19 Gen 2021 | Ecumenismo
“Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto” (Gv 15, 5-9) è il passo evangelico scelto per quest’anno. L’enfasi è su quel ‘rimanete’, perché cercare l’unità è un impegno a tempo pieno. “Non basta incontrarci per attività di evangelizzazione o caritative. Quel che sta sotto a tutto ciò che facciamo insieme è l’amore. Potremmo fare piani meravigliosi; possiamo riunire cristiani di diversi gruppi; ma se non abbiamo amore, nulla ha valore”. A parlare è la Quezon City Ecumenical Fellowship (QCEF), l’associazione ecumenica di Quezon City, città dell’hinterland di Manila (Filippine) di cui fanno parte anche diversi membri della comunità locale dei Focolari. Il materiale preparato quest’anno dalla Comunità monastica di Grandchamp[1], contenente i testi per la riflessione per la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani 2021 (18-25 gennaio) recita che “Rimanendo in Cristo cresce il frutto della solidarietà e della testimonianza” e i membri della QCEF ne fanno da anni l’esperienza. Vogliamo dar voce ad alcune loro testimonianze, evidenziarne la varietà e la fantasia, perché siano d’ispirazione a tanti a lavorare ogni giorno per l’unità tra le Chiese. Reciprocità
Quando abbiamo avviato QCEF anni fa – racconta il pastore Kenneth Aguilera, sovrintendente regionale per la Chiesa Metodista dell’UNIDA – non pensavamo davvero di dar vita ad una comunità di fratellanza o associazione ecumenica. Era un semplice ritrovarci tra amici di Chiese diverse davanti ad tazza di caffè. Ma l’incontro informale è stato un tale piacere che abbiamo iniziato a farlo regolarmente; è così che è nato QCEF. Abbiamo condiviso gioie e dolori al punto che abbiamo iniziato a prenderci cura e ad amare la chiesa l’uno dell’altro. Abbiamo inventato occasioni ed eventi per stare insieme regolarmente, tanto che quando arrivava la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani era per tutti noi la più grande occasione per camminare, lavorare e pregare insieme. E’ così che ho capito che il vero Ecumenismo è una specie di gara fra noi cristiani per far crescere il nostro amore reciproco. È come lavorare con la mia famiglia e mi sembra che ci sia una grande presenza di Gesù fra noi. Solidarietà
La pandemia non ci ha impedito di vederci regolarmente – scrivono Jane e Bert – continuiamo a riunirci Online per riflettere sulla Parola di Vita e per condividere le nostre esperienze. Collaboriamo insieme per progetti di patrocini comuni. Per aiutare molte persone che stanno attraversando tempi difficili abbiamo convocato alcuni esperti e organizzato webinar e video-conferenze su diverse problematiche che ci troviamo ad affrontare in questo tempo, come la gestione delle sfide psicologiche in tempo di crisi, tra cui ansia e depressione; la prevenzione della violenza domestica e gli abusi su minori e la conoscenza dell’ecumenismo inteso come viaggio verso l’unità dei cristiani. Abbiamo anche organizzato raccolte di cibo per le vittime dei recenti tifoni e alluvioni e, con una comunione dei beni fra di noi, abbiamo potuto dare un primo aiuto finanziario e beni di prima necessità agli sfollati. Abbiamo anche raccolto fondi per una diocesi gravemente colpita da un tifone. Prossimità La famiglia di Hedy Ng vive accanto ad una chiesa metodista: “Il nostro rapporto di vicinato è iniziato quando la loro chiesa era ancora in costruzione. Abbiamo subito offerto la possibilità di collegarsi al nostro pozzo per l’acqua e costruito un muro divisorio tra le nostre proprietà per garantire loro una certa privacy. Ogni volta che il Pastore cambia facciamo di tutto per fare amicizia con loro, considerandoli veri fratelli e sorelle; i nostri bambini giocano insieme. Ultimamente, il Pastore Dione Padel ha partecipato ai nostri incontri con QCEF ed era molto felice di far parte della fratellanza vissuta fra di noi. Recentemente ha perso la moglie e tutti noi del QCEF abbiamo fatto il possibile per stargli vicino e offrirgli anche un sostegno finanziario e morale e l’unità che abbiamo costruito va sempre più avanti.
