Movimento dei Focolari
ยซNulla รจ impossibile a Dioยป (Lc 1,37).

ยซNulla รจ impossibile a Dioยป (Lc 1,37).

Siamo al racconto dellโ€™Annunciazione. Lโ€™angelo Gabriele si reca da Maria di Nazaret per farle conoscere i piani di Dio su di lei: concepirร  e darร  alla luce un figlio, Gesรน, che ยซsarร  grande e sarร  chiamato Figlio dellโ€™Altissimoยป[1]. Lโ€™episodio si colloca in continuitร  con altri eventi dellโ€™Antico Testamento che hanno portato, in donne sterili o molto anziane, a nascite prodigiose i cui figli avrebbero dovuto svolgere un compito importante nella storia della salvezza. Qui, Maria, pur volendo aderire in piena libertร  alla missione di diventare la madre del Messia, si domanda come potrร  succedere, essendo lei una vergine. Gabriele le garantisce che non sarร  opera di uomo: ยซLo Spirito Santo scenderร  su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirร  con la sua ombraยป[2]. E aggiunge: ยซNulla รจ impossibile a Dioยป[3].

Questa rassicurazione, che sta a significare che nessuna dichiarazione o promessa di Dio rimarrร  inadempiuta โ€“ perchรฉ non cโ€™รจ niente di impossibile per lui โ€“ puรฒ anche essere formulata in questo modo: nulla รจ impossibile con Dio. Infatti, la sfumatura del testo greco โ€œcon, o vicino, o insieme a Dioโ€, mette in luce la sua vicinanza all’uomo. รˆ all’essere umano o agli esseri umani che, quando sono insieme a Dio e liberamente aderiscono a lui, nulla รจ impossibile. 

ยซNulla รจ impossibile a Dioยป.

Come mettere in pratica questa parola di vita? Innanzitutto, credendo con grande confidenza che Dio puรฒ agire anche dentro e al di lร  dei nostri limiti e debolezze, come pure nelle condizioni piรน oscure della vita. 

รˆ stata lโ€™esperienza di Dietrich Bonhoeffer che durante la prigionia che lo condurrร  al supplizio, scriveva: ยซDobbiamo immergerci sempre di nuovo nel vivere, parlare, agire, soffrire e morire di Gesรน per riconoscere ciรฒ che Dio promette e adempie. รˆ certo [โ€ฆ] che per noi non esiste piรน niente di impossibile, perchรฉ nulla di impossibile esiste per Dio; [โ€ฆ] รจ certo che noi non dobbiamo pretendere nulla e che tuttavia possiamo chiedere ogni cosa; รจ certo che nella sofferenza รจ nascosta la nostra gioia e nella morte la nostra vitaโ€ฆ A tutto questo Dio ha detto โ€œsรฌโ€ ed โ€œamenโ€ in Cristo. Questo โ€œsรฌโ€ e questo โ€œamenโ€ sono il solido terreno sul quale noi stiamoยป[4].

ยซNulla รจ impossibile a Dioยป.

Nel cercare di superare l’apparente โ€œimpossibileโ€ delle nostre insufficienze, per raggiungere il โ€œpossibileโ€ di una vita coerente, un ruolo determinante lo svolge la dimensione comunitaria che si sviluppa lร  dove i discepoli, vivendo tra loro il comandamento nuovo di Gesรน, si lasciano abitare, singolarmente ed insieme, dalla potenza del Cristo risorto. Scriveva Chiara Lubich nel 1948 ad un gruppo di giovani religiosi: ยซE avanti! Non con la nostra forza, meschina e debole, ma con l’onnipotenza dell’unitร . Ho costatato, toccato con mano che Dio fra noi compie l’impossibile: il miracolo! Se noi resteremo fedeli alla nostra consegna [โ€ฆ] il mondo vedrร  l’unitร  e con essa la pienezza del Regno di Dioยป[5]

