Movimento dei Focolari
Messico: il copresidente Faletti per la prima volta nel Paese

Messico: il copresidente Faletti per la prima volta nel Paese

20120329-el-diamante_mg_1136In Messico non si bada a sforzi quando di accoglienza si tratta. Sono veramente imbattibili. Una caratteristica millenaria che esprime una cultura generosa, gioiosa e accogliente. Così è stato anche per Giancarlo Faletti, copresidente del Movimento dei focolari in visita per la prima volta alla cittadella “El diamante”, 50 chilometri distante da Puebla e 170 a sud-est di Città del Messico. Gli oltre trenta metri del marciapiede centrale che attraversa l’elegante cortile interno dell’edificio principale erano ricoperti da disegni coloratissimi di segatura. Un autentico capolavoro! Poco prima, un centinaio di persone, compresi i bambini della scuola S. Maria, che hanno suonato e cantato, aveva tributato un artistico benvenuto all’arco d’ingresso della cittadella. Qui balza subito agli occhi la bellezza e la varietà delle piante, delle aiuole e delle abitazioni, ma quel che colpisce è la cura del dettaglio. Lo si vede visitando i laboratori della pasticceria, le sedi dell’azienda dell’artigianato, della falegnameria e l’atelier del centro artistico. Sono 55 gli abitanti, e tanti altri che vi trascorrono un periodo di formazione. Fra questi anche i giovani, che hanno dato il benvenuto e scherzato con Giancarlo Faletti. Nella loro abitazione,  punto di riferimento per i coetanei dell’area circostante, un’inattesa armonia degli ambienti (coniugata con la tecnologia), manifesta il loro stile di vita. Anche all’aeroporto si era espresso subito l’animo messicano nei riguardi dell’atteso amico. Nella sala degli arrivi, le persone della comunità dei Focolari, con tanto di striscione benaugurante, avevano richiamato la curiosità dei passeggeri in transito e suscitato un applauso generale. Ne è venuto fuori un abbraccio dolce e delicato, molto gradito dal co-presidente, conoscendone la ritrosia ai riflettori. Prima di giungere alla cittadella, in cui si tratterrà sino a lunedì per incontrare una buona parte  delle persone dei Focolari in Messico, Giancarlo Faletti ha voluto compiere una sorta di viaggio per entrare nella cultura, nella storia, nell’arte e nella religiosità di questo popolo, che conta oltre 110 milioni di abitanti ed è il Paese più popoloso di lingua spagnola. In questo orizzonte, come prima tappa, la visita al museo antropologico della capitale, in cui la ricchezza delle aree espositive ha aiutato a scoprire il patrimonio immenso che sottosta al Messico d’oggi e che permea la vita delle diverse popolazioni che lo compongono. Il cammino d’inculturazione ha toccato anche la dimensione ecclesiale, in virtù dell’incontro con una trentina di sacerdoti che vivono la spiritualità dell’unità e con cui Faletti ha tessuto un dialogo sugli effetti del carisma vissuto nella vita presbiterale e nella costruzione della comunione nella Chiesa. Poteva mancare la Morenita in un tale percorso? Ed ecco la visita al santuario della Madonna di Guadalupe accompagnato da una trentina di persone. Ma qui si apre un capitolo di rilievo. Ed è meglio riferirne a parte. Di Paolo Lòriga, inviato (altro…)

Messico: il copresidente Faletti per la prima volta nel Paese

L’incontro con la Morenita

20120328-madonna-di-guadalupe_mg_0870Nel proposito di inculturazione desiderato da Giancarlo Faletti non poteva mancare la visita al Santuario della Madonna di Guadalupe, dalla cosiddetta Morenita, a motivo dei tratti somatici. L’accoglienza del rettore, mons. Enrique Glennie – lo scorso 28 marzo – ha assunto il carattere del privilegio: dopo la celebrazione della messa, mons. Chavez, tra i maggiori esperti dell’immagine tanto venerata, ha regalato un’appassionante lezione di oltre mezz’ora sul messaggio della Vergine, non disdegnando qualche parallelo con la spiritualità dei Focolari. A spiegazione ultimata, è entrato, imprevisto nel programma, un apprezzato buffet. Erano infatti passate le 21. Tutto questo poteva bastare per rendere la serata indimenticabile. Ma non per il rettore, che ha offerto il “privilegio dei privilegi” (riservato a pochi): salire al piano retrostante la tela, aprire la porta blindata (come nel caveau di una banca) ed essere ammessi in un camerino, cinque-sei alla volta, per vedere da vicino la tilma di Juan Diego, la cui custodia in acciaio e vetro era stata fatta arretrare dall’abituale alloggiamento rivolto verso l’interno della basilica circolare. Immenso stupore, profondo raccoglimento, richiesta silenziosa di grazie, commozione ed altro ancora in quei tre minuti d’eterno. All’uscita, un sacerdote anziano porgeva, come se non fosse abbastanza, una rosa rossa a ciascuno dei privilegiati. Un tocco di classe della Morenita, un insegnamento per ciascuno.

