelle domande più attuali e urgenti che li sfidano quotidianamente.     Pomeriggio – Viaggio nel mondo unito     Dalle 15.00 alle 17.00 il programma proseguirà al Teatro all’aperto per un viaggio nel mondo unito con storie raccontate con i linguaggi della musica, della danza e coreografie. Ci saranno testimonianze di giovani da varie parti del mondo per far vedere la “nuova alba” che sta già sorgendo e che fa rete a latitudini diverse. E’ previsto un messaggio di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari. Per maggiori info: www.loppiano.it Per comunicare l’adesione e prenotare pasti caldi: tel. 055-8335169  dal lunedì al venerdì (10,30-12 / 15,30-18,30) fax 055-8335424  / email accoglienza@loppiano.it Stampa:sif@loppiano.it Stefania Tanesini: 338/5658244

«Raggi di luce oltre l’oscurità», Incontro internazionale del 1° maggio a Loppiano

40° del Movimento Gen: “Sempre in via”

“Il Movimento gen è nato per far risperare il mondo in Qualcuno che non inganna mai”. Con queste parole Chiara Lubich ha ricordato, in un messaggio lanciato in diretta mondiale, il compito del Movimento “Gen”, – ‘generazione nuova’ dei Focolari – nato 40 anni fa, in piena contestazione giovanile. Il 2007, anno del 40°, per i gen non è una semplice  ricorrenza, ma  segna una nuova tappa, con la consegna di Chiara: “Siete in cammino. ‘Sempre in Via’. Ma la Via è Gesù. Che questo 40° impegni ancor più il Movimento Gen a vivere con Gesù compagno di viaggio”, “Darete così dal vostro angolo di mondo quell’avvio indispensabile e decisivo alla svolta che va operata nell’umanità”. Un evento vissuto a livello planetario ha legato in un’unica rete i giovani che vivono la spiritualità dell’unità: Terra Santa, Filippine, Brasile, Sud Africa, Corea, Stati Uniti, Egitto, Uganda, Tanzania, e molti altri ancora – in tutto 44 – erano i Paesi presenti all’appuntamento attraverso un collegamento satellitare; 23 i congressi contemporanei e oltre 2000 i giovani riuniti a Roma, provenienti da tutta Europa e con rappresentanza degli altri continenti. E alla sfida di diventare “atleti di Dio, eroi del Vangelo, testimoni della verità, dimostrazione che Dio è pienezza, felicità, pace, bellezza, ricchezza, abbondanza, amore, misericordia, fiducia”, i gen, da tutto il pianeta, hanno risposto con entusiasmo e generosità. Alcuni flash – Dal Cairo: “E’ la prima volta che assisto a un avvenimento storico come questo!”; dal Venezuela: “Il mio cuore cresceva vedendo il mondo in collegamento, non solo satellitare ma soprattutto spirituale”; da Hong Kong: “Voglio dire il mio Sì a Gesù, anche se umanamente è difficile, voglio dirGli sì  sempre, subito, con gioia”; dall’Italia: “Lui riempie ogni vuoto. Ma richiede tutto il cuore, tutta l’anima: che Ideale questo!”. Un momento di grandissima gioia è stato poi il saluto del Santo Padre Benedetto XVI ad un gruppo di gen che ha partecipato all’udienza di mercoledì 10 gennaio 2007, a conclusione del loro congresso. Il Movimento Gen nasce nel 1967, proponendo ai giovani di tutto il mondo una rivoluzione pacifica, che cambi i cuori, e da lì incida sul sociale, rinnovando le strutture, portando ovunque la vita del Vangelo: «Questa è la rivoluzione che noi vogliamo fare: né occidente ci piace, né oriente ci piace, né il capitalismo ci piace, né il comunismo ci piace, il cristianesimo ci piace, il capitale di Dio ci piace» è stato uno dei motti fondanti del Movimento Gen. Non solo cristiani – Nel tempo, con la crescita del Movimento dei Focolari, fra i gen sono arrivati anche cristiani di altre chiese e giovani seguaci di altre religioni. Li ritroviamo anche nelle zone di conflitto, come in Terra Santa, in Iraq, in Colombia, pronti a testimoniare con la vita una cultura della pace. Oggi sono 18.000 in tutto il mondo. Animatori del movimento Giovani per un Mondo Unito, insieme a loro e a molti altri giovani, si impegnano a costruire ovunque “frammenti di fraternità”, danno vita ad azioni che incidono sull’opinione pubblica, e si adoperano per dare una risposta alle disuguaglianze sociali in atto nei propri paesi. (altro…)

