30 Apr 2023 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Giunta alla sua 28esima edizione, dal 1 al 7 maggio 2023, torna la Settimana Mondo Unito, il laboratorio ed expo globale di azioni e iniziative per la fraternità, l’unità e la pace tra le persone e i popoli, promossa dalle comunità del Movimento dei Focolari in tutto il mondo. Il 1 maggio l’inaugurazione, in diretta Youtube, dalla cittadella internazionale dei Focolari di Loppiano (Italia). Il 7 maggio la conclusione con la staffetta mondiale “Run4Unity”, sostenuta e promossa dalla Piattaforma di Iniziative Laudato Si’ del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede. Una comunità di Pont-à-Mousson, in Francia, convertirà lo sport e i chilometri percorsi in alberi da piantare nella parrocchia gemella in Burkina-Faso. Proprio lì, a Bobo Dioulasso, i Giovani per un Mondo Unito del Sahel cammineranno lungo le strade della città, per ripulirla dalla plastica, con cui costruiranno una simbolica “montagna della pace”. A S. Mauro Pascoli, in Italia, ragazzi e adulti, insieme promuovono sport ecologici per sensibilizzare alla cura dell’ambiente e raccogliere fondi per procurare attrezzature sportive ai giovani ciclisti in Ucraina. A Palawan, nelle Filippine, centinaia di persone puliranno le spiagge pubbliche, per curare la natura e la salute dei loro concittadini. Spiegano: “Crediamo che oggi più che mai, l’unità e la fraternità possono essere raggiunte solo se ci prendiamo cura, se ci prendiamo la responsabilità di occuparci insieme del pianeta, con azioni concrete, cominciando da dove siamo”. Dal Paraguay all’India, passando per il Togo, il Benin, il Libano, fino all’Australia, sono centinaia le iniziative come queste, di piccole e grandi dimensioni messe in campo con le stesse motivazioni ideali. È quello che succede ogni anno, in tutto il mondo, per celebrare la Settimana Mondo Unito. Sette giorni di laboratorio ed expo, promossi dalle comunità del Movimento dei Focolari nel mondo in sinergia con altri movimenti, associazioni, istituzioni locali che ne condividono i valori, per sensibilizzare l’opinione pubblica alla pace, alla cura dell’ambiente, alla conversione ecologica, alla cura integrale della persona che parte dalla fraternità concreta. Tema principale della 28° edizione è la cura dell’umanità e del pianeta. Si intitola infatti: “Dare to Care: le Persone, il Pianeta e la nostra conversione ecologica”. Temi resi ancora più urgenti dal presente che viviamo, con gli effetti catastrofici della crisi climatica e il proliferare di disumani focolai di guerra e conflitti un po’ ovunque nel Pianeta. Le iniziative che durante l’anno si attivano nel mondo su questi temi, trovano in questa settimana una vetrina in tanti appuntamenti, virtuali e in presenza, diversi a seconda dei luoghi e delle comunità che li promuovono: expo, rassegna di eventi culturali, laboratorio di dialogo e idee, azioni solidali o ecologiche, eventi sportivi. Se localmente si punta a incidere sull’opinione pubblica dei rispettivi Paesi, l’obiettivo internazionale è di illuminare di speranza la Casa Comune, partendo dalla perseverante e instancabile azione del popolo che si impegna per costruire la fraternità. Partner principale della Settimana Mondo Unito 2023 è il Movimento Laudato sì. La Settimana Mondo Unito è co-finanziata dall’Unione Europea attraverso il progetto AFR.E.SH”.
Gli eventi internazionali della Settimana Mondo Unito
La sera del 30 aprile, alle 21.00, ora italiana, si attenderà l’inizio della Settimana Mondo Unito con il concerto “The reason we care” (la ragione per cui ce ne prendiamo cura), della band internazionale Gen Rosso, trasmesso dal loro canale YouTube ufficiale (https://youtube.com/@GenRossoOfficial). Il concerto è frutto degli ultimi anni di lavoro della band che, attraverso la musica, ha portato avanti attività di accoglienza e formazione con giovani profughi e migranti in Bosnia-Herzegovina e Libano.
