30 Gen 2018 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo
Nell’ambito della Causa di beatificazione della Serva di Dio Chiara Lubich, apertasi il 27 gennaio 2015 nella Diocesi di Frascati, è a disposizione, per ora in lingua italiana, una brochure agile e ricca di contenuti sulla figura della Fondatrice del Movimento dei Focolari. La nuova pubblicazione ha lo scopo di illustrare, con un linguaggio divulgativo, la sua intensa vita e le numerose opere e iniziative da lei promosse. Si articola in tre parti: Chiara e il carisma dell’unità; le “grandi aperture” o dialoghi in campo ecumenico, interreligioso e con la cultura contemporanea; l’intuizione spirituale sul mistero di “Gesù abbandonato”, da lei compreso, vissuto e proposto come “chiave” per realizzare l’unità con Dio, e tra le persone e i popoli. L’idea di preparare un Profilo biografico è nata dalla necessità di far conoscere qualcosa dell’intenso lavoro di “raccolta” che la Postulazione della Causa di beatificazione di Chiara sta svolgendo, cominciando da ciò che lei ha detto sulla santità, come l’ha vissuta e proposta a tutti, partendo dalle letterine dei primi tempi. La stesura del testo è stata condivisa in tutte le fasi di elaborazione non solo dai membri della Postulazione ma anche da esperti, amici, grandi e più giovani. Per chi desidera ricevere una o più copie in cartaceo può rivolgersi a: Postulazione della Causa di Beatificazione di Chiara Silvia Lubich Movimento dei Focolari Via Frascati, 306 – 00040 Rocca di Papa (RM) – Italia Telefono +39 06 947 981 39 – Cell. +39 389 343 9529 E-mail: postulazionechiaralubich@focolare.org (altro…)
30 Gen 2018 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo
Si svolgerà a Loreto (AN), il prossimo 10 febbraio, il convegno nazionale “La città luogo di Fraternità?” organizzato dall’Associazione Città per la Fraternità, organismo nato nel 2008 che, ispirandosi al pensiero di Chiara Lubich e alla vita del Movimento dei Focolari, raggruppa attualmente circa 140 piccole e grandi amministrazioni comunali per diffondere lo spirito dell’unità negli Enti locali. L’Associazione bandisce ogni anno il “Premio internazionale Chiara Lubich per la Fraternità”, assegnato a una amministrazione (o a più amministrazioni con un Comune capofila) per l’attuazione di un progetto che rappresenti la declinazione di uno o più aspetti del principio della fraternità applicato alle politiche pubbliche, e che abbia visto il concorso anche dei cittadini nella crescita di una cultura della cittadinanza attiva e inclusiva. Al convegno parteciperanno autorità cittadine ed ecclesiali. Nel pomeriggio le relazioni di Elena Granata, Docente di Urbanistica al Politecnico di Milano, e di Marco Luppi, docente di Storia all’IU Sophia, sui temi della fraternità vissuta nella città. Leggi anche: Convegno nazionale: “La città luogo di fraternità?” (altro…)
30 Gen 2018 | Cultura, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Cinque anni prima, di ritorno dal Genfest 1980, Andrew Basquille, Eugene Murphy e io, all’epoca studenti allo University College di Dublino, avevamo cominciato a dedicare più tempo, insieme, alla musica. Cominciò per noi un periodo di grande creatività, che sfociò nella composizione di molti brani, sia insieme che singolarmente. “Yes to You”, la canzone che abbiamo poi portato al Genfest del 1985, risale a quell’epoca. Ecco come è nata.
