È una tensione continua perché la nostra natura ama se stessa.
Spesso la cronaca registra sciagure, terremoti, cicloni che fanno vittime, feriti, senza casa. Ma una cosa è esser uno di loro e un’altra cosa è esser noi.
E anche se la provvidenza ci offre qualcosa per correre in loro soccorso, noi non siamo mai i danneggiati.
Domani potrà esser l’inverso: io su un letto (se mi è dato un letto!) di morte e gli altri fuori al sole a godersi, come possono, la vita.
Tutto quanto Cristo ci ha comandato supera la natura.
Ma anche il dono che egli ci ha fatto, quello menzionato alla samaritana, è di natura non umana. Così che l’aggancio col dolore del fratello, con la gioia e con le preoccupazioni dell’altro, è possibile perché abbiamo in noi la carità che è di natura divina.
Con questo amore, e cioè quello cristiano, il fratello può esser veramente confortato e domani io da lui.
E in tal modo è possibile vivere, ché altrimenti la vita umana sarebbe assai dura, difficile, anzi alle volte parrebbe impossibile.
(Da Diario 1964-1980, Chiara Lubich, Città Nuova, 2023)
L’edizione del Diario di Chiara Lubich è stata curata da Fabio Ciardi. Vi invitiamo a vedere l’intervista da noi realizzata al momento della presentazione.
Il Condominio Espiritual Uirapuru (CEU) è una realtà nata a Fortaleza (Brasile) alcuni anni fa, la scelta dell’unità tra carismi è alla base della vita comunitaria. Sono 23 le realtà che qui convivono e collaborano per il recupero, la protezione e la valorizzazione della dignità umana.
In questi giorni ho visto alla televisione delle giovanissime atlete, per la maggior parte dei paesi dell’Est, che si esibivano in meravigliosi esercizi di ginnastica artistica. Erano magnifiche nei loro ripetuti salti mortali, negli avvitamenti, in ogni mossa. Quale perfezione! Quanta armonia e quanta grazia! Possedevano perfettamente il loro fisico, tanto che gli esercizi più difficili parevano naturali. Sono le prime del mondo.
Più volte, mentre le ammiravo, avvertivo dentro di me un pressante invito (forse dello Spirito Santo). Era come se Qualcuno mi dicesse: Anche tu, anche voi, dovete diventare campioni del mondo. Campioni in che cosa? Nell’amare Dio. Ma sai quanto allenamento è occorso a queste ragazze? Lo sai che, giorno dopo giorno, per ore e ore, ripetono gli stessi esercizi, senza arrendersi mai? Anche tu, anche voi, dovete fare altrettanto. Quando? Nell’attimo presente. Sempre, senza fermarsi mai. E mi nasceva in cuore un grandissimo desiderio di lavorare, momento per momento, per arrivare alla perfezione.
Carissimi, dice san Francesco di Sales che non c’è indole così buona che a forza di ripetuti atti viziosi non possa acquistare il vizio. E allora, si può pensare che non vi è indole così cattiva che a forza di atti virtuosi non possa acquistare la virtù. E quindi: coraggio! Se ci alleniamo, diverremo campioni del mondo nell’amare Dio.
(…)
Quale la Parola detta da Dio al nostro Movimento? Lo sappiamo: Unità. E allora, dobbiamo diventare campioni d’unità con Dio, con la sua volontà nell’attimo presente, e di unità col prossimo, con ogni prossimo che incontriamo durante la giornata.
Alleniamoci senza perdere minuti preziosi. Ci attende, non la medaglia d’oro, ma il Paradiso.