Il 1 maggio alle 12.00, un grande spettacolo, intitolato “Common Ground, me you and us“, trasmesso in diretta mondiale dal palco dell’Auditorium della cittadella di Loppiano (Italia), inaugurerà la 28sima edizione della Settimana Mondo Unito. La proposta? Riscoprire il valore della cura, del prendersi cura di sé e dell’altro, delle relazioni che ci legano e del rapporto con la Madre Terra. Nel programma, le testimonianze di giovani changemaker, italiani e di vari Paesi del mondo, impegnati in rete e, spesso, coraggiosamente controcorrente, nella cura delle persone e dell’ambiente, per il bene comune dei loro popoli. Come Mimmy del Burundi che, nell’ambito della lotta contro l’inquinamento della plastica, è stata eletta ambasciatrice “plastica zero”, perché, con la sua associazione, trasforma la plastica in lastre ecologiche e pianta alberi nel Parco Nazionale di Rusizi. O Ivan, che a Damaguete, nelle Filippine, con la sua comunità, si prende cura del suo popolo attraverso l’impegno in favore dell’ambiente marino e piantando mangrovie, perché dice: “Essendo uno dei Paesi più poveri dell’Asia, la pesca è un mezzo di sostentamento di molti. La nostra gente ha bisogno del mare per sopravvivere, per la vita quotidiana”. La diretta sarà visibile sul sito www.unitedworldproject.org.
Sabato 6 maggio sarà la volta di Peace Got Talent, evento artistico promosso dalla rete “Living Peace International” che, prendendo spunto dal noto format televisivo, darà spazio a giovani talenti impegnati nel promuovere la pace attraverso la musica, il canto e la danza. Ogni pezzo in gara è frutto ed espressione di progetti informali di educazione alla pace. Tra le scuole e i gruppi partecipanti, anche quelli provenienti da Ucraina, Siria, Russia, Myanmar, Congo: Paesi toccati dalla guerra e dai conflitti armati, che non hanno voluto rinunciare a portare i loro canti e le loro voci di speranza. La diretta sarà trasmessa sul sito www.unitedworldproject.org.
Domenica 7 maggio, più di 200.000 adolescenti, giovani e famiglie in molti Paesi e centinaia di città parteciperanno a “Run4Unity”, una staffetta mondiale che unirà in modo trasversale etnie, culture e religioni per costruire la pace e piantare alberi. Sostenuta e promossa dalla Piattaforma di Iniziative Laudato Si’ del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, Run4Unity 2023 è guidata dai ragazzi del Movimento dei Focolari. I partecipanti di tutte le età si prenderanno cura del proprio corpo attraverso l’esercizio fisico e si prenderanno cura della Terra scambiando i chilometri percorsi o i minuti di esercizio con alberi da piantare in tutto il mondo (https://www.teens4unity.org/run4unity). Run4Unity prenderà il via dalle Isole Fiji, cioè dal primo fuso orario che dà inizio ad un nuovo giorno con un Paese ecologicamente simbolico, perché già fortemente colpito dal cambiamento climatico. Da lì, i giovani si passeranno il “testimone” virtuale da un fuso orario all’altro attraverso una serie di videoconferenze nelle 24 ore successive, per concludere con le comunità della California. I partecipanti correranno, faranno jogging, cammineranno o parteciperanno a eventi sportivi locali, alcuni dei quali si svolgeranno in luoghi simbolo della pace, ai confini tra Paesi o comunità in conflitto o in posti ecologicamente significativi, per testimoniare l’unità e la pace. Tra i partecipanti ci saranno alcune delle 1000 scuole della Laudato Si’ in tutto il mondo, impegnate nell’educazione ecologica attraverso la Piattaforma di Iniziative Laudato Si’, come pure gruppi e scuole che fanno parte del Progetto Living Peace International. Tutti gli eventi locali della Settimana Mondo Unito 2023 sono consultabili alla pagina: https://www.unitedworldproject.org/uww2023/.
Tamara Pastorell (Foto: Pixabay)
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27 Apr 2023 | Focolari nel Mondo
Margaret Karram e Jesús Morán, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari, hanno appena concluso la tappa coreana del loro primo viaggio ufficiale in Asia e Oceania, che, a seguire, li condurrà in visita in Giappone, Isole Fiji, Australia e Indonesia, fino al 25 maggio prossimo. Ecco un breve aggiornamento su quanto accaduto in Corea.
