Movimento dei Focolari
Shapes of love, per formare i giovani

Shapes of love, per formare i giovani

«Circa sei mesi fa avevo litigato con una mia carissima amica. Ho provato a chiederle scusa tantissime volte, ma poiché da parte sua non c’era grande interesse a fare pace, ho deciso di smettere di cercarla. Oggi poi, ripensando alla riflessione che trattava del perdono, ho preso la decisione di riprovare a ricostruire il rapporto con lei. Ora mi affido completamente a Dio, nella speranza che mi doni la forza per perdonare e ricominciare. A Lui nulla è impossibile!». Questa è una delle esperienze vissute durante i giorni dedicati alla formazione dei giovani dal Movimento diocesano ad Ascoli Piceno. Questa diramazione del Movimento dei Focolari – attiva in diverse diocesi d’Italia – si propone di cooperare alla realizzazione del testamento di Gesù: “che tutti siano una cosa sola”, animando, mediante la spiritualità dell’unità, le strutture della Chiesa particolare.  Campi scuola e scuole di formazione durante l’estate per bambini, ragazzi e giovani, sono una caratteristica del Movimento diocesano, da anni. Esperienze forti per chi vi partecipa, in genere culmine di un anno di impegno in parrocchia e nuovo inizio insieme con tutti. Un filo conduttore al mattino, per capire e scoprire l’Amore di Dio nella nostra vita, e Workshop nel pomeriggio. L’amore verso Dio e verso i fratelli si può esprimere in molti modi, e sono queste “forme dell’amore” (da qui il titolo del campo, svoltosi dal 18 al 25 giugno 2012) ad essere l’argomento principale dei workshop, con l’aiuto di alcuni esperti nel campo dell’arte, linguaggio del corpo e cosmologia. Tele dipinte dai ragazzi, espressione dei sentimenti di amore e di odio; fotografia come arte universo e corpi celesti, come bellezze del cosmo regolate da leggi fisiche che parlano di reciprocità; corpo e anima secondo le prospettive di vari filosofi: temi sui quali si sono confrontati i giovani tra i 15 e 17 anni presenti al campo, mettendo in gioco anche le proprie riflessioni ed esperienze personali. “Siamo arrivati alla conclusione – scrivono – che un’opera d’arte è qualsiasi gesto fatto per gli altri. Anche nei posti più cupi vi è amore e il compito dell’artista è di trovare ovunque il bello e trasmetterlo”. E fra le memorie di questi giovani protagonisti, lasciate sul blog, leggiamo: «L’anno scorso mi è capitato di essermi allontanato da Dio, a causa di una brutta situazione scolastica, che ha poi coinvolto ogni altro aspetto della mia vita. Andava tutto male e rischiavo di essere sospeso dalle attività scolastiche. Poi a marzo ho vissuto una bella esperienza con altri giovani. La mia vita è completamente cambiata, poiché ho conosciuto Dio più da vicino, e ho capito che è Amore. Da quel momento in poi il mio unico obiettivo è stato quello di amare e pian piano tutte le mie situazioni difficili si sono risolte. L’esperienza del campo mi sta donando tantissimo e sento ancor più forte la presenza di Dio nel mio cuore. Spero tanto di poter continuare a donare tutto me stesso agli altri!!!». http://www.movimentodiocesanoascolipiceno.org (altro…)

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Positive RevolutiON! Giovani da tutta la Spagna

Tante le esperienze raccontate dai giovani dei Focolari sul loro vissuto quotidiano: nello studio, nelle loro attività dei weekend, organizzando concerti solidali, costruendo “ponti di fraternità” (come con i giovani musulmani a Tangeri). Molto forte e profonda l’esperienza sul dolore, raccontata da un giovane con una grave malattia, che ha dato spunto a Maria Voce – invitata dagli stessi giovani data la sua presenza in Spagna –, a parlare della chiave per costruire l’unità: Gesù abbandonato, culmine dell’amore di Dio per gli uomini. Lei ha invitato i giovani a prendere su di sé i dolori altrui, le divisioni, le difficoltà… e trasformarle in amore, come ha fatto Lui. La presidente dei Focolari si è rivolta ai giovani col suo stile profondo e diretto: “Nel tiro con l’arco, quando si vuole fare centro, si deve guardare più in alto, perché nella traiettoria la freccia discende. Dovete guardare più in alto per colpire l’obiettivo. Guardate in alto, non abbiate paura, siete voi i protagonisti della vostra vita. Non aspettate il domani per fare il mondo nuovo. Il mondo nuovo lo state facendo adesso. Siete voi. E avete già cominciato. Come? Come i giovani ci hanno raccontato prima: prendendo le parole del rivoluzionario più grande, Gesù Cristo. La sua rivoluzione è iniziata duemila anni fa e non è ancora finita. Ognuno di noi deve fare la propria parte per questa rivoluzione, partendo dalla parola amore. Vivendo nell’amore, essendo amore vivo per tutte le persone che incontrerete. Non vi accontentate di qualcosa di meno”. Ed ha concluso con una sfida: “Questa sera avete iniziato qualcosa di grande. Andate avanti, senza paura. Il mondo è vostro. La rivoluzione positiva è cominciata”. Positive RevolutiON! ha coinvolto anche migliaia di giovani che già lavorano e vivono per un mondo unito delle diverse zone del mondo. Lo testimoniano i numerosi messaggi arrivati. La giornata si è conclusa a mezzanotte con una festa “esplosiva” preparata dai Giovani per un mondo unito. Tutti sono partiti con la gioia impressa sui volti, con l’impegno di cominciare subito la “rivoluzione positiva”, come una risposta concreta alla difficile situazione che attraversano i giovani non solo in Spagna. Prossimi appuntamenti per tutti: ilMeeting internazionale dei giovani per un mondo unito”, a Catelgandolfo (Roma), prima della beatificazione di Giovanni Paolo II; e la Giornata Mondiale della Gioventù ad agosto 2011 a Madrid. E gli echi, a caldo, continuano ad arrivare:

