27 Giu 2016 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
L’esito del recente referendum britannico è uno dei molti sintomi della frammentazione dell’Europa, ulteriore conferma che non bastano misure funzionali a dare senso e convinzione ad una comune appartenenza. Tempo di crisi che richiama nuove riflessioni e proposte coraggiose. Momento propizio per Insieme per l’Europa, chiaro segno pubblico di rinnovamento del continente, con la tappa a Monaco di Baviera dal 30 giugno al 2 luglio 2016. Chi conosce Insieme per l’Europa sa che non è un evento, ma un cammino di unità nella diversità che, iniziato nel 1999, coinvolge un numero sempre crescente – ad oggi oltre 300 – di Movimenti e Comunità di varie Chiese di diverse paesi d’Europa, consapevoli di far parte di una minoranza fiduciosa. Un processo che, attraverso l’incontro e la riconciliazione, ha prodotto i suoi effetti: Comunità e Movimenti provano il gusto dell’incontrarsi, si scoprono complementari, la reciproca fiducia cambia le persone. Programma. Il 30 giugno e il 1º luglio un Congresso al Circus-Krone-Bau per 1.500 responsabili e collaboratori, articolato in 36 forum e tavole rotonde. Tra le partecipazioni qualificate, quella del cardinale Peter Turkson. Il 2 luglio una manifestazione alla centrale Karlsplatz (Stachus) di Monaco, aperta alla cittadinanza. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del Segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese Olav Fykse Tveit, dei cardinali cattolici Kurt Koch e Reinhard Marx, dei vescovi evangelici Frank Otfried July e Heinrich Bedford-Strohm, del metropolita ortodosso Serafim Joanta, in rappresentanza delle varie Chiese. Per i Movimenti e Comunità intervengono Maria Voce (Movimento dei Focolari), Gerhard Pross (YMCA Esslingen), Andrea Riccardi (Sant’Egidio), Michelle Moran (ICCRS), Walter Heidenreich (FCJG Lüdenscheid), P. Heinrich Walter (Movimento Schoenstatt). Attiva, convinta e creativa la partecipazione dei giovani fin dalla preparazione. Papa Francesco e il Patriarca ecumenico Bartolomeo I saranno presenti attraverso videomessaggi personali. Una diretta internet in 7 lingue permetterà di seguire il programma (www.together4europe.org). Nelle tematiche che si affronteranno, fra cui integrazione e riconciliazione, solidarietà con i più deboli, sostenibilità e tutela ambientale, cristiani e musulmani in dialogo, matrimonio e famiglia, economia, si vuole mettere a fuoco una responsabilità che va oltre l’Europa, perché essa, per dirla con Maria Voce, «ha da donare al mondo l’esperienza di questi duemila anni di cristianesimo, che ha fatto maturare idee, cultura, vita, azioni che servono per il mondo di oggi e che, purtroppo, finora non sono venute tanto in rilievo». L’edizione di Monaco poggia su un consistente percorso di riflessione, dibattito e condivisione di approcci e esperienze. Di rilievo la tavola rotonda a Ginevra il 21 aprile scorso, organizzata dal Consiglio Ecumenico delle Chiese e dal Movimento dei Focolari, dal titolo: «Europa, quale identità, quali valori». In quell’occasione, Pasquale Ferrara, diplomatico e docente universitario, ha sostenuto come oggi in Europa, più che parlare di riferimenti alle proprie radici cristiane, occorra produrre insieme «frutti cristiani». E presentare come parte della soluzione «la “regola d’oro”, che ci invita a fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi stessi». Tale regola – ha affermato Ferrara – «non è solo un valore etico, ma assume una dimensione politica, in quanto si tratta di ripensare la natura ed il carattere della comunità politica». Insieme per l’Europa appare uno dei soggetti capaci di interpretare questa dimensione, ispirando e motivando persone di diverse generazioni e comunità, appartenenti in maniera trasversale ai popoli dell’Europa, ad incarnare nel quotidiano i valori di giustizia, accoglienza, riconciliazione, pace. Un tassello per mettere in piedi quella «Europa protagonista» che, nelle parole di papa Francesco al Parlamento europeo del novembre 2014, «contempla il cielo e persegue degli ideali, guarda e difende e tutela l’uomo, cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l’umanità». La manifestazione a Monaco ha il patrocinio dell’Unesco, del Consiglio d’Europa, del Parlamento Europeo e della Commissione Europea. Comunicato stampa SIF (altro…)
24 Giu 2016 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
«Qui ho ascoltato dei buoni suggerimenti su come dialogare con i figli, tornerò ancora», osserva convinta una mamma avvolta nel suo sari. E un papà: «Ho deciso di dare più tempo ai miei bambini». Sono alcuni commenti dei 60 partecipanti al corso sulla genitorialità svoltosi a Udisha dal titolo: “Il bambino, futuro della nostra nazione”. Negli stessi locali i loro figli, finita la scuola, trovano ogni giorno una merenda, giochi e attività di doposcuola. Per alcuni genitori, gli argomenti trattati sono stati una sorprendente novità, per altri un aprire gli occhi sui propri errori e anche sui pericoli e rischi cui i loro figli sono esposti. Ma il corso non è stata l’unica promozione rivolta ai genitori.