“Insegnaci, Signore, a camminare insieme, con lo sguardo nella stessa direzione, uniti dalla stessa mèta, alla ricerca degli stessi valori verso Colui che ci ama e ci attende: è il fondamento di ogni nuova amicizia”.
Questa preghiera, che il 22 aprile scorso ha aperto l’incontro dei 160 focolarini e focolarine della zona dell’Est Asia (con diversi collegati online), esprime bene il senso del primo viaggio ufficiale di Margaret Karram e Jesús Morán in Asia e Oceania. La prima tappa è in Corea, poi visiteranno il Giappone, le Isole Fiji, l’Australia ed infine l’Indonesia. Li accompagnano Rita Moussallem e Antonio Salimbeni, consiglieri della zona e corresponsabili per il dialogo interreligioso dei Focolari. In Est Asia (la zona comprende la Corea, il Giappone e l’area geografica di lingua cinese), il Movimento è presente dalla fine degli anni ’60 – in Corea padre Francesco Shim ha portato la spiritualità dell’unità nel 1967 e ad Hong Kong si è aperto il primo focolare nel 1970. Tra membri interni e aderenti sono circa 10.000 le persone che in questo pezzo d’Asia vivono la spiritualità dell’unità.
Margaret Karram: ripartire dal dialogo
“Perché ha scelto proprio l’Asia per il suo primo viaggio?”, domanda a Margaret il reporter del “Catholic Chinmoon”, il principale settimanale cattolico coreano. “Sono qui per ascoltare, conoscere, imparare ma soprattutto per amare il ‘continente della speranza’” – risponde. La ricchezza spirituale di questi popoli sarà un dono per tutti. Sento che è importantissimo ravvivare nel Movimento la via del dialogo, lo strumento per eccellenza per costruire la pace, il bene di cui il mondo oggi ha più bisogno”.
Corea: tra contraddizioni e speranza di pace
Con i suoi quasi 10 milioni di abitanti, la capitale Seoul mostra il volto di una nazione che da 50 anni corre veloce e si è trasformata in uno degli stati più avanzati e tecnologici del pianeta. “Velocità, efficienza e competitività sono i caratteri distintivi della moderna società coreana – spiega Matteo Choi, giornalista e focolarino coreano – sia dal punto di vista economico che culturale, ma questo porta con sé molte contraddizioni”. “Qui si pone grande enfasi sul risultato – aggiunge Kil Jeong Woo, delegato del Movimento politico per l’Unita in Corea – con un sistema accademico altamente competitivo e una forte etica del lavoro. Abbiamo problemi di disuguaglianza sociale, ma è in atto uno sforzo per affrontare tutto questo attraverso riforme sociali e politiche, ma i progressi sono lenti a venire.”
La Chiesa coreana, ponte in una società divisa
L’Arcivescovo di Seul, Mons. Pietro Chung Soon-taek, evidenzia tra le sfide sociali anche conflitti intergenerazionali e l’invecchiamento della popolazione. “Nella Chiesa – spiega – il rischio è quello di chiuderci nelle nostre comunità. C’è bisogno di aprirsi ed è questo il contributo che i Focolari possono portare”. Margaret Karram e Jesús Morán hanno incontrato poi Mons. Taddeo Cho, Arcivescovo di Daegu, Mons. Augustino Kim, Vescovo di Daejeon e Mons. Simon Kim, Vescovo di Cheng-ju. Nel clima sociale e politico di forte polarizzazione tra progressisti e conservatori, la Chiesa cerca di essere un ponte e di agire come antidoto alla secolarizzazione che in particolare colpisce i giovani.
Dialoghi e ‘inondazioni’: il cammino è avviato
Il Movimento dei Focolari in Corea porta il suo contributo al dialogo ecumenico ed interreligioso, e nei vari ambiti culturali. Un esempio è stato l’evento del 14 aprile a Seoul, dal titolo: “Il dialogo diventa la cultura della famiglia umana”. Sono intervenuti rappresentanti di diverse Chiese cristiane, di varie Religioni, esponenti degli ambiti sociali, animati da uno spirito costruttivo di collaborazione per la riconciliazione sociale e la pace. “E’ molto importante che ognuno possa generare ambienti che aprono le porte al ‘dialogo della vita’ – ha detto Margaret Karram nel suo intervento – mettendo in pratica gli insegnamenti della propria fede religiosa”. Jesús Morán ha incoraggiato a proseguire su questo cammino comune: “Non importa la grandezza o piccolezza delle cose che si fanno. L’importante è che portino il germe del nuovo. Le testimonianze che avete presentato hanno questa impronta”. Sa Young-in, Direttrice dell’Ufficio ONU per il Buddismo Won, ha detto che da giovane sognava un “villaggio religioso” dove i credenti di varie religioni potessero condividere amore, grazia e misericordia. “Quello che io immaginavo – ha detto – mi sembra di vederlo realizzato qui, oggi”.
