10 Gen 2020 | Sociale
Il Movimento Politico per l’Unità e New Humanity promuovono l’istituzione di un comitato trilaterale ad alto livello fra rappresentanti speciali degli Stati Uniti, dell’Unione europea e dell’Iran con il mandato di ristabilire il dialogo tra USA e Iran. L’appello è stato inviato a Josep Borrell, (Alto rappresentante EU), a Seyed Mohammad Ali Hosseini (Ambasciatore dell’Iran a Roma) e a Lewis M. Eisenberg (Ambasciatore USA a Roma). Di seguito il testo: Il Movimento politico per l’unità esprime la sua grave preoccupazione per l’intensificarsi del conflitto tra Iran e Stati Uniti. La politica internazionale, con le proprie istituzioni, ma anche con le proprie organizzazioni non governative, ha una responsabilità speciale nel mettere la sua azione al servizio della pace e dei diritti dei popoli. Solo il dialogo internazionale e la diplomazia – quella residua, quella che fa sperare contro ogni speranza – possono ancora assumere iniziative nella logica della pace. Questa è una delle nostre maggiori sfide del ventunesimo secolo. La strada per la soluzione ci deve essere e ci viene indicata dai valori dell’uomo e dalla docilità dei cuori. “Il volto dell’uomo non lo vediamo più: l’uomo che soffre, che è limitato, tormentato e alla fine macellato sui campi di battaglia”, declamava l’On. Igino Giordani, in un accorato discorso nel Parlamento Italiano. Siamo chiamati a vedere, a riscoprire il volto dell’uomo per dire no alla guerra, ad ogni atto di guerra. Per arrivare alla pace occorre però soprattutto diplomazia e negoziazione, senza stancarsi, perché guerra e terrorismo sono la grande sconfitta dell’intera umanità. Questo è il motivo per cui proponiamo e sollecitiamo l’istituzione di un comitato trilaterale ad alto livello fra rappresentanti speciali degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e dell’Iran, con il mandato di ristabilire un dialogo significativo e, in definitiva, raggiungere una soluzione pacifica al conflitto. Mario Bruno Marco Desalvo President – Mppu Movement President – New Humanity NGO contact: Mario Bruno +39 334 998 0260 Appello in pdf (altro…)
6 Gen 2020 | Collegamento
A distanza di 76 anni da quel 7 dicembre 1943, Paolo Balduzzi ci porta a Trento per visitare alcuni dei luoghi dei primi tempi di Chiara e della comunità dei Focolari. Oggi la città da cui tutto è iniziato porta nel suo tessuto civile e sociale segni e pratiche di una mentalità di fraternità che da lì ha raggiunto i confini del mondo. https://vimeo.com/377594227 (altro…)
3 Gen 2020 | Vite vissute
Il 30 agosto 2019, in una delle ultime soleggiate estive ci ha lasciati Albert Dreston, professore, teologo, focolarino e protagonista, per generazioni, anche del calcio di Loppiano, la cittadella internazionale dei Focolari in Italia dove ha vissuto 52 anni. La sua storia fin dai primi anni di vita è tutt’altro che semplice. Nasce in Renania nel 1939, all’età di sei anni perde il padre durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante il dolore, tra le lacrime, fa la prima grande scoperta di Dio: “All’improvviso – racconta – una forza e una voce dentro di me, come se Dio mi dicesse: ‘Non sei orfano, sono io tuo padre’. Da quel momento non mi è mai più mancato mio padre, non mi sono mai più sentito solo”. In età giovanile devono asportargli un rene e sembra non possa vivere a lungo. Come spesso accade però, il passo di chi è pronto a lasciare tutto è anche il primo verso la rivelazione di un grande “tesoro”. Così nel 1957 a Münster, in un incontro con alcuni focolarini viene colpito da “Gesù in mezzo frutto dell’amore reciproco.” La sua vita imbocca qui la strada dell’Ideale che lo aiuterà a vivere le tribolazioni e gli affanni fisici con una nuova