Movimento dei Focolari
Fraternità con l’Africa

Fraternità con l’Africa

L’accesso all’istruzione è oggi una delle grandi sfide dell’Africa Subsahariana. I “Volontari” del Movimento dei Focolari, in collaborazione con l’Associazione Azione per un Mondo Unito Onlus (AMU), promuovono un progetto che punta a creare rapporti di fraternità proprio attraverso un sistema di borse di studio. In occasione dei festeggiamenti per il 50° anniversario della loro nascita in seno ai Focolari, i “Volontari di Dio” avevano lanciato  il Progetto “Fraternità con l’Africa” in collaborazione con AMU (ONG che si ispira alla spiritualità del Movimento dei Focolari). “Fraternità con l’Africa”, attraverso l’assegnazione di borse di studio a studenti privi dei mezzi economici necessari, mira a creare le condizioni affinché i professionisti africani possano esprimere al meglio le proprie potenzialità senza dover emigrare e possano mettere al servizio della propria gente le risorse e le capacità scientifiche e intellettuali acquisite. Il progetto si sviluppa grazie ad azioni di sensibilizzazione e raccolta fondi in tutto il mondo e si realizza attraverso esperienze di servizio concreto al proprio popolo da parte di chi usufruisce delle borse di studio, creando legami di fraternità che salvaguardano la comunità del posto: i giovani infatti si impegnano a lavorare nel proprio paese per almeno cinque anni dopo la conclusione degli studi, e a svolgere gratuitamente un servizio sociale sul posto durante gli studi. Ad oggi sono 107 in totale le borse di studio assegnate a giovani dei paesi dell’Africa Subsahariana, la maggior parte dei quali studia discipline scientifiche, quali economia o medicina. “Ho nuovamente fiducia in me stesso e nel futuro”- racconta un giovane studente di Nairobi- “Ringrazio Dio per “Fraternità con l’Africa”,  per il sostegno a me e ad altri giovani, che ci aiuta a capire che anche noi dovremo prenderci cura degli altri quando avremo terminato gli studi”. Sulle pagine di “AMU Notizie”, che potete scaricare qui, c’è un ricco dossier interamente dedicato al progetto, alle sue finalità, con le indicazioni per poter contribuire, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione e di informazione. (altro…)

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Haiti oltre i riflettori

Era lo scorso 12 gennaio, quando un violentissimo terremoto ha sconvolto Haiti, provocando quasi mezzo milione di morti. Sulle pagine di “Amu Notizie” che potete scaricare interamente qui, si tengono accesi i riflettori là dove si sono spenti, e si descrive come prosegue l’opera di ricostruzione in questo che è forse il paese più povero dell’emisfero nord. L’impegno di Amu, così come quello delle altre ONG, è prezioso perché interviene non più nel momento dell’emergenza, ma successivamente, quando l’attenzione dell’opinione pubblica si affievolisce, rischiando di vanificare i successi iniziali. Attraverso la locale associazione Action contre la Pauvreté du Nord Est (PACNE), Amu, insieme al Movimento Famiglie Nuove e Giovani per un Mondo Unito, sostiene il progetto per la costruzione di un centro di accoglienza per gli sfollati. I lavori sono ormai in stato avanzato e si sta procedendo all’installazione dei servizi, come quello dell’acqua corrente. La selezione dei beneficiari del progetto è a cura di un comitato che include i responsabili di PACNE e i rappresentanti della locale comunità, quali il sindaco e il parroco. La priorità verrà data alle persone più bisognose tra quelle che, avendo perso tutto, sono fuggite a Mont Organisé, la località dove si trova oggi il cantiere Quando le stesse persone potranno far rientro in città o in abitazioni più definitive, la struttura potrà essere usata anche per ospitare anziani, infermi, o comunque persone sole. Il tutto verrà gestito nella massima trasparenza attraverso una commissione appositamente eletta. Certo, i bisogni e le difficoltà di Haiti sono enormi e ci vorranno anni per far sì che le infrastrutture e il sistema economico diano una risposta completa ai bisogni della gente. Proprio per questo, Amu continuerà a valutare nuove proposte di progetti, di cui non mancheremo di darvi notizia. Leggi anche: Emergenza Haiti Haiti dopo il terremoto Terremoto Haiti, l’impegno dei Focolari “Con tutto il cuore vi diciamo”. Scambio di lettere tra i terremotati aquilani e la comunità di Haiti (altro…)

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Convenuti a Roma i Delegati dei Focolari di tutto il mondo

