Il 4 ottobre, giorno di San Francesco d’Assisi termina il periodo del Tempo del Creato, un periodo nel quale si propone di approfondire il dialogo con Dio attraverso la preghiera, associato da azioni concrete per la cura del pianeta. Il Movimento dei Focolari ha sempre sostenuto lโiniziativa partecipando e organizzando eventi in varie parti del mondo. Ecco alcune iniziative del Tempo del creato 2024.
A Leonessa, nel centro Italia, si รจ svolta una passeggiata nella natura. Lโevento, dal titolo Respiri di Natura: insieme per il nostro pianeta, ha visto la partecipazione di grandi e piccoli. Il gruppo di partecipanti รจ partito dal convento dei frati cappuccini, guidati proprio dai frati insieme ai Carabinieri forestali, al Club Alpino Italiano e al prof. Andrea Conte, astrofisico e coordinatore italiano di EcoOne, la rete di Ecologia del Movimento dei Focolari. Lโescursione รจ culminata presso una fonte, dove il prof. Conte ha condotto una suggestiva meditazione sul viaggio di un atomo di carbonio nellโambiente. Conte ha poi mostrato come trasformare i rifiuti comuni in strumenti per esperimenti scientifici, dimostrando come la scienza possa essere divertente e alla portata di tutti.
Di seguito, presso lโAuditorium del paese, sono stati approfonditi temi come la coscienza ambientale, gli effetti del cambiamento climatico e lโimportanza dellโeducazione alla sostenibilitร . Il prof. Luca Fiorani, della commissione internazionale di EcoOne ha offerto unโanalisi approfondita dellโenciclica Laudato Siโdi Papa Francesco, del concetto di ecologia integrale e della sostenibilitร relazionale. La partecipazione numerosa e lโattenzione dimostrata dai presenti sono la testimonianza di un crescente interesse verso tematiche ambientali e di una crescente consapevolezza dellโimportanza di agire per proteggere il nostro pianeta.
In Oceania รจ il quarto anno che la comunitร dei Focolari contribuisce alla preghiera ecumenica per il Tempo del Creato. โAbbiamo pregato e testimoniato con diverse azioni di cura della nostra casa comune – raccontano -. Questo servizio di preghiera รจ il nostro sforzo per dare speranza alla nostra vasta area che si estende per 7.000 km da Perth, nell’Australia occidentale, a Suva, nelle Fiji, la piรน grande nazione insulare nel cuore del Pacificoโ. ร seguita una riflessione a cura di Jacqui Remond, cofondatrice del Movimento Laudato Si’, docente dell’Universitร Cattolica Australiana, che ha parlato della necessitร di cambiare i cuori per una conversione ecologica.
L’arcivescovo Peter Loy Chong, dell’arcidiocesi di Suva, nelle Fiji, non ha potuto raggiungerli perchรฉ stava accogliendo Papa Francesco in Papua Nuova Guinea. Ma ha inviato un messaggio sottolineando in particolare lโimportanza della parola โTagiโ, che significa โil grido dei popoli dell’Oceaniaโ. ร il grido delle piccole isole del Pacifico di fronte al cambiamento climatico, che non ha ancora influenzato il mondo. O meglio: il mondo non ha ancora ascoltato profondamente le voci e in particolare i tempi del grido dei popoli dell’Oceania.
Sono seguite diverse esperienze come la creazione di un giardino di riconciliazione aborigena presso il Centro Mariapoli di St Paul. Qui sono ostati invitati gli studenti di orticoltura e i loro insegnanti che utilizzano il centro per le loro lezioni. Sono tutti migranti ed erano molto interessati a conoscere le importanti piante alimentari indigene.
I giovani di Sydney, Canberra e Melbourne invece si sono uniti con un anziano aborigeno per una passeggiata nel Paese dove hanno imparato a relazionarsi con il creato e a prendersene cura.
