4 Ago 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
L’emergenza educativa è una delle sfide più urgenti di questa nostra epoca: è necessario infatti rinnovare gli itinerari formativi, per renderli adatti alla vita delle persone che si relazionano nell’era della globalizzazione. Come fare? Il compito non è facile, ma neppure impossibile. Un gruppo di educatori italiani, insegnanti, dirigenti, animatori di gruppi giovanili, psicologi, pedagogisti, si sono riuniti in un “Tavolo Nazionale dell’Educazione”, che dal 2010 si riunisce a Grottaferrata (Roma), presso la sede del Movimento Umanità Nuova, che ne è l’ente promotore insieme ad AMU, EDU e Ragazzi per l’Unità. Cecilia Landucci insegna lettere in una scuola secondaria di primo grado in provincia di Roma ed è coordinatrice dell’iniziativa nell’ambito della commissione “Educazione e cultura” di Umanità Nuova: «Il Tavolo è una rete concreta fra noi educatori, grazie alla quale possiamo sperimentare una comunione di vita che diventa metodo di lavoro; la conoscenza delle varie esperienze promuove la collaborazione, fa uscire dall’isolamento, favorendo la diffusione di quanto già in atto come vita e come pensiero culturale nel campo dell’educazione alla luce del Carisma dell’Unità; l’obiettivo è l’elaborazione di un progetto per la scuola italiana, che possa contribuire alla sua ridefinizione». Il Tavolo mette dunque in rete iniziative educative, didattiche e metodologiche di varie parti d’Italia, come l’educazione alla pace, alla cittadinanza, all’apprendimento, che mostrano come solo un’autentica relazione interpersonale, di donazione reciproca, può essere il principio di ogni grande evento educativo, in grado di favorire la piena realizzazione della personalità di ciascuno e di tutti. Ne sono testimoni gli studenti di un liceo scientifico in provincia di Catania, in cui da anni sono in atto vari percorsi pedagogici di educazione al bene comune, per valorizzare non solo il patrimonio culturale delle singole discipline, ma l’unità del sapere umano e i valori universali, al fine di aiutare gli alunni ad interiorizzarne i messaggi per trasformarli in modus vivendi. Con il coinvolgimento di docenti di varie materie, vengono proposti incontri con associazioni impegnate nell’ambito dello sviluppo, della cooperazione e del volontariato. “Noi ragazzi non siamo soliti riflettere su questioni di questo genere, ma questo incontro ci ha aperto gli occhi, facendoci capire che l’intervento di ognuno, nel nostro piccolo, può essere decisivo”. (I.P. II A). I ragazzi diventano così protagonisti di azioni di solidarietà e condivisione, come, ad esempio, il “sostegno a distanza” di bambini che vivono situazioni difficili, ma anche all’interno della classe, facendo circolare materiali, talenti e competenze. “La fame, le guerre nel mondo, i paesi del terzo mondo…titoli che ormai conosciamo bene, titoli così lontani dalla nostra realtà da farci sentire impotenti… Nel nostro piccolo possiamo aiutare anche noi, incominciando dalla gente che ci circonda, dai poveri del nostro paese”. (G.M. III A) Una delle ultime novità dei lavori del Tavolo è la messa in agenda per il 2013 di un “ Meeting Internazionale del Mondo dell’Educazione”, che si terrà a Castelgandolfo (Rm) il 6-7-8 settembre 2013. Il Meeting avrà lo scopo di mettere insieme quanti nel mondo si occupano di educazione a vario titolo: la famiglia, naturalmente tutto il comparto scuola, i catechisti, gli animatori di gruppi, gli studiosi, i ragazzi. «Si costruirà insieme un momento comune, forte e significativo»- conclude Cecilia Landucci – «che a livello internazionale, avrà come base di lavoro il confronto, l’ascolto, lo scambio di idee e di percorsi educativi, le buone prassi realizzate e le progettualità da avviare». (altro…)
31 Lug 2012 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Circa sei mesi fa avevo litigato con una mia carissima amica. Ho provato a chiederle scusa tantissime volte, ma poiché da parte sua non c’era grande interesse a fare pace, ho deciso di smettere di cercarla. Oggi poi, ripensando alla riflessione che trattava del perdono, ho preso la decisione di riprovare a ricostruire il rapporto con lei. Ora mi affido completamente a Dio, nella speranza che mi doni la forza per perdonare e ricominciare. A Lui nulla è impossibile!». Questa è una delle esperienze vissute durante i giorni dedicati alla formazione dei giovani dal Movimento diocesano ad Ascoli Piceno. Questa diramazione del Movimento dei Focolari – attiva in diverse diocesi d’Italia – si propone di cooperare alla realizzazione del testamento di Gesù: “che tutti siano una cosa sola”, animando, mediante la spiritualità dell’unità, le strutture della Chiesa particolare. Campi scuola e scuole di formazione durante l’estate per bambini, ragazzi e giovani, sono una caratteristica del Movimento diocesano, da anni. Esperienze forti per chi vi partecipa, in genere culmine di un anno di impegno in parrocchia e nuovo inizio insieme con tutti.
