Movimento dei Focolari
Romania, cattolici e ortodossi in dialogo

Egitto: restituire l’infanzia

In Egitto il lavoro minorile è una vera emergenza sociale: lavorano più di 2 milioni di bambini tra i 7 e i 15 anni, su una popolazione di circa 80 milioni di abitanti. Molti di loro sono costretti a lasciare la scuola per sostenere la famiglia. Al Cairo, i bambini che lavorano si trovano frequentemente a vivere in strada, esposti a varie forme di violenza e con il pericolo di contrarre gravi malattie. L’AMU ONG che si ispira alla spiritualità del Movimento dei Focolari -, che collabora da anni con la fondazione Koz Kazah (“Arcobaleno” in arabo), continua anche nel 2013 l’impegno a favore delle ragazze e dei ragazzi del quartiere Shubra del Cairo: minori tra 5 e 15 anni, per lo più lavoratori e con condizioni famigliari estremamente difficili. Il primo obiettivo è quello di ridare loro l’infanzia attraverso uno spazio a misura di bambino. Il centro che li accoglie un giorno alla settimana, quello libero dal lavoro, offre loro la possibilità di imparare a leggere e scrivere, di apprendere attraverso il gioco, lo sport e l’arte a ritrovare fiducia in se stessi e capacità di interagire positivamente con gli altri. Ormai i ragazzi più grandi, che da più anni frequentano il centro, aiutano quelli nuovi ad inserirsi nelle varie attività. È nato anche, per le ragazze, un club dal nome “Ebn Masr” (Figlia dell’Egitto). Visti i frutti di questi anni, si è dato avvio anche ad alcuni corsi di formazione professionale: elettricista e falegname per i ragazzi, sartoria per le ragazze. Un interessante riscontro si sta avendo con il corso di teatro tenuto da una regista professionista. A settembre hanno potuto offrire una prima rappresentazione in occasione di un’importante giornata per la pace che la Fondazione Koz Kazah ha realizzato in collaborazione con due associazioni musulmane, una per la tutela degli orfani e l’altra per i portatori di handicap. Hanaa Kaiser, referente locale AMU per il progetto: “La giornata della pace ha rappresentato un’occasione unica per i nostri ragazzi per sentirsi apprezzati ed inseriti nella società. I partecipanti erano ragazzi di tutte le estrazioni sociali del mondo cristiano e musulmano”. E ancora: “Abbiamo constatato che per i ragazzi lo sport gioca un ruolo molto importante nella formazione, e abbiamo organizzato tornei di calcio con altri centri sportivi della città. La situazione delle ragazze è molto diversa e con le attività che facciamo ci rendiamo conto di poter abbattere alcuni pregiudizi molto radicati in alcuni strati sociali. Ad esempio R., tra le ragazze più capaci nella sua scuola, era destinata a terminare gli studi dopo la scuola media in vista del matrimonio, unico futuro immaginabile. Il nostro sostegno è servito a convincere i genitori a farle continuare gli studi per diventare infermiera. Questa esperienza è un segno importante di cambiamento anche per le altre famiglie”. Un altro importante risultato è stato raggiunto da quattro ragazzi che hanno potuto fare l’esame di alfabetizzazione richiesto dal governo. Con questo certificato potranno accedere al mondo del lavoro e prendere la patente, per esempio per lavorare come autisti. Questo sarà sicuramente di esempio per gli altri e di stimolo a migliorare per cambiare le proprie condizioni di vita. Dati del progetto per il 2013 Progetto: Ragazzi a rischio – Paese e località: Egitto, Il Cairo Destinatari: 120 minori Controparte locale: Fondazione Koz Kazah Costo totale del progetto: € 27.624,37 Apporto locale: € 12.352,63 – Contributi richiesti all’AMU: 15.271,74 Fonte: AMU Notizie e Newsletter AMU http://www.amu-it.eu/2013/03/08/egitto-andata-e-ritorno/?lang=it http://www.amu-it.eu/wp-content/uploads/2012/06/NEWSLETTER-formazione-giugno-2012.pdf http://www.amu-it.eu/wp-content/uploads/2012/11/AMU-Notizie-n%C2%B04per-web.pdf (altro…)

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Oltre i malumori e il disagio

