3 Nov 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
A Sassello, il paese natale di Chiara Luce il 27-28 ottobre tantissimi giovani si sono dati appuntamento per festeggiare la beata ligure: il titolo scelto per il weekend: “Io ho tutto“. Un itinerario di 4 tappe ha portato i giovani in giro per il paese per ascoltare tanti testimoni della vita di Chiara Luce, immergendo i partecipanti in un vero “a tu per tu” con Lei. Il momento più forte, l’incontro con Ruggero e Maria Teresa Badano, che raccontano tanti particolari della sua vita fino ad arrivare al suo volo verso il cielo. Subito dopo l’adorazione eucaristica intervallata da alcuni scritti di Chiara Luce e la visita al cimitero, per andare a “trovarla” e avere un momento di dialogo personale con lei. I giovani di Chiara Luce sono però capaci di passare da momenti di profonda riflessione ad altri di gioiosa ricreazione, vissuti tutti con la stessa intensità e l’anima puntata in alto, come testimonia la festa animata da un giovane dj che chiude la giornata.
La domenica, alla S. Messa sono più di 700 le persone che affollano la chiesa. Nell’omelia il parroco di Sassello invita i giovani ad avere coraggio e fiducia in Dio prendendo esempio da Chiara Luce che un giorno aveva incoraggiato sua mamma dicendole: “fidati di Dio e hai fatto tutto”. Nel pomeriggio il programma continua ed il piccolo teatro della parrocchia non riesce a contenere tutti i presenti, così lo spettacolo sulla vita della beata, offerto dalla compagnia teatrale “Passi di Luce” di Castelfiorentino (FI), deve essere rappresentato per due volte di seguito. Ormai Chiara Luce e l’esempio della sua vita hanno irreversibilmente varcato i confini della Liguria e dell’Italia. Lo testimonia sia la presenza a Sassello di giovani di 33 nazioni diverse, sia il collegamento skype con il Messico, dove nella Cittadella “Il diamante” si trova una cappella dedicata alla Beata Chiara Luce. Laggiù si è svolto un triduo a cui hanno partecipato, nei 3 giorni, 1700 persone; anche lì è stato particolarmente apprezzato il musical con la storia della sua vita. A testimoniare che Chiara Luce è sinonimo di gioia anche a Isernia, in Italia, la beata è stata ricordata con uno spettacolo musicale dal titolo “Siate felici, perché io lo sono”, realizzato dagli artisti di “Azioni musicali” di Loppiano (FI) a cui hanno partecipato oltre 700 persone. L’impressione è che in questi giorni la “fiaccola” di Chiara Luce sia passata a tantissimi giovani, proprio come desiderava lei. (altro…)
5 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
3 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Questi giovani! Hanno portato il copresidente Faletti sul prato esterno alla sala dell’incontro appena terminato, lo hanno bendato e gli hanno messo in mano un bastone per colpire una pentola di fango con sette raggi tenuta in aria da una lunga fune tirata da due giovani per lato. È un gioco di antica tradizione maya, assunto dal cristianesimo con nuovi significati. Ed ecco Giancarlo, chiamato a dar prova di abilità e di fede (non vede) per riuscire a colpire i sette vizi capitali (i raggi) e rompere la pignatta, facendo scendere sui presenti le grazie del Cielo, simboleggiate da frutta e dolci. Impresa non facile, perché il bersaglio viene alzato e abbassato dai quattro “briganti” posti alle estremità della corda. Gioia finale e condivisione delle prelibatezze tra tutti i 180 giovani del Movimento che sono riusciti ad arrivare alla cittadella “El diamante” da tutte le regioni del Messico. L’incontro era iniziato tre ore prima, con un’accoglienza musicale di grande ritmo e uno striscione salito dalla sala, “E noi abbiamo creduto all’amore”. Una frase del Vangelo fatta propria dalla fondatrice dei Focolari all’alba del Movimento e divenuto atto comunitario di fede e fondamento di ogni iniziativa. Questi giovani hanno raccolto il testimone e la sottostante sfida, dimostrandolo con gli argomenti che hanno voluto affrontare con l’illustre ospite, senza alcun timore reverenziale. La violenza nelle città, l’imponente e condizionante presenza del narcotraffico, la disgregazione sociale, la tiepidezza di tanti coetanei a lottare per grandi ideali, la competizione per il successo ad ogni costo, il rapporto di sudditanza verso ogni autorità, genitori compresi, sono stati i temi affrontati. Sino alle coppie gay, alla cultura libertaria imperante, al condizionamento dei mass media in mano a pochi. Nelle risposte di Faletti, i giovani hanno apprezzato la concretezza delle indicazioni. Compresa quella finale, l’invito cioè a non essere allievi della televisione, né di Internet, ma impegnarsi a possedere la cultura che nasce dal carisma dell’unità, una luce per i temi di attualità e per quelli tradizionali.