consapevolezza. L’anno successivo don Foresi e Chiara gli accordano di entrare in focolare e alcuni anni più tardi è lo stesso don Foresi a comunicargli che, una volta terminati gli studi di Antico Testamento, sarebbe andato a insegnare a Loppiano, prima Mariapoli permanente. È il 1967, Albert ha 28 anni, le condizioni fisiche migliorano, a Loppiano lo sport viene vissuto come elemento imprescindibile per la relazione con gli altri, l’accoglienza e la conoscenza reciproca. In questa cornice comincia per lui un periodo nuovo: giovane formatore in mezzo a giovani di tutto il mondo. Negli anni di servizio nella cittadella non ha mai smesso di essere un punto di riferimento. Insegnava in aula e nel campo sportivo, con la dedizione dell’appassionato di calcio, l’intelligenza del maestro e l’affetto del focolarino. Non si può certo dire che sia stato un fuoriclasse dalla giocata raffinata e neppure un grande goleador. Era qualcosa di più. Negli ultimi anni, oltrepassate le 75 primavere, poteva capitare che non si sentisse di giocare, eppure lo trovavi lì, 30 minuti prima dell’orario stabilito, ad accogliere i giocatori e sistemare quello stesso campo che tra pochi mesi verrà intitolato a suo nome. Era qualcosa di più sì, difensore dal grande tempismo, in un’unica partita era capace di fare il custode del campo, l’allenatore, l’arbitro, il guardalinee, il libero e soprattutto il direttore sportivo… perché prima di tutto c’era da fare le squadre e lui un paio di difensori bravi (che fossero africani, brasiliani o asiatici) riusciva a prenderseli sempre. Per tutto questo Albert Dreston “era” il calcio a Loppiano, un vero capitano, perché compagno di squadra di tutti, anche quando avversario. Un’autentica …”leggenda”. Pronunciare il suo nome oggi è aprire il grande libro del Movimento dei Focolari, ricco di persone care, vite preziose. È soffermarsi sul capitolo di un uomo che nelle forme più diverse ha saputo donare il suo tempo per aiutare gli altri. Negli ultimi anni qualcuno si domandava se potesse giocare ancora a calcio, se non fosse arrivato il momento di fare una partita d’addio, appendere le scarpette al chiodo e chiudere in bellezza questa storia. Qualcuno aveva il coraggio di sussurrarglielo con rispetto. Ingenui tutti noi che ci abbiamo provato. Albert, con testarda e teutonica coerenza rispondeva: “Io passerò direttamente dal campo sportivo al campo santo.” E così, in un certo senso, è stato. Ci ha salutati di venerdì. Come al solito, tempismo perfetto: per le ultime convocazioni alla vigilia del match, per fare le squadre e continuare a rinviare dal fondo… tra i campi Elisi. Buon paradiso calcistico capitano… e grazie!
Andrea Cardinali
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1 Gen 2020 | Chiara Lubich
Chiara Lubich ha affermato più volte che lavorare per stabilire rapporti di pace nel mondo è un fatto rivoluzionario. Si apre un nuovo decennio che coincide anche con il centenario della nascita della fondatrice dei Focolari
“Sai chi sono gli operatori di pace di cui parla Gesù?” Esordisce così Chiara Lubich nel suo commento alla Parola di vita del mese di febbraio 1981. Una domanda che rivolge anche a noi oggi più che mai, nella Giornata internazionale della pace. Chi opera la pace crea e stabilisce legami, appiana le tensioni – spiega Chiara. Scopriremo così che sono infinite le occasioni per essere veri operatori di pace.
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26 Dic 2019 | Sociale
Firmato un accordo di partnership tra la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) e New Humanity, la ONG internazionale del Movimento di Focolari. Obiettivo: continuare a lavorare insieme per sconfiggere la fame nel mondo entro il 2030.

©FAO/Giulio Napolitano.