  • “Conoscere gente nuova, da diversi punti della Spagna, tanti giovani che – come me – vogliono un mondo diverso… Spero che si ripeta!”.
  • Sconvolgente, nuovo, in queste ore sono migliorato… “Bisogna guardare più in alto, come nel tiro con l’arco”. E ce l’abbiamo fatta!”.
  • “Mi sono piaciute tanto le parole di Maria Voce perché erano belle e molto profonde. Quando senti tutte queste cose  rifletti un po’ e dici: “adesso sarò una persona migliore”. E’ emozionante vedere tanti giovani”.
  • “Molto bello e molto divertente. Adesso tornerò a scuola e quando farò qualcosa penserò: “questo lo faccio per amore”.
  • “Il fatto che fosse semplice e preparato da tutti in modo che tutti si sentissero protagonisti ha aiutato tanto. I workshop sono stati una buona idea: c’era chi pensava di andare a sedersi e parlare di qualcosa poco interessante e invece sono stati divertenti, dinamici e partecipativi”.
  • Non immaginavo tanti giovani della nostra età! Questo è stato molto incoraggiante”.
  • “Questo incontro comporta un cambiamento, ti ricarica, soprattutto per quello che ha detto Maria Voce alla fine: non lasciare per domani quello che possiamo fare oggi”.

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chiaraluce.org vi aspetta su Internet

Far conoscere la sua esperienza mettendo in risalto la spiritualità collettiva da cui è scaturita, questo è l’obiettivo di www.chiaraluce.org. Un sito per tutti (da subito è disponibile, oltre che in italiano, anche in inglese ed in spagnolo), in cui mettere in risalto la sua esperienza di vita che è anche quella di tanti di noi. Da qui l’idea di non chiamare il sito Chiara Luce Badano ma semplicemente ChiaraLuce, non un sito commemorativo ma un sito su un’amica, viva e presente. Il sito è diviso in tre parti denominate Life Love Light. Non a caso: il sito infatti vorrebbe essere un proseguimento ideale della serata di festa e di incontro con ChiaraLuce svoltasi all’Aula Paolo VI lo scorso 25 settembre. Life: la prima, ed attualmente l’unica sezione ad essere online, riguarda la vita di ChiaraLuce, suddivisa a sua volta in 7 sezioni – l’attesa, l’infanzia, l’adolescenza, la malattia, la partenza, la beatificazione, l’onda – ognuna corredata da foto e video. La seconda, Love, approfondirà la spiritualità collettiva e raccoglierà al suo interno le esperienze più significative da tutto il mondo. Infine la parte Light, la più sociale e dinamica, andrà online entro febbraio. Direttamente collegata con i più importanti Social Network, da Facebook a Orkut, passando da Twitter e Youtube, permetterà di conoscere tutto quello che la rete offre sull’argomento, sulle iniziative in corso, su quelle passate e su quelle future legate a ChiaraLuce. Si potranno lasciare impressioni e commenti. Benvenuti quindi su: www.chiaraluce.org (altro…)