Giovani: una rete internazionale di scuole di formazione politica

Giovani: una rete internazionale di scuole di formazione politica

«Di fronte alla grande crisi argentina del dicembre 2001, come tanti giovani anch’io mi sono sentita derubata del futuro», racconta G. D. L., di Buenos Aires,  una dei 395 studenti che si sono iscritti ai corsi di formazione politica del Mov. politico per l’unità che, nei mesi successivi, hanno preso avvio nel suo Paese. Mentre in quelle circostanze tanti suoi amici chiudevano con la politica, G. ha avvertito che, aderendo a questo progetto, si apriva per lei una soluzione diversa. Come sono organizzate le ‘scuole’? Si tratta di un percorso di due anni di studio, in cui si approfondisce il sistema politico, culturale ed economico del proprio Paese, in una prospettiva ampia che guarda all’intera famiglia umana come comunità politica fondamentale. Ciò dà significato anche all’esercizio della cittadinanza nel territorio locale, con le sue regole. Attualmente le “comunità di formazione” sono presenti, oltre che in Argentina e in Italia (dove operano già da alcuni anni), anche in Uruguay e Paraguay; sono in fase di avvio in Brasile. Cardine della proposta formativa è il patrimonio culturale del MppU, che si ispira alla spiritualità e all’esperienza di Chiara Lubich, offerto ai giovani con l’elaborazione di strumenti conoscitivi adeguati ad approfondire la storia, i sistemi culturali e gli ordinamenti dei propri Paesi, ed agire di conseguenza, nel rispetto della diversità e della pari dignità di persone e popoli. Il progetto si presta a forme di partecipazione e “sostegno a distanza”, attraverso contributi una tantum oppure finalizzati a coprire i costi delle attività formative, optando tra le diverse sedi in Argentina (18 sedi), Uruguay (2), Paraguay (1), Brasile (13). Per saperne di più: Movimento Politico per l’Unità Via Frascati, 306 00040 Rocca di Papa (Roma) IT tel. +39-06-945407210 fax +39-06-9412080 email: mppu@focolare.org Sito web: www.mppu.org (altro…)

Non più “Isola dell’inferno”

