12 Set 2014 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo, Spiritualità
“Accetto” è la parola che l’Assemblea attendeva da Maria Voce, appena riconfermata dai partecipanti come Presidente del Movimento dei Focolari per i prossimi sei anni. A giro di posta è arrivata la conferma della Santa Sede – come previsto dagli Statuti dei Focolari: “All’inizio di questo secondo mandato, auguriamo alla Dott.ssa Maria Voce particolare assistenza dello Spirito Santo e affidiamo il suo servizio all’intercessione materna di Maria Santissima, di cui oggi ricorre la festa del suo Santo Nome”, scrive il card. Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per il Laici. Anche nell’annunciare la sua accettazione, Maria Voce ha rilevato la felice coincidenza con questa festa: “Maria doveva mettere il suo sigillo su questo momento. Sono sicura che continuerà a farlo”. E aggiunge che tutto il Movimento nel mondo “sta crescendo nella preghiera e nell’amore e questo è già un grande frutto del lavoro che stiamo facendo insieme, grazie a tutti”. (altro…)
10 Set 2014 | Centro internazionale, Cultura, Spiritualità
Sinopsis: El 3 de noviembre de 1883, un joven arquitecto llamado Antoni Gaudí se hacía cargo de las obras, apenas iniciadas, del templo de la Sagrada Familia. Se han cumplido 130 años de aquella fecha. «Estas páginas ofrecen una visión renovada de la basílica de la Sagrada Familia de Barcelona y de Antoni Gaudí, el arquitecto innovador que diseñó esta catedral del siglo XXI –todavía inacabada– que suscita admiración en todo el mundo. El autor del libro fue el artífice de la dedicación de este templo, ceremonia que celebró el papa Benedicto XVI en la Ciudad Condal el 7 de noviembre de 2010. Recientemente el papa Francisco indicó la basílica barcelonesa como uno de los tres lugares especiales de todo el mundo para pedir por los frutos de los sínodos de los obispos de 2014 y 2015, dedicados a los retos que tienen que afrontar las familias en el presente. Un libro centrado en tres fachadas del templo –del Nacimiento, de la Pasión y de la Gloria– y que, partiendo de las palabras de Gaudí y de la magistral interpretación de Benedicto XVI, permiten comprender en profundidad lo obra cumbre del arquitecto Antoni Gaudí y su mensaje cultural y religioso». Al proyectar las tres grandes fachadas como tres grandes retablos, situados fuera del templo, con imágenes expresivas de la fe cristiana, el arquitecto barcelonés se adelantó a la propuesta del papa Francisco, que nos pide «una Iglesia en salida», salir de los templos para ir a las periferias. Tres fachadas del templo, las tres partes de este pequeño libro. Sobre el autor: Lluís Martínez i Sistach nació en Barcelona en 1937. Fue ordenado sacerdote en Cornellà de Llobregat en 1961. Se doctoró en derecho civil y canónico en la Pontificia Universidad Lateranense de Roma. Entre 1978 y 1987 fue vicario episcopal y luego vicario general de la archidiócesis de Barcelona. Es profesor de derecho canónico de la Facultad de Teología de Cataluña y presidente de la Asociación Española de Canonistas. En 1987 fue consagrado obispo titular de Aliezira y auxiliar de Barcelona. En 1991 es nombrado obispo de Tortosa y en 1997, de la sede metropolitana y primada de Tarragona. En 2004 fue nombrado arzobispo de Barcelona. Benedicto XVI lo creó cardenal el 24 de noviembre de 2007. Desde junio de 2008 es miembro del Tribunal Supremo de la Signatura Apostólica y del Consejo Pontificio para los Laicos. Ciudad Nueva Madrid
8 Set 2014 | Centro internazionale, Cultura, Dialogo Interreligioso, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«Alle elezioni della Presidente, del Copresidente e dei componenti eletti del Consiglio generale saranno premessi tre giorni di ritiro spirituale, affinché gli elettori, uniti nel nome di Gesù […] siano docili alla grazia dello Spirito Santo, così che la loro scelta sia per il maggior bene dell’Opera»: sta scritto negli Statuti generali del Movimento dei Focolari. Una sfida notevole, considerata la grande varietà dei partecipanti: focolarini, famiglie, giovani, religiosi e sacerdoti. Sono invitati anche alcuni vescovi, in rappresentanza dei vescovi “amici” dei Focolari. Bella e nutrita la presenza ecumenica con la partecipazione di cristiani di varie Chiese. Inoltre, a nome dei tanti fedeli di altre religioni che fanno parte dei Focolari ci sono anche Metta, buddista e Racim, musulmano. Il gruppo di persone di convinzioni non religiose, giunto negli ultimi giorni, esprime anch’esso l’universalità del Carisma dell’unità.