Gen 2: “Coraggio e avanti!”
Il 15 aprile erano in 80 giovani al Centro Mariapoli: 70 gen dalla Corea, 9 da Hong Kong e altri collegati dal Giappone e dalle aree di lingua cinese. Hanno portato a Margaret e Jesús il frutto del lavoro fatto in quattro workshop su come incarnare la spiritualità dell’unità nella vita di tutti i giorni; i rapporti dentro e fuori dal Movimento; le difficoltà nel trovare la propria identità umana e spirituale e su come “sognano” il Movimento. “La nostra identità è una – ha detto loro Margaret. Non siamo prima gen, poi diventiamo altro quando andiamo, ad esempio, all’università. Il dono della spiritualità che abbiamo ricevuto ci rende persone libere; ci dona il coraggio e la forza di annunciare ciò che siamo e quello in cui crediamo e vorrei dire anche a voi quello che il Papa ha detto a me, quando sono stata eletta presidente: ‘coraggio e avanti’”. “Dopo la partenza di Chiara Lubich – dice un gen – ci sono stati momenti in cui ho sentito nostalgia e buio. Oggi la vicinanza, la fiducia e l’ascolto di Margaret e Jesús mi incoraggiano molto. Mi fanno capire ancora una volta che l’eredità di Chiara è un dono di Dio adatto ad ogni epoca”.
Cittadella Armonia
Il 16 aprile scorso Margaret Karram e Jesús Morán sono andati sul terreno che il Movimento ha ricevuto in dono a una settantina di chilometri a Sud di Seoul, per realizzare un sogno già espresso da Chiara nella sua visita in Corea nel 1982: la nascita di una cittadella di formazione e testimonianza della vita evangelica e della spiritualità dell’unità per questo pezzo d’Asia. Alla presenza di circa 200 persone – membri dei Focolari, benefattori e amici che hanno contribuito nei modi più vari – il terreno è stato benedetto e a suggello, è stata interrata una medaglia della Madonna. “Affidiamo a Lei questa Opera – ha concluso Margaret – e chiediamole di aiutarci ad aderire ai piani di Dio che magari non conosciamo, ma Lui è più grande di noi e se Gli diamo la nostra disponibilità e generosità, potrà operare.”
In visita a Sungsimdang
Tutto è iniziato nel 1956, con due sacchi di farina per fare il pane al vapore da vendere davanti alla stazione di Daejeon. Oggi Sungsimdang è diventata l’impresa di ristorazione più famosa della città e, con i suoi 848 dipendenti, dal 1999 vive in tutto e per tutto lo spirito di Economia di Comunione (EdC). Margaret e Jesús l’hanno visitata, incontrando con gioia Fedes Im e la moglie Amata Kim, proprietari e volontari del Movimento. “Non ho studiato amministrazione o management – racconta Fedes – ma ho seguito Chiara”. “Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini”, è il motto che lei ha dato all’azienda che serve 10.000 clienti al giorno e da sempre vive la condivisione, portando quotidianamente il pane ad oltre 80 centri di assistenza sociale. Ma ciò che colpisce è lo stile delle relazioni e del lavoro: “Per noi – racconta la figlia Sole, a capo del settore ristorazione – tutte le persone hanno lo stesso valore: uomini e donne, ricchi e poveri, manager e dipendenti, fornitori e clienti. Cerchiamo di mettere la persona al centro di ogni nostra decisione”. Jesús Morán ha sottolineato l’importanza dell’impatto dell’azienda sul territorio, prerogativa delle imprese che operano secondo lo stile di EdC, e Margaret Karram ha paragonato la testimonianza di questa azienda a quella di una cittadella di cui si può dire “venite e vedete”. “E questa – ha detto – è la medicina più grande che il mondo attende”.