«Il messaggio del Vangelo, vissuto da persone che hanno condiviso tutto con noi e insieme hanno cercato per noi i mezzi di sostentamento, è diventato qualcosa che ci ha liberati dentro, e ci ha aperto un nuovo orizzonte, che ci ha portato a fare della nostra vita un “santo viaggio”, e  ci ha resi “soggetti” della trasformazione del nostro ambiente sociale». Sono nato e abito nell’isola che ora è denominata S. Terezinha, alla periferia della città di Recife nel Nord-est del Brasile. Oltre trenta anni fa il suo nome era “Isola dell’Inferno”, per il grave degrado in cui viveva. Da allora il Movimento dei Focolari svolge in questa comunità un’azione di promozione sociale e allo stesso tempo spirituale e culturale. Per questa esperienza vissuta insieme è sorta l’Associazione degli abitanti dell’isola S. Terezinha, della quale sono stato presidente per cinque mandati consecutivi, con l’obiettivo di far vivere agli abitanti un’esperienza comunitaria, diventando così protagonisti del proprio sviluppo. Abbiamo scelto come motto la frase del Vangelo: “Cercate prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia…”. Ponendo in Dio la nostra forza, il Vangelo è diventato come una bussola nella nostra vita perché, a quell’epoca, vivendo in un paese a sistema capitalista e ancora sotto il regime militare, quasi tutte le comunità erano orientate a partiti che avevano scelto la lotta come unica proposta per il superamento delle disuguaglianze sociali. Noi invece eravamo sempre aperti a dialogare con gli amministratori pubblici, indipendentemente dalle correnti partitiche, manifestando chiaramente le nostre posizioni come comunità. Ne sono seguiti avanzamenti e conquiste: la bonifica di un’area che prima era sempre allagata a causa delle piogge o dell’alta marea; la costruzione di case anche con il sostegno dello Stato, per risolvere il problema della mancanza di abitazioni; l’istituzione di una scuola elementare, che conta più di 600 alunni, per combattere l’analfabetismo. Per arrestare il problema della mortalità infantile abbiamo aperto un ambulatorio in collaborazione con il Comune di Recife e con l’appoggio di organizzazioni tedesche. Abbiamo aperto anche un centro per il recupero dell’infanzia denutrita. Per combattere la disoccupazione, abbiamo creato un’impresa di materiale da costruzione in cemento, che dà lavoro a 7 padri di famiglia. Attraverso l’iniziativa delle adozioni a distanza è sorta anche un’associazione di sostegno all’infanzia e agli adolescenti che svolge un’opera preventiva, occupando i bambini e gli adolescenti nel tempo libero dall’orario scolastico con una formazione umana ed educazione civica. Il rispetto e il riconoscimento delle autorità competenti non hanno tardato ad arrivare: non conoscevano l’esperienza evangelica che vivevamo “dietro le quinte”, ma ci vedevano come una comunità organizzata e un popolo che sa lottare. L’amore che ci spinge invita a crescere, a migliorare. Non possiamo accontentarci di come abbiamo vissuto ieri. Con l’apertura democratica sono sorti nuovi sistemi di partecipazione come il “Bilancio Preventivo-Partecipativo” secondo il quale le comunità eleggono i propri rappresentanti per poter discutere col Comune e trattare l’impiego di parte delle risorse finanziarie che sono decise dal Sindaco e dalla giunta. La città è divisa in 6 aree, chiamate “Regioni Politico-Amministrative” e vengono eletti i rappresentanti come delegati di questo bilancio di partecipazione: in tutto 470. Nel corso di un’assemblea sono stato eletto delegato della mia regione, per rappresentare nei negoziati non solo la mia comunità, ma anche vari villaggi della zona. Anche nell’esercizio di questo mandato, ho avuto l’opportunità di sforzarmi di vedere Gesù nell’altro, secondo le parole del Vangelo: “Qualunque cosa hai fatto al minimo l’hai fatta a me!”. Facile, quando si tratta di qualcuno che appartiene alla mia stessa comunità, ma più difficile quando si tratta di qualcuno che non sempre agisce in accordo con le aspirazioni dei meno avvantaggiati.  Dovevo lavorare per la mia comunità, ma allo stesso tempo mantenere il rapporto con loro, non solo per diplomazia. Un giorno in una riunione discutevamo l’allocazione dei finanziamenti. I delegati presenti volevano includere solamente le località dei delegati che partecipavano alla riunione. Ricordando che dobbiamo “amare la patria altrui come la nostra” e, in questo caso, amare la comunità dell’altro come la nostra, dissi che non era giusto sacrificare una comunità soltanto perché i suoi rappresentanti non erano presenti, e che non avremmo dovuto guardare solo alle nostre necessità, ma anche a quelle degli altri. Accolsero la mia proposta. In un’altra occasione, in cui non avevo potuto essere presente a causa del mio lavoro, si era constatato che i fondi destinati ad una piazza dell’Isola Santa Terezinha non erano sufficienti. Anche senza la mia presenza, gli altri delegati stanziarono una parte delle loro risorse per la nostra piazza. Sono vari i frutti di questo lavoro congiunto: siamo riusciti ad asfaltare le strade principali dell’Isola, oltre alla costruzione della piazza; abbiamo ottenuto attrezzature per il nostro centro sanitario e patrocini per le manifestazioni culturali. Poi, in altri villaggi e comunità della zona di Recife, siamo riusciti ad avviare varie opere di costruzione, insieme ad altri delegati del bilancio partecipato. (J. – Recife) (altro…)