I tre giorni di ritiro spirituale sono stati definiti da tanti necessari, affinché le scelte in campo siano frutto di un discernimento collettivo. Si è poi presentato un punto della spiritualità dell’unità: “L’Eucarestia mistero di comunione” che verrà offerto alla riflessione di tutti gli appartenenti ai Focolari. Un argomento potenzialmente “scomodo”, se considerato nell’ottica ecumenica o interreligiosa, ma che è divenuto spunto per un dialogo profondo tra tutti. Ha preceduto la presentazione del tema la lettura della preghiera di Gesù per l’unità (Gv 17), fatta da un gruppo di focolarine e focolarini delle varie Chiese presenti. Alcuni di loro hanno poi commentato il tema: «Per Lutero l’Eucarestia è un mistero – spiega Heike, luterana – quindi già dal titolo mi sento ‘a casa’. Rimane ancora qualcosa che ci divide, ma secondo me più del 90% possiamo viverlo insieme». Cathy, della Chiesa anglicana, confidava che: «Il non poter partecipare all’unica mensa mi dà l’occasione di riconoscere ed accettare il dolore della divisione, e quindi di amare di più». Metta, buddista tailandese, si sente parte della famiglia dei Focolari. «Come posso vivere io questo punto della spiritualità? – si chiede – Ho capito che devo purificarmi ogni giorno, essere nulla, per accogliere i fratelli». E c’è anche Racim, giovane musulmano algerino, che racconta che quanto Chiara dice sull’Eucarestia gli ricorda un Hadit del Profeta in cui si dice che Dio entra nel cuore e nel corpo di ciascuno.
Luoghi privilegiati per un confronto a tutto campo su temi e sfide presenti e future sono i gruppi di lavoro – oltre una trentina – composti da partecipanti diversi per provenienza, età e vocazione. Sono vere e proprie sessioni di dialogo e confronto quotidiano, che danno voce al popolo dei Focolari. Molto partecipati anche i momenti di dialogo in plenaria: si condividono storie, testimonianze e sfide nei diversi contesti nazionali e culturali. Jean Paul, burundese, studia in Algeria e racconta la sfida quotidiana che comporta il suo essere minoranza cristiana in un Paese al 90% musulmano. Esprime la sua soddisfazione per l’attenzione che Maria Voce ha rivolto anche a loro, i giovani presenti all’Assemblea.
Momento centrale della prima settimana è stata la relazione della Presidenza. In essa Maria Voce e Giancarlo Faletti hanno tracciato un bilancio del percorso fatto dal 2008 ad oggi. Tanti gli aspetti toccati: dalla diffusione del pensiero di Chiara Lubich in vari campi, fino alla richiesta alla Chiesa cattolica di aprirne il processo di beatificazione; la distribuzione degli appartenenti ai Focolari per aree geografiche; i dolori vissuti, eco dei mali che affliggono l’intera società; i dialoghi con le chiese, le religioni, la cultura; i giovani; le prospettive per il sessennio che segue e che sono al vaglio dell’Assemblea. Una plenaria è stata dedicata ad una riflessione sul panorama culturale attuale, guidato dalla “Scuola Abba”, centro di studi interdisciplinare dei Focolari. Si è parlato di mondializzazione, tecnologia e ambiente, relazioni umane, della questione di Dio, tematiche presenti nelle oltre 3.000 istanze giunte dai membri del Movimento nel mondo. Molti gli interventi che sono seguiti, come quello di Eddie di Hong Kong sulla ricerca di strade per portare Dio in Oriente, evidenziando la necessità di associare alle parole, più fatti e maggior concretezza di vita. In questa settimana proseguono i lavori di gruppo su sfide culturali e apertura sociale, formazione, vita delle comunità dei Focolari in contesti diversi, famiglia e nuove generazioni, dialogo interreligioso, con la cultura, i rapporti con la Chiesa cattolica e con le altre Chiese. Questa sarà la settimana dell’elezione della Presidente e del Copresidente. (altro…)
2 Set 2014 | Centro internazionale, Spiritualità