Ascoltare, conoscere, condividere
Le giornate coreane di Margaret e Jesús sono intense e varie: c’è tempo anche per una tappa turistica all’antico sito di Bulguksa, per conoscere le radici della cultura buddhista nazionale. Con i suoi templi millenari, immersi in una natura fresca è una giornata davvero rigenerante! Poi ci sono i numerosi incontri con i membri del Movimento di questa vasta zona, come il gioioso pomeriggio con i focolarini e alcuni membri dell’area di lingua cinese. Il momento con gli 80 sacerdoti, religiose e i religiosi è stato un’esperienza di ‘cenacolo’, con testimonianze di fedeltà e di vita evangelica autentica, in un colloquio intimo con Margaret e Jesús. Il 23 aprile, poi, è stata la volta dell’attesissimo incontro con tutti i membri del Movimento; erano presenti in 1.200, con circa 200 collegati online da vari Paesi. È una festa straordinaria, che raccoglie popoli e culture che difficilmente vedremmo danzare e cantare sullo stesso palco e gioire gli uni della bellezza e ricchezza degli altri. Forse è per questo che qualcuno definisce l’evento “un miracolo” e il seme di una società rinnovata dall’unità.
Nel dialogo, Margaret Karram e Jesús Morán rispondono su vari argomenti, insieme ai consiglieri Rita e Antonio: il “disegno” del continente asiatico, l’attualità del dialogo tra le religioni. Alla domanda su come avere un rapporto più profondo con Gesù Eucaristia, Jesús spiega che non si tratta di ‘sentire’ il rapporto con Lui, ma di viverlo, perché l’Eucaristia alimenta tutta la nostra persona e ci fa vivere a corpo, nell’amore agli altri”. A proposito del calo delle vocazioni nel Movimento, Margaret dice che per i giovani sono importanti i rapporti personali e la testimonianza autentica degli adulti. “Se la nostra vita è frutto dell’unione con Dio ed è coerente col Vangelo, loro saranno attirati, perché prendono ispirazione da chi ‘osa’ vivere per Dio e così comprenderanno dove Lui li chiama”. All’ultima domanda su come devono essere i nostri rapporti per poter dialogare con tutti, Margaret Karram risponde con un’esperienza: “Questo anno abbiamo approfondito la nostra vita di preghiera e l’amore verso Dio, un amore ‘verticale’ potremmo dire, come quei pini i cui rami vanno verso l’alto. L’altro giorno, passeggiando, ho visto un albero che mi è piaciuto moltissimo: i suoi rami erano aperti, si estendevano verso fuori; si intrecciavano con altri alberi. Così dovrebbero essere i nostri rapporti: le nostre braccia dovrebbero essere sempre aperte, andare verso gli altri; dovremmo avere il cuore spalancato sulle gioie, i dolori e la vita di tutte le persone che ci passano accanto”. “È l’ora dell’Asia”, aveva scritto Chiara Lubich già nel 1986, durante il suo primo viaggio in queste terre; sono parole che oggi manifestano tutta la loro attualità e il valore profetico.