In Messico si รจ svolto un corso sulla conversione ecologica e spiritualitร , un dialogo aperto per la cura della Casa Comune. ร stata unโiniziativa del Centro Evangelii Gaudium Messico, dellโUniversitร Sophia ALC insieme al Movimento dei Focolari. Cinque sessioni online โ una a settimana durante il Tempo del Creato – a cura del prof. Lucas Cerviรฑo, focolarino teologo e missiologo. Hanno partecipato in 87 provenienti da diversi Paesi dellโAmerica Latina, dal Messico fino allโArgentina. Ecco alcuni temi affrontati: la crisi e conversione ecologica; metamorfosi del sacro e della spiritualitร ; Dio รจ amore come un tessuto di vita nell’amore; lโascolto del grido della terra e dei poveri come amore a Gesรน abbandonato e crocifisso; lโunitร guardata come fraternitร cosmica per prendersi cura della Casa Comune; Maria come Regina della creazione e la presenza del corpo mistico di Maria.
In Italia infine, nella cittร di Padova, รจ stato inaugurato il โSentiero delle 5C della Laudato Sรฌโ grazie alla rete Nuovi Stili di Vita costituita da associazioni civili, religiose, laiche โ fra cui il Movimento dei Focolari – che hanno a cuore la promozione di stili di vita sobri e rispettosi della natura, dellโeconomia sostenibile e che stimolano le comunitร con iniziative e proposte per realizzare insieme il bene comune.
Il percorso delle 5C รจ stato installato presso unโaiuola dove nel 2011 le cinque Chiese Ecumeniche, (cattolica, ortodossa, luterana, metodista ed evangelica), hanno celebrato la Giornata per la Custodia del Creato, piantando insieme cinque faggi. ร stato anticipato da un breve concerto di un giovane cantautore vicentino che ci ha comunicato la sensibilitร ed il sogno dei giovani di oggi verso un futuro di speranza.
Le 5C evidenziano cinque termini tratti dallโenciclica di papa Francesco: custodire, conversione, comunitร , cura, cambiamento. Lโevento รจ stato vissuto con intensitร ed รจ stato da sprone per propositi di impegno concreto a realizzare un mondo migliore, piรน giusto ed equo, in armonia con la Terra che abitiamo.
Per la terza volta Gesรน, in cammino verso Gerusalemme, prepara i suoi discepoli allโevento drammatico della sua passione e morte, ma proprio quelli che piรน da vicino lo hanno seguito si mostrano incapaci di comprendere.
Anzi, tra gli stessi apostoli si scatena il conflitto: Giacomo e Giovanni chiedono di occupare posti dโonore โnella sua gloriaโ[1], gli altri dieci si indignano, reclamano e il gruppo รจ diviso.
Allora Gesรน, con pazienza, li chiama tutti a sรฉ, e rivela ancora una volta la sconvolgente novitร del suo annuncio:
ยซChi vuole diventare grande tra voi sarร vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarร schiavo di tuttiยป.
In questa frase del vangelo di Marco, cโรจ un crescendo nellโimmagine del servo-schiavo. Gesรน ci guida da un atteggiamento di semplice disponibilitร in un gruppo limitato e rassicurante, ad una totale dedizione verso tutti, senza eccezioni.
Una proposta totalmente alternativa e controcorrente, rispetto alla concezione umana dellโautoritร e del governo, che forse affascinava gli stessi apostoli e contagia anche noi.
Sarร questo il segreto dellโamore cristiano?
ยซUna parola del Vangelo non viene troppo sottolineata da noi cristiani: servire. Ci sembra antiquata, indegna della dignitร dellโuomo che dร e che riceve. Eppure il Vangelo รจ tutto qui, perchรฉ รจ amore. E amare significa servire. Gesรน non รจ venuto per comandare ma per servire. [โฆ] Servire, servirsi a vicenda รจ cristianesimo e chi lo attua semplicemente – e tutti lo possono fare – ha fatto tutto; e non un tutto che rimane a sรฉ stante, ma che, perchรฉ รจ cristianesimo vivo, divampa in incendioยป[2].
ยซChi vuole diventare grande tra voi sarร vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarร schiavo di tuttiยป.
Lโincontro con Gesรน nella sua Parola ci apre gli occhi, come avviene al cieco Bartimeo dei versetti successivi[3]: ci libera dalla ristrettezza dei nostri schemi, ci fa contemplare gli orizzonti di Dio stesso, il suo progetto di โcieli nuovi e terra nuovaโ[4].
