3 Feb 2010 | Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Un viaggio partito nel 1985, quando Chiara Lubich lanciò ai giovani del Movimento dei focolari l’idea di allargare ai coetanei di ogni nazionalità, cultura e convinzione religiosa l’invito a lavorare insieme per costruire un mondo più solidale; un viaggio che già li ha portati lontano, come testimoniano le numerose attività e progetti messi in campo nei Paesi in via di sviluppo, nelle città, o molto più semplicemente là dove questi giovani vivono. Per dare nuova linfa a questo progetto e farlo conoscere a quanti più giovani possibile, i Giovani per un mondo unito si incontrano al Centro Mariapoli di Castelgandolfo dal 19 al 21 febbraio. Un meeting che vuole rilanciare le originarie “vie per un mondo unito” che avevano animato gli inizi del movimento giovanile, e ricominciare – o continuare – a percorrerle oggi insieme ad altri coetanei. Coetanei sempre più diversi in un mondo globalizzato: da chi arriva da lontano a chi non professa un credo religioso, ma che condivide l’impegno ad abbattere quegli ostacoli che ancora si frappongono tra persone di etnia, cultura ed estrazione sociale diversa. L’incontro, che prevede tra l’altro una visita di mezza giornata a Roma, è aperto non solo a chi già conosce i Giovani per un mondo unito, ma anche a chi li accosta per la prima volta. Riflessioni, testimonianze ed incontri si alterneranno a momenti di festa, di amicizia e di lavoro concreto, per dare subito forma alle idee emerse durante il meeting. Le iscrizioni sono aperte fino al 12 febbraio all’indirizzo mail sgmu @ focolare.org, oppure allo 06 94792089 presso la segreteria internazionale e organizzativa Gmu. di Amanda Cima Fonte: Città nuova on line www.mondounito.net I Giovani per un Mondo Unito sono anche su Facebook (altro…)
2 Feb 2010 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
In prima linea nel soccorrere feriti e sfollati. La comunità del Movimento dei Focolari si trova concentrata a Mont-Organisè, città a Nord dell’isola, vicino alla frontiera con la Repubblica Domenicana. Secondo le prime informazioni raccolte da “Living City” di New York, la comunità dei Focolari ha deciso di costruire un centro di accoglienza per famiglie su un pezzo di terreno che era stato loro donato qualche anno fa. Pochi giorni dopo il terremoto, sono arrivati 47.000 dollari necessari per provvedere all’alloggio di venti famiglie. In tanti hanno lasciato la capitale per cercare aiuto proprio nella parte settentrionale del Paese. “Sono arrivati senza niente, hanno perso tutto, non sanno dove andare e non mangiano da parecchi giorni”. Racconta Wilfrid Joachin, coordinatore del Movimento dei Focolari di Mont Organisè. “L’intero Paese è devastato. Qui quasi ogni famiglia ha perso qualcuno nel terremoto. Ora, dopo questo disastro, tutti cercano di spostarsi nelle campagne”. Da Haiti, però, arrivano anche notizie confortanti. “Tutti i bambini che sono parte del progetto internazionale sponsorizzato dal Movimento con le adozioni a distanza sono in salvo”, afferma Joachin. Si sta organizzando anche un centro distribuzione per vestiario, cibo e medicinali. Gli aiuti arrivano tramite la comunità del Focolare presente nella Repubblica Dominicana. Il dottor Modesto Herrera, membro del Focolare, insieme ad altri 150 dottori, infermieri e volontari è partito da La Romana, una città Dominicana raggiungendo in pullman Port-au-Prince, col progetto di fermarsi ad Haiti per cinque giorni. “La gente ci aspettava alla Chiesa Evangelica, dove eravamo alloggiati. Alcuni di noi hanno lavorato nei rifugi da campo, altri negli ospedali, prendendo cura di 300 persone al giorno. La cosa più bella è stato costruire rapporti con loro”. Un segno di speranza è anche la solidarietà che il terremoto ha provocato nella popolazione della Repubblica Domenicana, che ha aperto immediatamente le frontiere per accogliere negli ospedali i feriti haitiani, mettendo da parte anni di pregiudizi culturali e ostilità fra i due Paesi. “Forse che Dio voglia che ci destiamo e guardiamo a queste persone, nostri fratelli, che vivono accanto a noi?”, ha scritto il Vescovo Francisco Ozoria, Presidente della Commissione Pastorale Haitiana nella Repubblica Dominicana. “Dio fa fiorire la vita sulle macerie, una nuova vita rinascerà per la gente di Haiti grazie alla solidarietà di tutti”. (altro…)