«Le sfide moderne – ha prospettato all’attento uditorio – ci danno maggiore lavoro, richiedono conoscenza interdisciplinare e approfondimenti continui, ma questa è parte della vita di Gesù nel 2012. Resta fondamentale capire insieme, e sino in fondo, cosa stiamo vivendo come figli di Chiara e perché. In questo impegno potete avvalervi di tutta la competenza e la disponibilità degli esperti del Movimento». Sembrava tutto finito. Ma il copresidente prende ancora la parola, trae spunto dal Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della gioventù in cui parla di Chiara Luce Badano e mette in luce la testimonianza della diciottenne ligure, morta di tumore nel 1990 e beatificata nel 2010. Faletti l’ha conosciuta personalmente. «Chiara Luce parlerà al cuore di ciascuno, racconterà il suo rapporto con Chiara Lubich e la spiritualità del carisma dell’unità che l’ha portata in questo nostro tempo alla santità». La sfida proposta dal papa di essere testimoni della gioia non è facile da raccogliere in un Messico attraversato dalla violenza, condizionato dall’ingombrante presenza del narcotraffico, ma anche influenzato da una cultura fortemente libertaria. Da qui l’impegno a stringere ancora di più il legame di amicizia con Chiara Badano e proporla a tanti coetanei come riferimento, interlocutrice, modello. di Paolo Lòriga, inviato (altro…)
3 Apr 2012 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«La cittadella diventerà ancora di più un punto di riferimento per i vostri coetanei se i giovani del Movimento manifesteranno la loro amicizia con Chiara Luce Badano, che ha vissuto la spiritualità dell’unità sino alla santità». Giancarlo Faletti parla in mezzo ai giovani, stipati pur di essergli vicino. Da poco è terminata la celebrazione della messa della domenica della Palme che celebra, come di consueto, la Giornata mondiale della gioventù. Anche in Messico è conosciuta la diciottenne beata italiana. Se per la cittadella si aprono nuovi orizzonti, per le comunità dei Focolari in Messico la giornata d’incontro ha regalato non minori prospettive per il futuro. Un appuntamento atteso, quello di oggi, iniziato nel più post-moderno dei modi, un’icona di un tablet su cui Giancarlo ha fatto pressione con l’indice. Così ha avuto inizio il suo viaggio in tutte le regioni del Paese. Niente di miseramente virtuale, però, perché su ogni prato della cittadella lo aspettavano rappresentanze delle diverse comunità, con costumi dai colori sgargianti, canzoni e carta geografica alle spalle. Danze, cori, abiti dalle fogge più diverse si sono alternati anche sul palco sotto la grande tenda bianca che ospitava oltre 1.200 persone, venute anche da Torrion (16 ore di pullman), per non perdere il culmine del ricco programma, ovvero il dialogo con Giancarlo, prima, e quello, successivo, con la presidente Maria Voce, in collegamento skype dal Guatemala.