Chiara Lubich nella basilica nel 1997

Spesso il sigillo è una firma. E così è stato. Il rettore ha invitato a sfogliare l’album d’onore con le firme di tante personalità, da Giovanni Paolo II a madre Teresa, venuti a venerare la Vergine. Ed ecco la pagina con la firma di Chiara Lubich dopo aver scritto: «Il mio cuore resta qui con la Morenita». Era il 1997. Una frase di permanente attualità, fonte di ispirazione e impegno per la comunità messicana dei Focolari. La Vergine di Guadalupe come Madre dell’inculturazione. Di Paolo Lòriga, inviato (altro…)

Messico: il copresidente Faletti per la prima volta nel Paese

Un meraviglioso esempio di inculturazione

Video: Santuario di Guadalupe, 7 giugno 1997

«Siamo tutti qui di fronte alla bellissima effigie della Madonna di Guadalupe dipinta in Cielo, certamente anzitutto per amore dell’amatissimo popolo messicano. Siamo qui, dove, con voi, anch’io ho desiderato ardentemente venire, dopo aver approfondita un po’ la conoscenza di questa dolcissima Madre di Dio e nostra, e la sua storia attraverso letture che mi hanno sorpresa e commossa. E che cosa ci nasce in cuore da questo celeste contatto, contemplando il grande privilegio che il mondo, e prima di tutto il Messico, ha avuto con l’apparizione della dolce Signora? Mi sembra di poter affermare che qui fiorisce spontanea alla nostra anima una convinzione profonda: questa Madonna, la Madonna di Guadalupe, ha molto a che fare anche con noi, con il Movimento dei Focolari, con l’Opera di Maria. E perché questo? Perché la Madonna di Guadalupe è la Madonna dell’amore e l’amore è la nostra spiritualità. La Madonna di Guadalupe, infatti, manifesta, spiega, insegna, in modo sublime quell’arte di amare che noi abbiamo colto nel Vangelo. Noi sappiamo che l’amore soprannaturale ha precise esigenze. Quest’amore vuole anzitutto che si ami tutti. Per esso non si considera il simpatico o l’antipatico, il bello o il brutto, il connazionale o lo straniero, l’asiatico o l’africano. L’amore, che Gesù ha portato sulla terra, vuole che si ami tutti. E come ha fatto la Madonna di Guadalupe? Ha dato uno straordinario esempio: ha amato gli indigeni e gli spagnoli. L’amore vero vuole inoltre che si ami per primi, come ha fatto Gesù. Ancora quando eravamo peccatori, Egli ha dato la vita per noi. Così ha fatto la celeste Morena. Inaspettata è apparsa ad un indigeno sottolineando così, fra il resto, le predilezioni di Gesù. In tempi in cui il popolo indigeno viveva il suo terribile venerdì santo, si è mostrata non a qualcuno che dominava in quell’epoca, ma ad un indigeno, parlando la sua lingua. E non è soltanto apparsa, ma ha portato sollievo e felicità e, con celeste dolcezza, conversione verso il suo Figlio, Gesù, di milioni di creature umane dell’una e dell’altra parte. L’amore soprannaturale, lo sappiamo, non si nutre certo di sentimenti, o di un po’ di benevolenza, o di sola solidarietà, o unicamente di elemosina. È quell’amore che Gesù stesso ha testimoniato, facendosi uno con noi nell’incarnazione e poi nella sua passione e morte. Infatti, un altro attributo dell’amore è quello del farsi uno con gli altri per capire, comprendere gli altri e condividere gioie e dolori. Attributo dell’amore, questo del farsi uno, che sostanzia la necessarissima inculturazione oggi tanto sottolineata dalla Chiesa per poter offrire un’autentica evangelizzazione. Maria di Guadalupe, è veramente la Madre del vero amore, la Madre del farsi uno. La Madonna di Guadalupe è esempio straordinario e meraviglioso di inculturazione, che Lei espresse attraverso il modo di presentarsi. Non ha un volto bianco come si pensa Maria di Nazareth; ma le sue sembianze sono quelle di una donna né bianca, né indigena. È morena e predica così a tutti la necessità di non scontrarsi mai, ma di fondersi sempre. Indica la sua divina maternità, simboleggiandola nei nastri scuri, che scendono dal petto, conforme l’usanza azteca. Presentandosi con un vestito riservato a Dio e al re, ha voluto dimostrare che, pur non essendo di origine divina, era la Regina dell’universo. Porta, presso i nastri neri, una piccola croce india, ad indicare che il centro dell’universo è Cristo che Maria porta nel suo grembo. Croce che però è accompagnata da una piccola croce cristiana incisa nella spilla, che porta al collo. La sua immagine evidenzia la presenza del sole dietro di sé, ma anche delle stelle sul suo manto, e della luna sotto i piedi: sole, stelle e luna non rivali fra loro come era consuetudine pensare, ma in pace fra loro, conviventi pacificamente. E potremmo continuare… E qui voi messicani avreste molte più cose da dirci. Ciò però che vi ho segnalato mi sembra sufficiente per farci capire una cosa assai importante: l’inculturazione non è solo farsi uno con un altro popolo spiritualmente, scoprendovi magari e potenziando i “semi del Verbo” presenti in esso, ma assumere anche noi, con umiltà e riconoscenza, quel qualcosa di valido, che offre la cultura dei nostri fratelli. L’inculturazione esige uno scambio di doni. Questo ci vuol dire la Madonna di Guadalupe. Solo così il Vangelo potrà penetrare nel fondo delle anime ed apportarvi la sua rivoluzione, con tutte le conseguenze». Chiara Lubich, Santuario di Guadalupe (Messico), 7 giugno 1997 (altro…)

