Movimento dei Focolari

Bolivia: incontro e amicizia senza confini

Mag 15, 2026

Due famiglie di Vicenza (Italia) hanno vissuto in Bolivia un’esperienza intensa e profondamente significativa, entrando in contatto diretto con i progetti di sostegno a distanza promossi da Azione Famiglie Nuove (AFN). Non una semplice visita, ma un’immersione nella quotidianità di chi, ogni giorno, trasforma la solidarietà in opportunità di riscatto.

Azione Famiglie Nuove è un’organizzazione non profit internazionale del Movimento dei Focolari che opera per lo sviluppo libero e integrale di ogni persona, comunità e popolo, a partire dai più fragili e svantaggiati nel mondo, dal 2005 ente autorizzato per le Adozioni Internazionali dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Di questa realtà fanno parte anche Redi e Giacomo e Annalisa e Sergio, due coppie di Vicenza (Italia) che tempo fa hanno potuto realizzare il loro desiderio: tornare a incontrare delle famiglie boliviane conosciute durante un Convegno di “Famiglie Nuove” a Castel Gandolfo (Roma). Da quell’incontro era nato un legame semplice e autentico, che nessuno immaginava potesse continuare fino a trasformarsi, anni dopo, in un nuovo incontro dall’altra parte del mondo.

Approfittando della loro presenza lì, le due coppie italiane hanno potuto così visitare anche il progetto di AFN in Bolivia: il centro per l’infanzia Clara Luz a Santa Cruz e il centro sociale Rincón de Luz a Cochabamba. A Santa Cruz, nel quartiere di La Guardia, il centro “Clara Luz” accoglie ogni giorno bambini piccoli e in età prescolare. “Le aule sono semplici, ma curate e accoglienti, – raccontano. Qui i bambini trovano un ambiente educativo sicuro, mentre i fratelli più grandi ricevono sostegno scolastico”. Attorno a loro si sviluppa un lavoro più ampio che coinvolge anche le famiglie: orti domestici, piccoli allevamenti e percorsi di formazione che aiutano a costruire autonomia e dignità. Il centro “Clara Luz” accoglie volontari giovani del “Progetto Milonga”.

A Cochabamba, il centro “Rincón de Luz” rappresenta invece un punto di riferimento per la comunità.  “È un luogo che accoglie e sostiene le famiglie nella loro quotidianità- affermano le due coppie in visita. Ogni settimana vengono distribuiti pacchi alimentari, mentre durante l’anno si svolgono laboratori e attività educative per bambini e genitori”.

Durante la visita sono molto toccati dall’incontro con Reina, che racconta le origini del progetto e di come, tornata in Bolivia dopo un periodo di formazione come famiglia a Loppiano (FI, Italia), la Cittadella Movimento dei Focolari, aveva sentito forte il desiderio di incarnare nella concretezza l’ideale di Chiara Lubich, la Fondatrice. Coinvolgendo tutta la sua famiglia, figli, nuore, marito, ha iniziato ad accogliere nella propria casa una decina di bambini. Da lì, passo dopo passo, il progetto è cresciuto e strutturato fino a raggiungere circa 150 bambini, ma c’è tanto bisogno di aiuti.

Le famiglie del luogo vivono spesso situazioni di grande fragilità: povertà, solitudini, storie segnate da lutti e difficoltà. Emblematica la vicenda di una nonnina che si prende cura del marito invalido e della nipote rimasta orfana: “ogni giorno percorre molti chilometri per cercare qualcosa da mangiare e quando può passa dal centro per trovare aiuti”, raccontano.

Tra le persone incontrate c’è anche Silvio, uno dei primi bambini accolti dal progetto. Oggi è parte attiva della realtà di “Rincón de Luz”: segue le famiglie, con tanta delicatezza, distribuisce aiuti e mette il proprio tempo a servizio degli altri. Si percepisce che questo luogo è davvero la sua casa. Il viaggio si è rivelato un’esperienza molto forte, capace di far “toccare con mano” non solo la povertà, ma anche la dignità e la reciprocità tra le persone della comunità. “Pensavamo di portare qualcosa – raccontano – ma abbiamo ricevuto molto di più”.

Da questa esperienza nasce il desiderio di continuare questa amicizia a distanza: “abbiamo colto che quello che serve davvero è una goccia costante, e ci stiamo già immaginando nuove iniziative per coinvolgere altri, una cena solidale, momenti di condivisione per far conoscere il progetto, tutti modi per allargare l’esperienza di famiglia tra famiglie, dove la distanza geografica si accorcia e lascia spazio a un’amicizia profonda e autentica”.

A cura della redazione

Foto © Mariachiara Bianco e Azione Famiglie Nuove

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