Movimento dei Focolari
Tratta di persone: agire per la giustizia

Tratta di persone: agire per la giustizia

Cari amici,

un saluto a tutti a nome del Movimento dei Focolari nel mondo che si unisce alla preghiera di questo Pellegrinaggio digitale. Insieme a tutti voi vogliamo alzare a Dio la voce per chiedere la fine della tratta delle persone e affermare la dignità di ogni essere umano:

Uniti, continuiamo a pregare e ad agire per la giustizia.
Grazie a ciascuna e a ciascuno di essere parte di questa catena di speranza e di amore che attraversa il mondo.

Margaret Karram

Video in italiano: attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata.

Per rivedere il Pellegrinaggio digitale: https://www.youtube.com/live/tY-8zUHMrlg
Sito Web: https://preghieracontrotratta.org/?lang=it

Margaret Karram: Città Nuova, importante strumento di cambiamento

Margaret Karram: Città Nuova, importante strumento di cambiamento

Nel 2026 ricorrono i 70 anni dalla nascita della rivista Città Nuova. Era il 14 luglio1956 quando, a Fiera di Primiero nel nord d’Italia, durante un incontro estivo dei Focolari chiamato Mariapoli, la fondatrice e prima presidente del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, ebbe l’idea di creare un “foglio” che tenesse in contatto tutti i partecipanti.

Da allora, si sono susseguite migliaia di pubblicazioni e Città Nuova si è sempre impegnata per cercare di guardare ai fatti, per leggere e approfondire l’attualità nell’ottica della fraternità universale. Per dialogare su temi scomodi, per stare vicino ai più fragili, ai dimenticati, per costruire ponti, per essere presente nelle ferite dell’umanità, per mettere in luce semi di pace e di speranza, con un orizzonte globale che guarda al mondo unito.

Con il diffondersi del Movimento nel mondo, sono nate edizioni in diversi Paesi. Oggi sono 32 in 21 lingue, cartacee e online.

Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, il 7 gennaio 2026 ha indirizzato un video messaggio dove afferma che “oggi, davanti alle minacce terribili del nostro tempo – guerre, polarizzazioni di ogni tipo, crisi ambientali, un’economia spesso fondata sullo sfruttamento, sfide etiche poste dall’intelligenza artificiale – Città Nuova sceglie ancora e sempre il dialogo:

  • sceglie la pace come una ricerca faticosa, ma indispensabile;
  • sceglie di credere che ogni incontro, ogni pensiero, ogni parola può contribuire a cambiare la direzione del mondo”.

Ecco il video messaggio completo. Attivare i sottotitoli e scegliere la lingua desiderata.

Foto di copertina: Esce il primo numero di Città Nuova, 14 luglio 1956. © Archivio CSC Audiovisivi

Percorso pre-assembleare: un cammino di conversione e condivisione

Percorso pre-assembleare: un cammino di conversione e condivisione

“La mia preghiera, il mio augurio è che questi mesi che abbiamo davanti possano essere veramente mesi di crescita spirituale, di conversione (…), conversione personale, ma anche conversione collettiva (…). Che ci sia questo amore reciproco, che ci rende liberi di poter dare tutto e di poter avere stima l’uno verso l’altro, rispetto verso l’altro, sapendo che ognuno di noi ha idee diverse, prospettive diverse, idee diverse sull’Opera, sogni diversi… Però – quella che è la mia fiducia – che insieme possiamo avere questa luce, insieme possiamo permettere allo Spirito Santo di guidare questa nuova tappa dell’Opera”.

Il 7 dicembre scorso, in occasione del ritiro annuale dei focolarini e delle focolarine a Castel Gandolfo (Roma), Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, nel salutare tutti i presenti ha pronunciato queste parole, invitando ciascuno a volgere lo sguardo verso l’Assemblea generale che si svolgerà nel marzo 2026 (AG2026), tappa di un percorso che continua e porta avanti la storia del Movimento dei Focolari.

Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, negli Statuti generali volle inserire una premessa “di ogni altra regola”, che riguarda certamente anche l ’Assemblea generale, perché un organo di governo non può che fondare ancora oggi le sue radici nell’amore reciproco: “la mutua e continua carità, he rende possibile l’unità e porta la presenza di Gesù nella collettività – si legge – è per le persone che fanno parte dell’Opera di Maria la base della loro vita in ogni suo aspetto”. Come abbiamo annunciato in un precedente articolo, dopo le varie Assemblee zonali che si sono svolte in tutto il mondo, a novembre 2025 si è conclusa la fase di consultazione sulle proposte di argomenti e di modifiche agli Statuti e la prima fase della consultazione sui nominativi. L’elenco dei partecipanti ed invitati è stato concluso ed è ormai definitivo.

Dal 20 dicembre 2025 il cammino di preparazione proseguirà attraverso alcuni incontri di quello che viene definito percorso pre-assembleare, rivolti in particolare a quanti parteciperanno come membri eletti, di diritto, sostituti e invitati all’ AG2026.