Un filo conduttore al mattino, per capire e scoprire l’Amore di Dio nella nostra vita, e Workshop nel pomeriggio. L’amore verso Dio e verso i fratelli si può esprimere in molti modi, e sono queste “forme dell’amore” (da qui il titolo del campo, svoltosi dal 18 al 25 giugno 2012) ad essere l’argomento principale dei workshop, con l’aiuto di alcuni esperti nel campo dell’arte, linguaggio del corpo e cosmologia. Tele dipinte dai ragazzi, espressione dei sentimenti di amore e di odio; fotografia come arte universo e corpi celesti, come bellezze del cosmo regolate da leggi fisiche che parlano di reciprocità; corpo e anima secondo le prospettive di vari filosofi: temi sui quali si sono confrontati i giovani tra i 15 e 17 anni presenti al campo, mettendo in gioco anche le proprie riflessioni ed esperienze personali. “Siamo arrivati alla conclusione – scrivono – che un’opera d’arte è qualsiasi gesto fatto per gli altri. Anche nei posti più cupi vi è amore e il compito dell’artista è di trovare ovunque il bello e trasmetterlo”. E fra le memorie di questi giovani protagonisti, lasciate sul blog, leggiamo: «L’anno scorso mi è capitato di essermi allontanato da Dio, a causa di una brutta situazione scolastica, che ha poi coinvolto ogni altro aspetto della mia vita. Andava tutto male e rischiavo di essere sospeso dalle attività scolastiche. Poi a marzo ho vissuto una bella esperienza con altri giovani. La mia vita è completamente cambiata, poiché ho conosciuto Dio più da vicino, e ho capito che è Amore. Da quel momento in poi il mio unico obiettivo è stato quello di amare e pian piano tutte le mie situazioni difficili si sono risolte. L’esperienza del campo mi sta donando tantissimo e sento ancor più forte la presenza di Dio nel mio cuore. Spero tanto di poter continuare a donare tutto me stesso agli altri!!!». http://www.movimentodiocesanoascolipiceno.org (altro…)
20 Lug 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
La grande crisi finanziaria ed economica scoppiata nel 2008, ha avuto conseguenze molto serie per imprese, famiglie, associazioni, ancora oggi sotto gli occhi di tutti. Se la situazione non presenta molte vie d’uscita, come ogni crisi, anche quella in atto scuote le coscienze, e insieme alla disperazione e all’attesa, muove anche le idee creando nuove possibilità. Se ne sono accorti un gruppo di operatori del mondo bancario e finanziario di Roma: Daria, Domenico, Paola, Rosapina, Sandro, Gabriele, Assunta. Tutti insieme condividono una lunga amicizia, la professionalità, ma soprattutto credono che i valori del Vangelo possono essere vissuti in banca, in posta, nelle assicurazioni e nei servizi al credito, insomma nei loro ambiti di lavoro. Con lo scoppio della crisi a ognuno di loro è arrivata una richiesta di aiuto, per rinegoziare un mutuo, per leggere un documento bancario, per operare un investimento più oculato. Nel tempo, il gruppo si è dato un nome, “Commissione Finanza”, legandosi al Movimento Umanità Nuova dei Focolari, presente a Roma: le riunioni sono diventate un’occasione di condivisione delle varie esperienze, con la possibilità di un confronto sulle problematiche e sulle crisi di coscienza che quotidianamente ogni membro del gruppo era chiamato ad affrontare, dando nuovo senso all’impegno professionale di ciascuno in un ambiente a volte un po’ difficile. Da questo dialogo è nato già da alcuni anni un frutto significativo: è la Newsletter “Risparmio&Finanza”, il cui scopo è proprio quello di mettere a disposizione dei cittadini la “professionalità” in campo economico e finanziario come un patrimonio da far circolare soprattutto per aiutare chi è meno competente nell’affrontare queste problematiche. Ogni newsletter offre uno sguardo sull’attualità finanziaria senza tecnicismi; propone un approfondimento sulla Dottrina Sociale della Chiesa; annuncia le novità sui mercati e quelle in materia di prodotti finanziari; «Ma prima di tutto la newsletter è un’occasione di dialogo attraverso un indirizzo di posta elettronica. Da questo lavoro ci accorgiamo che la condivisione dei problemi o delle scelte da compiere è fondamentale, perché spesso nel nostro lavoro si smarrisce il senso del “bene comune” su quello che ci è chiesto di fare». L’ampia diffusione di ogni numero attraverso internet e le reti sociali ha consentito di allargare questa esperienza condividendola anche con altri operatori del settore presenti in varie regioni d’Italia: «Stiamo creando una rete da cui emerge sempre più forte l’esigenza di sperimentare una relazione vera, dove la comunione è un metodo di lavoro concreto, che accoglie l’altro con tutte le sue problematiche, facendoci trovare poi le soluzioni più appropriate». Ne è un esempio quanto raccontano Giovanna e Carlo di Roma: «Grazie a questa rete abbiamo aiutato in questi anni varie persone che avevano bisogno, con tanti piccoli prestiti senza interessi che puntualmente ci sono stati sempre restituiti. La cosa bella è che quando ne abbiamo avuto bisogno noi, ci è offerta la somma che ci mancava: si trattava di 20.000 euro che abbiamo restituito in tutta tranquillità e risparmiando tempo e burocrazia che comporta il dover rivolgersi ad una banca. Nel nostro piccolo, possiamo assicurarvi che il “date e vi sarà dato” che dice il Vangelo è proprio vero e che la provvidenza non si fa mai attendere».
