Movimento dei Focolari
Maria Voce e Jesús Morán a Palermo

Maria Voce e Jesús Morán a Palermo

Tre giorni nel segno di accoglienza e fraternità in occasione dei vent’anni da quando Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, ricevette dalle mani del sindaco Leoluca Orlando la cittadinanza onoraria di Palermo.
La città  si apre ad eventi artistici, workshop, incontri e spettacoli sul dialogo tra culture, Chiese e religioni e con un’attenzione particolare ai giovani.
Il progetto si intitola “Palermo, capitale della Cultura dell’Unità e della Fraternità” ed è stato presentato in conferenza stampa dal sindaco Leoluca Orlando, da Rosa Maria Ferreri referente del coordinamento del progetto e dai responsabili del Movimento dei Focolari della Sicilia occidentale. “Questa città – dichiara il sindaco Orlando – si è fatta esempio e modello di accoglienza in nome dell’unità del genere umano come appartenenza ad un’unica razza, senza distinzione di religione, di lingua e di paese d’origine. Il programma messo a punto dai Focolari per i prossimi giorni, va nella stessa direzione. Importante soprattutto il dialogo con i giovani perché affronta un tema delicato come il rapporto con i social network e il mondo digitale”. “Per noi – afferma Rosa Maria Ferreri – è una gioia essere qui in questo anno particolare per la nostra città. Chiara Lubich, 20 anni fa, quando ha ricevuto la cittadinanza onoraria, ha detto che Palermo sarebbe stata sempre nel suo cuore e nelle sue preghiere affinché grazie al coraggio e all’audacia dei suoi cittadini potesse diventare modello per molte città. Oggi è così”. Il progetto si aprirà sabato 12 con il convegno “Relazionalità e diritto. Il bene relazionale e i beni comuni”,  alla presenza, tra gli altri, di Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari e primo avvocato donna della Calabria e dell’avvocato Rocco Chinnici, vicepresidente della Camera Penale di Termini Imerese. Durante la mattinata si terrà anche un laboratorio artistico-musicale della band internazionale Gen Verde. Il workshop coinvolgerà i ragazzi e le ragazze dei licei nel quartiere di Brancaccio. Gli stessi studenti si esibiranno poi con il Gen Verde, alla sera, in una performance, frutto dei lavori della mattinata ed aperto a tutti. Alle giovani generazioni saranno dedicati anche gli altri incontri della giornata  che accenderanno i riflettori su identità digitale e social network “Identità digitale, chi siamo nei social network?”, in programma distinto per ragazzi dai 16 ai 25 anni e per un pubblico dai 12 ai 15 anni sull’interrogativo “partire o restare” che affligge moltissimi giovani del Sud. Domenica 13 l’attenzione si sposterà, invece, su un tema estremamente attuale e centrale nella candidatura stessa di Palermo Capitale italiana della Cultura 2018: il dialogo tra culture e religioni diverse. Al convegno “Insieme nella carità, dal dialogo ala cooperazione”  parteciperanno l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice; la presidente dei Focolari, Maria Voce; il direttore dell’Ufficio regionale per l’Ecumenismo, Erina Ferlito; rappresentanti delle Chiese: Luterana, Valdese, Avventista, Esercito della Salvezza, Anglicana, Ortodosse (Romena e di Costantinopoli), Pentecostali (Parola della Grazia, Chiesa della Riconciliazione, Amore e Fede, Eben Ezer e altre); i Movimenti Cattolici: Rinnovamento dello Spirito di Sicilia, Comunità dell’Amen, Comunità di Sant’Egidio e altri; il Forum regionale delle Associazioni Familiari Sicilia e la Caritas Sicilia. La sera di domenica 13 maggio un altro appuntamento aperto alla città: lo spettacolo “On the Other Side” del Gen Verde che il lunedì pomeriggio sarà ancora protagonista, con i suoi ritmi contagiosi, di un flash mob con i giovani per le strade della città. A chiudere la tre giorni di confronto e riflessioni, lunedì 14 maggio, sarà la tavola rotonda su “Il contributo della cultura dell’Unità all’umanesimo popolare” con un approfondimento sul pensiero di Chiara Lubich per la Chiesa del Terzo millennio. La professoressa Ina Siviglia modererà i lavori ai quali, oltre all’arcivescovo Corrado Lorefice e a Maria Voce, parteciperanno anche Jesús Morán, copresidente del Movimento dei Focolari e Piero Coda, preside dell’Istituto universitario Sophia – Loppiano. Fonte: PALERMOTODAY