Anni fa, quando ero in Africa, spesso incontravo dei giovani che volevano vivere da cristiani e che mi raccontavano delle molte difficoltร  con le quali si scontravano quotidianamente nel loro ambiente, per rimanere fedeli agli impegni della fede e agli insegnamenti del vangelo. Ne parlavamo per ore e, alla fine, arrivavamo sempre alla stessa conclusione: ยซDa soli รจ impossibile ma, insieme, ce la possiamo fareยป. Lo garantisce anche Gesรน stesso quando promette: ยซDove sono due o tre riuniti nel mio nome (nel mio amore), lรฌ sono io in mezzo a loroยป[6]. E con lui tutto รจ possibile.

A cura di Augusto Parody Reyes e del team della Parola di vita


Foto: ยฉSammmie – Pixabay

[1]Lc 1, 32. ย 
[2] Ibid, 35.
[3] Ibid, 37.
[4] D. Bonhoeffer, Resistenza e resa, ed. San Paolo, Cinisello Balsamo 1988, p. 474. Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) รจ stato un teologo e pastore luterano tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo. ย 
[5] C. Lubich, Lettere dei primi tempi. Cittร  Nuova, Roma 2010, p. 164.
[6] Cf. Mt 18, 20.

Oltre ai nostri limiti

Oltre ai nostri limiti

Quando la vita ci presenta scelte impegnative e impreviste, che forse ci possono fare paura, emergono con chiarezza i nostri valori, il desiderio di viverli con coerenza.

Non รจ sempre facile. La risposta, in una situazione che richiede una decisione libera e personale, puรฒ apparire una scommessa difficile da realizzare, quasi un salto nel buio, e abbiamo bisogno della forza di andare oltre ai nostri limiti.

Ma dove possiamo trovare questa forza? Per qualcuno รจ la fede in una dimensione soprannaturale e in un Dio personale che ci ama e ci accompagna. Per tutti puรฒ esserlo la vicinanza di amici, di โ€œcompagni di viaggioโ€ che ci sostengono con vicinanza e fiducia.  Fanno emergere da noi il meglio e ci aiutano a superare l’apparente โ€œimpossibileโ€ delle nostre insufficienze per raggiungere il โ€œpossibileโ€ di una vita coerente.

รˆ la conseguenza della dimensione comunitaria dei rapporti basati sulla reciprocitร . Come disse Chiara Lubich nel 1948, con il linguaggio tipico dellโ€™epoca:  ยซE avanti! Non con la nostra forza, meschina e debole, ma con l’onnipotenza dell’unitร . Se noi resteremo fedeli alla nostra consegna [โ€ฆ] il mondo vedrร  l’unitร ยป[1].

Andare oltre ai nostri limiti ci apre a nuove opportunitร  ed esperienze che altrimenti potrebbero sembrare fuori dal nostro raggio d’azione, permettendoci di credere e testimoniare che ogni speranza รจ possibile.

Ma รจ possibile credere โ€œche tutto รจ possibileโ€ di fronte allโ€™assurdo del Male? Questa รจ la grande domanda dell’umanitร  di oggi e di sempre. Una domanda senza risposta che accomuna tutti, credenti, non credenti, in un cammino di ricerca che si puรฒ percorrere solo insieme. Perchรฉ se il โ€œMaleโ€ resta un mistero, altrettanto potente รจ la forza del โ€œBeneโ€. Non cโ€™รจ una risposta, ma una prospettiva di significato.

 Lo ha ricordato in una recente intervista Edith Bruck, a 13 anni deportata a Auschwitz e ancora oggi, novantenne, autentica testimone di pace. Quando la guerra finรฌ, lei e sua sorella si trovarono di fronte a un drammatico dilemma. “Cinque fascisti ungheresi che avevano sostenuto i nazisti ci hanno pregato di aiutarli a tornare a casa clandestinamente, e noi li abbiamo aiutati lungo la strada. Abbiamo condiviso con loro pane e cioccolato. รˆ stato uno dei momenti piรน intensi che abbia mai vissuto spiritualmente. Stavo trattando come un amico qualcuno che avrebbe potuto uccidere mio padreโ€. La decisione non fu facile e lei discusse molto con sua sorella, ma lo fecero perchรฉ pensavano che forse, in questo modo, queste persone non avrebbero mai piรน maltrattato un ebreo[2].