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18 Lug 2012 | Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale

Il logo del progetto (spiegazione sotto)
Quale futuro ci attende? È la domanda aperta di milioni di giovani che dall’Asia al Medio Oriente non vogliono stare a guardare. Il Genfest può segnare un’opportunità, per molti di loro: allargare l’orizzonte oltre le guerre civili e rivoluzioni fallite, crisi globalizzata e cultura della paura, e tentare anche proposte ardite. Come quella di costituire un gruppo di ricerca per studiare se e come il “principio dimenticato” della storia moderna, la fraternità, sia in grado di incidere nelle scelte individuali e collettive.
United World Project (UWP) è il nome del progetto, ideato dai Giovani per un Mondo Unito dei Focolari (www.y4uw.org) e aperto alla collaborazione di tutti gruppi giovanili e reti internazionali, appartenenti ad altre culture e fedi religiose, con cui si è cooperato su temi diversi negli anni passati. Una riflessione ispiratrice: «La fraternità può realizzare nella città libertà e uguaglianza, che consiste nel creare le condizioni perché ciascuno, cittadino, famiglia, associazione, azienda, scuola, possa esprimere la propria personalità e dare il meglio di sé», come affermava Chiara Lubich nel 2001. Ai giovani il compito di tradurre in scelte concrete questo pensiero. Con un supporto di esperti e di giovani professionisti, il progetto ha preso forma, e si articolerà in tre fasi: Network (la rete), Watch (l’osservatorio), Workshop (il laboratorio).
United World NETWORK: il comporsi di una rete di giovani in tutto il mondo ai quali si chiede di prendere un impegno personale con la propria firma. Ha come finalità approfondire le esigenze di una cultura di fraternità universale e l’impegno a vivere la “regola d’oro”: fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Questa prima fase del progetto inizierà durante il Genfest, con la prima raccolta di firme, e si svolgerà fino all’avvio della prossima Settimana Mondo Unito, il 1° maggio 2013, quando si costituirà ufficialmente l’Osservatorio permanente.
- United World WATCH: la costituzione di un Osservatorio internazionale permanente per prendere in esame azioni e iniziative che di fatto sono state in grado di generare un “incremento di fraternità” nel tessuto sociale, economico, culturale e politico del pianeta. Valuterà indicatori di coesione sociale, di pace, di accoglienza e dialogo tra persone di diverse fedi e culture, di interdipendenza, di riconoscimento di diritti, di perdono e riconciliazione, di inclusione e integrazione, di riduzione di disuguaglianze, di rispetto e attenzione dell’ambiente… L’Osservatorio dovrà inoltre promuovere iniziative culturali specifiche.
- United World WORKSHOP: la richiesta all’ONU di riconoscere l’interesse internazionale della Settimana Mondo Unito, confermando e allargando ancora di più l’appuntamento annuale che da più di quindici anni vede i giovani dei Focolari – assieme a tanti altri – impegnati a dare voce alla fraternità universale. Il processo di riconoscimento presso l’ONU è già avviato.
