28 Ago 2016 | Chiara Lubich, Spiritualità
«In un momento di riposo […] contemplando l’immensità dell’universo, la straordinaria bellezza della natura, la sua potenza, sono risalita spontaneamente al Creatore del tutto e ho avuto come una nuova comprensione dell’immensità di Dio. […] L’ho visto così grande, così grande, così grande che mi sembrava impossibile avesse pensato a noi. E questa impressione della sua immensità mi è rimasta in cuore per alcuni giorni. Ora il pregare così: “Sia santificato il tuo nome” o “Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo” è un’altra cosa per me: è una necessità del cuore. […] Noi siamo in cammino. E, quando uno viaggia, già pensa all’ambiente che l’accoglierà all’arrivo, al paesaggio, alla città, già si prepara. Così dobbiamo fare anche noi. Lassù si loderà Dio? Lodiamolo allora fin da questo momento. Lasciamo che il nostro cuore gli gridi tutto il nostro amore […]. Esprimiamogli la nostra lode con la bocca e con il cuore. Approfittiamone per ravvivare certe nostre quotidiane preghiere che hanno questa finalità. E diamogli gloria anche con tutto il nostro essere. Sappiamo che più annientiamo noi stessi (sul modello di Gesù Abbandonato che s’è ridotto a nulla), più gridiamo con la nostra vita che Dio è tutto e quindi lo si loda, lo si glorifica, lo si adora […]. Cerchiamo tanti momenti durante la giornata per adorare Dio, per lodarlo. Facciamolo durante la meditazione, o in qualche visita in chiesa, o alla S. Messa. Lodiamolo al di là della natura o nel profondo del nostro cuore. Soprattutto, viviamo morti a noi stessi e vivi alla volontà di Dio, all’amore verso i fratelli. Siamo anche noi, come diceva Elisabetta della Trinità, una “lode della sua gloria”. Anticiperemo così un po’ di Paradiso, e Dio sarà ripagato dell’indifferenza di innumerevoli cuori che oggi vivono nel mondo». Chiara Lubich (Chiara Lubich, Cercando le cose di lassù, Roma 1992, p. 15-17) (altro…)
27 Ago 2016 | Famiglie, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Si è concluso a fine giugno l’anno alla Scuola Loreto e le famiglie che l’hanno frequentata sono ritornate nel proprio Paese (Brasile, Camerun, Cechia), arricchite dal dono di un’esperienza che non si cancellerà mai e che, anche grazie a loro, si dilata nel mondo. La Scuola Loreto però non va in vacanza e continua anche durante l’estate. Nel mese di luglio, infatti, c’è stato un susseguirsi di famiglie provenienti da varie regioni d’Italia, da nazioni europee (Portogallo, Francia, Svizzera) e da altri continenti (Corea, Vietnam, Filippine), per periodi più o meno lunghi di vacanze alternative in un clima di armonia. Qui si vive e si sperimenta la comunione dei beni: c’è chi ha donato un nuovo tagliaerba, prezioso per sistemare l’area verde che circonda le abitazioni della scuola; chi una levigatrice che ha permesso di rendere più efficace il ripristino di infissi, porte, panchine… Con il lavoro insieme (sistemare gli appartamenti per accogliere le famiglie che a settembre inizieranno il nuovo anno di scuola, tagliare l’erba, potare alberi…) cresce il clima di comunione e si sperimenta quotidianamente che, insieme, anche il lavoro è più leggero e gioioso. A questo clima di famiglia partecipano anche persone e gruppi che passano da Loppiano e che desiderano conoscere la Scuola Loreto e con essa il Movimento Famiglie Nuove.