31 Gen 2010 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il Simposio è organizzato dalla Mahachulalongkorn Rajavidyalaya University of Chiang Mai, in collaborazione con Movimento dei Focolari e la Rissho Kosei-Kai, il movimento laico buddhista protagonista da vari decenni di dialogo interreligioso a livello mondiale. Il tema del convegno “Dharma, Compassione ed Agape nel mondo contemporaneo” ha un sottotitolo particolarmente intonato alle problematiche del mondo d’oggi: “La risposta delle religioni alle sfide del mondo globalizzato”. E’ significativo che sono stati proprio gli interlocutori buddhisti a voler affrontare una tale tematica nel corso del simposio, a conferma della sua trasversalità, che va a toccare uomini e donne di qualsiasi Paese a prescindere dalle culture e dalle religioni. Saranno circa cento cinquanta i partecipanti al convegno, provenienti dal Giappone, Corea, Taiwan, Singapore, Filippine, Sri Lanka, Bangladesh, India, Inghilterra e Italia. Fra loro, come osservatori, una trentina di monaci studenti in master presso l’università buddhista di Chiang Mai. Alla cerimonia di apertura che si terrà oggi pomeriggio presso il tempio di Wat Phrathat Sri Chomthong Voravihara saranno presenti autorità di varie religioni. L’Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in Thailandia, sarà l’ospite d’onore, insieme a Msgr. Andrew Vissanu Thaya-anan, Sottosegretario del Pontifico Consiglio per il Dialogo Interreligioso, al nuovo arcivescovo di Bangkok, Mons. Francis-Xavier Kriengsak Kovithavanij, Mons. Chusak Sirisut, vescovo di Nakhon Ratchasima, presidente della Commissione per il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Thailandese, e al vescovo della diocesi di Chiang Mai, Msgr. Francis Xavier Vira Arpondratana. Il Movimento della Rissho Kosei Kai sarà rappresentato dal suo presidente, Nichiko Niwano, che rivolgerà un messaggio ai presenti. Da parte buddhista therawada, interverranno alla cerimonia la più alta autorità della zona di Chiang Mai – Phra Tepkosol – e Phra Thammankalajarn (conosciuto anche come Ajahn Tohng Sirimankalo), che ha offerto il suo centro di meditazione vipassana, presso il tempio di cui è titolare, per lo svolgimento del convegno. E’ prevista anche la presenza di rappresentanti istituzionali. Significativa la partecipazione del Direttore dell’Ufficio per le Relazioni con religioni e culture del Consiglio Mondiale delle Chiese di Ginevra, il Dr. Shanta Premawardhane. Il Simposio si pone in continuità con altri due tenutisi a Roma, nel 2004 e 2008, ed uno ospitato dalla Rissho Kosei Kai e Tendai-shu ad Osaka nel 2006, e desidera svolgersi, ponendo in ogni momento l’amore cristiano e la compassione buddhista come base di tutto quanto si svolgerà nei prossimi giorni. E’ stato questo lo spirito che ha caratterizzato i precedenti simposi, impegnando ogni partecipante ad una sincera ricerca di ciò che unisce per contribuire a crescere verso la fratellanza universale. Il 3 febbraio interverrà anche la presidente del Movimento dei Focolari, attualmente in Asia. Maria Voce, inoltre, è attesa presso la Mahachulalongkorn Rajavidyalaya University of Chiang Mai, dove il 5 febbraio parlerà ai monaci. Roberto Catalano (altro…)
19 Gen 2010 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
