31 Dic 2010 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo
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Maria Voce – Auguri per 2011«Carissimi tutti che seguite, attraverso questa pagina Web, le vicende del Focolare e della sua vita. Vorrei fare veramente a tutti un carissimo augurio per l’anno nuovo.
Sono di ritorno da una breve sosta a Istanbul, una città ricca di tante diversità. E ho incontrato tante persone veramente diverse: diverse per religione, diverse per appartenenze ecclesiali, ma che mi hanno testimoniato in mille modi il loro amore, ed io ho cercato di ricambiarlo.
E da questo scambio ho visto nascere una grande felicità in loro ed in noi. Per cui penso di poter augurare la stessa felicità a tutti, perché è una felicità che non dipende dall’avere, da tutto quello che si può avere, che poi si può anche perdere, ma dipende dall’essere, da questo essere amore che ho visto in atto.
E quindi vorrei proprio augurare a tutti e impegnarmi insieme con tutti a vivere questo anno nuovo che comincia come un dono d’amore a chiunque ci avvicina, per inondare il mondo di pace e di felicità.
Buonissimo anno a tutte ed a tutti!» Maria Voce (Emmaus)
[:en]
“Dearest friends who follow the news and life of the Focolare via this website,
I’ve just returned from a short visit to Istanbul, a city rich in diversity. There I met people who are truly diverse: though they belong to different churches and religions, they gave witness of their love in a multitude of ways which I reciprocated. This exchange of love made us both experience a lot of joy. I would like to wish the same happiness to everyone because it’s a type of happiness that is not dependent on having, on possessions – since we can lose everything – but rather, it depends on being, on our being love as I witnessed there.
And so I would like to extend best wishes to everyone and to commit myself together with all of you to live this year that’s just beginning as a gift of love for whoever draws near to us, to inundate the world with peace and with joy.
A very Happy New Year to each and every one!”
Maria Voce – Emmaus
[:es]
«Queridísimos todos que siguen, mediante esta página Web, los acontecimientos del Focolar y de su vida. Realmente quisiera hacer llegar a todos los más sentidos augurios para el nuevo año.
Estoy de regreso de un breve viaje a Estambul, una ciudad rica de diversidades. Y he encontrado a muchas personas verdaderamente diversas: diversas por religión, diversas por su pertenencia eclesial. Pero que me han testimoniado en mil modos su amor, y yo he tratado de corresponder.
Y de este intercambio he visto nacer una gran felicidad en ellos y en nosotros. Por eso pienso que puedo augurarles la misma felicidad a todos, porque es una felicidad que no depende del tener, de todo aquello que podamos tener, y que después podemos perder, sino que depende del ser, de este ser amor que he visto en acto.
Y por lo tanto quisiera augurar a todos que nos comprometamos juntos a vivir este año que empieza como un don para cualquier que se nos acerque, para inundar el mundo de paz y felicidad.
¡Feliz año a todas y todos!»
María Voce – Emmaus
[:fr]
«Chers tous, qui suivez sur cette page Web la vie du Mouvement des Focolari, je voudrais vous adresser à tous mes vœux les plus chers pour l’année nouvelle.
Je suis de retour d’un court voyage à Istanbul, une ville riche de ses multiples diversités. J’y ai rencontré des personnes vraiment différentes : différentes par leur religion, différentes par leur appartenance à diverses Églises, mais qui m’ont témoigné leur amour de mille manières et j’ai essayé de faire de même à leur égard. De cet échange, j’ai vu naître un grand bonheur, en eux, et en nous. Je pense pouvoir vous souhaiter à tous le même bonheur, parce que c’est un bonheur qui ne dépend pas de ce que l’on possède, de tout ce que l’on peut avoir mais que l’on peut aussi perdre, il dépend de l’être, de cet « être amour » que j’ai vu en actes.
Je voudrais donc vous souhaiter – et je m’y engage avec vous tous – de vivre cette année qui commence comme un cadeau d’amour pour tous ceux qui nous entourent, pour imprégner le monde de paix et de félicité.
Très bonne année à tous et à toutes ! »
Maria Voce – Emmaüs
[:pt]
«Prezados amigos que por intermédio desta página web acompanham os eventos e a vida do Movimento dos Focolares. Gostaria de chegar realmente a todos, com meus calorosos votos para o novo ano.
Estou retornando de uma breve estada em Istambul, uma cidade rica por suas tantas diversidades. Encontrei pessoas de fato diferentes, pela religião, pela pertença eclesial, mas que de mil maneiras me demonstraram o próprio amor, ao qual procurei retribuir.
