Movimento dei Focolari
Le frère

Le frère

lubich_frere-392x600Ces textes de Chiara Lubich sur l’amour du frère offrent beaucoup d’espoir pour notre monde. Cet espoir n’est ni utopique ni illusoire car la proposition de Chiara Lubich a convaincu au cours des décennies des milliers de personnes qui, chaque jour, se mettent ou se remettent à l’école de l’amour. Dans la spiritualité de l’unité de Chiara Lubich, l’amour du prochain constitue le premier pas pour réaliser le commandement de l’amour réciproque. Cet objectif n’est jamais perdu de vue. Du reste, comment l’amour du frère pourrait il être authentique s’il n’y avait le désir qu’il aime à son tour, s’il n’y avait le désir que lui aussi connaisse la plénitude de la joie qui vient de l’unité ? Chez Chiara Lubich, le concept de «l’amour du prochain» est fortement et explicitement enraciné dans la Parole de Dieu. Elle l’annonce avec courage dans le monde entier, à l’ONU comme dans les temples de toutes religions, orientales et occidentales, et met en évidence les fondements anthropologiques de l’amour. Puisant à l’amour divin, celui qui aime son frère demeure en Dieu et cette expérience ouvre une «voie» nouvelle dans l’histoire de la spiritualité, celle du «frère», voie de sainteté. « Si tous les hommes, ou au moins un peut groupe d’entre eux, se faisaient vrais serviteurs de Dieu dons le prochain, bien vite le monde appartiendrait au Christ» Éditions Nouvelle Cité

Thailandia: tra i profughi Karen

Thailandia: tra i profughi Karen

DSC_0046-Luigi-2  «Siamo appena tornati da tre giorni tra i profughi Karen, a Mae Sot, al confine con Myanmar. Un’esperienza molto forte, come tutte le esperienze a contatto col dolore delle persone». A scrivere è Luigi Butori. Da molti anni vive nel sud est asiatico, in uno dei focolari della regione. «Abbiamo caricato il pulmino, più di 30 scatoloni, arrivati dall’Italia, e siamo partiti con Glauco e Num, un gen buddhista. Ormai è consuetudine, ogni 3 o 4 mesi facciamo questo viaggio di circa 500 km». Mae Sot è una città della Thailandia occidentale, in prossimità del confine con il Myanmar. È un importante nodo di collegamento con il paese vicino, luogo di riparo per molti rifugiati e migranti in generale. Questi vivono in pessime condizioni economiche e sociali: “Questa è la nostra gente” scrive Luigi. Chi di loro ha un’occupazione nelle imprese agricole o nelle industrie della zona a volte è vittima anche di sfruttamento, con paghe ‘da fame’. Ma essendo clandestini, non possono accampare diritti sulla sicurezza o su un salario decoroso. Una moltitudine di profughi ha trovato rifugio nei campi allestiti dalle numerose organizzazioni internazionali presenti nell’area di confine, in territorio thailandese. Tra le decine di etnie perseguitate, molti appartengono al popolo Karen. La loro è una storia poco conosciuta: quella di un popolo, semplice e contadino, costretto a fuggire. Questo è uno dei tanti conflitti etnici trascurati però dai media che lo declassano al rango di conflitto “di bassa intensità”. DSC_0549-002-768x513«Avevamo pianificato questo viaggio da molto tempo assieme a Padre Joachim, un sacerdote birmano che abita a Mae-Sot. Jim, un altro focolarino di Bangkok, ci ha raggiunto la mattina, dopo un viaggio di 10 ore in autobus, di notte, con tanti controlli lungo la strada. Ogni volta, arrivati a Mae Sot, sembra di entrare in un altro mondo, dove i valori cambiano. Al posto del consumismo e delle comodità, avviciniamo gente che non ha nulla, ma è felice del poco che riceve da noi, e che ci arriva da tanti amici, vicini e lontani. Sanno che veniamo solo per amore: “Questo amore che ci portate è per noi la ragione per continuare a vivere e a sperare”, ci hanno detto, più di una volta. Abbiamo mangiato insieme lo stesso cibo che mangiavano loro: e questa è già una testimonianza che parla da sola. Una sera siamo andati in mezzo ai campi, potrei definirlo in mezzo “al nulla”, col nostro pulmino che quasi affondava nel fango, circondati da granoturco. E tutto per prendere una famiglia cattolica e poi ripartire per un altro posto, dove ci attendevano una quarantina di cattolici, per la S. Messa. Era buio, pioveva ed il luogo era pieno di zanzare: eravamo sotto una tettoia di una grossa capanna con una piccola luce. Ho pensato spontaneamente alle belle cattedrali di Roma, dove per cinque anni ho vissuto: ai dipinti, agli organi e alle belle luci. Quella capanna aperta, con tante zanzare, con quella luce molto tenue e con tutti noi seduti per terra, mi, ci è sembrata una basilica romana. Perché Gesù era lì spiritualmente con noi, in mezzo a quella gente che non ha niente». DSC_0050-BambiniDa alcuni anni Luigi è l’anello di congiunzione di un gemellaggio che lega i bambini Karen di Mae Sot con quelli di Latina e con gruppi di Lucca (Italia) e Poschiavo (Svizzera). Con i fondi e gli oggetti raccolti si è potuta costruire e avviare una piccola scuola, chiamata “Goccia dopo goccia”. «Noi delle classi quarte abbiamo incontrato Luigi – scrivevano gli alunni della scuola primaria “C. Goldoni” di Latina –. Eravamo felici di rivederlo, ma soprattutto curiosi di avere notizie dei nostri amici Karen e della loro scuola. Lui ci ha portato fotografie e le informazioni di come procedono le cose laggiù. Siamo rimasti sorpresi nel vedere che quello che a noi sembra del tutto normale (un bagno, un ponte di legno) per loro è fondamentale per migliorare la vita quotidiana. Grazie al progetto “Goccia dopo goccia” possiamo costruire un ponte di solidarietà con i nostri amici lontani». (altro…)

Sophia: Inaugurazione dell’Anno Accademico

Sophia: Inaugurazione dell’Anno Accademico

invitodecennaleFRONTEL‘evento, si articolerà in due diversi momenti. La mattina, alle ore 9, presso l’Aula Magna dell’Istituto Universitario Sophia, si terrà un forum, in lingua inglese, dal titolo Perspectives on Global Transformations che segnerà l’avvio ufficiale di Sophia Global Studies. Nel pomeriggio, alle ore 17, presso l’Auditorium di Loppiano, ci sarà la cerimonia ufficiale di inaugurazione dell’Anno Accademico, che sarà arricchita da un momento di riflessione sulle nuove sfide che attendono Sophia. Programma inaugurazione (altro…)