È ormai il 5° anno, infatti, che a Udisha – uno dei progetti sociali dei Focolari rivolti a ragazzi e famiglie in difficoltà – viene offerta la possibilità del microcredito, grazie al quale l’economia di tante famiglie è decisamente migliorata. Ad accedervi sono soprattutto le donne le quali, incentivate da un finanziamento iniziale, in numero crescente sono riuscite a dar vita a piccole attività artigianali o commerciali come confezionare borse all’uncinetto o preparare cibo per venderlo. Sono già 52 le mamme che una volta al mese si incontrano in gruppi, per scambiarsi esperienze sul loro fare impresa e per risolvere insieme i problemi che incontrano. Altra attività portata avanti con successo anche quest’anno è stata la profilassi contro il tifo, di cui hanno beneficiato in 107 fra bambini e adulti e la somministrazione di vaccini antitetano e rosolia a 72 adulti e 95 bambini. Ma le maggiori energie del progetto sono riservate ai ragazzi, coinvolti in sempre nuove iniziative. A ricordare l’indipendenza del Paese è stata la grande celebrazione del 15 agosto con la cerimonia dell’alzabandiera, canti patriottici e poesie. In settembre, invece, in occasione della fiera di Bandra – evento fra i più importanti della città – bambini e genitori sono andati in pullman a visitare la basilica di Mount Mary. Sempre in settembre, in India si festeggia il giorno dell’insegnante e i bambini hanno voluto ringraziare i loro animatori con una performance di danze, canti e scenette.
Il 2 ottobre, festa del padre della nazione – il Mahatma Gandhi – la celebrazione è iniziata con pensieri di Gandhi sulla non violenza e la pace, per poi riflettere sulla povertà di tanti minori che vivono in strada e sull’importanza della condivisione. Anche i bambini di Udisha sono molto poveri, ma nonostante ciò hanno voluto condividere quel poco che hanno: qualche capo di vestiario, un piccolo giocattolo, un dolcetto. E parlando tra loro enumeravano anche le tante altre cose che si possono condividere: le buone idee, la gioia, il sorriso.
La festa più importante dell’India cade ogni anno fra ottobre e novembre e dura quattro giorni: è il Diwali (Festa della Luce), durante il quale i bambini di Udisha hanno messo in moto tutta la loro creatività dipingendo vasi di terracotta e facendo disegni con polvere colorata. È il loro modo per contribuire al progetto, in gran parte finanziato dal sostegno a distanza di AFN onlus. È davvero commovente l’intensità con cui i bambini di Udisha assorbono la ‘cultura del dare’, quel principio ispiratore che è a cuore del progetto e della formazione che in esso ricevono. Un valore che giunge loro non tanto a parole quando attraverso l’amore concreto dei volontari in loco e quello di chi, al di là dell’oceano, senza averli mai conosciuti, si prende cura di loro. (altro…)
16 Giu 2016 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Cristiani in festa” è il titolo di un grande incontro ecumenico a Nizza (Francia), dove Martin Hoegger, pastore riformato svizzero, è stato invitato a dare la sua testimonianza su “Cristo, luce nella mia vita”, e su come essa lo ha condotto dall’ateismo alla fede. Ne riportiamo una sintesi, mentre l’intervento integrale si può leggere in francese sul suo blog. «All’età di 18 anni mi facevo molte domande sul senso della vita. Mi chiedevo quali studi intraprendere. Ero molto ferrato in filosofia e letteratura, ma ciò che cercavo non era solo la sapienza. Volevo anche conoscere Dio. Mi sono iscritto alla facoltà di teologia a Losanna. Ero attirato dallo studio della religione e pensavo che avrei trovato la mia via nella teologia. Ma più andavo avanti, più aumentavano le domande. Dopo 10 mesi sono diventato ateo. Un giorno sono entrato in una chiesa e ho scritto la mia ribellione sul leggio: “Dio non esiste!”