E dessa troca vi nascer uma grande felicidade, neles e em nós. Por isso creio que posso desejar a mesma felicidade a todos, porque é uma felicidade que não depende do ter, de tudo o que se pode ter e que, enfim, pode-se também perder, mas depende do ser, deste ‘ser amor’ que vi realizado.
Portanto, é o que quero desejar a vocês, e comprometer-me com todos a viver este ano que inicia como uma dádiva de amor a qualquer pessoa que se aproxime de nós, para inundar o mundo de paz e de felicidade.
Feliz Ano Novo a todas e a todos!»
Maria Voce – Emmaus
[:zh]
親愛的各位網友:
您們藉著我們運動的網頁,關注在普世博愛運動內所發生的事情與生活。我衷心地祝賀每一位網友新年快樂!
我剛從伊斯坦堡經過短促的探訪後回來。伊斯坦堡是一個多元化與充實的城市。我與許多在各方面的確很不相同的人士見面,例如不同的宗教;或隸屬於不同 的教會,然而,他們都以無數的方式向我見證他們的愛,而我也嘗試以愛還愛。恰恰在這種互相的交流中,我發覺到在他們內與我們心中都衍生一份莫大的喜樂。為 此,我相信可以祝賀大家也獲得同樣的快樂,因為這種快樂不在乎擁有,不在乎一切可以擁有但也可能會失去的事物。相反,這種快樂在乎我們的本質,即成爲愛的 生活,那份我親眼目睹已在蔓延的愛。
為此,我真的願意祝賀每一位,並催迫自己與所有人這樣開始新一年的生活,成為身邊任何人的『一份愛的禮物』,讓世界洋溢和平與快樂。
祝各位新年進步,美滿幸福!
傅瑪利(Emmaus)
[:de]
Ihr Lieben, die Ihr der Fokolar-Bewegung nahe steht, Euch allen meine besten Wünsche für das neue Jahr.
Ich bin gerade aus Istanbul zurückgekehrt, einer Stadt voller Verschiedenheiten. Ich bin vielen unterschiedlichen Menschen begegnet: sie gehörten verschiedenen Religionen und verschiedenen christlichen Kirchen an, und auch ihre Liebe brachten sie mir auf vielfache Weise zum Ausdruck. Ich habe versucht, mit meiner Liebe darauf zu antworten. Aus diesem Wechselspiel entstand ein großes Glück für uns alle. Dieses Glück wünsche ich auch Euch, es hängt nicht vom Haben ab – man kann sehr schnell verlieren, was man hat – sondern vom Sein. Das Glück, das jemand empfindet, der liebt.
Mit Euch allen möchte ich dieses Jahr als Geschenk der Liebe leben, für jeden der uns begegnet, um die Welt mit Frieden und Glück zu erfüllen.
Ein gutes neues Jahr Euch allen!
Maria Voce
[:ot]
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30 Dic 2010 | Centro internazionale, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Deo gratias! – ha esclamato al termine dell’udienza il Patriarca di Costantinopoli–. Deo gratias per la vostra amicizia, per la vostra visita, per i frutti del vostro movimento, per la continuazione di questa opera di Dio che rende gloria al Suo nome». Un’accoglienza calorosa e solenne ad un tempo è stata riservata da Bartolomeo I a Maria Voce, presidente del Movimento dei focolari, nell’incontro che si è svolto questa mattina alle 11,00 al Fanar, nella suggestiva storica sede del Patriarcato Ortodosso.
Sua Santità ha accolto nello studio privato la presidente dei Focolari, giunta assieme ai responsabili del movimento per la Turchia, Angela Caliaro e Carmine Donnici, e ai componenti dei due focolari ad Istanbul. «Siamo in dodici, come gli apostoli», ha osservato compiaciuto il Patriarca. Presenti anche il Metropolita Apostolos, dell’isola di Halki, e padre Dositheos, direttore dell’ufficio comunicazioni del Patriarcato. Nel suo indirizzo di saluto, Bartolomeo I ha ricordato di essere stato testimone «della stima, dell’affetto e dell’ammirazione che il predecessore, Patriarca Dimitrios, ha nutrito per lei e per l’opera svolta dal focolare». Maria Voce ha infatti vissuto in questa metropoli dal 1978 al 1988. In quegli anni, Bartolomeo (allora segretario del Patriarca) e Maria Voce si sono conosciuti. «Il focolare unisce, in particolare, le Chiese dell’antica e della nuova Roma – ha proseguito –. Voi tutti siete oggi entusiasti collaboratori dell’amato papa Benedetto e della nostra modesta persona», sottolineando poi «i frutti già evidenti prodotti dal focolare: da Chiara alla giovane Chiara Luce, la prima focolarina giunta al traguardo della santità».