United World Project è indirizzato a tutti i Paesi, a tutti i popoli, con un posto privilegiato per l’Africa, che da tempo (a partire dagli anni ’60) accoglie i cantieri di fraternità dei Giovani per un Mondo Unito. In questo percorso comune si è imparato, nella condivisione delle sofferenze, anche il forte senso di comunità, i nuovi modelli di partecipazione e il possibile cambiamento. Ark Tabin, delle Filippine fa parte del gruppo di lavoro UWP, e si è occupato in particolare della mappatura che servirà come base per l’osservatorio, sulle iniziative già in atto nei vari Paesi. Nella sua città, ad esempio, un programma alimentare per i bambini più poveri, e una raccolta di vestiario per i pazienti di un ospedale, provenienti dai villaggi lontani. Per lui la firma significa “non solo sposare un’idea, ma impegnarsi a vivere bene, a guardarsi attorno, a intervenire. Quando hai firmato, vuol dire che vuoi impegnarti a cambiare il mondo a partire da dove sei”. Appuntamento al 1° settembre, quindi, dove la raccolta delle firma sarà parte del Let’s bridge, la costruzione di ponti, metafora sostanziale del Genfest. www.genfest.org Altre info su: https://www.focolare.org/area-press-focus/it/ Logo: Il logo, realizzato da un giovane grafico italiano, si compone da due cerchi. Quello interno – tratteggiato a matita, a dire la sua vulnerabilità – rappresenta il mondo. Quello esterno – di colore blu, a significare l’universalità del cielo – rappresenta un manto che protegge. Sono esclusi altri significati religiosi o politici.
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The Genfest 2012 project has been funded with support from the European Commission.
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12 Lug 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Sulle colline che sovrastano Kicevo, a metà strada fra la capitale Skopje e la storica città di Ohrid nel sud, dal 28 giugno al 1° luglio si è svolta la Mariapoli della Macedonia, ospitata in un originale hotel, centro di incontri di artisti, decorato con opere di diverso tipo sia all’interno che nel bellissimo parco. Un’ottantina di persone, soprattutto dalla Macedonia, ma anche dal Kosovo e dalla Serbia. Sono in maggioranza gruppi familiari cristiani cattolici e ortodossi, e non pochi musulmani. Quattro giorni per approfondire la Parola di Dio e il dialogo fra le religioni. Dialogo, infatti, è la parola chiave di questa Mariapoli, sottolineato dall’intervento di Mons. Anton Cirimotić di Skopje, e da Christina Lee e Roberto Catalano del Centro per il dialogo interreligioso del Movimento dei focolari. Il dialogo che i Focolari promuovono si fonda sulla spiritualità ed in particolare sulla centralità dell’amore. Essa trova un’eco immediata nelle altre religioni e culture, grazie alla Regola d’Oro: “Fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”. Questo richiede spesso di fare il primo passo verso l’altro, senza aspettarsi niente in cambio, e fino al punto di essere pronti a dare la vita. Un giorno dedicato in particolare alla famiglia, con una carrellata di esperienze di dove si evidenziano le sfide del mondo globalizzato e quelle tipiche del posto. La famiglia, qui, ha ancora valori significativi. Il prof. Aziz Shehu con la moglie, racconta cosa lo spirito di comunione abbia significato per lui anche come accademico. Aziz è il padre dell’asilo “le Perle”, e racconta di come questo esperimento pilota sia il suo contributo alla società della Macedonia in un momento in cui è necessario lavorare insieme verso una vera integrazione.
Altro giorno con un forte timbro giovanile: una presentazione dei giovani, seguita da impressioni a viva voce; condivisioni profonde, personali, spesso anche intime; il coro che ha animato tutto l’incontro; una danza sull’autenticità dei rapporti nonostante le diversità, che esprime quanto vissuto durante la Mariapoli. Comincia un giovane cattolico, che confessa di aver sperimentato un cambiamento profondo in questi giorni. Il suo cristianesimo era tale da escludere sia musulmani che atei e, persino, ortodossi. Alla Mariapoli ha scoperto che persone di fedi e di culture diverse possono convivere e che ognuno con la sua fede porta una luce. «Ho capito che Dio manda il sole per tutti. Non solo per noi cristiani e quindi io mi devo comportare di conseguenza». È proprio su questo punto che si giocano molte delle altre impressioni: una ragazzina del Kosovo venuta qui con madre e fratello, parla solo albanese. Dice a tutti che non pensava di fare un’esperienza del genere e di essere accettata come è stata accettata. Un funzionario ministeriale, musulmano, dice di essere rimasto profondamente colpito da come il dialogo fosse vissuto e parte convinto che sia l’unica soluzione ai problemi della Macedonia. Una signora ortodossa, artista, dice di essersi trovata perfettamente a suo agio in questo ambiente. Così come per una giovane ragazza che racconta di aver scoperto come l’apertura verso gli altri aiuti non solo ad essere musulmani o cristiani migliori, ma anche uomini e donne veri. La partenza degli ottanta partecipanti del convegno estivo a Kicevo lascia una certezza: questa esperienza ha dato il senso che l’unità fra i diversi è possibile. È cresciuta la coscienza di essere protagonisti come costruttori di dialogo in questo Paese. (altro…)