Messico: il copresidente Faletti per la prima volta nel Paese

Messico: un popolo “guadalupano”

“Ma è vero che si vive qui sulla terra? Non per sempre qui! Un momento sulla terra, se è di giada, si fa a pezzi, se è d’oro si distrugge, se è di piume di ketzalli si strappa. Non per sempre qui. Un momento sulla terra.” Così scriveva Netzahualcóyotl, re di Texcoco (1402-1472) evidenziando quanto i popoli originari del Messico avessero il senso della trascendenza. Gli “Stati Uniti del Messico” – nome ufficiale del Paese – è composto da 31 Stati Federali e un Distretto Federale. Si estende su un vasto territorio (1.972.550 Km2) al sud degli USA e al nord del Guatemala, in cui vi abitano 17 gruppi etnici originali che rappresentano il 10% della popolazione totale: 112 milioni di abitanti. Si presenta come un Paese dai forti contrasti: moderne aree metropolitane convivono con zone emarginate (15 milioni di persone vivono in estrema povertà); immense estensioni di coltivazioni sono destinate all’esportazione mentre migliaia di contadini hanno solo un ettaro di terra. Dopo 200 anni dalla sua indipendenza, il Messico cerca ancora una identità propria, espressione dell’incontro dei propri valori culturali ancestrali con quelli portati dal cristianesimo. Il cosiddetto “evento guadalupano” segna un momento decisivo di riconciliazione e fusione di queste due culture che ha forgiato un nuovo popolo, appunto il popolo messicano. Questo singolare evento è avvenuto 5 secoli fa, fra il 9 e il 12 dicembre 1531. Secondo la tradizione, una “dolce Signora” dal volto meticcio, si presenta all’indigeno Juan Diego come “Madre di tutti”. Giovanni Paolo II, nel suo viaggio nel 1999 sottolineerà l’importanza di quel fatto che “ha avuto una ripercussione determinante per la nuova evangelizzazione, influsso che va oltre la nazione messicana raggiungendo tutto il continente. L’America che storicamente è stato il crogiolo di popoli, ha riconosciuto nel volto meticcio della Madonna un forte esempio di evangelizzazione perfettamente inculturata”. Anche Chiara Lubich, visitando il Messico nel 1997, ha ripreso il tema dell’incontro tra le diverse culture a partire dall’evento di Guadalupe. “L’inculturazione – ha detto in quell’occasione – non è solo farsi uno con un altro popolo spiritualmente, scoprendovi magari e potenziando i “semi del Verbo” presenti in esso, ma assumere anche noi, con umiltà e riconoscenza, quel qualcosa di valido, che offre la cultura dei nostri fratelli. L’inculturazione esige uno scambio di doni. Questo ci vuol dire la Madonna di Guadalupe.” Il Movimento dei focolari è presente stabilmente in Messico dal 1980, anche se già dal 1975 alcuni focolarini realizzavano viaggi dalla Colombia. Oggi ci sono centri a Città del Messico, Netzahualcóyotl, Guadalajara e Acatzingo (Puebla) dove sorgono il Centro Mariapoli e la Cittadella El Diamante fondata nel 1990 e cuore pulsante del Movimento. Un luogo che testimonia ai circa 20.000 visitatori ogni anno come, in una nazione così ricca di contrasti culturali, sociali, etnici, l‘inculturazione della vita del Vangelo è possibile se si fondamenta sul dialogo e lo scambio di doni delle varie culture. Le comunità del Movimento (circa 15.000 persone che hanno fatto propria la Spiritualità dell’unità), sparse in tutto il territorio, da Mexicali (frontiera con gli USA) a Mérida (Sud-est), si aprono al dialogo nei diversi ambiti della società per portare un contributo di unità. A cominciare dai rapporti intessuti, ormai da tanti anni, tra i movimenti e le nuove associazioni della Chiesa cattolica. In agosto 2011 si è tenuto il primo incontro di “Juntos por México che ha radunato 350 leaders in rappresentanza di circa 8 milioni di laici cattolici di tutto il Paese. Tanti intravvedono l’apertura di nuove vie di comunione nella Chiesa messicana che potrà sfociare in un maggiore protagonismo dei laici nei vari ambiti della società. Nell’ambito civile, in collaborazione con l’Istituto Mora di Città del Messico, da evidenziare il ciclo di conferenze mensili della durata di un anno sulla Fraternità in Politica, con la partecipazione di alcuni politici che aderiscono alla “Spiritualità di comunione” e di persone impegnate nella funzione pubblica. Un evento positivo che ha segnato un passo importante nella formazione della coscienza civile. Infine, i Seminari di Bioetica svolti in diverse città, sono stati un’iniziativa dell’Associazione di Bioetica e Diritti Umani “Netemachilizpan AC” insieme al movimento “Umanità Nuova” dei Focolari. Vi hanno partecipato centinaia di persone attratte dagli argomenti affrontati. I temi svolti con una chiara visione del pensiero della Chiesa e corredati dal punto di vista medico e scientifico, sono stati di luce per tutti i partecipanti. Da sottolineare in particolare il folto gruppo di giovani dell’Università La Salle di Neza i quali hanno trovato risposte alle loro inquietudini. In parallelo, il gruppo di esperti, che conduce i corsi di bioetica, lavora presso la Camera di Deputati per sostenere e redigere le leggi in favore della vita. Sito web: www.focolaremex.org Visita la pagina di Messico su Focolare Worldwide! (altro…)

