11 Mar 2020 | Sociale
“Ritorno al futuro, per un’economia più umana” è il titolo dell’appuntamento che si è svolto il 4 marzo scorso all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Imprenditori, studiosi ed economisti insieme per un’economia più giusta, inclusiva e sostenibile. In linea con il grande evento “The Economy of Francesco”. “Nel 2000 abbiamo aperto una piccola azienda di cosmetica, in un locale di 60 metri quadrati con un solo dipendente. Oggi lavoriamo in uno stabile di 7500 metri quadrati dove lavorano 43 persone e produciamo circa 100 mila pezzi al giorno. Il nostro profitto e la nostra forza sono le persone”. Queste le parole di Marco Piccolo, imprenditore di Torino (Italia), 45 anni e 4 figli, che ha anche il tempo di fare l’educatore in parrocchia ai giovani. Con la sua azienda aderisce all’Aipec, l’Associazione italiana di imprenditori per un’Economia di Comunione, legata a quell’intuizione che ebbe Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, basata sul modello economico che pone al centro dell’azienda l’uomo come persona e la “cultura del dare”. La Reynaldi di Marco è un’impresa che ha scommesso sui giovani e sulle donne (70% fra dipendenti e dirigenti) ma anche sulla sostenibilità ambientale: l’azienda infatti non emette CO2, non spreca acqua e non è dannosa per l’ambiente. Queste caratteristiche spingono molte grandi aziende del nord Europa e degli Stati Uniti ad acquistare i loro prodotti. “Con una visione imprenditoriale del genere si riesce a trasformare un sistema economico, fare bene le cose e puntare alla cura delle persone che stanno in azienda” racconta all’incontro organizzato a Roma, all’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede, dal titolo “Ritorno al futuro, per un’economia più umana”. L’evento, promosso dall’università Cattolica del Sacro Cuore, Movimento dei Focolari e dall’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede è nato dalla volontà di offrire un’occasione per riflettere circa l’odierno sistema economico e la necessità di avviare un processo globale di rinnovamento affinché l’economia del futuro sia più giusta, inclusiva e sostenibile, in linea con il grande evento “The Economy of Francesco” voluto dal Santo Padre che si terrà ad Assisi il prossimo novembre. L’azienda di Marco è un esempio virtuoso di un’economia più umana. Un’economia che, usando le parole di Papa Francesco “fa vivere e non uccide, include e non esclude, si prende cura del creato e non lo depreda”. La Reynaldi è stata una delle prime aziende in Italia a trasformare la propria forma giuridica da società for profit a ‘Società Benefit’, cioè integra nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. “Abbiamo cura delle persone che lavorano con noi ed è per questo che vogliamo che il tempo del lavoro non debba essere opprimente – continua Marco -. Vogliamo che ci sia tempo di vita per la famiglia e che le persone stiano bene”. Tante solo le imprese o le cooperative virtuose, sulla scia di quella di Marco. Come Conad, società cooperativa della grande distribuzione italiana che coinvolge gli uffici Caritas per non sprecare il cibo dei propri supermercati, destinandolo a chi ne ha bisogno. O ancora, quando deve acquistare prodotti da altre aziende, verifica se queste sfruttano manodopera minorile o utilizzano fenomeni di caporalato. Lo afferma Francesco Pugliese, amministratore delegato Conad intervenuto al convegno: “Se ognuno di noi fa la propria parte, sia nei comportamenti che nel rilasciare alla comunità una parte del tuo benessere, allora questo può contribuire ad un miglioramento complessivo della società”. Se si vuole ridefinire il progresso economico per il futuro, bisogna coinvolgere soprattutto i giovani che sanno porsi delle domande, sanno dialogare e sanno trovare risposte importanti. E il Papa ha voluto che siano proprio loro gli artefici dell’evento The Economy of Francesco. “Sappiamo bene che San Francesco d’Assisi è fonte d’ispirazione per un modo di intendere l’economia e la finanza. Speriamo che l’evento di novembre ci aiuti a riscoprire questo” sostiene Suor Alessandra Smerilli, consigliere di Stato della Città del Vaticano -. “E ad Assisi i giovani cercheranno di fare proposte e lavorare in 12 villaggi tematici dove cercheremo di coprire tutti i temi importanti per arrivare a presentare una proposta per ogni villaggio, come impegno personale ma anche come impegno per le istituzioni, imprese e politica” conclude suor Alessandra. Ma c’è bisogno di fare rete, dialogare fra istituzioni, imprese e università per trovare soluzioni per aiutare i giovani a trovare lavoro. Lo ha ricordato proprio l’Ambasciatore Pietro Sebastiani: “Il mondo di oggi è più complesso di una volta e molte società sperimentano da troppo tempo la piaga della disoccupazione giovanile. Ma le opportunità esistono e ciascuno deve perseguire il proprio talento”.
