Algeria: imparare a vivere insieme
Sei giorni, in una bellissima località a Tlemcen, capitale della cultura islamica 2011, hanno aiutato a scoprire che è possibile vivere in armonia tra credenti di diverse religioni. In un clima di unità vissuta circa quaranta persone provenienti dall’Europa e dal Medio Oriente si sono incontrate dal 2 al 7 giugno 2011, con la comunità musulmana dei Focolari in Algeria che da più di 45 anni vive lo spirito dell’unità. Gli interventi video registrati di Chiara Lubich e quelli in diretta dei diversi esperti musulmani presenti, hanno chiarito e dato risposte a molte domande su come vivere secondo il carisma di Chiara Lubich. Le varie testimonianze che si sono succedute, hanno arricchito gli scambi nei gruppi dove i partecipanti si sono espressi con grande libertà e apertura sugli argomenti trattati, sperimentando ancor di più di essere parte della grande famiglia dei Focolari. Il programma ha previsto anche la visita alle città di Tlemcen e Orano, offrendo in questo modo la possibilità di scoprire il ricchissimo patrimonio culturale e religioso che esse custodiscono, e che le rendono uniche nel loro genere. A conclusione dell’incontro un’impressione fra tutte: “E’ solo l’inizio di una nuova tappa della nostra vita verso una unità sempre più profonda.” (altro…)
Movimento politico per l’unità, a quindici anni dalla fondazione
Essere “costruttori di città nuove” è stato l’augurio di Maria Voce, presidente dei Focolari, per l’appuntamento del 20 giugno scorso, a Napoli, a ricordo della nascita del Movimento politico per l’unità (Mppu). “Nel contesto di una generale disillusione dei cittadini verso la “cosa pubblica”, – si augura Maria Voce nel suo messaggio – le realizzazioni presentate dal Mppu, magari piccole, ma significative, “fanno sperare nella stagione di una “politica nuova”, fatta di dialogo e di accoglienza reciproca”. Le radici. Il 2 maggio 1996, a Napoli, un gruppo di politici pone a Chiara Lubich una domanda cruciale: come sia possibile, per quanti militano in partiti diversi e su fronti opposti, “vivere quella fraternità che lei propone alla vita politica?”. La sua risposta chiede una nuova determinazione: l’unità attorno a valori fondamentali condivisi deve precedere le legittime appartenenze partitiche; il bene comune non può che raggiungersi con il contributo di tutti. Su queste idee-forza, che suscitano l’adesione convinta dei politici presenti, prende vita il Mppu. Dopo quindici anni, il 20 giugno 2011, ancora a Napoli, il convegno “La fraternità: una sfida per la politica”, che si svolge presso l’Auditorium della Giunta regionale, vuole dare riconoscimento anzitutto all’irruzione del carisma di Chiara Lubich nella storia civile. Sono presenti più di 150 persone; tra loro, parlamentari e amministratori convenuti anche da altre regioni. La prima relazione è affidata a Eli Folonari, per 50 anni a fianco di Chiara e oggi responsabile del ‘Centro Chiara Lubich’, che tratteggia l’excursus di questo percorso: dall’amore interpersonale all’amore sociale verso la polis. Oggi il Mppu opera in tutte le regioni italiane, in varie nazioni dell’Europa, dell’America latina, dell’Asia. Vi convergono le diverse esperienze politiche che si sono sviluppate negli anni dall’humus della spiritualità dell’unità, a partire da quella paradigmatica di Igino Giordani. Le linee fondamentali del Mppu vengono presentate da Marco Fatuzzo, presidente del Centro internazionale, a partire da una definizione offerta da Chiara Lubich stessa: “un laboratorio internazionale di lavoro politico comune, tra cittadini, funzionari, studiosi, politici impegnati a vari livelli, di ispirazioni e partiti diversi, che mettono la fraternità a base della loro vita”. In questa cornice, sono seguite alcune testimonianze significative: i laboratori di dialogo e di progettazione politica che il Mppu