Egli, il Signore che lava i piedi[5], contraddice con il suo esempio la rigiditร dei ruoli di servizio che spesso le nostre comunitร civili, e talvolta religiose, riservano a categorie di persone socialmente fragili.
Il servizio cristiano รจ dunque imitare lโesempio di Gesรน, imparare da lui uno stile nuovo di socialitร : farsi prossimo di ogni persona, in qualsiasi condizione umana, sociale o culturale, fino in fondo.
Come suggerisce Giovanni Anziani, pastore metodista della Chiesa Valdese, ยซ[โฆ] accettando di riporre la nostra fiducia e la nostra speranza nel Signore che รจ servo dei molti, la Parola di Dio ci chiede di agire nel nostro mondo e in mezzo a tutte le sue contraddizioni, come operatori della pace e della giustizia, come costruttori di ponti per la riconciliazione tra i popoliยป[6].
Cosรฌ ha vissuto Igino Giordani, scrittore, giornalista, politico e padre di famiglia, in un momento storico segnato dalla dittatura. Per esprimere la sua esperienza, scrive: ยซLa politica รจ โ nel piรน dignitoso senso cristiano โ una ancella e non deve diventare padrone: non farsi abuso, nรฉ dominio e neppure dogma. Qui รจ la sua funzione e la sua dignitร : dโessere servizio sociale, caritร in atto: la prima forma della caritร di patriaยป[7].
Con la testimonianza della sua vita, Gesรน propone una scelta consapevole e libera: non vivere piรน ripiegati su noi stessi e sui nostri interessi, ma โvivere lโaltroโ, con i suoi sentimenti, portando i suoi pesi e condividendo le sue gioie.
Tutti abbiamo piccole o grandi responsabilitร e spazi di autoritร : nel campo politico e sociale, ma anche in famiglia, a scuola, nella comunitร di fede. Approfittiamo dei nostri โposti dโonoreโ per metterci al servizio del bene comune, costruendo relazioni umane giuste e solidali.
A cura di Letizia Magri e del team della Parola di Vita Foto: ยฉ Pixabay
[1] Cf. Mc 10,37. [2] C. Lubich, Servire, in ยซCittร Nuovaยป 17 (1973/12), p. 13. [3] Cf. Mc 10, 46-52. [4] Cf. Is 65, 17 e 66, 22, ripreso in 2 Pt 3,13. [5] Cf. Gv 13,14 [6] https://www.chiesavaldese.org/marco-1043-44/ [7] P. Mazzola (a cura di), Perle di Igino Giordani, Effatร editrice Torino 2019, p. 112.
โServireโ รจ una parola che in molti contesti puรฒ sembrare antiquata. Certamente la servitรน non รจ degna dellโessere umano quando รจ imposta o subita per una situazione di povertร o come discriminazione. Invece lo โspirito di servizioโ, soprattutto quando รจ reciproco in una comunitร di qualsiasi genere, diventa testimonianza di cambiamento dei rapporti sociali che abbatte antichi schemi o nuove gerarchie. Anzi, un servizio vissuto con umiltร caratterizza i veri protagonisti di un autentico progresso. Nitin Nohria, decano senior della Harvard Business School, afferma che in quel futuro che รจ giร iniziato, per essere un buon leader occorrerร imparare lโumiltร . Secondo lui lโumiltร dovrร diventare una parola chiave nei profili dei prossimi aspiranti manager. Non รจ uno sprovveduto. Dice questo perchรฉ si rende conto che lโattuale tendenza a essere sempre piรน competitivi sta producendo risultati opposti alle aspettative. Sta creando persone psicologicamente fragili, bisognose di attenzioni, ossessionate dallโapparenza, narcisiste (1). Del resto, le grandi donne e i grandi uomini si riconoscono dai piccoli gesti, come ricorda anche lโantica saggezza orientale: “Lโalbero piรน grande nasce da un piccolo germoglio. La torre piรน alta nasce da un mucchietto di terra. Un viaggio di mille miglia incomincia con un passo” (2). Per vivere cosรฌ รจ necessaria una scelta consapevole e libera: non vivere piรน ripiegati su noi stessi e sui nostri interessi, ma โvivere lโaltroโ, con i suoi sentimenti, portando i suoi pesi e condividendo le sue gioie. Tutti abbiamo piccole o grandi responsabilitร e spazi di autoritร : nel campo politico e sociale, ma anche in famiglia, a scuola, nella comunitร . Approfittiamo dei nostri โposti dโonoreโ per metterci al servizio del bene comune, costruendo relazioni umane giuste e solidali. Cosรฌ ha vissuto Igino Giordani, scrittore, giornalista, politico e padre di famiglia, in un momento storico segnato dalla dittatura in Italia. Per esprimere la sua esperienza, scrive: “La politica รจ una ancella e non deve diventare padrone: non farsi abuso, nรฉ dominio e neppure dogma. Qui รจ la sua funzione e la sua dignitร : dโessere servizio sociale, caritร (3) in atto: la prima forma della caritร di patria”. Probabilmente รจ stato anche nel rapporto personale con questโuomo radicato nel suo tempo ma anche precursore proiettato oltre le barriere e i muri, che Chiara Lubich ha piรน di una volta ricordato che la politica quando รจ unโesperienza autentica รจ โlโAmore degli Amoriโ, perchรฉ il luogo del piรน autentico e disinteressato servizio allโumanitร nella fraternitร .
