Siamo al racconto dellโAnnunciazione. Lโangelo Gabriele si reca da Maria di Nazaret per farle conoscere i piani di Dio su di lei: concepirร e darร alla luce un figlio, Gesรน, che ยซsarร grande e sarร chiamato Figlio dellโAltissimoยป[1]. Lโepisodio si colloca in continuitร con altri eventi dellโAntico Testamento che hanno portato, in donne sterili o molto anziane, a nascite prodigiose i cui figli avrebbero dovuto svolgere un compito importante nella storia della salvezza. Qui, Maria, pur volendo aderire in piena libertร alla missione di diventare la madre del Messia, si domanda come potrร succedere, essendo lei una vergine. Gabriele le garantisce che non sarร opera di uomo: ยซLo Spirito Santo scenderร su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirร con la sua ombraยป[2]. E aggiunge: ยซNulla รจ impossibile a Dioยป[3].
Questa rassicurazione, che sta a significare che nessuna dichiarazione o promessa di Dio rimarrร inadempiuta โ perchรฉ non cโรจ niente di impossibile per lui โ puรฒ anche essere formulata in questo modo: nulla รจ impossibile con Dio. Infatti, la sfumatura del testo greco โcon, o vicino, o insieme a Dioโ, mette in luce la sua vicinanza all’uomo. ร all’essere umano o agli esseri umani che, quando sono insieme a Dio e liberamente aderiscono a lui, nulla รจ impossibile.
ยซNulla รจ impossibile a Dioยป.
Come mettere in pratica questa parola di vita? Innanzitutto, credendo con grande confidenza che Dio puรฒ agire anche dentro e al di lร dei nostri limiti e debolezze, come pure nelle condizioni piรน oscure della vita.
ร stata lโesperienza di Dietrich Bonhoeffer che durante la prigionia che lo condurrร al supplizio, scriveva: ยซDobbiamo immergerci sempre di nuovo nel vivere, parlare, agire, soffrire e morire di Gesรน per riconoscere ciรฒ che Dio promette e adempie. ร certo [โฆ] che per noi non esiste piรน niente di impossibile, perchรฉ nulla di impossibile esiste per Dio; [โฆ] รจ certo che noi non dobbiamo pretendere nulla e che tuttavia possiamo chiedere ogni cosa; รจ certo che nella sofferenza รจ nascosta la nostra gioia e nella morte la nostra vitaโฆ A tutto questo Dio ha detto โsรฌโ ed โamenโ in Cristo. Questo โsรฌโ e questo โamenโ sono il solido terreno sul quale noi stiamoยป[4].
ยซNulla รจ impossibile a Dioยป.
Nel cercare di superare l’apparente โimpossibileโ delle nostre insufficienze, per raggiungere il โpossibileโ di una vita coerente, un ruolo determinante lo svolge la dimensione comunitaria che si sviluppa lร dove i discepoli, vivendo tra loro il comandamento nuovo di Gesรน, si lasciano abitare, singolarmente ed insieme, dalla potenza del Cristo risorto. Scriveva Chiara Lubich nel 1948 ad un gruppo di giovani religiosi: ยซE avanti! Non con la nostra forza, meschina e debole, ma con l’onnipotenza dell’unitร . Ho costatato, toccato con mano che Dio fra noi compie l’impossibile: il miracolo! Se noi resteremo fedeli alla nostra consegna [โฆ] il mondo vedrร l’unitร e con essa la pienezza del Regno di Dioยป[5].
Anni fa, quando ero in Africa, spesso incontravo dei giovani che volevano vivere da cristiani e che mi raccontavano delle molte difficoltร con le quali si scontravano quotidianamente nel loro ambiente, per rimanere fedeli agli impegni della fede e agli insegnamenti del vangelo. Ne parlavamo per ore e, alla fine, arrivavamo sempre alla stessa conclusione: ยซDa soli รจ impossibile ma, insieme, ce la possiamo fareยป. Lo garantisce anche Gesรน stesso quando promette: ยซDove sono due o tre riuniti nel mio nome (nel mio amore), lรฌ sono io in mezzo a loroยป[6]. E con lui tutto รจ possibile.