Tutti siamo stati partecipi in questi giorni della dolorosa situazione di Haiti e delle terribili conseguenze del fortissimo terremoto che ha devastato quelle terre. Dal primo momento abbiamo ricevuto messaggi di solidarietà dalla famiglia del Focolare di tutto il mondo, con richieste di notizie e assicurazioni di preghiere per le molte vittime e per la nazione tutta. Sei giorni dopo il devastante terremoto siamo riusciti a parlare telefonicamente con Wilfrid Joachin, coordinatore locale del Focolare, che vive a Mount-Organisé, una città nel nord di Haiti. Joachin fa un punto della situazione di questa parte del Paese: “Due dei nostri amici che studiano a Port-au-Prince sono sopravissuti. Quasi tutte le famiglie hanno perso uno o più dei loro membri nel terremoto, perché molte persone dai villaggi abitano temporaneamente nella capitale per studi o per lavoro. Una famiglia a Carice ha perso sette dei suoi otto figli. In questo momento, come conseguenza della distruzione a Port-au-Prince, tutti cercano di andare via dalla città, verso la campagna”. “Molta gente della capitale è arrivata a Ounaminthe (città del nord-est, situata sulla frontiera con la Repubblica Dominicana), senza niente in mano, perché hanno perso tutto quanto avevano a Port-au-Prince. E non sanno dove andare, senza mangiare da giorni ed elemosinando cibo e alloggio. Lo stesso accade in altre città, come Mount-Organisé, Savanette, Carice. Tutto il Paese è distrutto, rasato al suolo dal grande disastro. Noi siamo venuti con l’idea di costruire un centro per le famiglie povere”. Alcuni anni fa al Movimento dei Focolari in Haiti è stato dato un appezzamento di terra. Joachim e gli altri membri stanno adesso sviluppando un progetto per una costruzione che provvederà alloggio a venti famiglie. Nel frattempo, sarà allestito un centro di distribuzione di abiti, alimenti e di aiuto sanitario. C’è un ospedale vicino a Mount-Organisé e – continua Joachin – “ci prenderemo cura noi di queste famiglie, anche se le nostre risorse sono scarse”. Il gruppo dei Focolari in Haiti dipende molto dall’aiuto dall’esterno per essere in grado di portare a compimento questo progetto. Perciò, si fa appello alla generosità di quanti vorranno aiutare. Si può partecipare da subito. Per informazioni contattare: toronto@focolare.ca (altro…)
17 Gen 2010 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Vi ringrazio per lo sforzo di tradurre in risposta d’arte la vicenda straordinaria del Santo Curato d’Ars», ha detto l’Arcivescovo Mauro Piacenza, Segretario della Congregazione per il Clero, al termine del ConcerTheatre “Ars Amoris – l’Amore che viene da Ars” che ha debuttato giovedì 14 gennaio al Centro Mariapoli di Castelgandolfo. Rivolgendosi ai 550 sacerdoti di 31 Paesi, riuniti per il loro ritiro annuale, l’Arcivescovo ha ribadito l’importanza di dare visibilità a Dio Amore nella società di oggi: «I fedeli laici non domandano altro al Sacerdote (…) Come affermò Chiara Lubich, 35 anni fa: L’amore, “il Vangelo è la vera ‘rivoluzione’ ”». L’Amore che viene da Ars – ha proseguito – è «arte di amare, capacità di saper amare sempre e comunque, in ogni realtà e circostanza, ogni persona». E ha ricordato come la scintilla ispiratrice del carisma di Chiara Lubich sia stata “una rinnovata rivelazione (…) di Dio come Amore”. Tale carisma «pur riguardando la vicenda umana di una specifica persona, è, in realtà, universale, poiché l’amore, e con esso l’unità, appartengono al cuore del messaggio evangelico ed alla storia ed alla vita della Chiesa stessa». «Non un generico sentimento d’amore – ha precisato – ma l’Amore reso visibile in Gesù di Nazareth, Signore e Cristo, l’Amore che si è fatto inchiodare alla Croce per noi e per i nostri peccati, l’Amore di Gesù abbandonato». «Voi, carissimi sacerdoti, amici del Movimento dei Focolari – ha concluso – siete chiamati in modo specialissimo, anche per la responsabilità che implica l’avere incontrato un carisma così bello e fecondo, a vivere questa radicalità d’amore». «Oggi mi piacerebbe lasciarvi un vero e proprio “mandato missionario”: siate fedeli testimoni dell’amore e dell’unità nelle vostre Diocesi, nei presbitéri di appartenenza, gareggiate nello stimare i vostri confratelli e nella fedele obbedienza alla Chiesa». (altro…)