Lโ€™IDEA DEL MESE รจ attualmente prodotta dal “Centro del Dialogo con persone di convinzioni non religiose” del Movimento dei Focolari. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2014 in Uruguay per condividere con gli amici non credenti i valori della Parola di Vita, cioรจ la frase della Scrittura che i membri del Movimento si impegnano a mettere in atto nella vita quotidiana. Attualmente Lโ€™IDEA DEL MESE viene tradotta in 12 lingue e distribuita in piรน di 25 paesi, con adattamenti del testo alle diverse sensibilitร  culturali. dialogue4unity.focolare.org


Foto: ยฉPixabay

[1] Chiara Lubich โ€œLettere dei primi tempiโ€. Cittร  Nuova Roma 2010 p. 16
[2] Marisol Rojas Cadena SER- articolo su E. Bruck 26/01/2024

Chiesa, volto di speranza

Chiesa, volto di speranza

Vivere la Chiesa nella sua dimensione comunitaria attraverso il metodo sinodale. Questo uno dei messaggi scaturiti dal Convegno ecclesiale organizzato dal Movimento dei Focolari di Italia e Albania che si รจ tenuto a inizio novembre presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo in Italia. Un evento che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone, di diverse etร  e vocazioni, che aderiscono alla spiritualitร  dei Focolari, ma anche referenti di altre associazioni.

Cristiana Formosa e Gabriele Bardo, responsabili dei Focolari in Italia e Albania hanno messo in luce il percorso compiuto finora insieme ad altre realtร  della Chiesa italiana. รˆ nato tutto da โ€œun profondo dialogo cresciuto nel tempo, tra sacerdoti e laici; un lavorare insieme, persone di tutte le diramazioni dellโ€™Opera di Maria (ovvero Mov. dei Focolari); una valorizzazione crescente di tutti quelli che a vario titolo operano nella chiesa locale e negli organismi diocesani e nazionali. [โ€ฆ] Sentiamo che in questi ultimi anni รจ molto cresciuta questa sensibilitร  allโ€™interno del Movimento e sia a livello nazionale che locale si collabora molto di piรน con altri Movimenti e Associazioni ecclesialiโ€.

Nella prima giornata, il prof. Vincenzo Di Pilato, docente di Teologia fondamentale e coordinatore Accademico del Centro Evangelii Gaudium ha messo in rilievo (testo) la figura di Maria come Madre di Dio e Madre dellโ€™umanitร , evidenziando la radice trinitaria dellโ€™incarnazione e la dimensione sociale di Maria.

A seguire il Card. Giuseppe Petrocchi ha approfondito la realtร  dellโ€™essere Chiesa oggi, sottolineando come occorre avere una bussola valoriale per capire come muoversi, quale chiesa essere e come essere chiesa. Bisogna studiare e amare il contesto socioculturale del territorio in cui si agisce e guardare i segni dei tempi: cosa il Signore ci chiede oggi.

Spazio quindi a varie esperienze su progetti educativi rivolti alle persone emarginate, sulle nuove generazioni, la fraternitร  universale, lโ€™opzione dei โ€œpoveriโ€ per una sinodalitร  inclusiva.