Tornando sul tema dei rapporti tra credenti, Bartolomeo I ha voluto sottolineare come solo sulla base della testimonianza della vita «il dialogo non resta una vuota e sterile esercitazione accademica, facilmente contestabile da quanti continuano ad opporsi ai dialoghi ecumenici e interreligiosi». Maria Voce ha fatto omaggio di un ricco album fotografico con i principali avvenimenti, viaggi internazionali e incontri di questi suoi primi due anni e mezzo di presidenza. «Ho detto ai focolarini che sarei venuta ad Istanbul per un solo incontro, quello con lei, Santità, senza prendere altri impegni». «Come Chiara», è stata la pronta replica. Entrambi visibilmente gioiosi, si sono scambiati i doni in un clima di festa davvero natalizia. Maria Voce ha fatto presente che portava il saluto, la gratitudine e la preghiera del Movimento diffuso nel mondo, perché tutti erano a conoscenza dell’appuntamento. «So bene che la vostra rete di comunicazione funziona sempre», ha commentato il Patriarca. «Adesso la salutiamo, Santità, perché avrà ulteriori impegni». «Il lavoro c’è sempre – ha risposto il Patriarca al termine dei 55 minuti d’udienza – ma non sempre Maria Voce è qui». di Paolo Lòriga, inviato (altro…)
29 Dic 2010 | Centro internazionale, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Eterno Padre, fa’ che si accelerino i passi verso la piena comunione tra lChiesa cattolica e quella ortodossa»,
ha pregato la presidente dei Focolari sulle tombe dei patriarchi Arhenagoras I e Dimitrios I, in una delle rare pause concesse dalla pioggia. «Ad entrambi, che ben hanno conosciuto Chiara Lubich, affidiamo la prosecuzione del cammino ecumenico». Nel piccolo camposanto di Balikli, posto all’interno del santuario ortodosso di Maria Sorgente della vita, faceva corona a Maria Voce il gruppo dei focolarini di Istanbul.
Dopo l’importante udienza con il patriarca Bartolomeo I (motivo del viaggio), la permanenza della presidente nella storica città è stata legata ad alcuni incontri, come quello con padre Luigi Iannitto, francescano conventuale, 91 anni, che aveva conosciuto il carisma dell’unità nel 1949 e che, negli anni Settanta, dette vita al primo gruppo che iniziò a vivere la spiritualità focolarina. In un clima di grande amicizia s’è svolto l’appuntamento con un gruppo di musulmani di Istanbul, da anni in stretta collaborazione con il movimento. Mons. Louis Pelatre, vicario apostolico della Chiesa latina a Istanbul, ha accolto con viva cordialità Maria Voce. Si conoscono dagli anni Ottanta, quando entrambi vivevano in questa metropoli. È stato perciò immediato entrare subito sui grandi temi, ad iniziare dai dialoghi e dalla loro priorità. «Sono la nuova frontiera, non possiamo chiuderci» ha sottolineato il presule, esprimendo grande apprezzamento per l’opera che il Patriarca ortodosso sta svolgendo nel dialogo ecumenico e con i musulmani. Infine ha ringraziato vivamente Maria Voce «per aver non solo mantenuto ad Istanbul i due focolari ma averli rinnovati con l’arrivo di due focolarini giovani». A proposito di cosa significhi vivere in situazioni di frontiera, mons. Pelatre, ha riferito che a chi, di tanto in tanto, gli chiede cosa stesse a fare in Turchia, visto il numero esiguo di fedeli, lui sempre risponde: «Non è giusto dire che non c’è niente da fare, ma piuttosto si tratta di capire come fare». Nella stessa via – dedicata a Papa Roncalli, perché qui il futuro Giovanni XXIII fu nunzio a cavallo degli anni Quaranta – ha sede la Nunziatura apostolica, dove è avvenuto l’incontro con l’arcivescovo Antonio Lucibello. Caloroso saluto iniziale per le comuni origini calabresi, seguito dalla visita allo studio che fu del futuro pontefice.