Lorenzo Russo
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10 Mar 2020 | Testimonianze di Vita
L’invito di Gesù “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12) è la cosiddetta “Regola d’oro”, un insegnamento universale contenuto nelle diverse culture, religioni e tradizioni . È la base di tutti i valori autenticamente umani, che costruiscono una convivenza pacifica, con rapporti personali e sociali giusti e solidali. Il centuplo Vivo in una città piccola con pochi negozi, dove non sempre si trova il necessario. Una mattina bussa alla mia porta una vicina povera e ammalata. Con un grande sorriso mi chiede un po’ di olio. In cucina ne è rimasto pochissimo, servirebbe a me. Ma avverto la spinta a donarlo tutto. All’ora di preparare il pranzo, mi rendo conto che devo arrangiarmi senza olio, ma sono felice di quanto ho fatto. Sto per prendere la pentola quando bussano alla porta. È una suora che non vedo da tempo perché abita in una regione distante. M’invita: “Vieni, in macchina ho qualcosa per te”. E mi consegna tre scatoloni pieni di contenitori di olio: in tutto 54 litri. (G.V. – Burundi) Se si dà amore … Non era facile il reinserimento, dopo 20 anni di assenza dal nostro Paese. All’inizio mia moglie ed io ci sentivamo un po’ estranei: c’era da ricominciare in tutti i sensi. Ma nel Vangelo abbiamo trovato la carica per aprirci agli altri, per ricostruire rapporti di vecchia data e intrecciare nuove amicizie. Essendoci sposati non più giovanissimi, avevamo deciso che, se non fossero arrivati bambini, saremmo stati disposti ad essere famiglia per chi non l’aveva. Con quest’animo abbiamo iniziato un percorso di adozione. Quando mesi fa abbiamo ricevuto la notizia dell’arrivo di Veronica e Carlos, due fratellini brasiliani, abbiamo fatto girare le loro foto nell’ambito delle nuove conoscenze. Poi siamo andati a prenderli a Rio. Al ritorno abbiamo trovato un enorme striscione sulla strada con una scritta di benvenuto per Veronica e Carlos e, sulla veranda di casa, tanti palloncini e messaggi. Non possiamo dimenticare gli aiuti concreti in vestiario e altre cose necessarie. Una riprova per noi che, se si dà amore, si riceve amore. (M.S.F. – Spagna) Congiura d’amore Una volta rimasta sola, mia suocera, nonostante avesse delle figlie in condizione di poterla accogliere, è venuta ad abitare da noi. La sua presenza, accestitissima dai miei figli, era tuttavia un impegno in più per me che avevo già la famiglia da accudire. Inoltre lei, per una forma di arteriosclerosi, parlava da sola, senza rendersi conto di essere ascoltata; e capitava che spesso imprecava contro di me. I miei figli ridevano della situazione, anche se per me era una doppia ferita. Era questo il ringraziamento per quello che facevo per lei? Un giorno era a letto influenzata e durante il pranzo è venuto fuori il discorso della nonna che parlava a vanvera. Mio marito è rimasto addolorato, poi tutti insieme abbiamo deciso di fare bella “congiura d’amore” per voler bene di più e meglio alla nonna. Penso che sia stato uno dei momenti più educativi e fecondi della nostra famiglia. I parenti, e sono tanti, che spesso vengono a trovarla, rimangono meravigliati dal bene che la nonna “produce” nella nostra famiglia. (C.S. – Italia)
a cura di Stefania Tanesini (tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno VI, n.2, marzo-aprile 2020)
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9 Mar 2020 | Collegamento
Continua il viaggio di Paolo Balduzzi nella storia di Chiara e dei Focolari. Questa volta fa tappa a Roma dove Chiara ha incontrato Igino Giordani, primo co-fondatore, aprendo con lui il carisma all’ecumenismo, alla politica, alle mille realizzazioni sociali e civili che sono nate. https://vimeo.com/388273522 (altro…)
7 Mar 2020 | Nuove Generazioni
400 giovani, 56 paesi, 16 lingue, 4 giorni: WeGENerate! Il racconto di Conleth Burns dell’Irlanda del Nord.