(1) Michele Genisio โUmiltร โ (in press) (2) Daodejing,64 (3) Giordani usa la parola caritร non nel senso โassistenzialeโ, come si intende di solito, ma nel senso cristiano, che indica la forma piรน alta di amore.
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LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. https://dialogue4unity.focolare.org/
Il Centro Mariapoli โLa Sorgenteโ si trova ad Ain Aar, in un luogo di montagna, a 20 chilometri a Nord di Beirut. Come fu nel 2006, lโanno del conflitto militare durato 34 giorni tra Israele e Hezbollah, anche in questi giorni le persone in fuga dalle bombe che stanno devastando il Sud del Paese, arrivano qui, in questa regione a maggioranza cristiana, e chiedono ospitalitร . โEโ normale bussare alla porta del Centro Mariapoli e trovare le porte spalancateโ, racconta R. della comunitร libanese dei Focolari. โPotevamo non accoglierli? Cosa ne sarebbe stato dellโideale di fratellanza del quale ci nutriamo e che dovrebbe essere la nostra caratteristica?โ. Unโesperienza simile era stata vissuta nel 2006. Anche allora, il Libano fu attraversato da grandi spostamenti di famiglie e anche allora, il Focolare aveva accolto nel suo Centro Mariapoli, piรน di un centinaio di amici, famiglie con marito e moglie, nonni, giovani e bambini. โCi siamo conosciuti cosรฌ, e tra noi รจ nato un rapporto da fratelli che ci faceva condividere gioie e dolori, speranze e difficoltร , bisogni e preghiera. In un rapporto semplice e schietto, tessuto nella quotidianitร รจ nata e cresciuta una vera esperienza di fratellanza, senza filtri o pregiudiziโ.
Nessuno si aspettava che la situazione precipitasse cosรฌ, da un momento allโaltro. โI libanesi si stavano preparando al rientro a scuola con uno sguardo di speranza verso questo nuovo annoโ, racconta R. โEppure una burrasca inaspettata si รจ scatenata, implacabile, minacciosa, micidialeโ, con โconseguenze terribili su una popolazione in sete di pace, di giustizia, di strade di dialogoโ. In pochi giorni, anzi ore, azioni belliche hanno colpito quartieri popolari e il popolo รจ sprofondato in โun vero incuboโ. LโUnicef fa sapere che secondo il Ministero della Salute Pubblica, al 25 settembre, quasi 600 persone sono state uccise in Libano, tra cui piรน di 50 bambini e 94 donne, e circa 1.700 altre sono rimaste ferite dal 23 settembre. Gli sfollamenti di massa continuano, raggiungendo circa 201.000 sfollati interni (IDP), secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim).