Stefania Tanesini
[1] www.grandchamp.org (altro…)
18 Gen 2021 | Chiara Lubich
Fra pochi giorni inizierà l’Assemblea Generale del Movimento dei Focolari. Nel testo seguente Chiara Lubich sottolinea la virtù principale alla quale sono chiamati quanti si sentono parte di questo Movimento. San Paolo […] ci invita a non essere timidi nel servire Dio, ma forti, pieni di amore e di saggezza1). Ora su che cosa puntare per acquistare e sviluppare queste e tutte le altre virtù che ci sono necessarie? È semplice […]: lasciar vivere Gesù in noi al posto del nostro io. Ma quale il modo perché Gesù viva in noi? Essere amore come Dio è Amore (cf 1 Gv 4,16). Buttarci quindi fuori di noi ad amare gli altri. Noi parliamo sempre d’amore e potrebbe sembrare superfluo sottolinearlo anche questa volta. Ma non è così. L’“uomo vecchio” (cf Ef 4,22) – il non amore – è sempre pronto a prendere il sopravvento in noi ammantato magari di mille scuse. Il nuovo anno che iniziamo deve veder splendere decisamente nelle nostre persone l’ “uomo nuovo” (cf Ef 4, 24). Allora agiremo bene là dove siamo; porteremo avanti e costruiremo l’Opera e, con essa, la Chiesa. Torniamo, quindi, a ciò che è l’alfa della nostra spiritualità: l’amore. È questo del resto il nostro carisma. Ed è questo l’elemento di cui il mondo anche oggi ha più bisogno. Guardiamoci intorno. Dove troviamo l’amore che Gesù ha portato sulla terra? […] Leggiamo i giornali: le cronache vertono quasi sempre, su episodi tristi, di violenza. C’è sì l’amore umano che lega ancora molte famiglie e stringe le amicizie, ma è difficile trovare l’amore cristiano. Lo possiamo scoprire in qualche oasi spirituale fra persone consacrate o comunità di cristiani impegnati. Nel mondo, però, in genere non si riscontra. E noi siamo stati suscitati da Dio e scelti, assieme ad altri, proprio per portare questo amore. È il dono, il grande dono che dobbiamo fare all’umanità. […] È l’amore lo stile del [nostro Movimento]. Buttiamoci fuori, allora, ad amare! […] Riaccendiamo l’amore nel nostro cuore. Perché il mondo conosca presto dovunque l’amore vero, buttiamoci ad amare!
Chiara Lubich
1) “Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza” (2 Tim 1,7). (in una conferenza telefonica, Rocca di Papa, 9 ottobre 1986) Tratto da: “Lo stile dell’Opera di Maria è l’amore”, in: Chiara Lubich, Conversazioni in collegamento telefonico, pag. 256. Città Nuova Ed., 2019. (altro…)
16 Gen 2021 | Testimonianze di Vita
Gesù ci invita ad andare dietro a Lui, a fare come Lui della nostra esistenza un dono al Padre; ci propone di imitarlo nel venire incontro con delicatezza alle necessità di ogni persona con cui condividiamo una parte piccola o grande della nostra giornata, con generosità e disinteresse. Il vicino Da quando gli era stata amputata la gamba, per qualsiasi bisogno il nostro vicino si rivolgeva a mio marito, che spesso rincasava tardi perché impegnato con lui. Suo figlio, pur abitando lì nei pressi, si disinteressava dei genitori dai quali lo dividevano vecchi rancori. Un giorno, trovandoci tutti d’accordo in famiglia, abbiamo deciso di festeggiare da noi il compleanno del vicino e di invitare, per l’occasione, anche la famiglia del figlio e altri del vicinato. Nell’atmosfera di amicizia che si è venuta a creare, alcuni di loro si sono offerti per dare una mano. Chi si è occupato del giardino, chi della revisione dell’auto, un’altra ha trovato il tempo per aiutare nelle pulizie. Di fronte a tanta generosità, anche il figlio del vicino non ha potuto esimersi dal collaborare. Da allora continuiamo a festeggiare a casa nostra compleanni e ricorrenze varie. I rancori sono scomparsi. Ne hanno guadagnato anche i bambini che ora vanno dal vicino ad ascoltare le favole e imparare a lavorare con il legno. (F. F. – Slovacchia) Raccolta rifiuti Una domenica percorrevo in bicicletta un sentiero di montagna, quando la vista di rifiuti lasciati da qualcuno che aveva fatto picnic mi ha fatto indignare. Questa incuria verso la natura, dono di Dio, mi è sembrata intollerabile e invece di proseguire mi sono messo a raccogliere quei rifiuti. Senonché dopo quelli ne sono apparsi altri: bottiglie di plastica e vetro, sacchetti vuoti, carta da pani ni, involucri di patatine… Cosa fare? Ho cambiato programma e la mia gita in bicicletta è diventata raccolta ecologica. Una famiglia che passeggiava, vedendomi al lavoro, senza dir niente si è unita a me per darmi una mano, compresi i bambini che sembravano divertirsi un mondo quando lungo il sentiero individuavano un pezzo di carta o una bottiglia. Ho fatto presto amicizia con quella famiglia; ci è poi venuta l’idea di future raccolte di rifiuti in cui coinvolgere chi fosse interessato a darci una mano. E così altre domeniche le nostre gite sono diventate pulizia di sentieri. È sempre così, basta cominciare. (D. H. – Germania) Dimenticare le chiavi Pedalavo