In gennaio, io e Luisa, un’amica brasiliana, abbiamo parlato con 400 Gen 2, i giovani del Movimento dei Focolari, riuniti a Trento, nel Nord Italia. Abbiamo fatto loro una domanda: volete essere la Generazione del Mondo Unito? La generazione che renderà reale un mondo unito entro il 2050? Settantasette anni prima, Chiara Lubich e i suoi amici avevano fatto di una frase del Vangelo: “Che tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21) – lo scopo e la mission della loro vita. Il mese scorso mi trovavo al congresso internazionale Gen 2 dal titolo “WeGENerate”, con alcune centinaia di giovani, della stessa età in cui Chiara ha detto questo “Sì” al Vangelo; per la prima volta mi è capitato di pensare che questa preghiera per l’ “Ut Omnes”, cioè per l’unità della famiglia umana, potesse essere una domanda piuttosto che una semplice dichiarazione in forma di preghiera. Una domanda, perché questa preghiera richiede una risposta. Una domanda, perché non sono solo belle parole per pregare, Ma sfidano chi le legge a viverle per trovare la risposta. Una domanda, perché “Ut Omnes” è un argomento sul quale porsi delle domande, non un dato di fatto. La domanda che Luisa ed io abbiamo rivolto il mese scorso ai ragazzi se, cioè, volessero essere la generazione del mondo unito, non era altro che la domanda – anche se riformulata diversamente – a cui Chiara Lubich aveva risposto nel 1943. Alla fine del quesito abbiamo messo una data per vedere se noi, i Gen, volevamo davvero rispondere. Invece di rispondere a parole, abbiamo deciso di organizzarci. Per questo un pomeriggio tutti noi, 400 Gen, ragazze e ragazzi di 56 Paesi, con traduzione in 16 lingue, abbiamo pianificato azioni locali e globali per combattere la corruzione, ridurre le disuguaglianze, fermare il cambiamento climatico, riattivare il dialogo e prevenire i conflitti. Abbiamo risposto a questa domanda di Ut Omnes, di unità, pianificando attività di promozione, di formazione globale per proteggere la democrazia, prevenire i conflitti, combattere la corruzione e fermare la disuguaglianza. Abbiamo risposto a questa domanda decidendo di promuovere le campagne #CleanPlate, #GreenDay #ClearPlasticJarChallenge e CarPooling per combattere i problemi ambientali. Abbiamo immaginato piattaforme e applicazioni per sbloccare il dialogo; rompendo l’ignoranza e costruendo relazioni. Mark della Siria ha detto di voler tornare in Siria per aiutare a ricostruire il suo Paese. Victor ha risposto a questa domanda sfidando sé stesso a essere una realizzazione viva del carisma dell’unità in Venezuela. Joelle ha risposto a questa domanda promettendo di riportare in Libano questo messaggio di unità e di amore. Tutti contesti che non sono diversi da quello di Chiara, quando rispose alla stessa domanda nel 1943. Molte persone, come Marco, Joelle e Victor, quest’anno si recheranno a Trento per “incontrare” la città di Chiara Lubich. Visiteranno la mostra a lei dedicata e i luoghi della città in cui ha vissuto, incontreranno una comunità di persone che oggi vivono per costruire l’unità a Trento. Ci andranno per capire le radici della storia di Chiara e dei Focolari. Da questo congresso ho capito che se si vuole davvero andare alle origini di questa storia, bisogna farsi le domande alle quali lei ha risposto nel 1943: l’unità è possibile? E ancora: e tu, ci credi che possiamo essere tutti una cosa sola? E se sì, cosa posso fare io?
Conleth Burns
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4 Mar 2020 | Collegamento
Siamo andati in Gran Bretagna a pochi giorni della Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Abbiamo incontrato molte persone, anche della comunità dei Focolari, per capire cos’è successo e quali sono le loro speranze. https://vimeo.com/388455754 (altro…)