A cura di Augusto Parody Reyes e del team della Parola di vita
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[1]Lc 1, 32. ย [2] Ibid, 35. [3] Ibid, 37. [4] D. Bonhoeffer, Resistenza e resa, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo 1988, p. 474. Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) รจ stato un teologo e pastore luterano tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo. ย [5] C. Lubich, Lettere dei primi tempi. Cittร Nuova, Roma 2010, p. 164. [6] Cf. Mt 18, 20.
Quando la vita ci presenta scelte impegnative e impreviste, che forse ci possono fare paura, emergono con chiarezza i nostri valori, il desiderio di viverli con coerenza.
Non รจ sempre facile. La risposta, in una situazione che richiede una decisione libera e personale, puรฒ apparire una scommessa difficile da realizzare, quasi un salto nel buio, e abbiamo bisogno della forza di andare oltre ai nostri limiti.
Ma dove possiamo trovare questa forza? Per qualcuno รจ la fede in una dimensione soprannaturale e in un Dio personale che ci ama e ci accompagna. Per tutti puรฒ esserlo la vicinanza di amici, di โcompagni di viaggioโ che ci sostengono con vicinanza e fiducia. Fanno emergere da noi il meglio e ci aiutano a superare l’apparente โimpossibileโ delle nostre insufficienze per raggiungere il โpossibileโ di una vita coerente.
ร la conseguenza della dimensione comunitaria dei rapporti basati sulla reciprocitร . Come disse Chiara Lubich nel 1948, con il linguaggio tipico dellโepoca: ยซE avanti! Non con la nostra forza, meschina e debole, ma con l’onnipotenza dell’unitร . Se noi resteremo fedeli alla nostra consegna [โฆ] il mondo vedrร l’unitร ยป[1].
Andare oltre ai nostri limiti ci apre a nuove opportunitร ed esperienze che altrimenti potrebbero sembrare fuori dal nostro raggio d’azione, permettendoci di credere e testimoniare che ogni speranza รจ possibile.
Ma รจ possibile credere โche tutto รจ possibileโ di fronte allโassurdo del Male? Questa รจ la grande domanda dell’umanitร di oggi e di sempre. Una domanda senza risposta che accomuna tutti, credenti, non credenti, in un cammino di ricerca che si puรฒ percorrere solo insieme. Perchรฉ se il โMaleโ resta un mistero, altrettanto potente รจ la forza del โBeneโ. Non cโรจ una risposta, ma una prospettiva di significato.
Lo ha ricordato in una recente intervista Edith Bruck, a 13 anni deportata a Auschwitz e ancora oggi, novantenne, autentica testimone di pace. Quando la guerra finรฌ, lei e sua sorella si trovarono di fronte a un drammatico dilemma. “Cinque fascisti ungheresi che avevano sostenuto i nazisti ci hanno pregato di aiutarli a tornare a casa clandestinamente, e noi li abbiamo aiutati lungo la strada. Abbiamo condiviso con loro pane e cioccolato. ร stato uno dei momenti piรน intensi che abbia mai vissuto spiritualmente. Stavo trattando come un amico qualcuno che avrebbe potuto uccidere mio padreโ. La decisione non fu facile e lei discusse molto con sua sorella, ma lo fecero perchรฉ pensavano che forse, in questo modo, queste persone non avrebbero mai piรน maltrattato un ebreo[2].
LโIDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente LโIDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร culturali. dialogue4unity.focolare.org
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[1] Chiara Lubich โLettere dei primi tempiโ. Cittร Nuova Roma 2010 p. 16 [2] Marisol Rojas Cadena SER- articolo su E. Bruck 26/01/2024
Vivere la Chiesa nella sua dimensione comunitaria attraverso il metodo sinodale. Questo uno dei messaggi scaturiti dal Convegno ecclesiale organizzato dal Movimento dei Focolari di Italia e Albania che si รจ tenuto a inizio novembre presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo in Italia. Un evento che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone, di diverse etร e vocazioni, che aderiscono alla spiritualitร dei Focolari, ma anche referenti di altre associazioni.