Molto confidenziale il successivo colloquio, in buona parte dedicato al rapporto con l’Islam. «Un dialogo ancor prima interculturale che interreligioso», ha messo in luce. Profonda stima ha espresso nei confronti dell’instancabile lavoro ecumenico e con l’Islam svolto da Bartolomeo I. Maria Voce è tornata a visitare alcuni luoghi simbolo della città, dalla Moschea blu al museo di arte islamica. A Santa Sofia – prima basilica, poi moschea, ora museo – ha confidato: «Non riesco a trattenere la commozione, nonostante la folla: è un luogo che lega subito al Cielo. M’è venuto da chiedere a Dio perdono per la disunità creatasi tra le Chiese». Prima di rientrare a Roma, serata con tutta la comunità focolarina di Istanbul. Ricordi di un tempo, prima conoscenza di tante persone, profondo scambio di vita, ascolto intenso e risate fragorose. «Ti sentiamo proprio come una di noi», è stato detto a Maria Voce nei saluti finali. E lei: «Considerate allora che avete una presidente turca». di Paolo Lòriga, inviato (altro…)
10 Dic 2010 | Centro internazionale, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Igino Giordani nasce a Tivoli, nel 1894, da una famiglia di umili origini, profondamente cattolica, che non può assicurargli degli studi regolari, e lo avvia al lavoro manuale. Ma il piccolo Igino si fa notare per intelligenza, e il ricco uomo per cui lavora, commosso dal suo acume, gli paga gli studi in Seminario, dove Igino non studierà per diventare sacerdote ma per essere uno dei più brillanti diplomati di quel tempo. Al completamento delle scuole, scoppia la Prima Guerra Mondiale, e Igino la trascorre in trincea. Non spara neanche un colpo contro il nemico, perché il cristianesimo vieta di uccidere, e per questa sua scelta coraggiosa rimane gravemente ferito. Fra gli ospedali militari, si laurea in Lettere e Filosofia. Si sposa nel 1920, con la moglie Mya ha 4 figli, e comincia a lavorare per il neonato partito politico cristiano italiano, fondato da Luigi Sturzo. Il regime fascista distrugge le libertà e i diritti, e anche Igino è perseguitato. In questo periodo, sono famosi alcuni suoi scritti di denuncia delle violenze fasciste. Dopo un soggiorno negli Usa, rientra in Italia e diventa direttore di un ramo della Biblioteca Vaticana. Da lì, dirige anche la rivista Fides, assai diffusa negli ambienti cattolici di tutto il mondo. È fra coloro che preparano la rinascita del partito cattolico dopo il fascismo, la Democrazia Cristiana, e viene eletto in Parlamento nelle prime elezioni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il 1948 è l’anno decisivo per la sua vita: ha 54 anni, è un uomo affermato in campo politico e culturale, e incontra Chiara Lubich, una signorina di 28 anni in cui lui riconosce una ispirazione spirituale straordinaria. Aderisce pienamente al Movimento dei Focolari e al fianco di Chiara ricopre un ruolo importante per la costruzione del Movimento e l’approfondimento spirituale della dottrina, al punto da essere più volte designato da Chiara come confondatore. In particolare, il rapporto d’unità spirituale con la fondatrice è all’origine di quell’intenso periodo mistico di Chiara noto come “Paradiso ‘49”. Decisiva è poi la visibilità del suo profilo umano che agli occhi di Chiara si traduce nella conferma che l’ideale di unità è fatto per tutti, è un dono per l’umanità intera. In particolare, Igino è il primo focolarino sposato del Movimento dei Focolari. Intanto, per alcune sue scelte politiche coraggiose (il pacifismo e l’unità nonostante le differenze ideologiche, innanzitutto), avanzate in Parlamento, viene considerato un democristiano troppo fuori dagli schemi, e per questo non verrà rieletto. È il momento per dedicarsi di più al Movimento dei Focolari, per intervenire nel dibattito nella Chiesa avanzando tesi che saranno recepite nel Concilio Vaticano II (soprattutto attorno alla missione dei laici). Diventa direttore della neonata rivista Città Nuova (1959), dal 1961 venne posto alla guida del Centro Uno, organismo del Movimento dei Focolari che si occupa dell’ecumenismo. Nel 1965 fu nominato presidente dell’istituto internazionale Mystici corporis a Loppiano. Dopo la morte della moglie e col consenso dei figli, visse gli ultimi sette anni della sua vita in un “focolare”. Lascia questa terra il 18 aprile 1980. Attualmente, è in corso la sua causa di canonizzazione. Introduzione alla bibliografia Igino Giordani è un intellettuale difficilmente etichettabile: non potremmo dirlo pensatore politico, o giornalista, o studioso di letteratura cristiana antica, o agiografo, o storico, con l’ambizione di essere riusciti a spiegare sufficientemente i suoi talenti. Era animato da grandi passioni e spronato alla vita pubblica da una molteplicità di interessi. È stato detto che «scrivere per lui è vivere», per cui una lettura della figura di Giordani può (quasi) agevolmente passare per l’analisi dei suoi scritti. Si possono contare circa un centinaio di volumi firmati, e più di 4000 articoli di giornale. Per informazioni: Centro Igino Giordani, email (altro…)