Unità, parola divina

«Unità: parola divina. Se ad un dato momento venisse pronunciata dall’Onnipotente e gli uomini l’attuassero nelle sue più varie applicazioni, noi vedremmo il mondo di scatto fermarsi nel suo andazzo generale, come in un gioco di film, e riprendere la corsa della vita in opposta direzione. Innumerevoli persone farebbero a ritroso la strada larga della perdizione e si convertirebbero a Dio, imboccando la stretta… Famiglie smembrate da risse, freddate dalle incomprensioni, dall’odio e cadaverizzate dai divorzi, ricomporsi. E i bimbi nascere in un clima d’amore umano e divino e forgiarsi uomini nuovi per un domani più cristiano. Le fabbriche, accolte spesso di “schiavi” del lavoro in un clima di noia, se non di bestemmie, divenire luogo di pace, dove ognuno lavora il suo pezzo al bene di tutti. E le scuole infrangere la breve scienza, mettendo cognizioni d’ogni genere a sgabello delle contemplazioni eterne, imparate sui banchi come in un quotidiano svelarsi di misteri intuiti partendo da piccole formule, da semplici leggi, perfino dai numeri… E i Parlamenti tramutarsi in luogo d’incontro di uomini cui preme, più che la parte che ciascuno sostiene, il bene di tutti, senza inganno di fratelli o di patrie. Vedremmo insomma il mondo diventar più buono ed il Cielo calare d’incanto sulla terra e l’armonia del creato farsi cornice alla concordia dei cuori. Vedremmo… È un sogno! Sembra un sogno! Eppure Tu non hai chiesto di meno quando hai pregato: “Sia fatta la tua volontà come in Cielo e così in terra”». Chiara Lubich   Fonte: Chiara Lubich, L’unità, a cura di Donato Falmi/Floernce Gillet, Città Nuova 2015, originariamente pubblicato in Chiara Lubich, Frammenti, Città Nuova, Roma (1963) 1992, pp.53-54 (altro…)

Per una civiltà globale dell’alleanza

Per una civiltà globale dell’alleanza

Foto D. Salmaso – CSC Audiovisivi

Foto © D. Salmaso – CSC Audiovisivi

“Costruire una cultura condivisa dell’incontro”. È questa la sfida che Papa Francesco ha lanciato in mattinata dal centro internazionale di Loppiano (Firenze, Italia) non solo ai 7.000 presenti davanti al Santuario Maria Theotókos, ma al mondo intero. Facendo riferimento alle “urgenze spesso drammatiche che ci interpellano da ogni parte e non possono lasciarci tranquilli” – il Santo Padre ha sottolineato che non è più sufficiente solo “l’incontro tra le persone, le culture e i popoli”. Occorrono uomini e donne “capaci di tracciare strade nuove da percorrere insieme” per dar vita ad “una civiltà globale dell’alleanza”. Papa Francesco è arrivato puntuale presso la cittadella dei Focolari alle ore 10, atteso da Maria Voce, presidente del Movimento, Jesús Morán, copresidente e dal vescovo di Fiesole Mons. Mario Meini. Dopo una breve sosta di preghiera dentro il santuario, ha incontrato gli 850 abitanti di Loppiano provenienti da 65 nazioni e le migliaia di persone arrivate da tutta l’Italia e oltre, in maggioranza aderenti al Movimento dei Focolari. È la prima volta che un pontefice visita questa “piccola città”, che – come l’ha definita Maria Voce nel suo indirizzo di saluto – vuole essere un “laboratorio di convivenza umana, bozzetto di mondo unito e testimonianza di come potrebbe essere la società se fosse basata sull’amore reciproco del Vangelo”.
27145596487_80691664c7_k