Con l’evento straordinario della beatificazione di Chiara Luce Badano, prima giovane dei Focolari ad arrivare agli altari, avvenuta sabato 25 settembre, si è aperto il raduno annuale dei delegati dei Focolari di tutto il mondo. Difficile immaginare un inizio migliore per i consueti primi tre giorni di ritiro spirituale dei delegati provenienti da 78 Paesi in rappresentanza delle 182 nazioni in cui è presente il Movimento. In tutto 345 partecipanti. La presidente, Maria Voce ha esordito dicendo: “Vorremmo ritirarci con Gesù, insieme, per fare un passo nuovo verso la santità”. Il suo intervento iniziale è stata una riflessione sulla Volontà di Dio, secondo punto della “spiritualità dell’unità”, scelto per essere approfondito e messo in pratica in tutto il Movimento durante quest’anno. E due indicazioni da attuare in quest’anno: la tensione alla santità, sottolineata lo scorso 23 aprile da Benedetto XVI in un augurio ai membri del Movimento, quando Maria Voce è stata ricevuta dal Santo Padre; e l’Unità, per “contribuire alla realizzazione della preghiera di Gesù al Padre: ‘Che tutti siano uno’ (cf. Gv 17,21)”, puntando alla fratellanza universale. Fra i vari interventi , intercalati con tanti momenti di comunione gioiosa in sala e nei gruppi di approfondimento, quello del filosofo e teologo spagnolo, prof. Jesús Morán: “Il sì dell’uomo a Dio: alle radici dell’esistenza”, dal quale s’intravvedeva “che la struttura dell’uomo è fatta per dire sì a Dio, un sì che lo rende pienamente persona”,come diceva uno dei presenti. Lo stesso argomento è stato affrontato dalla sociologa brasiliana Vera Araujo, nelle sue ripercussioni nel sociale. La sociologa ha individuato “i luoghi dove si manifesta la Volontà di Dio: nella vita quotidiana, professionale, nei segni dei tempi”, fra altri. E ha evidenziato l’importanza di vivificare con l’amore evangelico tutte le istituzioni, “perché tramite esse è possibile allargare la rete di relazioni davvero umane”. I lavori proseguiranno fino al 17 ottobre con un programma ricco e variegato, con approfondimenti sul tema della formazione, e con aggiornamenti sulla vita del Movimento nel mondo. Uno sguardo particolare al continente asiatico verrà offerto dai suoi rappresentanti, in continuità con quanto vissuto all’inizio dell’anno 2010, in occasione del viaggio di Maria Voce e Giancarlo Faletti in Corea, Giappone, Filippine, Thailandia, Pakistan. (http://www.focolareasiatour.it/) Foto a cura di Thomas Klann (altro…)

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Un’economia per un nuovo modello sociale

La scelta del luogo è proprio indovinata: nei pressi di Montevideo, capitale dell’Uruguay, si trova il Centro Mariapoli “El Pelícano”, un posto incantevole per trascorrere un fine settimana di lavoro in un ambiente rilassato. L’evento, dall’11 al 12 settembre, ha radunato oltre 150 partecipanti del Paraguay, Argentina e del Paese ospitante. Imprenditori, studenti, lavoratori, economisti interessati ad approfondire le linee portanti del progetto dell’EdC. Dopo l’illustrazione dell’Economia di Comunione, della sua storia quasi ventennale, toccando gli aspetti imprenditoriali, sociali, accademici, i Poli con le aziende e le sfide attuali,  è seguita una carrellata di esperienze dei protagonisti con la presentazione di alcune aziende che aderiscono all’EdC. María Elena González del Paraguay, alla guida di “Todo Brillo” (Tutto pulito), esordisce: “Non vi parlerò della nostra azienda, ma di quella di un Altro”, in allusione a quel già noto “Socio nascosto” che accompagna gli imprenditori dell’Economia di Comunione, e cioè l’aiuto di Dio. Con semplicità disarmante racconta delle umili origini della sua azienda di pulizie,  della loro fedeltà – anche nei tempi più duri della crisi -, ai valori a cui si rifà l’EdC, di come sono venuti fuori con lo sforzo di tutti. La sua azienda, oggi, fornisce lavoro a 420 impiegati che, per il Paraguay, non è poco. Commoventi le esperienze, alle volte eroiche in un mercato competitivo e talvolta crudele, di due imprese uruguaiane: “Sempre più su”, di produzione di indumenti sportivi, e “Domus Aurea”, impresa edile che raccontano come distribuiscono gli utili in funzione dei bisogni reali dei lavoratori, e di come cercano di vivere la “cultura del dare” pur in mezzo alle ristrettezze. Arriva il turno di 4 aziende argentine: “La Sagrada” (La Sacra), azienda agricola di Buenos Aires che si dedica alla produzione e commercializzazione di prodotti lattei di qualità; dalla città di Mendoza, ai piedi delle Andi, una cooperativa metallurgica e l’azienda di Elettrodomestici Breccia; e, infine, la Dimaco, azienda di cui parlano i 10 impiegati presenti al convegno. In teleconferenza, da Indianapolis (USA), John Mundell, presidente e fondatore di Mundell & Associati, presenta la sua azienda specializzata nella consulenza ambientale. Racconta come cercano di mettere in pratica i punti forti dell’EdC, come fanno la valutazione del impegno degli impiegati in base a questi propositi, del loro rapporto positivo con la concorrenza, la correzione reciproca, vissuta anche con gli impiegati, l’importanza di condividere le esperienze lavorative all’interno dell’azienda come un mezzo per trasmettere i valori dell’EdC e altro. Con grande convinzione, l’imprenditore statunitense afferma: “Le aziende dell’EdC hanno successo, vanno avanti, per i valori che mettono in pratica, e no nonostante quei valori” che richiedono sacrificio,  muoversi nella legalità, andare contro corrente prendendo alle volte decisioni anti economiche, pur di restare fedeli ai valori cristiani. A conclusione del Seminario, uno sguardo alle “nuove sfide che si presentano alle aziende di Economia di Comunione, per incoraggiarci a proseguire la strada intrapresa, per non perdere l’appuntamento con la storia”, come dicono. (altro…)