Cristiana Formosa e Gabriele Bardo, responsabili dei Focolari in Italia e Albania hanno messo in luce il percorso compiuto finora insieme ad altre realtร della Chiesa italiana. ร nato tutto da โun profondo dialogo cresciuto nel tempo, tra sacerdoti e laici; un lavorare insieme, persone di tutte le diramazioni dellโOpera di Maria (ovvero Mov. dei Focolari); una valorizzazione crescente di tutti quelli che a vario titolo operano nella chiesa locale e negli organismi diocesani e nazionali. [โฆ] Sentiamo che in questi ultimi anni รจ molto cresciuta questa sensibilitร allโinterno del Movimento e sia a livello nazionale che locale si collabora molto di piรน con altri Movimenti e Associazioni ecclesialiโ.
Nella prima giornata, il prof. Vincenzo Di Pilato, docente di Teologia fondamentale e coordinatore Accademico del Centro Evangelii Gaudium ha messo in rilievo (testo) la figura di Maria come Madre di Dio e Madre dellโumanitร , evidenziando la radice trinitaria dellโincarnazione e la dimensione sociale di Maria.
A seguire il Card. Giuseppe Petrocchi ha approfondito la realtร dellโessere Chiesa oggi, sottolineando come occorre avere una bussola valoriale per capire come muoversi, quale chiesa essere e come essere chiesa. Bisogna studiare e amare il contesto socioculturale del territorio in cui si agisce e guardare i segni dei tempi: cosa il Signore ci chiede oggi.
Spazio quindi a varie esperienze su progetti educativi rivolti alle persone emarginate, sulle nuove generazioni, la fraternitร universale, lโopzione dei โpoveriโ per una sinodalitร inclusiva.
La seconda giornata si รจ arricchita con la presenza della Dott.ssa Linda Ghisoni, Sottosegretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia, Vita, la quale ha portato il saluto e lโincoraggiamento del Prefetto del Dicastero il Card. Kevin Joseph Farrell. La dott.ssa Ghisoni ha donato una riflessione meditativa dal titolo โDimensione mariana: una Chiesa dal volto sinodaleโ. Ripercorrendo la vita di Maria ha affermato che anche noi dobbiamo โfidarci di Dio che รจ fedele. A noi, lontano da ogni trionfalismo, stare in piedi davanti alle situazioni piรน dure della nostra societร , della nostra famiglia, del nostro movimento. A noi non vergognarci se sembriamo appartenenti ad un gruppo di falliti, se abbiamo tra noi dei pusillanimi, e accogliere la chiamata ad una sempre nuova generativitร , annunciando con la vicinanza, la cura, l’ascolto, con intelligenza, attenzione e dialogo, che Dio รจ fedele, รจ vicino, รจ misericordiosoโ.
E ha ricordato le parole che il Cardinale Farrell ha indirizzato al Movimento dei Focolari nellโ80ยฐ della sua nascita: โLโideale che Chiara (Lubich) vi ha trasmesso rimane sempre attuale, anche nel mondo secolarizzato di oggi, cosรฌ diverso da quello degli inizi dellโOpera. Il vostro carisma contiene in sรฉ una grande carica vitale, ma come dice spesso il Santo Padre: โnon รจ un pezzo da museoโฆ bisogna che entri in contatto con la realtร , con le persone, con le loro inquietudini e i loro problemi. E cosรฌ, in questo incontro fecondo con la realtร , il carisma cresce, si rinnova e anche la realtร si trasforma, si trasfigura attraverso la forza spirituale che tale carisma porta con sรฉโโ.
Con Marina Castellitto e Carlo Fusco si รจ approfondito il tema sullโuniversale vocazione alla santitร , attraverso le figure di alcuni membri dei Focolari per i quali รจ stata avviata la causa di beatificazione.
A seguire lโesperienza della Settimana Sociale dei cattolici italiani tenutasi a Trento nel mese di luglio 2024. โQuei giorni sono stati unโesperienza di ascolto e approfondimento del qui ed ora del nostro tempo: interrogarci sul nostro essere comunitร di credenti nella piรน vasta comunitร ecclesiale e quindi politica come storia e trama di relazioni umaneโ ha affermatoArgia Albanese presidente del Movimento politico per lโunitร (Mppu) Italia.