anima nei Parlamenti di alcuni Paesi – in Italia, come in Brasile, Argentina, Corea del Sud – la rete internazionale delle Scuole di formazione politica, in cui i giovani possono fare esperienza di una politica di comunione. Anche le città si mettono in rete: “Sono più di 100 quelle che, ad oggi, hanno aderito all’Associazione ‘Città per la fraternità”, ha riferito il sindaco di Rocca di Papa, Pasquale Boccia, attuale presidente. E perché non le Regioni? Emblematico, dunque, che nell’ottica di una visione più solidale del nostro Paese, proprio a conclusione del convegno, il presidente del Consiglio regionale della Campania, Paolo Romano, abbia comunicato l’adesione unanime dell’Ente all’Associazione “Città per la fraternità”, siglandone il protocollo d’intesa. A cura del Movimento politico per l’unità Leggi anche Città Nuova online (altro…)
Amicizie impensabili, tra persone di diverse convinzioni
«Nella DDR, dopo la svolta del 1989, non essendo più gratuita la partecipazione ad associazioni sportive, a causa del taglio delle sovvenzioni, molti giovani passavano negli ambienti neonazisti. E nessuno faceva niente. Disperato, sono andato addirittura dal prete cattolico, con il quale non avevo avuto mai niente a che fare in tutta la mia vita, per cantargliela: come mai la Chiesa non fa nulla?» È un allenatore della Sassonia, nella Germania orientale, a descrivere l’inizio di una ormai lunga amicizia con un sacerdote cattolico, pur non avendo un credo di tipo religioso. Cambio di scena. Un ex-ufficiale dell’armata del popolo e poi professore all’istituto superiore della sicurezza dello stato, cioè dei servizi segreti della DDR, partecipa al 50° anniversario del suo esame di maturità e incontra un collega di classe, che aveva intrapreso una strada tutta diversa. Si era fatto prete. Ma la diversità delle loro strade non ostacola l’amicizia che comincia a spuntare, anzi la favorisce. Il professore, infatti, ha iniziato già negli ultimi anni della DDR una ricerca intellettuale e per questo è stato rimosso dal suo posto di lavoro. La sua concezione di una società socialista non è compatibile con gli interessi del sistema al potere. Come altri, anche i due personaggi, l’allenatore e il professore della sicurezza dello stato, hanno poi trovato prospettive nuove nei raduni del Movimento dei focolari. Così nello scorso maggio hanno partecipato all’ incontro tra cristiani e persone senza un riferimento a una fede religiosa nel Centro Mariapoli di Zwochau, nelle vicinanze di Lipsia, (5 al 9 maggio 2011).
Genfest 2012: Costruendo ponti…
Quasi un centinaio tra giovani e meno giovani si sono incontrati al Centro Mariapoli di Castelgandolfo il 18 e 19 giugno per definire i punti chiave dell’evento. La provenienza molto variegata dei partecipanti – dal Brasile, alle Filippine, alla Cina, al Madagascar – ha permesso di avere una visione genuinamente “globale” dei contenuti e del programma, che non si limiterà al raduno all’Arena: su suggerimento e contributo dei giovani ungheresi, infatti, l’intenzione è quella di coinvolgere l’intera città, uscendo dalle mura del palasport e prevedendo dei momenti su strade, piazze e – soprattutto, dato il loro significato particolare per la capitale ungherese – ponti di Budapest. Fondamentale sarà il cammino di avvicinamento al Genfest durante l’anno che rimane, non solo per organizzare i dettagli dell’evento, ma anche per coinvolgere altri giovani e prepararsi ad un momento che vuole essere non un fine in sé, ma il culmine di un percorso di fraternità mondiale che non finisce lì: per questo ora parte il lavoro nelle singole nazioni. Non diciamo altro per non rovinare la sorpresa, ma per ora segnate le date sull’agenda: i Giovani per un Mondo Unito vi aspettano a Budapest dal 31 agosto al 2 settembre 2012. http://giovaniperunmondounito.blogspot.com/ [nggallery id=55] (altro…)