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Dalla Sardegna, un invito all’unità e al perdono

Il Vescovo Mons. Meloni con Silvana Veronesi e membri della comunità locale.

Martedì 21 settembre,  nel contesto del Congresso Eucaristico diocesano di Nuoro, si è realizzata la giornata dedicata ai movimenti e gruppi ecclesiali preparata dalla consulta diocesana. Presenti più di 500 persone, appartenenti a 40 aggregazioni laicali, nella Cattedrale dedicata a Nostra Signora della Neve. Alla preghiera ed introduzione fatta dal Vescovo Mons. Meloni, è seguito  l’intervento di Silvana Veronesi, che ha così esordito:  “Su invito espressomi dal vostro amato Vescovo di parlare su: “l’Eucarestia fonte di unità nella missione”, offro – per quanto può essere utile – una mia testimonianza, su come il carisma dell’unità  si è manifestato a noi prime focolarine e su come possiamo viverlo nella  nostra  realtà ecclesiale oggi”. “Amare e amarci, perché l’Eucaristia che riceviamo abbia il suo pieno effetto, e attiri la grazia dell’unità con la presenza di Gesù Risorto fra noi”, il nucleo centrale del suo messaggio. Questa testimonianza e forte invito a vivere l’unità, accolto calorosamente dai presenti è stato sottolineato in modo particolare dai responsabili dei movimenti  nei successivi interventi, confermando l’impegno di un cammino comunitario. Al suo arrivo,  Silvana Veronesi aveva incontrato prima di tutto  la comunità dei focolari presente sul posto. E’ stata accolta, domenica 19 settembre con tanta gioia, calore e commozione.  Per due ore di conoscenza e comunione, Silvana ha fatto dono del suo rapporto personale con Chiara Lubich ed ha risposto alle loro domande. “Un pomeriggio di luce e di gioia – come hanno scritto in seguito nel loro messaggio – la tua venuta  ci ha lasciato  nell’anima una sola cosa:  Dio ci ama immensamente. E con la sua grazia vogliamo rispondere con rinnovata generosità”. E’ stata presentata anche l’originale iniziativa “L’ora della pace”, a proposito del perdono. Presa coscienza della difficoltà per la gente di concedere il perdono, nasce un’idea. Così raccontano: “Dieci anni fa quando è stato ucciso un sacerdote, abbiamo capito che non bastava più piangere, condannare, pregare, dovevamo fare qualche cosa in più. E’ nata così l’Ora della pace. Tutta la comunità alle ore 20.00 prega per chiedere al Signore la pace per la nostra terra… s’impegna secondo l’insegnamento di San Paolo: “Non tramonti il sole sulla vostra ira”. Se per qualche motivo spezziamo l’unità con qualcuno facciamo pace in giornata, prima delle ore 20, prima cioè dell’Ora della pace. Con il permesso del vescovo parliamo di questa iniziativa a tutti. Dai sacerdoti ai bambini. Con il programma televisivo A sua Immagine, venuto a Orani per intervistarci, ne abbiamo parlato a tutta l’Italia. S’iniziano a perdonare anche le cose più gravi. Quest’anno grazie ad alcune insegnanti che lavorano ad un progetto di pace nella scuola, l’Ora della pace è arrivata all’ONU”. (altro…)