Si tratta nello specifico di 5 appuntamenti via zoom in cui gli interessati potranno approfondire vari temi:

20 dicembre 2025: “Conversazione nello Spirito”

17 gennaio 2026: “Come ci si prepara e come si vive in Assemblea”

31 gennaio 2026: “Presentazione delle proposte riguardo agli Statuti generali”

7 febbraio 2026: “Principali tematiche emerse”, 1ª parte

21 febbraio 2026: “Principali tematiche emerse”, 2ª parte

“Un momento di preparazione, di discernimento ma soprattutto di condivisione che coinvolgerà tantissime persone dalle più svariate parti del mondo – afferma la Commissione Preparatoria dell’Assemblea (CPA) -. È emozionante. I partecipanti all’Assemblea si vedranno per la prima volta. Tante certamente sono le sfide legate alla distanza fisica, linguistica, culturale, però questo riflette l’intento del percorso, cioè la costruzione dell’unità. È un momento in cui si comincerà davvero a fare esperienza dell’Assemblea, in cui questa realtà inizierà a farsi concreta”.

L’obiettivo di questo percorso pre-assembleare è quello di aiutare i partecipanti ad arrivare il più possibile preparati all’Assemblea, in primis attraverso la formazione alla Conversazione nello Spirito, che verrà adottata come metodologia in alcuni momenti.

Un incontro sarà dedicato alla spiegazione pratica di come funziona l’Assemblea e agli adempimenti normativi da espletare, ma anche a quale dovrebbe essere l’atteggiamento spirituale di quanti vi partecipano, nella consapevolezza che ciascuno rappresenta la propria realtà, le proprie comunità e aree geografiche, ma con lo sguardo aperto all’Opera nella sua globalità. Ci sarà poi un focus sulle proposte di modifica agli Statuti generali da presentare in Assemblea. Gli ultimi due appuntamenti di febbraio, dedicati ai principali temi emersi dalle consultazioni, saranno messi successivamente a disposizione di tutti gli appartenenti al Movimento.

“Questo percorso pre-assembleare che si apre, non è una fase isolata verso l’AG2026 – afferma Ángel Bartol, coordinatore della CPA insieme a Cecilia Gatti – piuttosto uno strumento per accompagnare e continuare a camminare insieme. È come l’immagine di uno zoom che man mano va focalizzando l’esperienza che si vuole fare. In questo cammino di avvicinamento, oltre a conoscere cosa sta a cuore all’intera Opera nel mondo è anche importante “conoscersi”, conoscere anche le persone che possono ricoprire le cariche elettive, il loro sguardo, entrare in una dimensione di ascolto e accoglienza. Un percorso – continua Bartol – in cui è importante lasciarsi convertire e purificare per scoprire cosa Dio vuole oggi da noi”.

Prepararsi all’Assemblea è dunque un cammino che si vuole fare riproponendosi giorno per giorno di vivere l’amore reciproco, tanto da meritare la presenza di Gesù in mezzo a noi; raccogliere il frutto di un lavoro durato mesi e che mette insieme una pluralità di voci, idee, anime e diventa reale espressione non del singolo ma di un corpo, di una intera famiglia nel mondo, che insieme muove i suoi passi verso il futuro.

Maria Grazia Berretta

Un primo importante passo verso la pace

Un primo importante passo verso la pace

Margaret Karram
Immagine © Pixabay

Papa Leone XIV inaugura la Conferenza Raising Hope: cosa resta da fare dopo Laudato Si’?

Papa Leone XIV inaugura la Conferenza Raising Hope: cosa resta da fare dopo Laudato Si’?

Nel pomeriggio del 1° ottobre, presso il Centro Internazionale Mariapoli del Movimento dei Focolari a Castel Gandolfo, Roma, si è inaugurata la Conferenza Raising Hope con la partecipazione di Sua Santità Leone XIV, accanto a figure di rilievo come Arnold Schwarzenegger, ex governatore della California, e l’on. Marina Silva, Ministra dell’Ambiente e del Cambiamento Climatico del Brasile.

La sessione ha unito testimonianze, momenti spirituali e artistici, in ringraziamento per il decimo anniversario dell’enciclica Laudato Si’. A rappresentare il Movimento Laudato Si’ sono intervenuti Christina Leaño, direttrice associata, e Igor Bastos, direttore per il Brasile, che hanno presieduto l’apertura della giornata.

Un momento simbolico è stato quando Papa Leone XIV ha toccato e benedetto un blocco di ghiaccio di oltre 20.000 anni, staccatosi a causa del cambiamento climatico da un ghiacciaio della Groenlandia, nonché acqua proveniente da diverse parti del mondo — gesti che hanno incarnato compassione e attenzione per il grido della Terra e dei poveri.

“Questa Enciclica ha profondamente ispirato la Chiesa cattolica e molte persone di buona volontà”, ha iniziato Papa Leone nel suo discorso su Laudato Si’, “ha aperto un forte dialogo, gruppi di riflessione e programmi accademici”. Il Papa ha sottolineato come l’enciclica del suo predecessore si sia diffusa “fino ai vertici internazionali, al dialogo ecumenico e interreligioso, ai circoli economici e imprenditoriali, agli studi teologici e bioetici”.