Stefania Tanesini
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17 Apr 2023 | Cultura, Sociale
Da quasi dieci anni si è avviato un progetto di dialogo tra socialisti/marxisti e cristiani europei che porta il nome di DIALOP. Abbiamo incontrato alcuni dei protagonisti di questo dialogo pochi giorni fa, in visita al Centro Internazionale dei Focolari a Rocca di Papa (Italia) “Penso che con l’elezione di papa Francesco la situazione sia cambiata completamente, sostanzialmente. Non solo per la Chiesa cattolica, ma anche per tutte le forze filosofiche e culturali che si sentono in opposizione
al neoliberismo. Perché quello che insegna il Papa è – direi – un modo di unire, che è contrario al consumismo individuale. Questo porta il Papa e le parti della Chiesa che lo seguono in una posizione vicina alla posizione della sinistra, che cerca di enfatizzare i valori collettivi comuni”. Così si esprime Walter Baier uno degli esponenti di DIALOP, un progetto di dialogo tra socialisti/marxisti e cristiani, che coinvolge intellettuali, accademici, politici, attivisti e studenti di diversi Paesi europei. “Crediamo che il dialogo sia il modo migliore per realizzare un vero cambiamento e lavoriamo per trasformare il mondo in un posto migliore in cui vivere”, dicono. L’esperianza di DIALOP ha avuto inizio durante l’udienza privata che papa Francesco ha concesso a due politici di sinistra: Alexis Tsipras della Grecia e Walter Baier dell’Austria, insieme a Franz Kronreif del Movimento dei Focolari, il 18 settembre 2014. In quell’occasione la conversazione si è incentrata sulla crisi ambientale e sulla crisi sociale mondiale. Al termine dell’udienza papa Francesco li ha invitati ad avviare un dialogo trasversale, capace di coinvolgere gli strati più ampi della società e soprattutto i giovani. “Rappresento il partito della Sinistra Europea da tre mesi – si presenta Baier -. Sono un principiante. Il Partito della Sinistra Europea è ora composto da 35 partiti provenienti da 27 Paesi europei. I Paesi appartengono all’Unione europea e direi che la nostra comprensione dell’Europa deve essere veramente molto più ampia che guardare solo alla parte privilegiata dell’Europa, se lo vogliamo. Prendiamo sul serio il paneuropeismo, che dobbiamo comprendere, cioè l’Europa non solo è diversa, ma è anche lacerata da profonde divisioni sociali ed economiche. E una delle richieste fondamentali della sinistra dovrebbe essere quella di realizzarlo. Raggiungere un tenore di vita dignitoso in tutte le parti d’Europa per la nostra famiglia. Qualcosa che abbiamo imparato anche attraverso l’essere insieme ai nostri amici cristiani in dialogo è il consenso differenziato e il dissenso qualificato che sono davvero un metodo molto, molto utile”.
Cornelia Hildebrandt appartiene a Trasform! Europe di fronte alle guerre in corso non dubita: “L’affermazione di papa Francesco che ogni guerra è un fallimento della politica è condivisa da noi di sinistra. In questi tempi ricchi di conflitti, pensiamo, che il dialogo non sia solo una necessità urgente, ma un imperativo categorico. Ci vuole tutta la nostra forza per imporre una pace sostenibile contro la distruzione dell’ambiente, le condizioni di vita delle persone contro l’imbarbarimento”. Dialogare significa accogliere l’altro nella propria casa. É diventare ospite dell’invitato. Non è solo uno strumento, ma un incontro costante, un percorso di esperienza intellettuale e spirituale condivisa, in cui la peculiarità dei rispettivi partner non scompare, ma si dispiega e si sviluppa più chiaramente. Con questi incontri, gli opposti diventano complementari. Ed è proprio Hilodebrandt che spiega il concetto del consenso differenziato e del dissenso qualificato: “Adottiamo e adattiamo un metodo che viene utilizzato nell’ecumenismo tra le Chiese cristiane. Le affermazioni di base formulate in modo incoerente della società umana e del mondo devono formare una solida base. Affinché i partner possano parlare e agire insieme, le dichiarazioni di base comuni devono fare esplicito riferimento a testi originali per essere compatibili con le rispettive tradizioni della Chiesa cattolica e della sinistra di Transform! Europe e oltre. E poi si tratta di formulare domande con precisione. E da qui può partire la ricerca di dichiarazioni chiare comuni, che rispecchino la propria tradizione e si arricchiscano”.
Angelina Giannopoulou, è una giovane greca di Tranform! Europe, che con decisa veemenza racconta la propria esperienza di camino in Dialop e sottolinea l’importanza della presenza giovanile, per il presente ed il futuro di questa realtà. Fa inoltre presente anche il “Progetto DialogUE”, in collaborazione con la Comunità Europea e un consorzio di 14 Organizzazioni della società civile, che avrà uno spazio importante alla Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona (Portogallo) con una giornata dedicata alla comunicazione che vedrà la partecipazione di politici, esperti e giovani. Seguiranno in altri momenti altri simposi su ecologia e politiche sociali. “Non possiamo adattarci alla situazione in cui ci troviamo oggi in Europa e nel mondo, penso che questa sia la vocazione più forte di Dialop” conclude Walter Baier.
Carlos Mana
Per maggiore informazione e accedere al “DIALOP Position Paper” si può visitare il sito di Dialop (https://dialop.eu/). (altro…)