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Il “fenomeno” Chiara Luce

“Il fenomeno Chiara Luce Badano”, così ha definito l’accaduto attorno alla giovane di Sassello dichiarata beata il 25 settembre scorso, il giornalista Rosario Carello, conduttore del programma “A sua immagine”, andato in onda su Rai Uno il 10 ottobre. “Il fenomeno, non è tanto lei, che certamente ha vissuto in modo straordinario” – dirà Maria Voce, presidente dei Focolari – ma piuttosto il fenomeno mondiale che ha scatenato con la sua vita esemplare, pur nella normalità di una giovane di oggi. Il Papa l’ha proposta come modello di santità per i giovani di tutto il mondo, invitando a conoscerla: “…Una vita breve ma un messaggio stupendo. 19 anni pieni di vita e di fede. Due, gli ultimi, anche di dolore, vissuti nella fede e nella gioia che nasceva dal suo cuore pieno di Dio… Una grazia di Dio – ha continuato il Santo Padre – aiutata dalla collaborazione umana”, e ricorderà innanzitutto i suoi genitori, la comunità parrocchiale e il Movimento dei Focolari, al quale apparteneva. La sera del 25 settembre l’Aula Paulo VI è diventata un’esplosione di gioia e di “voglia di santità”, testimoniata da migliaia di giovani dentro e fuori la sala, che si sono espressi con canti, danze, coreografie, immagini, esperienze di vita. Tutti volevano dire qualcosa di lei, come un gruppo di ragazzi latinoamericani: “Chiara Luce è un modello per i giovani. Lei ha saputo superare molti ostacoli fino ad arrivare a diventare santa. E’ un grande esempio per tutti noi”. E alcuni giovani sotto la bandiera del Libano: “Chiara Luce ci dice che possiamo seguire il suo esempio con la nostra vita. La santità non è lontana da noi giovani”. Ancora una ragazza africana: “Per me il momento più toccante della giornata è stata la beatificazione, era la prima volta che partecipavo ad una, molto commovente”. Una giovane italiana, sintetizzando l’intensa giornata: “Ho capito che per diventare santi occorre amare sempre”. “La santità per noi giovani – un ragazzo a nome di un gruppo dell’India – appare oggi molto difficile, ma se proviamo a seguire le sue orme sarà un’esperienza meravigliosa”. E, infine, l’entusiasmo messicano: “E’ stato molto forte conoscere la vita di Chiara Luce e l’evento è stato bellissimo. Con il suo esempio, siamo sicuri che riusciremo ad andare avanti in un cammino di santità.” Ma chi è questa giovane, nuova beata, di nome Chiara? Come si spiega questo “fenomeno” di una ragazza nata in un paesino della Liguria, Sassello, che diventa la “santa dei giovani”? “Ciò che mi colpisce di lei – confida un ragazzo italiano – è che ha fatto dell’ordinario un’avventura straordinaria”. E 400 di questi giovani arrivati da tutto il mondo, si sono fermati in Italia nei giorni successivi per approfondire la spiritualità dell’unità con la quale Chiara Luce è arrivata agli altari. “Voglia di santità” nei giovani, ecco il fenomeno che la sua beatificazione ha messo in evidenza in un mondo che pare pensare ad altro. (altro…)

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Haiti oltre i riflettori

Era lo scorso 12 gennaio, quando un violentissimo terremoto ha sconvolto Haiti, provocando quasi mezzo milione di morti. Sulle pagine di “Amu Notizie” che potete scaricare interamente qui, si tengono accesi i riflettori là dove si sono spenti, e si descrive come prosegue l’opera di ricostruzione in questo che è forse il paese più povero dell’emisfero nord. L’impegno di Amu, così come quello delle altre ONG, è prezioso perché interviene non più nel momento dell’emergenza, ma successivamente, quando l’attenzione dell’opinione pubblica si affievolisce, rischiando di vanificare i successi iniziali. Attraverso la locale associazione Action contre la Pauvreté du Nord Est (PACNE), Amu, insieme al Movimento Famiglie Nuove e Giovani per un Mondo Unito, sostiene il progetto per la costruzione di un centro di accoglienza per gli sfollati. I lavori sono ormai in stato avanzato e si sta procedendo all’installazione dei servizi, come quello dell’acqua corrente. La selezione dei beneficiari del progetto è a cura di un comitato che include i responsabili di PACNE e i rappresentanti della locale comunità, quali il sindaco e il parroco. La priorità verrà data alle persone più bisognose tra quelle che, avendo perso tutto, sono fuggite a Mont Organisé, la località dove si trova oggi il cantiere Quando le stesse persone potranno far rientro in città o in abitazioni più definitive, la struttura potrà essere usata anche per ospitare anziani, infermi, o comunque persone sole. Il tutto verrà gestito nella massima trasparenza attraverso una commissione appositamente eletta. Certo, i bisogni e le difficoltà di Haiti sono enormi e ci vorranno anni per far sì che le infrastrutture e il sistema economico diano una risposta completa ai bisogni della gente. Proprio per questo, Amu continuerà a valutare nuove proposte di progetti, di cui non mancheremo di darvi notizia. Leggi anche: Emergenza Haiti Haiti dopo il terremoto Terremoto Haiti, l’impegno dei Focolari “Con tutto il cuore vi diciamo”. Scambio di lettere tra i terremotati aquilani e la comunità di Haiti (altro…)