Rendendo grazie al Padre celeste “per questo dono che abbiamo ereditato da Papa Francesco”, Leone ha ribadito che oggi le sfide ambientali e sociali sono ancora più urgenti. In questo anniversario dobbiamo chiederci: “Cosa resta da fare? Cosa dobbiamo fare ora per garantire che la cura della nostra casa comune e l’ascolto del grido della terra e dei poveri non appaiano come mode passeggere o, peggio ancora, siano viste e sentite come questioni divisive?” ha domandato.

“Oggi più che mai è necessario ritornare al cuore, luogo della libertà e delle decisioni autentiche”, ha affermato il Pontefice, perché sebbene esso “comprenda la ragione”, allo stesso tempo “la trascende e la trasforma”. “Il cuore è il luogo in cui la realtà esterna ha il maggiore impatto, dove si compie la ricerca più profonda, dove si scoprono i desideri più autentici, dove si trova l’identità ultima di ciascuno e dove si forgiano le decisioni.”

In questo senso, ha sottolineato che “solo ritornando al cuore può aver luogo una vera conversione ecologica”. “Dobbiamo passare dalla raccolta dei dati alla cura; e dal discorso ambientale a una conversione ecologica che trasformi gli stili di vita personali e comunitari.”

Leone ha ricordato ai presenti che questa esperienza di conversione ci orienta verso il Dio vivente: “Non possiamo amare Dio, che non vediamo, mentre disprezziamo le sue creature. Né possiamo chiamarci discepoli di Gesù Cristo senza condividere la sua visione del creato e la sua cura per tutto ciò che è fragile e ferito.”

Prima di concludere, il Papa ha guardato con speranza ai prossimi vertici internazionali — la COP30 del 2025, la sessione del Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale e la Conferenza sull’Acqua del 2026 — “affinché ascoltino il grido della terra e il grido dei poveri”.

Ha anche incoraggiato i giovani, i genitori e coloro che lavorano nelle amministrazioni e istituzioni a contribuire a “trovare soluzioni alle sfide culturali, spirituali ed educative di oggi, lottando sempre con tenacia per il bene comune.”

Infine ha riflettuto: “Dio ci chiederà se abbiamo coltivato e custodito il mondo che Egli ha creato e i nostri fratelli e sorelle. Quale sarà la nostra risposta?”

L’attore ed ex governatore della California, fondatore dell’USC Schwarzenegger Institute e della Schwarzenegger Climate Initiative, Arnold Schwarzenegger, ha iniziato il suo intervento congratulandosi con il Santo Padre per l’installazione dei pannelli solari sui tetti del Vaticano: “Sono accanto a un eroe”, ha dichiarato.

“Ci sono 1,5 miliardi di cattolici: quel potere e quella forza devono essere usati per impegnarsi nel movimento climatico”, ha affermato Schwarzenegger, invitando a concentrarsi di più sul parlare dell’inquinamento: “La persona comune non capisce quando parliamo di zero emissioni nette o di temperature in aumento. Invece di parlare alla testa, dobbiamo parlare al cuore. Possiamo porre fine all’inquinamento se lavoriamo insieme, perché Dio ci ha messi sulla terra per renderla un posto migliore.”

Successivamente è intervenuta l’on. Marina Silva, Ministra dell’Ambiente e del Cambiamento Climatico del Brasile, copresidente della COP30. Nel suo discorso ha espresso di sentirsi ispirata dai valori cristiani nel partecipare alla conferenza. 

Con convinzione ha affermato: “Sono certa che il Papa darà un grande contributo affinché la COP30 passi alla storia e diventi, come tutti desideriamo ardentemente, la COP della speranza, per preservare e coltivare tutte le forme di vita che fanno parte del meraviglioso giardino che Dio ci ha donato.”

Sul palco, il Papa è stato accompagnato dalla dott.ssa Lorna Gold, direttrice esecutiva del Movimento Laudato Si’ e presidente del Comitato Organizzatore della Conferenza; dalla teologa Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari; da p. Jesús Morán; e da Yeb Saño, presidente del Consiglio Direttivo del Movimento Laudato Si’, che ha condiviso la sua esperienza nelle Filippine, a contatto diretto con molte catastrofi climatiche, introducendo le testimonianze principali.

È seguito un momento spirituale simbolico in cui rappresentanti di diversi paesi — Timor Est, Irlanda, Brasile, Zambia e Messico — hanno portato acqua dalle loro terre, per versarla in un bacile comune sul palco. Hanno incarnato il grido dei popoli indigeni, della fauna selvatica, degli ecosistemi, delle generazioni future, dei migranti, dei poveri e della stessa terra.

Dalle lacrime alla speranza, con il pubblico in piedi, Papa Leone si è avvicinato al ghiaccio glaciale e ha proclamato la benedizione sull’acqua e su tutti i presenti: “Che possiamo lavorare per la fioritura di tutto il creato.” Le esibizioni musicali di Adenike, Gen Verde e dei Pacific Artists for Climate Justice hanno animato l’incontro con gioia ed energia.

A cura dell’Ufficio Stampa di Raising Hope
Foto: © Javier García-CSC Audiovisivi