Interessanti anche i momenti di ritrovo tra coppie per approfondire – in un clima distensivo – tematiche familiari con l’aiuto di esperti, e l’opportunità di partecipare agli eventi della cittadella. Non mancano cene all’aperto, gite, momenti di relax insieme, tutto nel clima di fraternità evangelica che è la legge di Loppiano in cui la Scuola Loreto è immersa. Naturalmente c’è da misurarsi con le difficoltà linguistiche: le provenienze sono tante, ma tutti si impegnano volentieri per comunicare in profondità nonostante le differenze, approfittando anche per imparare un po’ di italiano. Tra le presenze più significative, una famiglia francese che era a Nizza la sera del 14 luglio, giorno della terribile strage sul lungomare, e che fortunatamente aveva deciso di vedere i fuochi d’artificio dall’alto della città. E che, attraverso tale circostanza, ha ancor più percepito che la vita è un dono. Insieme al forte richiamo a vivere per diffondere l’amore. Lasciando Loppiano, le famiglie che via via si sono alternate, hanno espresso il desiderio di poter fare un’esperienza simile anche il prossimo anno, sostenendo che, nonostante il lavoro fisico, si sono sentite ritemprate! (altro…)
26 Ago 2016 | Cultura
In this booklet, first published in 1973, Chiara Lubich puts into writing some fundamental thoughts in a form true to the paradoxical logic of her extraordinary spiritual adventure. Every sentence, every statement is initialed by the mark of experience. Available in Kindle, ePub and pdf versions from New City Press (NY)
26 Ago 2016 | Cultura, Focolari nel Mondo, Senza categoria
This third book of Chiara Lubich was first published in 1963. Since then it has been reprinted a number of times and translated into many languages. In these pages, the author offers us true “fragments of wisdom” distilled from her unique spiritual adventure. Each reflection, a limpid expression of spirituality for today, goes straight to the heart and, if read with the eyes of love, draws us back to the essentials. As the author says, “It is important to build our lives on the one thing necessary and allow everything else to fall away. This ‘one thing necessary’ is the love of God.”
“Unity” is an underlying theme of this collection. The author clearly recognizes this as one of the signs of the times. Because of her absolute faith in the words of Jesus, she reveals a prophetic certainty that God will fulfill his promise of unity how and when he chooses. The theme of suffering, intimately linked to that of unity, runs through many of the extracts. This is a reality often denied and yet of fundamental importance for human and spiritual maturity: “The diameter of the foliage of a tree often corresponds to the diameter of its roots. Our heart opens up to Christ’s love according to how much we have suffered and offered for him.”
To sum up, this book is truly a treasure chest of “fragments of wisdom” that can speak to the heart and enlighten the mind.
Translated by Margaret Linard (Australia)
Available from New City Press (NY)
26 Ago 2016 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
Appartamento per studenti “Vivo con altri sei studenti in un appartamento preso in affitto. Ci siamo divisi i compiti e i turni delle pulizie. Franz però non collaborava, creando così tensione fra tutti. Invano cercavamo di ricordarglielo. Un giorno dovevano venire a farci visita proprio i suoi familiari, ed io per primo – per un atto d’amore verso loro – mi son messo a pulire i bagni e anche la stanza dove vive Franz. I genitori e la sorella hanno così apprezzato l’ordine trovato che prima di ripartire sono andati a fare tanta spesa da riempirci il frigo. Da allora è Franz a prevenire i bisogni degli altri”. (F.F. – Austria) Poveri che si aiutano “Poverissimi e vergognosi. Mancava tutto a quella coppia, la cui preoccupazione stava arrivando al culmine con l’arrivo del primo figlio. L’amore di altre persone amiche li ha riscaldati. Colpiti dalla storia di una famiglia povera come loro, ma che credeva in Dio, Padre che non abbandona i suoi figli, hanno pensato di condividere un po’ del loro cibo con un’altra famiglia bisognosa. E l’indomani, inaspettatamente, si son visti arrivare diversi generi alimentari. Non solo! C’era anche tutto quello che serviva per il loro bambino: culla, vestiti, vaschetta per il bagno…”. (J.E. – Brasile)
Pioggia “Quella sera mi sentivo molto stanca. Avrei voluto dire ai bambini di andare nella loro stanza e dire le preghiere da soli per andarmene subito a letto. Ma John, il nostro figlio maggiore, mi ha chiesto se potevamo recitare il rosario e chiedere la pioggia: da tempo, infatti, non pioveva, e il mais e le patate dolci che avevamo piantato ne avevano urgente bisogno. Così per farlo contento abbiamo recitato il rosario. È molto bello pregare insieme in famiglia. Tra l’altro, con sorpresa, quella stessa notte ha incominciato a piovere ed ha continuato fino al pomeriggio del giorno dopo”. (B. M. – Uganda) Le poltrone “Spesso da noi i genitori fanno così tanti debiti per le nozze delle figlie che poi devono lavorare tutta la vita per pagarli. Per il mio matrimonio ho fatto spendere ai miei il meno possibile, fidandomi della Provvidenza. Un giorno sono andata con la mamma dal mobiliere. «Di solito – mi ha detto alla fine – le altre ragazze non sono mai contente di quello che trovano… ma tu sei diversa. Vorrei chiederti di pregare per mio figlio che è molto malato». Glielo ho assicurato. E lui, come regalo per il matrimonio, mi ha donato due poltrone: proprio quelle che mi servivano”. (C. J. – Pakistan). (altro…)