La seconda giornata si รจ arricchita con la presenza della Dott.ssa Linda Ghisoni, Sottosegretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia, Vita, la quale ha portato il saluto e lโ€™incoraggiamento del Prefetto del Dicastero il Card. Kevin Joseph Farrell. La dott.ssa Ghisoni ha donato una riflessione meditativa dal titolo โ€œDimensione mariana: una Chiesa dal volto sinodaleโ€. Ripercorrendo la vita di Maria ha affermato che anche noi dobbiamo โ€œfidarci di Dio che รจ fedele. A noi, lontano da ogni trionfalismo, stare in piedi davanti alle situazioni piรน dure della nostra societร , della nostra famiglia, del nostro movimento. A noi non vergognarci se sembriamo appartenenti ad un gruppo di falliti, se abbiamo tra noi dei pusillanimi, e accogliere la chiamata ad una sempre nuova generativitร , annunciando con la vicinanza, la cura, l’ascolto, con intelligenza, attenzione e dialogo, che Dio รจ fedele, รจ vicino, รจ misericordiosoโ€.

E ha ricordato le parole che il Cardinale Farrell ha indirizzato al Movimento dei Focolari nellโ€™80ยฐ della sua nascita: โ€œLโ€™ideale che Chiara (Lubich) vi ha trasmesso rimane sempre attuale, anche nel mondo secolarizzato di oggi, cosรฌ diverso da quello degli inizi dellโ€™Opera. Il vostro carisma contiene in sรฉ una grande carica vitale, ma come dice spesso il Santo Padre: โ€˜non รจ un pezzo da museoโ€ฆ bisogna che entri in contatto con la realtร , con le persone, con le loro inquietudini e i loro problemi. E cosรฌ, in questo incontro fecondo con la realtร , il carisma cresce, si rinnova e anche la realtร  si trasforma, si trasfigura attraverso la forza spirituale che tale carisma porta con sรฉโ€™โ€.

Con Marina Castellitto e Carlo Fusco si รจ approfondito il tema sullโ€™universale vocazione alla santitร , attraverso le figure di alcuni membri dei Focolari per i quali รจ stata avviata la causa di beatificazione.

A seguire lโ€™esperienza della Settimana Sociale dei cattolici italiani tenutasi a Trento nel mese di luglio 2024. โ€œQuei giorni sono stati unโ€™esperienza di ascolto e approfondimento del qui ed ora del nostro tempo: interrogarci sul nostro essere comunitร  di credenti nella piรน vasta comunitร  ecclesiale e quindi politica come storia e trama di relazioni umaneโ€ ha affermato Argia Albanese presidente del Movimento politico per lโ€™unitร  (Mppu) Italia.

La giornata รจ proseguita con lโ€™esperienza della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali (CNAL) alla presenza della segretaria dott.ssa Maddalena Pievaioli. La Consulta รจ il luogo nel quale esse vivono in forma unitaria il rapporto con lโ€™Episcopato Italiano offrendo la ricchezza delle loro associazioni e accogliendone fattivamente i programmi e le indicazioni pastorali. Lโ€™augurio รจ che si possa sempre piรน diffondere questa realtร  allโ€™interno delle Associazioni. 

A chiudere la condivisione di alcune buone pratiche come il  Centro Evangelii Gaudium, le esperienze del Movimento Diocesano di Pesaro e Fermo e approfondimenti sul dialogo ecumenico e su quello interreligioso, sul dialogo con persone di convinzioni non religiose e su quello con il mondo della cultura.