La giornata รจ proseguita con lโesperienza della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali (CNAL) alla presenza della segretaria dott.ssa Maddalena Pievaioli. La Consulta รจ il luogo nel quale esse vivono in forma unitaria il rapporto con lโEpiscopato Italiano offrendo la ricchezza delle loro associazioni e accogliendone fattivamente i programmi e le indicazioni pastorali. Lโaugurio รจ che si possa sempre piรน diffondere questa realtร allโinterno delle Associazioni.
A chiudere la condivisione di alcune buone pratiche come il Centro Evangelii Gaudium, le esperienze del Movimento Diocesano di Pesaro e Fermo e approfondimenti sul dialogo ecumenico e su quello interreligioso, sul dialogo con persone di convinzioni non religiose e su quello con il mondo della cultura.
Lโultimo giorno ha visto la partecipazione di Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari. Margaret ha raccontato la sua recente esperienza al Sinodo in quanto convocata tra nove personalitร in qualitร di invitati speciali. โIl Sinodo, con i suoi 368 partecipanti, tra vescovi e laici, di cui 16 delegati fraterni di altre Chiese cristiane, ci ha offerto un esempio perfetto della dimensione universale di questa speranza โ ha affermato Margaret โ. Venivamo da 129 nazioni e ciascuno di noi era portatore della propria realtร : di pace, di guerra, di povertร , di benessere, di migrazione, di gioie e dolori di ogni genere. Per questo direi che il primo messaggio forse il piรน importante, รจ la dimensione profondamente missionaria del Sinodo. [โฆ] E la prima lezione che abbiamo imparato รจ: camminare insieme, testimoniare insieme, abbiamo bisogno gli uni degli altri. La seconda lezione รจ stata la pratica spirituale del discernimento che richiede: libertร interiore, umiltร , fiducia reciproca, apertura alla novitร โ. (โฆ) La nostra responsabilitร รจ โquella di farsi portatori di sinodalitร in ogni ambito: quello ecclesiale in primis, basti pensare a quanti tra noi, e qui sarete moltissimi! sono impegnati nella propria Chiesa locale. Ma, noi membri dellโOpera di Maria, non possiamo limitarci solo a questo ambito, siamo un Movimento laico e questa laicitร รจ essenziale, viene dal Carisma e non possiamo perderla. Il Sinodo ha sottolineato in moltissime occasioni che dobbiamo โallargare la nostra tendaโ per includere proprio tutti, specialmente quelli che si sentono fuoriโ.
Jesรบs Morรกn ha tenuto una meditazione-riflessione sullโessere oggi Chiesa di speranza. โLa speranza – ha affermato – ci fa superare la paura. La speranza va unita alla fede e allโamore, le tre sorelle della vita teologale. La speranza รจ una virtรน comunitaria, ci libera dallโisolamento dellโangoscia e ci lancia verso il โnoiโ; un โnoiโ che diviene amore concreto al fratelloโ.
โDare unโanima allโEuropaโ. Questo in sintesi lโobiettivo di Insieme per lโEuropa, la rete cristiana che oggi raggruppa piรน di 300 Movimenti, Organizzazioni e Comunitร cristiane dellโEuropa occidentale e orientale. Un segno di speranza soprattutto in tempi di conflitti e crisi.
Il 31 ottobre scorso Insieme per lโEuropa(IpE) ha celebrato il suo 25ยฐ anniversario dalla nascita. Lo stesso giorno del 1999 ad Ausburg in Germania, ci fu lโevento capostipite con la firma congiunta cattolico-luterana dellaย Dichiarazione sulla giustificazioneย che sanava una profonda spaccatura tra le due Chiese da oltre 500 anni. Negli anni a seguire si รจ costruito un dialogo sempre piรน profondo, basato sul perdono reciproco sino ad arrivare allโevento storico del patto di amore scambievoleย (dicembre 2001) nella chiesa luterana di Monaco gremita da oltre 600 persone.ย
Tra i primi promotori della rete IpE ci sono Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, Andrea Riccardi, fondatore della Comunitร di SantโEgidio, altri fondatori di movimenti e comunitร cattoliche italiane ed evangelico-luterane tedesche, decisi fin da subito a camminare insieme.