Nel 1981 Chiara Lubich visitò la comunità di Londra, e gran parte delle persone dei Focolari in Irlanda si misero in viaggio per l’Inghilterra, per seguire l’evento. Un pomeriggio, mentre un gruppo di noi irlandesi stava pranzando vicino al luogo dove doveva parlare Chiara, cominciai a suonare dei semplici accordi al piano e ne uscì una melodia con una sequenza di accordi, Mi-Do minore-Fa, leggermente inusuale (alla chitarra non mi sarebbe mai venuto in mente di utilizzarla). Joe McCarroll, cantautore molto bravo, che stava lì vicino a me, si unì aggiungendo alla melodia le parole “So many times that I’ve said maybe” (“Così tante volte ho detto forse”). Allora io continuai con le parole “So many times that I said no” (“Così tante volte ho detto no”), quando si aggiunse anche Andrew, che completò il primo versetto. Nei due giorni successivi io e Andrew scrivemmo circa 3 versetti, ma ancora non ci era venuta nessuna ispirazione per il coro. Alla fine questo fu aggiunto – testo e musica insieme – da Eugene, che impresse alla canzone una particolare enfasi, facendo cantare il coro in Do maggiore e poi, con una meravigliosa interazione tra maggiore e minore, in Fa, per esprimere ed enfatizza il nuovo livello di convinzione nella scelta di Dio, con le parole “Yes to You”.
Ci venne chiesto di eseguire il brano al Genfest, che si sarebbe svolto qualche mese dopo. Abbiamo provato e riprovato, spendendo tutto quel tempo a perfezionare la nostra canzone. Quel giorno, dietro le quinte, mentre aspettavamo pazientemente il nostro turno di cantare, cominciammo a renderci conto che i tempi stavano saltando. Ci dissero che il nostro pezzo era stato tagliato. Che delusione! Mentre chiudevo la mia chitarra nella custodia, pensavo ai mesi di prove e fatica che erano stati cancellati in un istante. Poi, all’improvviso, quella decisione venne revocata e ci ritrovammo di colpo catapultati sul palcoscenico, enorme, senza nemmeno il tempo di un controllo del suono e senza poterci guardare tra noi. Non ebbi nemmeno il tempo di prendere la mia chitarra, chiusa nella custodia, e mi ritrovai tra le mani una chitarra spagnola con le corde di nylon, uno strumento che non ero affatto abituato a suonare! È così che abbiamo cantato“Yes to You” al Genfest 1985: completamente privi di riferimenti e di certezze, costretti a dipendere solo dalla forza del rapporto di amore scambievole tra noi e dal desiderio di meritarci così la presenza di Gesù tra noi. La mia esperienza al Genfest 1985 è stata di riprova e verifica, riprova della mia scelta di vivere per l’unità, e verifica che questo fosse possibile. Ho partecipato a molti altri grandi eventi – festival, partite di calcio, concerti – ma nessuno come il Genfest. Lì non c’erano odio, ostilità e inimicizia, come quando le squadre rivali si scontrano nelle partite di calcio, e nemmeno l’euforia fugace provocata dall’alcol o dalla droga, che spesso accompagna i concerti o le grandi manifestazioni. Lì, a quel grande raduno di giovani, solo una gioia più profonda e duratura.