Lโ€™ultimo giorno ha visto la partecipazione di Margaret Karram e Jesรบs Morรกn, Presidente e Copresidente del Movimento dei Focolari. Margaret ha raccontato la sua recente esperienza al Sinodo in quanto convocata tra nove personalitร  in qualitร  di invitati speciali. โ€œIl Sinodo, con i suoi 368 partecipanti, tra vescovi e laici, di cui 16 delegati fraterni di altre Chiese cristiane, ci ha offerto un esempio perfetto della dimensione universale di questa speranza โ€“ ha affermato Margaret โ€“. Venivamo da 129 nazioni e ciascuno di noi era portatore della propria realtร : di pace, di guerra, di povertร , di benessere, di migrazione, di gioie e dolori di ogni genere. Per questo direi che il primo messaggio forse il piรน importante, รจ la dimensione profondamente missionaria del Sinodo. [โ€ฆ] E la prima lezione che abbiamo imparato รจ: camminare insieme, testimoniare insieme, abbiamo bisogno gli uni degli altri. La seconda lezione รจ stata la pratica spirituale del discernimento che richiede: libertร  interiore, umiltร , fiducia reciproca, apertura alla novitร โ€. (โ€ฆ) La nostra responsabilitร  รจ โ€œquella di farsi portatori di sinodalitร  in ogni ambito: quello ecclesiale in primis, basti pensare a quanti tra noi, e qui sarete moltissimi! sono impegnati nella propria Chiesa locale. Ma, noi membri dellโ€™Opera di Maria, non possiamo limitarci solo a questo ambito, siamo un Movimento laico e questa laicitร  รจ essenziale, viene dal Carisma e non possiamo perderla. Il Sinodo ha sottolineato in moltissime occasioni che dobbiamo โ€˜allargare la nostra tendaโ€™ per includere proprio tutti, specialmente quelli che si sentono fuoriโ€.

Jesรบs Morรกn ha tenuto una meditazione-riflessione sullโ€™essere oggi Chiesa di speranza. โ€œLa speranza  – ha affermato – ci fa superare la paura. La speranza va unita alla fede e allโ€™amore, le tre sorelle della vita teologale. La speranza รจ una virtรน comunitaria, ci libera dallโ€™isolamento dellโ€™angoscia e ci lancia verso il โ€œnoiโ€; un โ€œnoiโ€ che diviene amore concreto al fratelloโ€.

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Lorenzo Russo
Photo: FocolarItalia

Chiamati alla speranza

Chiamati alla speranza

โ€œDare unโ€™anima allโ€™Europaโ€. Questo in sintesi lโ€™obiettivo di Insieme per lโ€™Europa, la rete cristiana che oggi raggruppa piรน di 300 Movimenti, Organizzazioni e Comunitร  cristiane dellโ€™Europa occidentale e orientale. Un segno di speranza soprattutto in tempi di conflitti e crisi.

Il 31 ottobre scorso Insieme per lโ€™Europa (IpE) ha celebrato il suo 25ยฐ anniversario dalla nascita. Lo stesso giorno del 1999 ad Ausburg in Germania, ci fu lโ€™evento capostipite con la firma congiunta cattolico-luterana dellaย Dichiarazione sulla giustificazioneย che sanava una profonda spaccatura tra le due Chiese da oltre 500 anni. Negli anni a seguire si รจ costruito un dialogo sempre piรน profondo, basato sul perdono reciproco sino ad arrivare allโ€™evento storico del patto di amore scambievoleย (dicembre 2001) nella chiesa luterana di Monaco gremita da oltre 600 persone.ย 

Tra i primi promotori della rete IpE ci sono Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, Andrea Riccardi, fondatore della Comunitร  di Santโ€™Egidio, altri fondatori di movimenti e comunitร  cattoliche italiane ed evangelico-luterane tedesche, decisi fin da subito a camminare insieme.

Questโ€™anno, dal 31 ottobre al 2 novembre piรน di 200 rappresentanti della rete IpE si sono riuniti a Graz-Seckau in Austria, per lโ€™evento annuale dal titolo โ€œChiamati alla speranzaโ€, in rappresentanza di 52 Movimenti, Comunitร  e Organizzazioni provenienti da 19 Paesi europei. Presenti cristiani ortodossi, cattolici, protestanti, riformati e membri delle Chiese libere, leader spirituali e laici, autoritร  civili e politiche.