Questโanno, dal 31 ottobre al 2 novembre piรน di 200 rappresentanti della rete IpE si sono riuniti a Graz-Seckau in Austria, per lโevento annuale dal titolo โChiamati alla speranzaโ, in rappresentanza di 52 Movimenti, Comunitร e Organizzazioni provenienti da 19 Paesi europei. Presenti cristiani ortodossi, cattolici, protestanti, riformati e membri delle Chiese libere, leader spirituali e laici, autoritร civili e politiche.
Tra loro il Vescovo Wilhelm Krautwaschl della Diocesi ospitante, il Vescovo Joszef Pร l della Diocesi Timisoara (Romania), il Copresidente del Movimento dei Focolari Jesรบs Morรกn, Reinhardt Schink, responsabile dellโAlleanza Evangelica in Germania, Markus Marosch della Tavola Rotonda (Austria), Mรกrk Aurรฉl Erszegi del Ministero degli Esteri ungherese, il giร Primo ministro della Slovenia Alojz Peterle e il giร Primo ministro della Slovacchia Eduard Heger. Ha partecipato al convegno anche una delegazione dellโInterparliamentary Assembly on Orthodoxie con il Segretario generale Maximos Charakopoulos (Grecia) e lโAdvisor Kostantinos Mygdalis.
Gerhard Pross (CVJM Esslingen), moderatore di Ipe e testimone dellโinizio, in occasione del 25ยฐanniversario ha evidenziato nel suo discorso di apertura i tanti momenti di grazia vissuti in questi anni. Anche il vescovo Christian Krause, che nel 1999 era presidente della Federazione luterana mondiale e fu cofirmatario della โDichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazioneโ, attraverso un messaggio ha sottolineato l’importanza di questo percorso insieme.
โVista l’attuale situazione in Europa, sono arrivato qui scoraggiato e depresso โ afferma uno dei presenti -. Ma questi giorni mi riempiono di nuovo coraggio e speranzaโ. Gli fa eco una signora ucraina: โEssere ambasciatori di riconciliazione, questo mi porto dallโincontro di Insieme per lโEuropa. Vivo in un Paese in guerra, dove ancora non si puรฒ parlare di riconciliazione. Ma sento che si puรฒ essere ambasciatori, perchรฉ un ambasciatore รจ per definizione un diplomatico, non impone, porge e preparaโฆ Questa รจ la missione che sento di dover portare lรฌ dove vivo. E proverรฒ a farlo cercando di essere, come ha detto Jesรบs Morรกn: โartigiano di una nuova culturaโ.
Nel suo intervento,Jesรบs Morรกn aveva infatti affermato: โLe cose non cambiano da un giorno allโaltro, sono importanti gli artigiani, gli agricoltori di una nuova cultura, che con pazienza lavorano e seminano, sperano. (โฆ) L’insieme di cui stiamo parlando non รจ un insieme nel senso di un’unione. A differenza dell’unione, l’unitร considera i partecipanti come persone. Il suo obiettivo รจ la comunitร …. L’unitร trasforma le persone coinvolte, perchรฉ le raggiunge nella loro essenza senza attaccare la loro individualitร . L’unitร รจ piรน di un impegno comune: รจ essere uniti, uno nell’impegno. Mentre nell’unione la diversitร รจ fonte di conflitto, nell’unitร รจ pegno di ricchezza. L’unitร , in definitiva, si riferisce a qualcosa che sta al di lร dei partecipanti, che li trascende e che quindi non รจ fatto, ma ricevuto come un donoโ.
Durante lโincontro i partecipanti hanno solennemente rinnovato il Patto dellโamore reciproco, base dellโimpegno comune, pregando in quattro lingue: โGesรน vogliamo amarci come tu ci hai amatoโ.
Lโevento si รจ concluso con lโidea di poter svolgere un grande evento nel 2027 con lo scopo di inviare un potente segnale di unitร e speranza all’Europa.
