Movimento dei Focolari

[:de]2015: Ein Jahr des Ja

Che sia l’Anno del Sì «Il mio augurio di un Natale ricco di doni e di gioia, soprattutto di doni dal Cielo. Con la gratitudine nell’anima per l’anno che si conclude, vorrei che il 2015 sia “l’anno del Sì!”. Che significa: di fronte ad ogni situazione dire un sì gioioso, pieno. Un sì ripetuto infinite volte: sì a Dio che ci chiede qualche cosa di non previsto, sì a quel prossimo che ha bisogno del nostro amore concreto, sì ad un dolore inatteso, sì a Gesù che ci aspetta nell’umanità per essere accolto, trasformando il dolore in gioia, in vita e risurrezione. Sì sempre. Che questo anno si alzi da tutti noi un “coro di sì” per fare sorridere il mondo con quella gioia che Gesù ci dona. Tanti auguri a tutti!». Maria Voce (Emmaus)


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Costa d’Avorio: il “rischio” della fraternità

Vangelo vissuto: c’è sempre qualcosa da dare

20141215-01Qualcosa da fare Quando a noi giovani è giunta notizia che fuori città, nel deserto, c’era una colonia di 1000 persone colpite dalla lebbra, siamo andati a vedere la situazione ed abbiamo scoperto che lì mancava tutto, persino l’assistenza medica. Dopo aver preso accordi con la Caritas, da allora siamo un gruppo formato da cristiani e musulmani che si reca lì nei giorni liberi dal lavoro. Per essere di aiuto concreto, due studenti di medicina si sono aggiornati sui metodi di cura della lebbra. Altri si son dati da fare con altri servizi, come dipingere le abitazioni. Un altro, giornalista, ha scritto articoli su vari giornali e riviste in modo da informare e sensibilizzare al problema quante più persone possibile. Soprattutto ci siamo accorti che questi malati hanno bisogno di qualcuno che li ascolti: questo per loro è ancora più importante delle medicine. L’esperienza ci sta facendo capire che ciascuno può sempre fare e dare qualcosa a vantaggio degli altri. S. H. – Egitto Il carrello 20141215-02Già diverse volte quel povero aveva bussato alla nostra porta per chiedere dei soldi. Ho sempre pensato che è meglio insegnare a pescare piuttosto che regalare il pesce, per cui mi sono messo a costruirgli un piccolo carrello per vendere dei dolci e del caffè. Con un tavolino metallico che avevamo in casa ho fatto la vetrina e con il ricavato della vendita di carta ho comprato le rotelle. Insomma è risultato un bel carrello. Poi siamo andati a Bogotà, nella zona frequentata da questo povero, per consegnarglielo. Era meravigliato, così felice che ha chiesto di farsi una foto con noi. Si è messo a lavorare subito ed ora ha una vita più dignitosa. O. M. – Colombia 20141215-03Ho trovato un amico! Stavo andando in auto dal medico. Pioveva e avevo fretta. Avevo appena superato un uomo che sul margine della strada camminava a fatica quando ci ho ripensato e, innestata la retro marcia, l’ho invitato a salire. Stava recandosi anche lui dal medico… il mio stesso medico! Appena l’ha saputo ha esclamato: «Oggi ho trovato un angelo!». In effetti mi chiamo proprio Angelo e quando lui l’ha saputo, si è fatto una bella risata. Usciti dal medico, ho riaccompagnato Antonio (questo il suo nome) prima a fare un po’ di spesa, poi a casa sua, dove mi ha presentato la moglie Antonietta. Insieme al racconto di un pezzo della loro storia, mi hanno offerto un bicchierino di liquore e biscotti fatti da lei. Ai saluti, ci siamo scambiati i numeri di telefono e ripromessi di incontrarci ancora. Antonio: «Oggi ho trovato un amico». E Antonietta, sopraggiunta con 12 uova fresche: «Sono ancora calde, appena prese dalle nostre galline». Sembrava che il tempo si fosse fermato. Veramente c’è più gioia nel dare che nel ricevere! Angelo D. N. – Italia (altro…)