Tra loro il Vescovo Wilhelm Krautwaschl della Diocesi ospitante, il Vescovo Joszef Pร l della Diocesi Timisoara (Romania), il Copresidente del Movimento dei Focolari Jesรบs Morรกn, Reinhardt Schink, responsabile dellโ€™Alleanza Evangelica in Germania, Markus Marosch della Tavola Rotonda (Austria), Mรกrk Aurรฉl Erszegi del Ministero degli Esteri ungherese, il giร  Primo ministro della Slovenia Alojz Peterle e il giร  Primo ministro della Slovacchia Eduard Heger. Ha partecipato al convegno anche una delegazione dellโ€™Interparliamentary Assembly on Orthodoxie con il Segretario generale Maximos Charakopoulos (Grecia) e lโ€™Advisor Kostantinos Mygdalis.

Gerhard Pross (CVJM Esslingen), moderatore di Ipe e testimone dellโ€™inizio, in occasione del 25ยฐanniversario ha evidenziato nel suo discorso di apertura i tanti momenti di grazia vissuti in questi anni. Anche il vescovo Christian Krause, che nel 1999 era presidente della Federazione luterana mondiale e fu cofirmatario della โ€œDichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazioneโ€, attraverso un messaggio ha sottolineato l’importanza di questo percorso insieme.

โ€œVista l’attuale situazione in Europa, sono arrivato qui scoraggiato e depresso โ€“ afferma uno dei presenti -. Ma questi giorni mi riempiono di nuovo coraggio e speranzaโ€. Gli fa eco una signora ucraina: โ€œEssere ambasciatori di riconciliazione, questo mi porto dallโ€™incontro di Insieme per lโ€™Europa. Vivo in un Paese in guerra, dove ancora non si puรฒ parlare di riconciliazione. Ma sento che si puรฒ essere ambasciatori, perchรฉ un ambasciatore รจ per definizione un diplomatico, non impone, porge e preparaโ€ฆ Questa รจ la missione che sento di dover portare lรฌ dove vivo. E proverรฒ a farlo cercando di essere, come ha detto Jesรบs Morรกn: โ€œartigiano di una nuova culturaโ€.

Nel suo intervento,Jesรบs Morรกn aveva infatti affermato: โ€œLe cose non cambiano da un giorno allโ€™altro, sono importanti gli artigiani, gli agricoltori di una nuova cultura, che con pazienza lavorano e seminano, sperano. (โ€ฆ) L’insieme di cui stiamo parlando non รจ un insieme nel senso di un’unione. A differenza dell’unione, l’unitร  considera i partecipanti come persone. Il suo obiettivo รจ la comunitร …. L’unitร  trasforma le persone coinvolte, perchรฉ le raggiunge nella loro essenza senza attaccare la loro individualitร . L’unitร  รจ piรน di un impegno comune: รจ essere uniti, uno nell’impegno. Mentre nell’unione la diversitร  รจ fonte di conflitto, nell’unitร  รจ pegno di ricchezza. L’unitร , in definitiva, si riferisce a qualcosa che sta al di lร  dei partecipanti, che li trascende e che quindi non รจ fatto, ma ricevuto come un donoโ€.

Durante lโ€™incontro i partecipanti hanno solennemente rinnovato il Patto dellโ€™amore reciproco, base dellโ€™impegno comune, pregando in quattro lingue: โ€œGesรน vogliamo amarci come tu ci hai amatoโ€.

Lโ€™evento si รจ concluso con lโ€™idea di poter svolgere un grande evento nel 2027 con lo scopo di inviare un potente segnale di unitร  e speranza all’Europa.

โ€œSono sicura che il lavoro, la vita, l’amore e la sofferenza porteranno il positivo in Europa – scrive una signora dallโ€™Olanda a conclusione della manifestazione -. รˆ molto importante essere ambasciatori di riconciliazione. (โ€ฆ) Gli artigiani sono importanti e gettano un seme della speranzaโ€โ€.

Lorenzo Russo

ยซLei โ€“ questa vedova โ€“ nella sua povertร  ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป (Mc 12,44).

ยซLei – questa vedova – nella sua povertร  ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป (Mc 12,44).