Da domenica anche il Centro Mariapoli โLa Sorgenteโ si รจ gremito di ospiti โarrivati con le loro paure, il trauma vissuto nei loro villaggi o quartieri presi di miraโ. Hanno percorso in macchina 120 chilometri, impiegando dalle 5 alle 8 ore. Le strade sono affollate di auto in fuga dal Sud. Lasciano i villaggi prima di raggiungere le grandi cittร di Tiro e Sidone. Attorno a loro, vedono la distruzione dei recenti bombardamenti. Attualmente sono 128 le persone ospiti al Centro Mariapoli di Ain Aar. Alcuni provengono dal Sud, altri dalle periferie popolari di Beirut colpite dagli ultimi attentati. Non รจ facile: โLa loro presenza solleva interrogativi nella comunitร cristiana della regioneโ, raccontano i focolarini. โCi si chiede: tra loro ci sono membri di Hezbollah che potrebbero minacciare la pace nella regione? Ma il senso di solidarietร รจ piรน forte del sospettoโ. R. aggiunge: โDove potevano chiedere asilo anche questa volta? Dove potevano andare, sapendo di essere accolti senza riserve?โ. Per la comunitร dei focolari, inizia una nuova avventura. Lโaccoglienza viene fatta in coordinamento con le autoritร locali, religiosi e civili.
Scatta โ come dโaltronde in queste ore in tutto il Paese โ una โgaraโ di solidarietร . Dal parroco, ai fedeli della parrocchia, ai volontari. Cโรจ chi si prende cura dei ragazzi organizzando per loro attivitร e partite di calcio. Chi si occupa degli aiuti necessari per lโaccoglienza. โLe persone arrivano scioccate, preoccupate per il loro futuro, con negli occhi lo spettacolo apocalittico delle case distrutte, dei campi bruciati, ma anche di notizie di conoscenti, parenti, vicini, amici o allievi che sono stati uccisi negli attacchi e non rivedranno mai piรน. Insieme ci stringiamo calandoci a vivere nellโattimo presente, con la fede che ci ha permesso durante secoli di attraversare le avversitร โ.
Il Centro โLa Sorgenteโ punta ad essere, insieme a tanti luoghi disseminati nel Paese, vere โoasi di paceโ. โLa speranza, lโaugurio piรน profondo รจ che presto si possa tornare a casa. Tanto sangue versato deve far fiorire il deserto dei cuori. Speriamo che questo calvario che stiamo vivendo, apra una breccia nella coscienza dei potenti e di tutti sullโevidenza che la guerra รจ una sconfitta per tutti, come ripete Papa Francesco. Ma soprattutto crediamo e speriamo che da questo crogiolo di dolore possa emergere dal Libano un messaggio di fratellanza possibile per lโintera Regioneโ.
Maria Chiara Biagioni Fonte: AgenSir Foto: Focolari Libano
Il Seminario, alla sua seconda edizione dopo la prima realizzata nel 2017 presso lโUniversitร Federale di Paraiba a Joao Pessoa, ha riunito 15 lavori accademici realizzati da ricercatori di sei universitร , attorno alla Cattedra Chiara Lubich di Fraternitร e Umanesimo presso lโUniversitร Cattolica di Pernambuco (Unicap). Sono stati due giorni di presentazioni e dialogo, introdotti da un caloroso saluto del Vice-Rettore prof. Delmar Araรบjo Cardoso, e seguiti da una diretta streaming per unโaudience complessiva di circa 350 persone.
Lโevento, realizzato con il sostegno del Centro Chiara Lubich, si รจ svolto prevalentemente in lingua portoghese ed รจ stato apprezzato in modo particolare per lโapertura a una dimensione internazionale; per il consistente e qualificato contributo di relatori; per la prospettiva interdisciplinare che ha riunito, attorno al tema del linguaggio, relazioni non solo nellโambito della linguistica ma anche del diritto, della pedagogia, della comunicazione, della sociologia, dellโarchitettura.
Ne emergeva, in estrema sintesi, come un linguaggio ispirato dallโamore, di cui Chiara Lubich ha saputo realizzare un modello efficace, puรฒ contribuire a costruire un mondo di pace e fraternitร .
Anna Maria Rossi
(1) La Scuola Abbร รจ un Centro di vita e di studio voluto e fondato da Chiara Lubich nel 1990. Eโ composto da membri del Movimento dei Focolari, uniti nel nome di Gesรน ed esperti in varie discipline, il cui scopo รจ lโenucleazione e lโelaborazione della dottrina contenuta nel carisma dellโunitร .
Link al II Seminario Linguistico, Filologia e Letteratura: