Movimento dei Focolari

Vangelo vissuto: gioie e dolori

Apr 6, 2015

Un amore continuo e infaticabile, perseverante e disinteressato, che si affida a sua volta all’amore più grande e potente di Dio, è il messaggio della Parola di Vita di aprile. Il racconto di chi ci ha provato.

20150505-01Come il figlio della parabola «Nostro figlio maggiore, 17 anni, una sera non è tornato a casa. Cosa pensare? Non ci aveva mai dato di queste preoccupazioni. Potevamo solo pregare. La mattina dopo, dai genitori di due suoi amici siamo venuti a sapere che erano partiti tutti e tre per Firenze. Chi voleva far intervenire la polizia, chi sosteneva che avrebbe cacciato di casa il suo ragazzo. Mia moglie invece ed io ci mantenevamo tranquilli: avevamo messo tutto nelle mani di Dio. Solo ogni tanto ci arrivava qualche notizia. Pur addolorati, ci sentivamo più uniti in famiglia. Su una cosa eravamo tutti d’accordo: l’avremmo accolto con gioia, come nella parabola del figlio prodigo, senza fargli pesare quella ragazzata. Dopo una settimana i tre sono tornati all’ovile. Il nostro, sentendosi amato, ha assicurato piangendo che non avrebbe fatto mai più un’azione del genere. Venuto poi a sapere che gli altri compagni d’avventura erano stati trattati ben diversamente, ha capito meglio la fortuna di avere una famiglia nella quale si cerca di vivere secondo il Vangelo». F.A. – Roma Un dolore condiviso «Il padre e una sorella di una compagna di mia figlia erano morti in un incidente. Anch’io avevo perso mio padre così. Conoscevo solo di vista la mamma, ma saputa la disgrazia ho sentito l’impulso ad andare a trovarla. Per non limitarmi ad una semplice visita, sapendola in difficoltà economiche, le ho portato vari generi alimentari e ho cercato di consolarla. Sono tornata più volte da lei. Le ho anche offerto una somma che avevo messa da parte. Col passar dei giorni lei era più forte, più fiduciosa nella vita e grata per l’amicizia nata fra noi grazie a quel dolore condiviso». B. G. – Bolivia Il berretto «Era inverno e con i miei compagni giocavo nel cortile della scuola. Faceva tanto freddo. Ad un tratto una bambina s’è messa a piangere: il berretto non le copriva bene le orecchie che erano così fredde da farle male. Allora, sapendo di amare Gesù in lei, le ho dato il mio berretto che teneva più caldo». J. – Belgio La merenda «Ero nel cortile e stavo facendo merenda. Ho visto una mia compagnetta che tirava i capelli ad un’altra bambina, allora ho lasciato la merenda sul muretto sono andata a dire di non fare così perché Gesù ha detto che bisogna amare sempre. Ma siccome si sono messe a piangere, sono andata a prendere la merenda e ne ho dato un po’ a ciascuna di loro. È vero che sono rimasta con un po’ di fame, ma ero felice perché ero riuscita ad amare». Valentina – Italia   Fonte: Il Vangelo del giorno – Aprile 2015 – Città Nuova editrice

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Istituto Universitario Sophia: nuova offerta formativa

Istituto Universitario Sophia: nuova offerta formativa

Un percorso universitario rinnovato e completo (triennale e magistrale) orientato alle professioni del futuro con doppio titolo (ecclesiastico e civile) nella nuova sede didattica della città di Firenze (Italia).

In udienza da Papa Leone XIV

In udienza da Papa Leone XIV

Sabato 21 marzo 2026, i partecipanti all’Assemblea del Movimento dei Focolari sono stati ricevuti in udienza privata da Papa Leone XIV. Il pontefice ha riconfermato l’essenza e la fecondità del carisma dell’unità, dono di Dio per la Chiesa e per il mondo ed ha incoraggiato a vivere con fiducia, trasparenza e responsabilità questa fase post fondazionale.

Vangelo Vissuto: “Resta con noi, perché si fa sera” (Lc 24,29)

Vangelo Vissuto: “Resta con noi, perché si fa sera” (Lc 24,29)

Come possiamo renderci conto della presenza di Gesù quando la notte, le ingiustizie e le disuguaglianze sopraggiungono? Quando la fatica e le sofferenze sembrano offuscare ogni speranza? La strada di Emmaus diventa simbolo del cammino di fede di ciascuno, del nostro desiderio profondo di ritrovare Cristo nelle scelte di ogni giorno; un incontro che porta alla gioia e alla testimonianza condivisa. È il commovente invito che tutti possiamo rivolgergli affinché, una volta ritrovato, rimanga con noi e fra noi.