โSono sicura che il lavoro, la vita, l’amore e la sofferenza porteranno il positivo in Europa – scrive una signora dallโOlanda a conclusione della manifestazione -. ร molto importante essere ambasciatori di riconciliazione. (โฆ) Gli artigiani sono importanti e gettano un seme della speranzaโโ.
Siamo alla conclusione del capitolo 12 del Vangelo di Marco. Gesรน รจ nel tempio di Gerusalemme; osserva e insegna. Attraverso il suo sguardo assistiamo ad una scena piena di personaggi: persone che vanno e vengono, addetti al culto, notabili dalle lunghe vesti, ricchi che gettano le proprie laute offerte nel tesoro del tempio.
Ma ecco che si fa avanti una vedova; fa parte di una categoria di persone svantaggiate socialmente ed economicamente. Nel disinteresse generale, getta nel tesoro due spiccioli. Gesรน invece la nota, chiama a sรฉ i discepoli e li istruisce:
ยซLei – questa vedova – nella sua povertร ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.
โIn veritร vi dicoโฆโ. Sono le parole che introducono gli insegnamenti importanti; lo sguardo di Gesรน, concentrato sulla vedova povera, ci invita a guardare nella stessa direzione: รจ lei il modello del discepolo.
La sua fede nellโamore di Dio รจ incondizionata; il suo tesoro รจ Dio stesso. E, nel consegnarsi totalmente a Lui, ella desidera anche donare tutto quel che puรฒ per chi รจ piรน povero. Questo fiducioso abbandono al Padre รจ, in certo modo, lโanticipazione dello stesso dono di sรฉ che Gesรน compirร presto con la sua passione e morte. ร quella โpovertร di spiritoโ e โpurezza di cuoreโ che Gesรน ha proclamato e vissuto.
Ciรฒ significa ยซporre la nostra fiducia non nelle ricchezze, ma nell’amore di Dio e nella sua provvidenza. [โฆ] Si รจ “poveri in spirito” quando ci si lascia guidare dall’amore verso gli altri. Allora condividiamo e mettiamo a disposizione di quanti sono nel bisogno quello che abbiamo: un sorriso, il nostro tempo, i nostri beni, le nostre capacitร . Avendo tutto donato, per amore, si รจ poveri, ossia si รจ vuoti, nulla, liberi, col cuore puroยป[1].
La proposta di Gesรน rovescia la nostra mentalitร ; al centro dei suoi pensieri รจ il piccolo, il povero, lโultimo.
ยซLei – questa vedova – nella sua povertร ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.
Questa Parola di vita ci invita prima di tutto a rinnovare la nostra piena fiducia nellโamore di Dio e a confrontarci con il Suo sguardo, per vedere oltre le apparenze, senza giudicare e dipendere dal giudizio degli altri, a valorizzare il positivo di ogni persona.
Ci suggerisce la totalitร del dono come logica evangelica che edifica una comunitร pacificata, perchรฉ spinge a prenderci cura gli uni degli altri. Ci incoraggia a vivere il Vangelo nella quotidianitร , senza apparire; a dare con larghezza e fiducia; a vivere con sobrietร , nella condivisione. Ci richiama a porre attenzione agli ultimi, per imparare da loro.
Venant รจ nato e cresciuto in Burundi. Racconta: ยซNel villaggio, la mia famiglia poteva vantare un buon podere, con un buon raccolto. La mamma, conscia che tutto era provvidenza del cielo, raccoglieva le primizie e puntualmente le distribuiva al vicinato, partendo dalle famiglie piรน bisognose, destinando a noi solo una piccola parte di quello che rimaneva. Da questo esempio ho imparato il valore del dono disinteressato. Cosรฌ, ho capito che Dio mi chiedeva di dare a Lui la parte migliore, anzi di dargli tutta la mia vitaยป.
A cura di Letizia Magri e del Team della Parola di Vita
ยฉ Foto di Leonard Mukooli da Pixabay
[1] Cf. C. Lubich, Parola di Vita novembre 2003, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Cittร Nuova, Roma, 2017) p. 704.