«Dichiaro ufficialmente aperta l’Assemblea». Con queste parole Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, ha dato inizio la mattina del 1° settembre ai lavori del tanto atteso appuntamento i cui partecipanti sono chiamati ad esprimersi su argomenti fondamentali per la vita del Movimento e ad eleggere la Presidente, il Copresidente, i consiglieri generali per i prossimi sei anni. La parola di vita del mese riprende una frase di Paolo ai Romani: “Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi, per la gloria di Dio” (Rm 15,7) e Maria Voce invita tutti i presenti a porsi in quest’atteggiamento. Un impegno non scontato perché qui c’è gente che arriva veramente da ogni angolo del pianeta e porta con sé le tragedie di popoli in guerra, colpiti da calamità naturali, provati economicamente. Vengono letti alcuni messaggi tra cui quello dell’evangelico Gerhard Pross, dell’Ymca di Esslingen, che scrive tra l’altro: «Vi giunga un saluto caloroso in occasione della vostra Assemblea Generale. Sono molto cosciente di quanto sia importante questo momento per voi: per ciascuno singolarmente e per tutti insieme come Movimento dei Focolari. Desidero accompagnarvi in questi giorni con una preghiera speciale, chiedendo la presenza dello Spirito Santo, che sia Lui a condurvi e a guidarvi».
«Incoraggiamento e sostegno» arrivano dal fon di Fonjumetaw (Camerun) «anche a nome dei “Fon-Amici” del Movimento dei Focolari». Nel suo messaggio chiede che vengano accettati gli auguri «per la realizzazione di questa importante riunione spirituale allo scopo di portare avanti l’eredità di Chiara dell’amore reciproco verso la fraternità universale». Il dr. Walter Baier, Segretario generale della rete degli intellettuali della Sinistra Europea “Transform!europe”, scrive tra l’altro: «Ci unisce l’obiettivo di un’umanità giusta, solidale e fraterna, in cui la differenza non è vissuta come divisione, ma come arricchimento. […] Vi auguro la sapienza: che possiate tradurre il vostro specifico nell’oggi e in questo vi assicuro la mia vicinanza». L’attenzione dei partecipanti, attraverso una videoregistrazione, viene richiamata sull’“eredità” della fondatrice, Chiara Lubich, che a quanti in più occasioni l’avevano interpellata sul futuro del Movimento dopo la sua morte, aveva risposto confidando la sua assoluta fiducia che la presenza di Gesù fra coloro che si amano reciprocamente nel Suo nome (Mt 18,20), avrebbe continuato a guidare e portare avanti il Movimento stesso. Con questa premessa iniziano le prime “operazioni”, a partire dall’approvazione del regolamento dell’Assemblea. I giorni dal 2 al 4 settembre saranno dedicati ad un ritiro spirituale. (altro…)
27 Ago 2014 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo
Al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, Roma, sono attesi 494 delegati dei Focolari in rappresentanza del centro internazionale e delle diverse aree geografiche del mondo, espressione della pluralità che caratterizza il Movimento: laici e consacrati, adulti e giovani, uomini e donne. Inoltre, ad accompagnare i lavori dell’Assemblea vi saranno 49 invitati, tra cui alcuni cristiani di varie Chiese. Sono invitati anche rappresentanti delle Grandi Religioni e di culture non religiose appartenenti ai Focolari. L’evento è stato preparato con un’ampia partecipazione delle comunità dei Focolari, concretizzatasi in riflessioni e proposte per un’Assemblea che sarà chiamata ad esprimersi su argomenti fondamentali per la vita del Movimento. Secondo il preambolo dei suoi Statuti generali, «la norma delle norme, la premessa di ogni altra regola» è l’amore scambievole, quale fondamento all’agire dello Spirito Santo: è questa la “logica” che ha guidato tali consultazioni nel mondo. Dal lavoro preparatorio sono emerse domande, sfide ed esigenze di un popolo vitale in cammino. In particolare sono emersi la fedeltà all’identità carismatica, l’attenzione per i giovani, gli anziani e le famiglie, il bisogno di andare al di là del proprio movimento muovendosi verso i dolori dell’umanità, con uno sguardo privilegiato a quanti sono attanagliati dai bisogni più diversi. Una spinta all’azione, dunque, con un’adeguata e aggiornata