Un accordo che rafforza una collaborazione già in atto, un documento che conferma il comune impegno per far sparire la fame e la povertà dal nostro pianeta. E’ questo il senso dell’accordo di partnership firmato il 19 dicembre scorso a Roma tra la FAO, la più grande agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione e agricoltura, e New Humanity, la ONG internazionale del Movimento di Focolari. L’accordo è indirizzato alla promozione, in particolare con le nuove generazioni, di azioni, attività, iniziative per realizzare il progetto Fame Zero, secondo degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile. “Grazie per il lavoro che avete già svolto con noi come New Humanity collaborando per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), per Fame Zero e per il futuro del pianeta e del mondo”. Con queste parole la Dott.ssa Yasmina Bouziane, Direttrice dell’Ufficio per la Comunicazione Istituzionale della FAO, ha accolto nella sede della FAO di Roma il dott. Marco Desalvo, Presidente della ONG New Humanity insieme ad una piccola delegazione di giovani dei Focolari. “Sappiamo che abbiamo solo altri 10 anni per raggiungere gli Obiettivi. Ciò che voi fate con i giovani di ogni estrazione è estremamente importante, perché i giovani sono l’innovazione, il cambiamento, sono quelli che si aspettano le informazioni, senza di esse non possiamo arrivare alle azioni concrete che vogliamo fare”. “Quello che firmiamo oggi – ha aggiunto – è un’altra conferma che è solo in partnership che possiamo andare avanti. Già apprezziamo molto ciò che il Movimento dei Focolari e New Humanity hanno fatto con le proprie iniziative, quindi, insieme, penso che possiamo sicuramente andare avanti e sostenere veramente i Paesi e l’intero pianeta per raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030” . “Grazie. Anche per noi, questa firma significa molto – ha detto Marco Desalvo parlando dell’accordo – Penso alle migliaia di giovani che stanno già lavorando per il progetto Fame Zero. Ma questo è anche un nuovo impegno per noi. Pensavo ieri che Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento dei Focolari ha iniziato andando verso coloro che avevano fame, a Trento, pensando di risolvere il problema sociale della città. Ora siamo in tutto il mondo e vogliamo continuare e raggiungere l’obiettivo”. La collaborazione tra la FAO e New Humanity è già iniziata da qualche tempo. Raccogliendo l’invito della FAO ai ragazzi e giovani ad impegnarsi in particolare per Fame Zero, molte sono state le iniziative alle quali si è dato vita. Un gruppo di ragazzi di 11 Paesi ha elaborato la “Carta d’Impegno” (http://www.teens4unity.org/cosa-facciamo/famezero/) dei Ragazzi per l’Unità verso Fame Zero. Ogni anno in maggio, la “Settimana Mondo Unito” e la staffetta mondiale “Run4Unity” sono dedicate anche alla sensibilizzazione e azione sul fronte Fame Zero. La rivista bimestrale Teens ha una rubrica dedicata a queste tematiche Fame Zero (https://www.cittanuova.it/riviste/9772499790212/).- Nel giugno 2018 sono state accolte nella sede FAO di Roma 630 giovani ragazze (dai 9 ai 14 anni) del Movimento dei Focolari (https://www.focolare.org/news/2018/06/26/prime-cittadine-famezero/). A fronte del loro impegno per questo obiettivo è stato consegnato a ciascuna un passaporto e sono divenute “le prime cittadine Fame Zero”. Recentemente è stato realizzato un libro (http://new-humanity.org/it/pdf/italiano/diritto-allo-sviluppo/214-new-humanity-e-fao-libro-generazione-fame-zero-ragazzi-in-cammino-verso-un-mondo-senza-fame/file.html), frutto della collaborazione tra FAO e New Humanity per i ragazzi (12-14 anni) dal titolo “Generazione #FameZero. Ragazzi in cammino verso un mondo senza fame”. In esso si propone, partendo da testimonianza vere, un nuovo stile di vita che possa concorrere a realizzare un mondo unito e, quindi, vincere anche la fame e la povertà. Una copia è stata consegnata anche alla Dott.ssa Bouziane “Custodirò questo libro, grazie!”. Ha continuato affermando che, come giovani e ragazzi, devono valutare insieme quali sono le priorità sulle quali si vogliono impegnare. Di esse, hanno spiegato i giovani presenti, si parlerà anche nei prossimi incontri internazionali di formazione per le nuove generazioni a Trento ad inizio 2020 e nei Cantieri dei Ragazzi per l’unità in Kenya e Costa d’Avorio. “Il nostro impegno – ha concluso la Dott.ssa Bouziane – è lavorare con voi sulle vostre priorità per poter raggiungere Fame Zero, perché la nostra priorità è raggiungere Fame Zero con voi, insieme”.
Stefania Tanesini
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