Siamo alla conclusione del capitolo 12 del Vangelo di Marco. Gesรน รจ nel tempio di Gerusalemme; osserva e insegna. Attraverso il suo sguardo assistiamo ad una scena piena di personaggi: persone che vanno e vengono, addetti al culto, notabili dalle lunghe vesti, ricchi che gettano le proprie laute offerte nel tesoro del tempio.

Ma ecco che si fa avanti una vedova; fa parte di una categoria di persone svantaggiate socialmente ed economicamente. Nel disinteresse generale, getta nel tesoro due spiccioli. Gesรน invece la nota, chiama a sรฉ i discepoli e li istruisce:

ยซLei – questa vedova – nella sua povertร  ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.

โ€œIn veritร  vi dicoโ€ฆโ€. Sono le parole che introducono gli insegnamenti importanti; lo sguardo di Gesรน, concentrato sulla vedova povera, ci invita a guardare nella stessa direzione: รจ lei il modello del discepolo.

La sua fede nellโ€™amore di Dio รจ incondizionata; il suo tesoro รจ Dio stesso. E, nel consegnarsi totalmente a Lui, ella desidera anche donare tutto quel che puรฒ per chi รจ piรน povero. Questo fiducioso abbandono al Padre รจ, in certo modo, lโ€™anticipazione dello stesso dono di sรฉ che Gesรน compirร  presto con la sua passione e morte. รˆ quella โ€œpovertร  di spiritoโ€ e โ€œpurezza di cuoreโ€ che Gesรน ha proclamato e vissuto.

Ciรฒ significa ยซporre la nostra fiducia non nelle ricchezze, ma nell’amore di Dio e nella sua provvidenza. [โ€ฆ] Si รจ “poveri in spirito” quando ci si lascia guidare dall’amore verso gli altri. Allora condividiamo e mettiamo a disposizione di quanti sono nel bisogno quello che abbiamo: un sorriso, il nostro tempo, i nostri beni, le nostre capacitร . Avendo tutto donato, per amore, si รจ poveri, ossia si รจ vuoti, nulla, liberi, col cuore puroยป[1].

La proposta di Gesรน rovescia la nostra mentalitร ; al centro dei suoi pensieri รจ il piccolo, il povero, lโ€™ultimo.

ยซLei – questa vedova – nella sua povertร  ha messo nel tesoro tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivereยป.

Questa Parola di vita ci invita prima di tutto a rinnovare la nostra piena fiducia nellโ€™amore di Dio e a confrontarci con il Suo sguardo, per vedere oltre le apparenze, senza giudicare e dipendere dal giudizio degli altri, a valorizzare il positivo di ogni persona.

Ci suggerisce la totalitร  del dono come logica evangelica che edifica una comunitร  pacificata, perchรฉ spinge a prenderci cura gli uni degli altri. Ci incoraggia a vivere il Vangelo nella quotidianitร , senza apparire; a dare con larghezza e fiducia; a vivere con sobrietร , nella condivisione. Ci richiama a porre attenzione agli ultimi, per imparare da loro.

Venant รจ nato e cresciuto in Burundi. Racconta: ยซNel villaggio, la mia famiglia poteva vantare un buon podere, con un buon raccolto. La mamma, conscia che tutto era provvidenza del cielo, raccoglieva le primizie e puntualmente le distribuiva al vicinato, partendo dalle famiglie piรน bisognose, destinando a noi solo una piccola parte di quello che rimaneva. Da questo esempio ho imparato il valore del dono disinteressato. Cosรฌ, ho capito che Dio mi chiedeva di dare a Lui la parte migliore, anzi di dargli tutta la mia vitaยป.

A cura di Letizia Magri e del Team della Parola di Vita


ยฉ Foto di Leonard Mukooli da Pixabay

[1] Cf. C. Lubich, Parola di Vita novembre 2003, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5; Cittร  Nuova, Roma, 2017) p. 704.