formazione spirituale e culturale, sulla linea della spiritualità di comunione tipica del carisma dei Focolari, affinché sia Gesù stesso, presente fra coloro che sono uniti nel Suo nome (cfr. Mt 18, 20), a camminare per le strade per incontrare gli uomini e le donne di oggi. La totalità dei contributi è stata sintetizzata in 12 grandi temi che i partecipanti all’Assemblea, in gruppi e in plenarie, saranno chiamati ad affrontare per indirizzare il Movimento nei prossimi anni. Dopo alcuni giorni di ritiro spirituale e di lavoro comune, l’Assemblea procederà all’elezione della Presidente, del Copresidente, dei consiglieri e delle consigliere generali per i prossimi sei anni. I partecipanti saranno ricevuti da papa Francesco venerdì 26 settembre. L’Assemblea generale è il più importante organo di governo del Movimento e si riunisce ordinariamente ogni sei anni. (altro…)
13 Ago 2014 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo, Spiritualità
«La guerra è un omicidio in grande, rivestito di una specie di culto sacro, come lo era il sacrificio dei primogeniti al dio Baal: e ciò a motivo del terrore che incute, della retorica onde si veste e degli interessi che implica. Quando l’umanità sarà progredita spiritualmente, la guerra verrà catalogata accanto ai riti cruenti, alle superstizioni della stregoneria e ai fenomeni di barbarie. Essa sta all’umanità, come la malattia alla salute, come il peccato all’anima: è distruzione e scempio e investe anima e corpo, i singoli e la collettività. Secondo Einstein, l’uomo avrebbe bisogno di odiare e distruggere: e la guerra lo soddisferebbe. Ma non è così: i più degli uomini, interi popoli, non mostrano questo bisogno. Comunque lo reprimono. Ragione e religione poi lo condannano. «Tutte le cose appetiscono la pace», secondo san Tommaso. Difatti tutte appetiscono la vita. Solo i matti e gl’incurabili possono desiderar la morte. E morte è la guerra. Essa non è voluta dal popolo; è voluta da minoranze alle quali la violenza fisica serve per assicurarsi vantaggi economici o, anche, per soddisfare passioni deteriori. Soprattutto oggi, con il costo, i morti e le rovine, la guerra si manifesta una «inutile strage». Strage, e per di più inutile. Una vittoria sulla vita, e che sta divenendo un suicidio dell’umanità. Dicendo che la guerra è una «inutile strage», Benedetto XV diede la definizione più precisa. L’inutilità fu ribadita da Pio XII nel 1951: «Tutti hanno manifestato con la medesima energica chiarezza il loro orrore della guerra, e la loro convinzione che questa non è, e ora meno che mai, un mezzo proprio a dirimere i conflitti e a ristabilire la giustizia. A questo possono riuscire solo delle intese liberamente e lealmente consentite. Che se potesse esser questione di guerre popolari – nel senso che esse rispondono ai voti e alla volontà delle popolazioni -, ciò non sarebbe mai se non nel caso d’una ingiustizia così flagrante e così distruttiva dei beni essenziali di un popolo da rivoltare la coscienza di tutta una nazione»[ Al corpo diplomatico, 1-1-1951.]. Come la peste serve ad appestare, la fame ad affamare, così la guerra serve ad ammazzare: per giunta, distrugge i mezzi della vita. È una industria funeraria: una fabbrica di rovine. Solo un folle può sperare di dedurre beneficio da una strage: salute da uno svenamento, energia da una polmonite. Il male produce male, come la palma produce il dattero. E la realtà mostra, anche in questo campo, l’inconsistenza pratica del machiavellico aforisma secondo cui «il fine giustifica i mezzi». Il fine può essere la giustizia, la libertà, l’onore, il pane: ma i mezzi producono tale distruzione di pane, d’onore, di libertà e di giustizia, oltre che di vite umane, tra cui quelle di donne, bambini, vecchi, innocenti d’ogni sorta, che annullano tragicamente il fine stesso propostosi. In sostanza, la guerra non serve a niente, all’infuori di distruggere vite e ricchezze». Tratto da: Igino Giordani, L’inutilità della guerra, Città Nuova 2003, pp.9-16 (altro…)