9 Dic 2010 | Centro internazionale, Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo
“Di fronte alle tante sfide dell’umanità, ognuno è chiamato a mettere a frutto la propria spiritualità per nutrire i sogni di pace del nostro tempo”. Sono queste la battute finali del Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra, il rev. Olav Fykse Tveit, a conclusione della visita dal marcato timbro famigliare, al Centro internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa. Poco prima, il dott. Olav Fykse Tveit, dopo una presentazione a più voci del Movimento, ne aveva rilevato “l’impegno del cuore”, “la cura accentuata per le singole persone”, “il forte collegamento tra l’impegno personale e globale”. “Questo – aveva aggiunto – è proprio il fulcro del movimento ecumenico”. Facendo riferimento al Consiglio ecumenico delle Chiese, aveva fatto cenno al cammino di fraternità in cui le 349 Chiese di 110 Paesi sono impegnate “alla continua ricerca di nuove vie di collaborare insieme”. Il Segretario generale era accompagnato da una delegazione di direttori dei vari dipartimenti del Consiglio ecumenico delle Chiese, accolta dalla presidente dei Focolari Maria Voce, dal co-presidente Giancarlo Faletti, dai responsabili del “Centro Uno” la segreteria per il dialogo ecumenico e da alcuni membri del Consiglio Generale. Nell’indirizzo di saluto, Maria Voce aveva ricordato il rapporto pluridecennale di profonda amicizia che lega il Consiglio ecumenico delle Chiese e il Movimento dei focolari. Ricordando la sua prima visita alla sede di Ginevra nel 2009, Maria Voce ha ribadito l’impegno di portare avanti l’eredità di Chiara Lubich che aveva instaurato i primi contatti sin dal 1967. “Ci sentiamo a fianco del Consiglio ecumenico delle Chiese – ha detto – nel portare avanti gli ideali di unità e di fraternità universale. L’occasione di questo incontro era dovuto alla visita del rev. Olav Fykse Tveit, a Roma in Vaticano, dove, per la prima volta era stato ricevuto in udienza da Benedetto XVI, e aveva incontrato il Card.Koch presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Ha avuto altri incontri a Roma con la comunità metodista, con la Chiesa valdese e la Comunità di Sant’Egidio. (altro…)
7 Dic 2010 | Centro internazionale, Spiritualità
«In fondo alla crisi contemporanea agisce una potente istanza d’unificazione”: con queste parole profetiche del 1954, Igino Giordani indica nell’esercizio quotidiano dell’amore reciproco la via maestra per la ricostruzione del tessuto sociale. «C’è una questione sociale da risolvere, perché c’è una questione della carità da praticare. E la carità è il sentimento per cui nell’uomo si vede il fratello; anzi, nell’uomo si vede Dio per immagine: quasi un uomo Dio mistico, innalzato dalla redenzione. Si parla del popolo che abbandona le chiese. Ma questo può anche essere conseguenza della carità che non ha agito, della fraternità rimasta nel messale, dell’immagine di Dio oscurata da un pratico ateismo. Dove manca l’amore, è da domandarsi se sia il popolo che ha abbandonato le chiese o se siano le chiese che hanno abbandonato il popolo. Dico le chiese, non la Chiesa, la quale è essa stessa il popolo, – il popolo di Dio, – e non può abbandonare se stessa. Se dei poveri si sono allontanati, la Chiesa non può allontanarsi da se medesima, popolo di poveri, di cui anche i ricchi son parte se si fanno poveri nello spirito, facendo dell’uso della ricchezza un ministero della carità. Talora, dove i cristiani hanno dimenticato il prossimo, raggrumando la fede nel sarcofago del loro sé, staccata dalle opere e così asfissiata, i fratelli più deboli, non sentendo la carità, hanno smarrito il senso di Dio, che è carità, e ama incarnarla, questa carità, nelle opere degli uomini, fatti per il loro servigio sociale banditori e portatori di Dio. «Hai la carità, hai la Trinità», diceva il grande Agostino. Dove non si sono amati i fratelli, il tessuto connettivo s’è liso, e quelli si sono distaccati». I. Giordani, Il Fratello, 1954 Il volume Il Fratello”, da cui questa pagina è stata tratta, è di prossima ristampa nella collana Opere Vive di Città Nuova editrice. www.iginogiordani.info (altro…)