Movimento dei Focolari

Un seme lanciato lontano

Lug 18, 2018

La 44 edizione della “Settimana della cultura italiana” di Ottawa, in Canada, propone ogni anno un programma che spazia dall’arte, alla cultura, alla storia italiana. Tra gli eventi, il 16 giugno scorso, la presentazione della fondatrice dei Focolari.

Chiara Lubich è tra le donne italiane più stimate e per questo da ricordare, secondo il Comitato organizzatore dell’ “Italian week”. Nella kermesse lunga dieci giorni, che si è svolta a Ottawa, capitale del Canada, dal 6 al 25 giugno scorso, figurano nomi illustri, simbolo della cultura italiana, da Giacomo Puccini a Sophia Loren, da Vittorio De Sica a Alda Merini. Più inaspettata la proposta del Comitato di inserire anche Chiara Lubich tra le donne italiane da celebrare. Alla proposta, la comunità dei Focolari si è chiesta: come presentare il carisma dell’unità in una società multiculturale e multireligiosa, costantemente alla ricerca di soluzioni di convivenza pacifiche e rispettose di tutte le diversità? In una società, in cui il rapporto con gli aborigeni rimane una sfida sempre aperta, con tutte le contraddizioni e le conseguenze sul piano relazionale e sociale? «Durante il periodo di preparazione dell’evento – spiegano tra gli altri Fernando e Lucie – abbiamo saputo che alcuni musulmani di Montréal, discepoli del Dott. Shomali, avevano partecipato ad un recente Congresso da noi promosso a Castelgandolfo, nei pressi di Roma. Nel desiderio di lavorare insieme, ci hanno dato la loro disponibilità a offrire una testimonianza». Il 16 giugno, scrivono, «la sala San Marco, nel cuore della “Little Italy” a Ottawa, ha cominciato a popolarsi di persone originarie dall’Africa, dall’Asia, dal Medio Oriente e, naturalmente, dall’Italia e dal Canada, presente anche il nunzio apostolico, Mons. Luigi Bonazzi, e il Ministro Fabrizio Nava, in rappresentanza dell’Ambasciata italiana». Diverse le esperienze che in quel contesto testimoniano l’attualità del carisma di Chiara Lubich. A cominciare da quella di Jacques, focolarino a Toronto e “pioniere” della diffusione dell’ideale dell’unità in Canada, dopo un incontro casuale con due italiani a Vancouver. Poi è la volta di Anne, manager di un tour operator dal nome emblematico, “Spiritours”, che racconta la scoperta dell’Economia di Comunione come occasione per vivere concretamente il Vangelo, anche in azienda. Poi prende la parola Maria, focolarina brasiliana a Montréal, testimone di un’esperienza di incontro con gli aborigeni di Wati, nel Gran Nord. Insieme ad altre quattro persone, ha trascorso un mese con loro, lo scorso anno, su richiesta della Chiesa locale. E ancora: Edwige, originaria del Togo, attualmente a Rimouski, provincia di Québec. Dopo essere stata tra le prime studentesse all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, in Italia, ha cominciato a mettere “la persona al centro”: per questo suo stile di vita, di recente ha ottenuto una menzione d’onore, di solito riservata ai docenti, dall’Università che ora frequenta. Poi è la volta di Fatima, che insieme a Mostapha offre una esperienza di dialogo tra musulmani e cristiani, a contatto con il carisma di Chiara. «Una delle lezioni più importanti che ho imparato – dice – è che l’unità è un dono di Dio e che una manifestazione dell’unità è l’armonia nella diversità». Infine il Nunzio in Canada, Mons. Luigi Bonazzi, che più volte ha incontrato la fondatrice dei Focolari, confida ai presenti di aver fatto con lei, nel lontano 1975, il patto di “stare sempre su” nonostante le difficoltà, patto che lo ha sempre sostenuto nella sua intensa attività diplomatica. Al termine del programma viene proposto un discorso pronunciato a Washington, nel 2000, da Chiara Lubich, sul tema “l’arte di amare”. «Grazie a questo evento – concludono – pubblicizzato attraverso i social e diversi siti web, il seme della spiritualità dell’unità è stato lanciato lontano anche in Canada, e promette nuovi frutti». Chiara Favotti

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