in bici quando mi sono accorto d’aver portato con me le chiavi di casa che di solito lasciamo in un posto del giardino. Mia moglie era al lavoro e la bambina non avrebbe potuto entrare dopo scuola. Non potevo far altro che riportare le chiavi. Sulla via del ritorno, accasciato su una panchina, ho riconosciuto un mio amico. Era ubriaco e si lamentava per una storta al piede, che era molto gonfio. L’ho preso su e portato dai genitori, per fortuna non lontani. Essendo anziani e non in grado di accompagnare il figlio al pronto soccorso, me ne sono occupato io. Prima però ho fatto un salto a casa, per rimettere le chiavi a posto. Mentre in ospedale attendevamo il nostro turno, l’amico, che intanto aveva ripreso lucidità, mi ha detto della moglie e dei figli che non lo accettavano. Da quel giorno provvedere all’amico e ai suoi genitori è diventato per me un impegno fisso. Ho contattato anche i familiari di lui: ora sembrano più disposti a riconciliarsi. Dimenticare le chiavi era stato provvidenziale. (R. N. – Belgio)
a cura di Stefania Tanesini
(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno VII, n.1, gennaio-febbraio 2021) (altro…)
14 Gen 2021 | Collegamento
Il 15 ottobre 2020 Papa Francesco lancia un forte, rinnovato allarme per l’aggravarsi del divario educativo mondiale. Solo un’alleanza tra tutte le componenti della società può generare un cambiamento di rotta dell’umanità verso la pace e la fraternità: nasce per questo il GLOBAL COMPACT ON EDUCATION – un patto educativo mondiale. https://vimeo.com/490177407 (altro…)
13 Gen 2021 | Focolari nel Mondo
Ad un anno dall’eruzione del vulcano Taal e in piena pandemia da Covid-19 nella Cittadella dei Focolari la reciprocità dell’amore fonda la ricostruzione di luoghi e relazioni
“La vita continua nella Mariapoli Pace. L’amore reciproco è vissuto tra noi con un’intensità mai sperimentata prima, forse a causa delle grandi sofferenze che abbiamo dovuto affrontare insieme e che hanno reso le nostre relazioni più profonde e più semplici, il nostro amore e la cura l’uno per l’altro più tangibili e concreti, i sorrisi e la disponibilità a fermarci e ad ascoltarci più spontanei e naturali”. Ting Nolasco, focolarina nel centro del Movimento a Tagaytay, nelle Filippine, racconta come vive oggi la comunità dei Focolari nel territorio, ad un anno dall’eruzione del vulcano Taal, il 12 gennaio scorso. La distruzione che ne seguì, e che vide l’area intorno al vulcano per chilometri ricoperta di cenere e fango, con popolazioni sfollate senza cibo, acqua, elettricità, non impedì la rinascita di luoghi e comunità, piuttosto rinnovati dall’esigenza di ricostruire insieme strutture e relazioni.
“Vedere l’effusione di generosità da parte di persone da tutto il mondo che donavano beni di soccorso – continua Ting – e vedere al mattino il convoglio di camion che arrivava da luoghi lontani per aiutare le persone nelle zone colpite è stato travolgente”. Gli stessi focolarini, i giovani, le famiglie e i religiosi abitanti della Mariapoli Pace sono strati costretti ad evacuare e alcuni sono stati accolti in un’abitazione poi “trasformata” in centro logistico per la distribuzione dei beni di soccorso. Passata l’emergenza ci si è dedicati alla ricostruzione, occasione ulteriore per vedere all’opera la generosità di molti: famiglie, studenti, persone che avevano ricevuto sostegno dai centri si sono offerti di aiutare, anche mettendo a rischio la loro incolumità, “come espressione di gratitudine e di reciprocità per ciò che hanno ricevuto”. Anche l’ambiente circostante sembra oggi rigenerato: “I dintorni, un tempo grigi e apparentemente morti, sono ora esplosi in un tripudio di colori e un’abbondanza di verde – dice Ting – fiori, alberi, frutta e verdura crescono più vigorosi grazie al concime naturale che la caduta di cenere mescolata al terreno ha portato. È un’esperienza di resurrezione”.
Pochi mesi dopo l’eruzione, tuttavia, lo scoppio della pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio di nuovo la Cittadella, senza però fermarne il cammino di rinascita: “C’è stata la spinta a vivere per gli altri – racconta ancora Ting – soprattutto per coloro che sono impegnati in prima linea. I bambini hanno preparato delle cartoline per mostrare loro il loro amore e il loro apprezzamento. Con l’aiuto delle nostre famiglie, abbiamo realizzato 2.500 visiere da distribuire a ospedali, centri sanitari, Croce Rossa, comuni e scuole. In cambio sono arrivate donazioni che hanno coperto le spese e hanno permesso di acquistare altri beni di soccorso e di distribuire soldi alle famiglie. In tutti questi casi sentiamo la mano di Dio all’opera”. “Dio ci ha permesso di affrontare queste due apparenti calamità perché potessimo sperimentare il suo immenso amore e vedere la bontà nel cuore delle persone”.
Claudia Di Lorenzi
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