Movimento dei Focolari

Vangelo Vissuto: “Resta con noi, perché si fa sera” (Lc 24,29)

Apr 8, 2026

Come possiamo renderci conto della presenza di Gesù quando la notte, le ingiustizie e le disuguaglianze sopraggiungono? Quando la fatica e le sofferenze sembrano offuscare ogni speranza? La strada di Emmaus diventa simbolo del cammino di fede di ciascuno, del nostro desiderio profondo di ritrovare Cristo nelle scelte di ogni giorno; un incontro che porta alla gioia e alla testimonianza condivisa. È il commovente invito che tutti possiamo rivolgergli affinché, una volta ritrovato, rimanga con noi e fra noi.
© Tolga Deniz Aran by Pexels

Mongomo è una piccola città della Guinea Equatoriale, alla frontiera col Gabon. Scrive suor Maria: “È un grande dono per la nostra comunità la permanenza con la gente di qui, così aperta alla Parola di Dio. Ogni mese l’aspettano con ansia nei villaggi vicini. La domenica, dato che non c’è quasi mai un sacerdote per celebrare la Santa Messa, si ritrovano con qualcuna di noi per sentirsi spiegare la Parola. Si riuniscono in più di cinquecento. Agli incontri in parrocchia a Mongomo, invece, riescono a partecipare soltanto una cinquantina. Bisogna tener conto del fatto che non hanno orologi, né nozione della data, per cui è molto difficile combinare degli appuntamenti, sicché le loro presenze non sono fisse. A volte poi devono percorrere (ovviamente a piedi) dieci, venti chilometri per arrivare. È commovente costatare che mai si stancano di sentir parlare di Dio. Vorrei che li sentiste raccontare come mettono in pratica il Vangelo: sono esperienze semplici, concrete… c’è da convertirsi a sentirle. Più volte ho sentito qualcuno di loro ripetere che la Parola di Dio gli è necessaria come il cibo”.

(Suor Maria – Guinea Equatoriale)

Ero rimasta particolarmente colpita ascoltando la frase del Vangelo “Se presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello…”. Infatti, non ero in buoni rapporti con una certa signora. Facendomi coraggio, sono andata da lei. Purtroppo, non solo non mi ha ascoltata, ma mi ha mandata via urlando. Demoralizzata, non sapevo cosa fare. Intanto mio figlio aveva ricevuto una lettera da un conoscente che si voleva scusare con lui per via di una piccola incomprensione tra loro capitata qualche giorno prima. C’era di che sorprendermi: primo, perché mio figlio è così piccolo che non sa ancora leggere, per cui ho dovuto leggergli la lettera; secondo, perché un adulto si scusava così seriamente con lui. Da tutto ciò ho tratto la spinta per scrivere a quella signora chiedendole perdono. Giorni dopo ricevo la sua telefonata: “Perdonami tu!”. Tornata da lei e chiarito ogni malinteso, piene di gioia, ci siamo riconciliate.

(H.B. – Germania)

A cura di Maria Grazia Berretta
Foto di copertina: © Saulo Leite by Pexels

1 commento

  1. Nico Tros

    Esperienze bellissime. Grazie a voi!

    Rispondi

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