Messico: il copresidente Faletti per la prima volta nel Paese

Messico: con lo sguardo sui più bisognosi

Nella situazione attuale in cui emerge, in modo preminente, il narcotraffico, che con tutto il suo potere e la corruzione invade le strutture sociali e politiche, l’impegno dei Focolari in Messico si svolge su diversi fronti, in fedeltà al carisma dell’unità di Chiara Lubich. Molte sono le azioni sociali in favore della popolazione, soprattutto di quella più disagiata. Nell’ambito educativo, nel 1992 nasce la Scuola Santa Maria, nei pressi della cittadella “El Diamante” (Puebla), con l’obiettivo di rispondere alle necessità della popolazione circostante. Attualmente accoglie 500 studenti, dall’asilo fino al liceo. Per portare avanti la scuola, tanti bambini sono aiutati dal progetto Sostegno a Distanza di Famiglie Nuove . La collaborazione tra il personale docente, i genitori e gli enti statali, rende possibile una formazione più completa e gli studenti acquistano le conoscenze necessarie per agire positivamente nel loro contesto socioculturale. Nascono, inoltre, tante iniziative per rispondere ai bisogni concreti della popolazione che testimoniano come i rapporti fraterni possono generare delle soluzioni impensate. Alcuni esempi di azioni che si portano avanti col contributo di Azione per un Mondo unito (AMU), ente internazionale dei Focolari che agisce nel sociale: L’Ambulatorio “Igino Giordani”, situato nella grande, povera e marginale periferia di Città del Messico, nel comune di Netzahualcóyotl. Dal 1989 è sorto come risposta concreta ai bisogni di salute della regione, su richiesta della Chiesa locale. L’ambulatorio offre servizi medici gratuiti tra cui l’assistenza dentistica. Sono compresi i medicinali, l’assistenza dietologica per migliorare il livello nutrizionale e la distribuzione di indumenti e giocattoli. Centro Sociale Alleluia (Hornos, Las Águilas). Il lavoro si è iniziato 26 anni fa ai piedi di una grande zona residenziale di Città del Messico. Un quartiere a rischio permanente anche perché è molto alto l’indice di alcolismo, droga e prostituzione. Si porta avanti il lavoro in stretta collaborazione con il Comune, la Parrocchia e le scuole private della zona benestante che riconoscono nel Centro una “forza” di azione per risolvere i conflitti della regione. In questa struttura lavorano attualmente 14 persone tra cui alcune del posto, indispensabili per costruire una società trasformata dal di dentro e che offrono il loro servizio in diverse aree: psicologica, medico-sociale, educativa, dentistica, ecc. Si riesce a portare avanti questa iniziativa grazie anche alla collaborazione con l’associazione tedesca Mexicogruppe. Inoltre, gruppi di medici, dentisti, operatori sociali, infermieri, giovani e altri volontari, si spostano sporadicamente per un certo tempo presso il Comune di Huejutla (nello Stato di Hidalgo), per assistere gratuitamente 32 comunità indigene.

(altro…)