Padraic Gilligan
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29 Gen 2018 | Focolari nel Mondo
Un Paese martoriato, senza pace, dove i gruppi terroristici fanno a gara per rivendicare gli attentati compiuti. Tre attentati in una settimana hanno provocato un alto numero di vittime tra la popolazione civile: si parla di più di 150 morti tra Kabul e Jalalabad, con oltre 400 feriti. A Kabul era stato preso di mira un albergo e, il secondo obiettivo, non raggiunto in quanto il terrorista si è fatto esplodere al checkpoint, era il palazzo dell’Alto Consiglio per la Pace. A Jalalabad è stata assaltata la sede di Save the Children, l’organizzazione internazionale che opera da anni in quel territorio. Secondo i dati dell’Onu, lo scorso anno nel Paese hanno perso la vita 17 operatori umanitari, 33 sono rimasti feriti e 48 sono stati rapiti. Sugli attacchi è intervenuto Papa Francesco durante l’Angelus del 28 gennaio scorso: «Fino a quando – si è chiesto il Papa – il popolo afghano dovrà sopportare questa disumana violenza? Preghiamo in silenzio per tutte le vittime e per le loro famiglie, e preghiamo per quanti, in quel Paese, continuano a lavorare per costruire la pace». Il Movimento dei Focolari esprime la sua vicinanza al popolo afghano, auspicando una risoluzione di pace che possa portare al più presto serenità al Paese. (altro…)
29 Gen 2018 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
Gennaio 1998. Palermo si prepara al Grande Giubileo dell’anno 2000 portando su di sé segni di luce e di ombra. Una città muta, insanguinata dalle passate e anche recenti stragi di mafia, ma anche decisa a riscattarsi, mostrando il suo vero volto. Gennaio 2018. Oggi, il capoluogo siciliano si presenta come un’espressione avanzata del dialogo tra le diverse culture europee e il mondo arabo, un avamposto della cultura mediorientale dentro il tessuto europeo. Una “città mosaico”. Alla presenza del Sindaco Leoluca Orlando, delle autorità e di alcuni rappresentanti delle istituzioni, lo scorso 20 gennaio si è voluto “fare memoria” – come “impegno”a proseguire nella stessa direzione – di un avvenimento che ha rappresentato per la città una tappa del suo “magnifico disegno provvidenziale”, secondo un’espressione usata allora da Chiara Lubich. Durante i vari interventi sono emersi alcuni aspetti della vita dei Focolari negli ultimi vent’anni: l’impegno nel sociale e nel mondo della scuola, in particolare in alcuni quartieri di periferia come Ballarò, Brancaccio e lo Zen, la promozione di eventi e la riflessione su alcuni grandi temi, come l’ecumenismo, l’impegno verso le nuove generazioni, con l’avvio di scuole di partecipazione civile, e il confronto con personalità dell’economia, della politica, della cultura e dell’arte. In questi anni, la comunità dei Focolari ha dato un contributo al cammino di tutta la cittadinanza verso la costruzione di una “città dell’accoglienza e dei diritti”, con i valori della fraternità e della continua ricerca del dialogo.
«Il ricordo della cittadinanza onoraria a Chiara Lubich – ha affermato il Sindaco Orlando – è l’occasione per guardare al cammino della città, in nome del rispetto della persona umana e della costruzione di una comunità che si fonda sui valori dell’unità e della fraternità: quelli su cui Chiara ha fondato il suo movimento e che oggi accomunano milioni di persone nel mondo. Oggi quei valori sono parte del vissuto quotidiano di Palermo, con l’accoglienza e la solidarietà che sono terreno di prova, ma anche una straordinaria occasione di conferma della volontà del popolo palermitano di costruire una città accogliente e a misura d’uomo, come continuamente viene dimostrato dai comportamenti della società civile».
L’Arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, ha augurato di procedere in questo cammino di fraternità, attraverso il dialogo a tutti i livelli, verso una meta «indicata profeticamente allora da Chiara Lubich: che Palermo possa divenire una città sul monte a cui guardare per la realizzazione del disegno di Dio sulla comunità degli uomini». «La celebrazione di tale avvenimento – ha aggiunto – esprime la profonda sintonia tra la città di Palermo ed i valori contenuti nel carisma di Chiara: concorrere alla ricomposizione dell’unità della famiglia umana». Maria Voce, presidente dei Focolari, con un messaggio ha incoraggiato tutti a «condividere i molti frammenti di fraternità che si sono consolidati in questi anni per promuovere l’accoglienza, la legalità e la pace», con l’augurio «che la città si distingua sempre più per una testimonianza attiva sui vari fronti del dialogo, moltiplicando iniziative che infondano speranza e valorizzando i talenti di tutti nell’ottica dell’unità». L’adesione all’Associazione “Città per la fraternità”, voluta dal Comune di Palermo, impegna ulteriormente i suoi cittadini ad ispirare alla fraternità universale ogni futura decisione e azione. Leggi in allegato: Messaggio dell’Arcivescovo Lorefice Messaggio di Maria Voce (altro…)