Tutto è cominciato da una domanda: Cosa possiamo fare per la nostra città, Jànoshalma? “ Il primo passo è stato fare un Patto tra noi – ricorda M. C. –: ci siamo promessi di mettere in pratica il comandamento nuovo di Gesù: Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati. (Gv 15, 12) condividendo le gioie, i dolori, i beni, le esperienze. E, nello steso tempo, ci siamo impegnati ad avere questa misura d’amore anche con la nostra città. Un patto d’amore reciproco che ha richiesto tempo, energie e sacrifici. Tante volte abbiamo dovuto ricominciare. Insieme abbiamo dato vita all'”Associazione per Jànoshalma” che adesso ha 25 soci. Tante le idee che sono nate: aiutare i poveri, realizzare con i giovani programmi per i loro coetanei, fare mostre per valorizzare le tradizioni. Nelle nostre attività abbiamo anche stabilito una stretta collaborazione con alcuni istituti. Attraverso queste azioni oltre cento persone sono venute in contatto con noi. Tra le attività che desideravamo attuare c’era la ristrutturazione di un parco cittadino, molto rovinato. Coscienti che né nella nostra Associazione né in Comune c’erano i soldi necessari, ci è venuta l’idea di una raccolta di carta. Ci siamo messi in contatto con i negozi, ma il ricavato dell’azione è stato poco e ci è venuto allora in mente di organizzare un ballo di beneficenza nel centro della città. Questa volta il ricavato ha superato ogni attesa. Abbiamo contattato il Comune e la nostra proposta di usare quel denaro per la ristrutturazione del parco è stata accolta. Poco tempo dopo c’è stata l’inaugurazione e, poiché il parco non aveva ancora un nome, ci è venuta l’idea di promuovere un concorso per scuole e asili. Oltre 100 bambini hanno partecipato. In occasione della proclamazione del vincitore abbiamo preparato una festa e invitato i bambini. Per due anni abbiamo anche collaborato al programma di “abbellimento della città”, adesso il Comune ha delle persone che si occupano di questo aspetto. Abbiamo continuato invece il lavoro per i poveri, del quale c’è estremo bisogno, che ha portato alla nascita di una rete sociale. Poco tempo fa, vedendo la difficile situazione della sicurezza pubblica, abbiamo organizzato un’altra festa per raccogliere fondi. Molti non capivano il motivo del nostro sforzo, pensando che la sicurezza fosse di competenza dello Stato. In tanti, comunque, sono intervenuti appoggiando l’iniziativa con notevoli contributi. “Sono venuto  a questa festa – diceva uno dei presenti – perchè so che quello che promettete poi lo realizzate”». M. C. – Ungheria (altro…)

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Pasqua. L’Amore infinito ci ama

«Sorellina mia in S. Francesco, Ho letto or ora così: S. Matilde[1] vide il Signore aprire la Piaga del Suo Cuore dolcissimo e dirle: «Ammira l’estensione del mio Cuore per ben conoscerLo; in nessuna parte tu potrai trovare più chiaro Amore che nelle parole dell’Evangelo, perché non se ne trovarono mai che esprimessero un Amore più forte e più tenero. “Come il Padre ha amato me, così io amo voi”». Non sempre forse tu pensi d’esser una creatura tanto preziosa: oggetto d’amore di Dio. Lui ti amava ancora prima che tu nascessi ed a Lui tornerai presto. Il tempo è un volo e un celerissimo Passaggio. S’avvicina la Resurrezione. Quanto vorrebbe augurarti il mio cuore, conscio del tuo Valore. Non c’è oro né universo intero che paghi la tua anima comprata dal Sangue d’un Dio. Ma, se posso raccogliere in poche parole, quello che ti vorrei dire, ascolta: Risorgi ad una vita nuovissima e credi che Dio ti ama. T’assicuro la pienezza del gaudio quaggiù e la vita un alleluia continuo. Ogni gioia vera è frutto degli unici due fiori che possono fiorire nel giardino dell’anima tua: Il desiderio forte d’essere amata e di amare. Il tuo piccolo cuore è un mistero dell’Amor di Dio. Canta solo quando un Amore Infinito lo ama e quando può amare un Amore Infinito. L’amore infinito ti ama. Credi. Che tu ami l’Amore infinito che è Dio, non so; lo spero e te lo auguro per la tua felicità. Passa in questa nuova Pasqua ad una continua donazione d’amore. Che quanto t’auguro, diventi realtà».

Chiara Lubich (Pasqua 1945)

(Pubblicata su: Chiara Lubich, Lettere dei primi tempi, Città Nuova Editrice, 2010)

 Fonte: Centro Chiara Lubich


[1] Santa Matilde di Hackeborn (1241-1299), monaca benedettina, mistica, che ebbe rivelazioni sull’amore di Gesù e sul suo Sacro Cuore.

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