Foto © D. Salmaso – CSC Audiovisivi

È seguito un dialogo aperto e schietto, scandito da alcune domande poste da un gruppo di cittadini di Loppiano. Le domande hanno toccato da varie prospettive il tema della sfida cristiana nei confronti della modernità. Il Santo Padre ha incoraggiato a non “nascondersi nel quieto vivere, nel perbenismo, o addirittura in una sottile ipocrisia, (…) ma di vivere da discepoli sinceri e coraggiosi in carità e verità” e di affrontare le difficoltà “con tenacia, serenità, positività, fantasia… e anche un po’ di umorismo”. E facendo riferimento alla missione di un progetto originale come Loppiano nell’odierno contesto sociale, il Papa ha invitato ad alzare lo sguardo insieme a lui “per guardare con fedeltà fiduciosa e con creatività generosa al futuro che comincia già oggi”. Dopo aver impartito ai presenti la sua benedizione, 37 cittadini di Loppiano di diverse provenienze, religioni, età ed estrazione sociale hanno salutato personalmente Papa Francesco. In risposta alle parole del Santo Padre, il copresidente dei Focolari, Jesús Morán gli ha consegnato un dono simbolico: un “patto” firmato da tutti gli abitanti, con l’impegno di vivere affinché Loppiano sia sempre più un luogo di fraternità e reciprocità. All’invito di sottoscrivere a sua volta il “Patto di Loppiano” il Santo Padre ha aderito con gioia, tra gli applausi di tutti i presenti. Discorso completo del Santo Padre


Foto su Flickr 10 maggio: Papa Francesco a Loppiano


  (altro…)

Meraviglioso

Meraviglioso

Facoltà di Architettura di Aversa. Luca è in ritardo e si siede accanto ad una sconosciuta. “Come ti chiami?” – le sussurra in un orecchio. “Vincenza Cristiano, e tu?”. “Luca Pagano. Che strana coincidenza, i nostri cognomi formano degli ossimori! Io sono pagano e mi vanto di esserlo!”. «E io sono cristiana e mi vanto di esserlo!». Una prima scintilla, apparentemente spenta per sempre, e che divamperà dopo 8 lunghi anni in una straordinaria storia d’amore. Ma un mese prima del matrimonio, Vincenza si ammala di un tumore aggressivo, purtroppo comune nella “Terra dei Fuochi” dove lei vive. I medici prevedono un mese di vita. Vivrà? Si sposerà? Potrà avere dei figli? Il calvario, le delusioni, le sorprese. Colpi di scena continui per una vita parados­salmente meravigliosa…» Maurizio Patriciello, giornalista, scrittore e parroco di Parco Verde in Caivano (NA), è da anni uno dei volti più noti della battaglia intrapresa per la rinascita di un territorio inquinato dai rifiuti tossici. Aurelio Molè, caporedattore della rivista “Città Nuova” e autore TV. La collana – Città Nuova – narratori. Quando la vita vera è anche meglio di un romanzo. Rigorosamente ispirate a storie vere, alcune tra le voci più originali e interessanti della scena nazionale – scrittori, giornalisti, personaggi del mondo televisivo e della comunicazione in genere – ci raccontano il mondo di oggi, celebrando le infinite sfaccettature delle vicende umane. Racconti che fanno sorridere, commuovere o pensare… ma soprattutto riconciliano con il piacere di leggere.
 L’11 maggio 2018 17:30 In occasione della presentazione dei libri: G.Bianco e G.Gatti “Alle mafie diciamo NOI” e A.Molè e M.Patriciello “Meraviglioso” presso il Salone Off Salone Internazionale del Libro di Torino 2018, c/o Binaria Book, Centro Commensale del Gruppo Abele, via Sestriere, 34, Serena Cerchiè dialoga con Gianni Bianco, giornalista TG3 Rai, e don Maurizio Patriciello, parroco a Parco Verde in Caivano (NA), difensore della gente della Terra dei Fuochi.
Finito il tempo degli eroi solitari e dei grandi maestri, è giunto il tempo del noi, quell’energia vitale che attiva processi di riscatto e di emancipazione prima impensabili. La carta da giocare per sperare – anche in questi tempi di crisi – di costruire un Paese migliore, senza più mafie. Insieme.