. Ho deciso allora di smettere di studiare, ma le domande le avevo ancora. Qualche tempo dopo ho incontrato un amico che mi ha invitato a partecipare ad un incontro a Aix-en-Provence, in una facoltà di teologia protestante. Era lì che Dio mi attendeva. Ero toccato dall’atmosfera di fraternità che si viveva in questo incontro. La sera mi sono inginocchiato nella mia stanza e una sola parola è uscita dalla bocca: “perdono”. Ero sorpreso: a chi avevo rivolto questa parola? In fondo sapevo perché l’avevo pronunciata: a quel tempo ero in conflitto con molte persone e ne avevo ferite parecchie. Di ritorno a casa sono andato da loro a chiedere “perdono”. Ogni volta è stata una nuova esperienza di luce: sperimentavo che Cristo mi attendeva negli altri, soprattutto nei più svantaggiati. Quindi ho cercato un contatto con altri cristiani. Fino a quel giorno avevo vissuto per conto mio. Ora scoprivo la luce di Gesù Risorto che illumina coloro che si radunano nel suo nome. Condivido con voi tre esperienze sulla Parola che hanno una forte dimensione ecumenica. La scuola della Parola: quando ero direttore della Società Biblica Svizzera sono entrato in contatto con il card. Martini, allora arcivescovo di Milano. Lui radunava migliaia di giovani proponendo la lectio divina. Alcuni responsabili dei giovani delle chiese cattolica, riformata ed evangelica in Svizzera si sono interessati a questa esperienza. Il cardinale ci ha incoraggiato a lanciare una scuola ecumenica della Parola. Abbiamo sperimentato che metterci insieme all’ascolto di Cristo ci unisce profondamente. La Parola di Vita, come “luce sul mio cammino” (Salmi 119,105). La Parola di Vita è pubblicata dal Movimento dei Focolari, con il quale sono in contatto da una ventina d’anni. Si tratta di prendere un versetto della Bibbia, meditarlo e approfondirlo durante tutto il mese, ma soprattutto cercare di viverlo nella vita quotidiana e condividerne i frutti con altri. Nelle parrocchie in cui ho esercitato il mio ministero ho proposto di viverla: rinnova la parrocchia. La celebrazione della Parola nella cattedrale di Losanna, la prima domenica sera di ogni mese. La Comunità delle Chiese cristiane del cantone di Vaud, ha invitato le 20 chiese che ne fanno parte. Dal 2004, oltre 100 celebrazioni ci hanno radunato in questo luogo. Sono un bell’apprendistato ecumenico in cui scopriamo le nostre diversità e ne gioiamo. Ci incoraggia a non aver paura di ciò che è diverso e a rendere grazie per i doni accordati agli altri, che non smettono di arricchirci. Questa iniziativa è preziosa per aiutarci come cristiani a camminare insieme verso l’unità. Ritrovarci insieme alla presenza di Dio nell’ascolto della sua Parola, è già anticipare una piena comunione. Attraverso la preghiera lo Spirito Santo già ci unisce. Ecco perché Cristo è luce nella mia vita». Maria Chiara De Lorenzo Blog di Martin Hoegger Discorso di papa Francesco al Direttivo della Comunione mondiale delle Chiese Riformate (altro…)
15 Giu 2016 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Spiritualità
La Lettera “Iuvenescit Ecclesia”, a firma del cardinale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Ludwig Müller, e dell’arcivescovo segretario, Luis Ladaria, approvata da papa Francesco, è rivolta ai vescovi della Chiesa cattolica e si sofferma “sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici per la vita e la missione della Chiesa”. Inserita nel cammino della Chiesa “in uscita”, in questa fase nuova della sua storia, la Lettera è motivo di gioia e gratitudine per le nuove realtà ecclesiali di cui il Movimento dei Focolari è un’espressione. Quella reciprocità tra doni gerarchici e doni carismatici, cui la Lettera richiama, interpreta appieno l’esperienza che ha accompagnato i Focolari fino ad oggi. Esso si è trovato immerso nell’alveo delle «ondate di movimenti» suscitate dallo Spirito Santo per il rinnovamento della Chiesa in sinergia coi suoi Pastori, come ha affermato l’allora cardinale Ratzinger nel maggio 1998 in preparazione al Giubileo del 2000. Dalla “Iuvenescit Ecclesia” il Movimento dei Focolari si sente ulteriormente spronato a corrispondere con autenticità alla coessenzialità tra doni gerarchici e doni carismatici che S. Giovanni Paolo ll ha indicato, sulla scia del Concilio Vaticano II. Oggi tale coessenzialità appare più che mai necessaria alla vita e alla missione della Chiesa a servizio dell’umanità nelle sue attese, ferite e istanze, con l’obiettivo impegnativo ma realistico di edificare tutti insieme la civiltà dell’amore. Leggi il documento integrale Fonte: Servizio Informazione Focolari – SIF (altro…)