Le domande hanno spaziato sui grandi argomenti d’attualità e sulla vita del Movimento, ma la prima questione posta alla presidente da Gabriel, un piccoletto di Guadalajara sovrastato da un sombrero nero, ha drizzato l’animo di tutti: Come fare a essere santo? Maria Voce gli ha risposto come in un colloquio tu a tu: «Devi puntare a non essere santo, ma ad essere Gesù. Gesù era figlio di Dio, era tutto amore. Allora devi amare, devi imparare tutti i punti dell’arte di amare. Più ami, più sarai santo». Gabriel ha annuito convinto. A tutti la presidente, nei saluti finali, ha confidato: «Vi ripeto il mio grazie. L’augurio è che la vostra vita di testimonianza del carisma dell’unità trasformi sempre più gli ambienti in cui vivete per contribuire come Movimento a rinnovare il Messico». Il silenzio nella sala era profondo, le teste annuivano. La nuova frontiera li aspettava. Poi l’esplosione del folclore. Ma descriverlo è arduo. Meglio venire in Messico. di Paolo Lòriga, inviato
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2 Apr 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
Segno profetico o goccia nell’oceano? Nelle varie latitudini del pianeta si incontrano ammirevoli iniziative sociali, anche ad opera del Movimento dei focolari, che fanno sorgere quel dubbio. Oltrepassare il cancello d’ingresso della scuola Santa Maria e apprezzare anche solo lo sforzo organizzativo ed economico – in un’area rurale fatta di povertà, siccità, piedi nudi – pone inevitabilmente quella domanda. La scuola, situata a poche centinaia di metri dalla cittadella dei Focolari “El diamante” distante 50 chilometri da Puebla, è un’avventura educativa ormai consolidata, dopo vent’anni di esperienza. Tanto che può già vantare tre ex studentesse, poi laureate ed ora tornate come docenti. E ben altri sono gli effetti, quando un progetto educativo guarda alla persona nella sua dimensione integrale. Occhi bassi, senso d’inferiorità, sfiducia in se stessi, fatalismo connotano la vita della popolazione nei confronti delle classi sociali superiori. A Santa Maria invece i bambini ti guardano negli occhi in un rapporto aperto e paritario, senza nascondere la propria condizione. «L’intento – ci spiega Maria Teresa Sànchez, una delle coordinatrici della scuola – è far prendere consapevolezza della dignità personale, valorizzando ciascuno e facendone emergere le potenzialità». Laura Romo, altra coordinatrice, aggiunge: «Sviluppiamo la creatività nella logica della cultura del dare, in modo da privilegiare la socialità e la cooperazione rispetto all’individualismo e alla competizione». Nei due decenni oltre 7.500 ragazzi hanno ricevuto quest’educazione scolastica e una formazione umana e civile che sta influenzando l’ambiente e le famiglie di origine, troppo spesso piagate dall’alcolismo del padre e dalla violenza verso moglie e figli. Tra tutti quegli allievi, 110 sono arrivati al traguardo della laurea e ora, divenuti insegnanti, ingegneri, avvocati, non dimenticano quanto ricevuto, tanto che è attiva una rete tra ex allievi. L’esperienza a Santa Maria, ad onore del vero, ha pure contribuito alle scelte di una vita di donazione: due in focolare, una in convento, uno in seminario.
Anche senza laurea, tutti gli altri si sono fatti strada, portatori di una nuova socialità. Una cultura che incoraggia le ragazze a rompere con la tradizione di studiare lo stretto indispensabile e vivere in uno stato di sudditanza. Sono 404 gli studenti che quest’anno popolano le aule, dalla scuola materna al liceo. Le bambine più piccole, elettrizzate per l’avvenimento, saltano come grilli con in mano i luccicanti pon-pon rossi. L’arrivo di Giancarlo Faletti al complesso scolastico apre i festeggiamenti per la sua visita. Sono presenti un buon numero di genitori. Qua non si parla tanto del corpo docente, quanto di una comunità educante, dove pure i genitori sono chiamati a responsabilità, curando l’igiene, l’abbigliamento, l’educazione dei figli e seguendo un corso della scuola per accompagnare i propri ragazzi. Un impegno, questo, che non tutte le coppie desiderano assumere, ma che costituisce un fattore che regola l’acceso o la permanenza alla Santa Maria. 180 sono gli allievi che beneficiano del sostegno a distanza attivato dall’Azione per Famiglie Nuove onlus, dei Focolari, ma anche i loro genitori sono chiamati a contribuire alla retta scolastica in modo che siano responsabilizzati, nella logica della reciprocità che qui è presente. Ed infatti i papà hanno risposto in vario modo, costruendo la recinzione dell’intera area e pavimentando alcune parti esterne degli edifici. Giancarlo Faletti, dopo aver seguito danze folcloristiche, canzoni e interventi di dirigenti e insegnanti, ha espresso la sua ammirazione senza mezze parole: «La presidente Maria Voce avrebbe gioito profondamente se avesse potuto essere qui. Siete un esempio e uno stimolo per il vostro Paese. Siete un grande dono. C’è una grande e feconda alleanza tra scuola, genitori e istituzioni che permette di sviluppare il meglio di questi allievi». Vent’anni fa, con la generosità di tante famiglie, fu comprato il terreno. L’Associazione mondo unito del Lussemburgo finanziò la costruzione di tutto il complesso. Segno profetico o goccia nell’oceano? Di Paolo Lòriga, inviato (altro…)